Da “Al dio dei ritorni”

Veglia intricata di ortiche
dentro parole di nebbia
attesa vuota che si addensa
per il segno
ti cercherò nei rintocchi incerti
sfacelo indomabile di un tempo
che ci appartiene
tra grappoli di glicine in ogni dove
mi cercherò spersa nel fondale
a decomporre il tuo silenzio
e il mio
palpebre di cena consumano
le ciglia

Maria Allo

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2 Risposte

  1. Cercarsi, aprirsi al mondo, scavando nella ferita, attraversando la propria vulnerabilità: così “amore cerca di medicare l’umana natura” divisa in due.
    Un abbraccio.

  2. Grande Maria! Ovvero l’incanto doloroso di una notte senza luna. Bianca 2007

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