Nessuno

Io sono solo
il fiume è grande e canta
Chi c’è di là?
Pesto gramigne bruciacchiate.
Tutte le ore sono uguali
per chi cammina
senza perché
presso l’acqua che canta.
Non una barca
solca i flutti grigi
che come giganti placati
passano davanti ai miei occhi
cantando.
Nessuno.

Attilio Bertolucci
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9 Risposte

  1. Profondamente accomunante. Siamo tutti “nessuno” se non si canta insieme. Bianca 2007

  2. Già, quella solitudine interiore che squarcia l’anima e annichilisce il cuore. Quella solitudine in cui non solo si è estranei al mondo, ma si è estranei a se stessi. Quando ti sei perso e sperso dentro te stesso tanto da non ricoscere più nulla….tutto sembra sconosciuto, ma soprattutto il tuo essere. E allora che si percepisce di aver perso la rotta…di fluttuare in un vortice da cui trovare una via di fuga appare impossibile. È in questi momenti che ci sente il Sig. Nessuno; Nessuno fuori dalmondo e Nessuno dentro il proprio mondo.

  3. Io dalla mia gioventù ho praticato sport acquatici, e mi capita più di frequente di passeggiare,specie l’inverno ,del risonante mar lungo la riva( πολυφλοίσβοιο θαλάσσης)e lì le onde possono essere anche enormi e rombanti.La solitudine forse si sente meno Gabbiani,cormorani e fratini fanno compagnia Poi io sono un amante del surf a corpo libero ed allora cavalco bianche cavalle…..

  4. Per i più animici sensibili e meno psichici e materialisti , è proprio quando si entra attraverso la “solitudine percettiva / ricettiva “ (così come è successo a tanti “mistici”, che in qualche modo hanno riaperto qualche portale), in questi aspetti solitari e contemplativi, che spesso ci si domanda, chi siamo veramente, da dove veniamo, il perchè della vita, il perchè di certe esperienze e dove ritorneremo dopo questa esistenza. In poche parole l’essere o non essere uno nessuno o centomila dipende da quanto in profondità siamo entrati dentro noi stessi per avvicinarci alla nostra divina luce interiore. Ma è anche vero che a nessuno viene concesso di accogliere più di quello che il suo cuore può supportare, così come di comprendere verità o parti di verità più di quelle che la sua mente intuitiva riesce ad accogliere e abbracciare

  5. Con tutto il giusto rispetto, forse Attilio Bertolucci, trasportato dalle sue belle pensierose / riflessive note, ha dimenticato un particolare assai importante….. A parte le innumerevoli compenetranti e condivise vibrazionali realtà olografiche dei MULTIVERSI, NESSUNO E’ MANI LASCIATO SOLO IN QUESTO MONDO… (non ci dimentichiamo delle nostre personali preziose invisibili “guide”) così come è anche vero (per il nuovo provante / scientifico libero pensiero speculativo) che in effetti, anche se immersi nella grande apparente digitale / virtuale / illusoria separazione SIAMO TUTTI INTERCONNESSI A LIVELLO PIU’ SOTTILE.

  6. Se volete dare un occhiata, un piccolo significativo sunto comparativo con le nuove riscoperte scientifiche, che io un giorno ho definito “misticismo scientifico”

    http://www.istitutocintamani.org/libri/DOTTRINA_SEGRETA_E_FISICA_QUANTISTICA.pdf

  7. sembra rispondere alla grande lirica di Quasimodo,ma con poca forza però più grazia, M.Mazzeo:
    -Non sono mai solo-
    Non sono mai solo
    nell’azzurro
    dei miei pensieri:
    piccolo cielo
    trapunto di speranze.

    Mazzeo ha uno stilema positivo,Quasimodo,negativo.

    Fonte della poesia di M.Mazzeo -Giocare con la sabbia- Mondadori

  8. Poiché la scienza è dell’uomo, o anche del e nell’uomo, nulla di male a definire “misticismo scientifico” ! L’importante è, non perdere quella, “Definizione” che ha che fare con lo spirito, ossia che la scienza non sia , del tipo: IO, in tutti i suoi significati “consci e inconsci”, sono una Macchina! Per il Resto, la scienza ben venga come fonte e ricerca…. nella comprensione, o nel tentativo di questa.Una Buona Serata con la Notte che avanza, a tutti Noi!

  9. All’interno del Sutra del Cuore, Il Buddha rivela la natura illusoria di tutto ciò che crediamo reale e dotato di un’esistenza indipendente. Insegna il superamento del Samsara, la ruota di nascita sofferenza e morte, e del Nirvana.

    …Poiché tutte le cose sono vuoto, non c’è forma, percezione, impulsi, coscienza; non esistono occhio, orecchio naso, lingua, corpo, intelletto; non esiste colore, voce, olfatto, gusto, tatto, legge; non c’è né il mondo che si vede né il mondo della coscienza, non ci sono tenebre né fine delle tenebre, né vecchiaia né morte, né inesistenza di vecchiaia e di morte…

    Questo passo non significa che non esiste nulla e che tutto è vuoto, non è un inno al nichilismo. Il vuoto di cui si parla nello Zen è un pieno di tutto, significa che non esiste nulla che esista da solo come entità propria, ma che tutto è Uno. Quando prendiamo coscienza di questo attraverso lo Zazen e la pratica della costante consapevolezza, realizziamo la nostra unità con l’Universo.

    …Esso dice: “Andato, andato, andato all’altra riva ed approdato all’altra riva”…

    Il Sutra del Cuore termina con l’esortazione a praticare e a risvegliarci, perché per tutti quelli che praticano seriamente è possibile andare all’altra riva. Naturalmente l’altra riva è già dentro di noi. È il nostro risveglio, l’altra faccia della nostra coscienza.

    I Quattro Voti del Bodhisattva

    dal blog il cerchio

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