Il silenzio non m’inganna

Distorto il battito
della campana di San Simpliciano
si raccoglie sui vetri della mia finestra.
Il suono non ha eco, prende un cerchio
trasparente, mi ricorda il mio nome.
Scrivo parole e analogie, tento
di tracciare un rapposto possibile
tra vita e morte. Il presente è fuori di me
e non potrà contenermi che in parte.
Il silenzio non m’inganna, la formula
è astratta. Ciò che deve venire è quì,
e se non fosse per te, amore,
il futuro avrebbe già quell’eco
che non voglio ascoltare e che vibra
sicuro come un insetto della terra.

Salvatore Quasimodo

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Non andartene docile in quella buona notte

Non andartene docile in quella buona notte,
I vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
Infuria, infuria, contro il morire della luce.

Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta
Perchè dalle loro parole non diramarono fulmini
Non se ne vanno docili in quella buona notte,

I probi, con l’ultima onda, gridando quanto splendide
Le loro deboli gesta danzerebbero in una verde baia,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

Gli impulsivi che il sole presero al volo e cantarono,
Troppo tardi imparando d’averne afflitto il cammino,
Non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, prossimi alla morte, con cieca vista accorgendosi
Che occhi spenti potevano brillare come meteore e gioire,
S’infuriano, s’infuriano contro il morire della luce.

E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi,
Benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego.
Non andartene docile in quella buona notte.
Infuriati, infuriati contro il morire della luce.

Dylan Thomas

Ad altri da te

Amico da nemico io ti sfido.

Tu con monete false nelle borse degli occhi,
Tu amico mio dall’aria accattivante
Che per vera mi rifilasti la menzogna
Mentre spiavi bronzeo i miei più gelosi pensieri,
Che mi allettasti con luccicanti pezzi d’occhio
Finché il dente goloso del mio affetto trovò il duro
E scricchiolò, e io inciampai e succhiai,
Tu che ora èvoco a stare come un ladro
Nella memoria, moltiplicato da specchi,
In sorridente inobliabile atto,
Mano lesta nel guanto di velluto
E un martello contro il mio cuore,
Eri una volta una tale creatura, un così allegro,
Schietto, spassionato compagno,
Che non avrei mai detto né creduto
Mentre una verità spostavi nell’aria,

Che per quanto li amassi per i loro difetti
Come pei loro pregi,
I miei amici non erano che nemici su trampoli
Con la testa fra nuvole d’astuzia.

Dylan Thomas

A Most Wanted Man, l’ultima interpretazione di Philip Seymour Hoffman

  • Il Festival del Cinema di Roma (appena concluso) ha reso giustamente omaggio a Philip Seymour Hoffman, premio Oscar per Truman Capote – A sangue freddo, candidato all’Academy Award altre tre volte per La guerra di Charlie Wilson, Il dubbio e The Master, con la proiezione de La spia – A Most Wanted Man, ultima interpretazione dell’attore scomparso lo scorso febbraio all’età di quarantasei anni. Il nuovo film di Anton Corbijn, tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carré, è un action thriller ambientato tra Amburgo e Berlino.

    Trama e recensione

    Bachmann, un agente segreto anti-terrorismo con base ad Amburgo, deve indagare su un rispettato accademico musulmano che sta appoggiando segretamente delle attività terroristiche tramite donazioni ad una compagnia di navigazione con sede a Cipro. Con l’aiuto di una giovane avvocatessa, di un’astuta agente della CIA e di un losco banchiere, Bachmann organizza un contorto piano per incastrare il suo obiettivo. Non dirò altro. Il film è stato presentato il 19 gennaio 2014 al Sundance Film Festival. Nelle sale statunitensi è uscito il 25 luglio, mentre in quelle italiane uscirà il 30 ottobre.

    E’ una pellicola di rara bellezza ancorché amara e pessimista sulla realtà, dalle tinte dark e con un climax mozzafiato. La performance di Philip Seymour Hoffman è viscerale, a tratti soffocante. Il suo personaggio rasenta la perfezione e domina lo schermo dall’inizio alla fine, trascinando nello stesso empireo anche tutti i comprimari. La fotografia è fatta di immagini e dettagli eleganti e la mano di Corbin è ferma e consapevole.

    Brevi Riflessioni

    I cospirazionisti americani dicono che Scientology avrebbe in realtà commissionato l’omicidio di Philip Seymour Hoffman per il film The Master, parzialmente ispirato a Ron Hubbard, fondatore di Scientology. Altra dietrologia vede il personaggio di Bachmann troppo sopra le righe, per il modo in cui affronta nei dialoghi temi molto scomodi quali l’Islam, la politica, il terrorismo, i servizi segreti americani, con quell’accento tedesco che a qualcuno non è piaciuto.

    Il New York Times, in un lungo articolo, ha messo insieme quello che si sa degli ultimi giorni di Hoffman, parlando con amici e conoscenti ma anche con persone che lo avevano incontrato per caso e ricordavano particolari rilevanti. Negli ultimi complicati giorni della sua vita, Hoffman era stato visto più volte da diverse persone ubriaco e alterato, cosa che però non aveva suscitato troppe preoccupazioni anche tra chi lo conosceva. Senza voler rivelare il proprio nome, una persona ha detto al New York Times di aver incontrato Hoffman ad un incontro di un gruppo di aiuto per tossicodipendenti e che in quell’occasione Hoffman aveva detto di essere stato pulito per trenta giorni. Di fatto il 2 febbraio 2014, all’età di 46 anni, Philip Seymour Hoffman è stato trovato morto nel suo appartamento di New York, nel quartiere di Manhattan, probabilmente a causa di una overdose di un mix di eroina, cocaina e benzodiazepine. L’attore secondo alcune fonti sarebbe stato ritrovato con la siringa ed il laccio emostatico ancora nel braccio.

    La verità forse non la sapremo mai o forse è proprio quella ufficiale. Sta di fatto che una o due cose le sappiamo di sicuro:

    1. ci ha lasciato un granissimo attore; 2. è comunque possibile essere assassinati semplicemente per aver girato un film: Theodoor “Theo” van Gogh (L’Aia, 23 luglio 1957 – Amsterdam, 2 novembre 2004) è stato un regista, attore, produttore televisivo, sceneggiatore, conduttore televisivo, pubblicista, scrittore, cineasta e attivista olandese. Discendente del fratello del celebre pittore Vincent van Gogh, fu assassinato da Mohammed Bouyeri, estremista islamico esponente del Gruppo Hofstad, come ritorsione contro alcune immagini mostrate nel suo film Submission. Questa secondo me fu una ennesima assurda barbarie ed è attuale ricordarla in giorni in cui le news ci fanno riflettere sulla società islamica e le forme di violenza esercitate sulle donne.

    Massimo Lanzaro

E tu, dove hai la tua stella?

E tu dove hai la tua stella? In quale memoria trovi il tuo orientamento? Dove la tua sicurezza? A quale immagine di città ricorri quando vuoi sapere chi sei? Quando vuoi trovare la forza di sentirti diversa dal montare della marea altrui?».

(Tiziano Terzani, Lettera a Saskia, 13 dicembre 1999, Hong Kong)

Il cielo è tutto azzurro

Il cielo è tutto azzurro

il cielo è tutto calmo
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia
E tutto è calmo.

Sandro Penna

Due anni più tardi

Nessuno ti ha mai detto che i tuoi occhi
Arditi e belli avrebbero dovuto
Essere fatti più esperti? O avvertita di come
Sia disperata la falena quando si brucia le ali?
Avrei potuto insegnartelo io;
Ma tu sei giovane, così parliamo un linguaggio diverso.

Oh, prenderai tutto quanto ti è offerto
E sognerai che tutto il mondo è amico,
Dovrai soffrire come tua madre ha sofferto,
E alla fine tu sarai spezzata;
Ma io sono vecchio e tu sei giovane,
E io parlo una lingua barbara.

W. B. Yeats