A te

Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me, perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?

Walt Whitman

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13 Risposte

  1. Già. Ovviamente tutto dipende dall’ntensità del desiderio. Un desiderio senza riserve. Se vivesse questo,sarebbe assurdo se non ridicolo quel chiamare “straniero” un simile anche se sfiorato appena da uno sguardo. Bianca 2007

  2. Una persona agiante, che metteva a suo agio le persone,questo Walt Whitman ! Si dovrebbe essere tutti così

  3. l’unico ostacolo iniziale è la diversità della ..”lingua”..

  4. per parlare la lingua dello straniero penso che occorra immedesimarsi in lui al punto da rendere familiare ciò che di lui ci è estraneo

  5. “..Odisseo può dunque rivolgere la parola e manifestare la sua richiesta d’aiuto, mettendo coì in atto una sapiente strategia di seduzione, rivolta a farsi accettare; egli diviene lo straniero che può manifestarsi…. Sedurre non è sempre circuire ma anche rivelarsi affascinando, consegnare all’altro la propria verità perchè questi voglia palesare la sua; e Nausicaa, senza quasi avvedersene, si espone allo sconosciuto (Odisseo), gli lascia intuire i desideri del suo animo..” – da Tessiture di G.Vitali

  6. …a volte per comunicare bastano gesti, sguardi. ….il linguaggio non verbale spesso è più eloquente di lunghi discorsi. Del resto, i bambini all’incirca nei primi 18 mesi di vita non comunicano solonin modo non verbale?
    Straniero, tutto sta nella volontà di ‘aprirsi’ e in quella di ‘ascoltare’.

  7. Ciao Beatrice, fa piacere vedere la tua classe e il tuo fascino, in questo purgatorio di vecchie anime.

    Ti mando un video, con una donna molto aristocratica e sensuale…, sarebbe un’ intima amica di Rafeluzzzzzzu. Un bacione

    .

  8. .. eancora un passaggio del libro da me sopra citato.. :
    “La mentalità comune che.. ha caratterizzato il pensiero moderno.. è stata quella economica, la quale ha avuto come nucleo di riferimento, unico ed esclusivo la centralità dell’individuo singolo e del suo personale interesse. Di qui la tara della sostanziale incapacità mai fino in fondo contrastata da tensioni morali e religiose di segno opposto, di riconoscere nella diversità di chi o di ciò che sia altro da sè una opportunità di redifinizione e di continua trasormazione di se stessi..”

  9. Carissimo Luigi,
    Sono io che sono felice di ritrovarti. …riempi questa casa di allegria e gioia!
    Grazie di cuore! !
    Ti abbraccio con affetto, Bea

  10. …che poi penso che “straniero” non sia solo il passante, il viaggiatore errante o chiunque altro si incontri nel proprio cammino. Straniero è anche l’smico/a di sempre, il vicino di casa, persino l’amato/a perché tutti evolviamo in un costante cambiamento interiore. A motivo di questo mutamento alla fine in una parte, a volte picco a volte più grande, l’altro che incontriamo ogni giorno e con cui abitualmente ci relazioniamo sarà sempre in qualche modo straniero…. e noi stessi siamo stranieri a noi stessi, sempre in un viaggio animico senza fine in cui, se ci riusciamo, ogni consapevolezza duramente acquisita ci rende un meno stranieri nella nostra stessa terra.

  11. Grazie grazie, Winah, per questa citazione. La trovo molto interessante. …e apre a riflessioni notevoli.
    Abbraccio

  12. Un abbraccio forte a Beatrice, sono felice di ritrovarti in casa-blog.
    Anna

  13. Mi fa piacere Beatrice!.. I libri credo che hanno tra le altre la caratteristica di aprire riflessioni notevoli 😉 ..
    Abbraccione..

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