I miti del nostro tempo

Il processo delle demitizzazioni
(Visioni del mondo)

“La gente, oggi, pensa molto poco. Pensare poco significa affidarsi a delle idee generali solitamente tranquillizzanti e quindi vive in modo acritico all’interno di queste coperture e protezioni”

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6 Risposte

  1. Riguardo al mito ‘della bellezza senza tempo’, e al rapporto col proprio corpo, riporto alcune righe dal libro ‘cura e salvezza’ di Italo Talent dedicato a Emanuele Severino (libro che scopro non prorpio di facile lettura per me) :

    “La persona psicotica avverte in modo oscuro e con sofferenza ciò che l’uomo comune non avverte : e cioè che l’umo pensante, l’uomo che si è fatto uomo, pensandosi come pensante.. ha pensato il suo copro come oggetto e lo ha reso tale; e che l’uomo si è così mutilato della soggettività delle sue membra”.

  2. Penso sia la differenza tra le idee che l’uomo pensa e i miti, che sono idee che ha mitizzato radicandole nel fondo della sua anima, da dove lo governano tranquillizzando la coscienza togliendo ogni dubbio e intorpidendo la sua capacità di giudizio. E’ l’inquietudine dell’uomo che perde il controllo di sé perchè non riesce a controllare e a capire i cambiamenti che comunque avvengono intorno e nel suo corpo. Demitizzare aiuta l’uomo a rimettersi in “accordo” con il proprio corpo, attraverso il quale sente e riscopre il mondo.

  3. Io! Io, quotidianamente, penso molto poco.
    Pensare poco significa affidarsi inconsapevolmente a delle idee scaturite dall’impatto della mente con le stimolazioni esterne ricevute dai sensi del corpo.
    Idee che, una volta generate, producono altre idee attraverso associazioni sia per vie orizzontali con idee recenti, sia pescando dall’inconscio.
    Un flusso di idee, un chiacchiericcio ininterrotto in cui mi identifico e che, a torto, credo di governare.
    Dinamiche veloci, molto veloci o velocissime, secondo che gli stimoli esterni interessino in prima battuta la nostra sfera psicologica, quella emozionale o quella istintiva.
    Figuriamoci, poi, quando gli stimoli agiscono, numerosi, allo stesso tempo.
    Non accorgendomi di tutto ciò, è per me più naturale affidarmi a delle idee generali (cioè, che agiscono seguendo processi identici per molte persone), solitamente tranquillizzanti (quando riescono a soddisfare i miei desideri), che mi portano a guardare, giudicare e criticare gli altri, sottraendomi alla sensibilità e alla critica verso me stesso.

  4. …Qualcuno diceva che l’idea migliore è quella che ti viene a cercare, non aspetta che sia tu a cercarla… Sì, più o meno è quello che capita quando, esercitando una certa capacità di giudizio, o discernimento, ti metti a scartare di qua e raggruppare di là le idee che più o meno possono andare bene rispetto ad altre che non stanno in piedi. Poi, però, quella meno probabile secondo i tuoi canoni si fa avanti e tu non capisci perchè sia proprio quella, la più disadorna, l’idea più idonea. E tu credi di avere avuto un’illuminazione, così come dicono, ed allora capisci cosa vuol dire toccare Anima…. NO, no è lei che tocca per prima. “E’ tutto qua?”, ti chiedi. E’ tutta qua la magia. E’ tutta qua: in un’esperienza che ti accende tutti i sensi in stereofonia. Mai stato così bene.

  5. Questo interessante saggio di Galimberti, inaspettatamente, mi è stato regalato ieri.
    Curiosa coincidenza …

  6. Testo splendido…. Illuminate

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