A una fanciulla che danza nel vento

Danza laggiù sulla riva;
Perché ti dovresti curare
Del vento o del ruggito delle acque?
Libera i tuoi capelli
Umidi di salsedine;
Sei troppo giovane per aver conosciuto
Il trionfo dello sciocco, o l’amore
Perduto non appena conquistato,
O la morte del miglior lavoratore
Mentre tutti i covoni
Sono rimasti ancora da legare.
Perché dunque dovresti temere
Il mostruoso gridare del vento?

W. B. Yeats

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5 Risposte

  1. “Nella nostra epoca c’è un terrore che può essere assolutamente paragonato, di fatto, alla paura medievale di fantasmi. Si tratta dell’attuale paura dei batteri.
    Le due condizioni di paura sono sostanzialmente identiche. Il Medioevo aveva una certa consapevolezza dell’esistenza del mondo spirituale; temeva pertanto alcune entità spirituali. L’età moderna ha perduto questa fiducia; crede nella realtà materiale, così ha paura di esseri materiali, per quanto piccoli essi siano.
    I batteri possono essere pericolosi solo se coltivati. Essi vengono coltivati nel modo migliore se l’uomo, nello stato di sonno, accoglie solo una disposizione d’animo materialistica.
    Vi è poi un altro modo, che funziona come questo; vale a dire vivere in un focolaio di epidemia o di malattie endemiche e non avere che immagini di malattia intorno a sé, in modo da essere imbottiti solo della sensazione di terrore verso questa malattia.
    Questa paura la si può un po’ alleviare per mezzo di azioni di amore, quando è possibile; per esempio, attraverso l’impegno nel curare i malati, dimenticando che si potrebbe anche essere contagiati. Ebbene, in questo modo si rallenta abbastanza la coltura dei batteri”

    Rudolf Steiner, conferenza del 5 Maggio 1914 a Basilea.

    http://www.liberopensare.com/articoli/item/781-ebola-di-che-si-tratta-veramente-una-riflessione-a-tutto-campo

  2. Buon fine settimana a tutti gli amici ed un abbraccio al Prof. La Porta.

  3. Buon fine settimana da tutti noi!

  4. “Hai mutato il mio lamento in danza,

    la mia veste di sacco in abito di gioia,

    perché io possa cantare senza posa”
    (Dal salmo 30)

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