Tre volte

Tre volte – ci separammo – il respiro- e io-
tre volte – non volle andare –
ma cercò di smuovere il ventaglio spento
che le acque – cercavano di arrestare.

Tre volte – le onde mi gettarono a galla –
poi mi presero – come una palla –
poi mostrarono facce blu alla mia faccia –
e spinsero via una vela

che strisciava lontana – e mi piaceva vedere –
che bello guardare una cosa
con sopra – visi umani –

Le onde si assopirono – il respiro – no –
i venti – come bambini – si quietarono –
poi l’alba baciò la mia crisalide –
e io mi alzai – e vissi –

Emily Dickinson

 

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2 Risposte

  1. un cauchemar creativo,si vera sunt relata..Ad ottima resa poetica.Emily difficilmente erra.La dispnea da affogamento,contagia il lettore.Che si sente rianimato quando per l’intervento di un deus ex machina che buonizza il sogno,e poi lo disperde.

  2. Si dice che quel percorso sia obbligatorio e preparatorio alla vita… di una farfalla. Al terzo battito si cominci a respirare.

    …Tanti baci Profs’ & C. A presto.

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