E’ arrivata la felicità… al Teatro Parioli di Roma

ARIA PAESANA di Peppino De Filippo
In un paese di campagna, non lontano da Napoli, un giovane nipote di benestanti agricoltori, sogna un lavoro, la felicità ed un avvenire a Napoli o in una grande città del Nord. Il giorno della partenza arriva, ed il giovane lascerà il suo paese con tante belle speranze, ma abbandonando i vecchi zii nel rammarico per la sua partenza.
Una storia commovente ma pervasa da quella ironia e comicità propria di Peppino De Filippo che sapeva mostrare, anche tra le lacrime, la risata della commedia umana.

DON RAFELE IL TROMBONE di Peppino De Filippo
Un povero suonatore di trombone, modesto musicista, un giorno crede di aver incontrato finalmente la fortuna. Gli capita in casa un ricco signore che si presenta come famoso concertista e che gli promette di condurlo con sé in giro per il mondo a raccogliere gloria e danaro. Ma il destino beffardo sta per giocargli l’ennesima delusione al posto della fortuna e della felicità appena immaginata.

Vi riporto anche l’artico della collega Tiberia De Matteis de “Il Tempo”

Umorismo e riflessioni amare nella commedia di Luigi De Filippo

di Tiberia De Matteis Dopo aver aggiunto al nome del Teatro Parioli quello di suo padre Peppino De Filippo, l’attore e regista Luigi si sta occupando con solerzia e positiva risposta del pubblico…

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 Dopo aver aggiunto al nome del Teatro Parioli quello di suo padre Peppino De Filippo, l’attore e regista Luigi si sta occupando con solerzia e positiva risposta del pubblico della gestione di questo storico spazio capitolino per proseguire l’impegno di una vita a diffondere e promuovere l’arte scenica intramontabile della sua famiglia, che ha segnato la storia della drammaturgia, non solo partenopea, e ha rinnovato la tradizione della commedia, mutandola in sano e catartico umorismo, in grado di attivare negli spettatori la riflessione sulla realtà oltre al piacere del divertimento. Dal 24 aprile all’11 maggio La Compagnia di Teatro Luigi De Filippo propone lo spettacolo «È arrivata la felicità», dittico formato da due atti unici di Peppino, associati da un’amara comicità che punta il dito sulla fragilità umana, suscitando l’ilarità quanto la comprensione affettuosa dei mali propri e altrui. Il titolo è già di per sé allusivo agli inganni della sorte che spesso sembra premiare gli individui, costretti poi a scoprire quanto di sfavorevole o poco edificante si nascondi in quella che sembra la soluzione più facile e agognata.

Ecco allora il primo testo «Aria paesana», ambientato ovviamente in un paesino di campagna, non troppo lontano da Napoli, in cui un giovane nipote di benestanti agricoltori sogna un lavoro e un avvenire nel capoluogo campano o in una grande città del Nord. Quando arriva il giorno previsto per la sua partenza, il giovane lascerà il suo paese con tante belle speranze, ma abbandonando i vecchi zii nel rammarico per la sua lontananza. Si tratta di una storia dai risvolti commoventi, che si sviluppa però con il ritmo e la vivacità di una sapienza scenica capace di scatenare la risata, non senza la lacrimuccia dovuta alla desolazione della commedia umana. Luigi De Filippo incarna qui lo Zio Giovanni, riservandosi anche il compito di dirigere l’intero cast formato da Vincenzo De Luca nei panni Salvatore, Giorgio Pinto per Vincenzo, Riccardo Feola in veste di Vittorio, Stefania Ventura a restituire Zia Teresa, Michele Sibilio nella parte di Egidio, Stefania Aluzzi come Orsola e Fabiana Russo a misurarsi con Angela.

Nel secondo tempo ha luogo la rappresentazione di «Don Rafele il Trombone» in cui un povero musicista, dal talento piuttosto modesto, crede di aver incontrato finalmente la fortuna. Tutto accade quando gli capita in casa un ricco signore che si presenta come un famoso concertista, disposto a promettergli di condurlo con sé in giro per il mondo per raccogliere gloria e danaro. L’ingenuo protagonista non capisce quanto il destino beffardo stia per giocargli l’ennesima delusione che andrà a sovvertire quell’esperienza apparentemente propizia, maturando conseguenze spiacevoli. Luigi De Filippo firma la regia e si cimenta pure con il personaggio principale di Rafele Chianese, affiancato da Stefania Aluzzi a interpretare Amalia, Fabiana Russo come Lisa, Vincenzo De Luca calato in Nicola Belfiore, Michele Sibilio che anima Il Compare, Paolo Pierantonio che dà corpo e voce ad Alfredo Fioretti e Riccardo Feola negli abiti di Luigi.

La duplice vicenda offre uno spaccato interessante della drammaturgia di Peppino, che, come avviene per il fratello Eduardo, non è soltanto autore di lavori adatti alla sua recitazione personale, ma autentico scrittore di teatro, perfettamente abile nel congegnare macchine sceniche adatte a resistere al tempo e a convincere le platee delle più svariate latitudini. Funziona bene la sua metafora in cui le commedie sono paragonabili a pezzi di pane caldo appena uscito dal forno, da aspirare profondamente come “una boccata d’aria pura”: non idee, ma sentimenti, espressi in modo genuino, semplice, mai volgare o ridondante, calati in situazioni della più ovvia quotidianità, dai meccanismi rapidi e incalzanti, anche con qualche venatura patetica. Il suo gioco teatrale non è mai fine a se stesso e connaturato esclusivamente alla sua interpretazione, come il figlio Luigi ha dimostrato nella sua carriera, attingendo spesso alle opere paterne e affrontandole in maniera del tutto autonoma e originale.

Tiberia De Matteis

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4 Risposte

  1. Buona Pasqua, caro Prof., a lei e famiglia.
    Auguri di pace e serenità per tutti.

  2. Grazie Anna. Buona Pasqua anche a te. Baci baci.

  3. In un remoto dimenticato spazio/tempo, dalla lontana luce del profondo cosmo, discese una luce nel mondo. E fu giorno e fu sera e fu mattino, per essere in ogni continuo tempo un radioso vivificante sole interiore, araldo rivelatore e trasmettitore di saggezza antica per il cuore duro cieco e sordo degli uomini. Che sia una Illuminante Pacificante Amorevole Luce Pasquale ad entrare nei vostri cuori 

    Carissimo Prof. Gabriele e Michele La Porta, a Tutta la Sua Radiosa Famiglia, ai Preziosi Collaboratori e a Tutti i Fantastici Astanti Frequentatori di questa Coinvoilgitiva, Relazionante, Comparativa e Riflessiva Casa    UNA BUONA RADIOSA ILLUMINANTE SANTA PASQUA

    .
    http://www.google.it/imgres?imgurl=http%3A%2F%2Fi55.tinypic.com%2F8z30k5.jpg&imgrefurl=http%3A%2F%2Fisolafelice.forumcommunity.net%2F%3Ft%3D50497973&h=418&w=500&tbnid=O-CnDvVcvWHV0M%3A&zoom=1&docid=9QDtZS0eYbNVyM&ei=js9SU7_FEYnJtAb87oGAAg&tbm=isch&ved=0CFwQMygHMAc&iact=rc&uact=3&dur=3315&page=1&start=0&ndsp=51

  4. Buona Pasqua anche da parte nostra. Gabriele e la redazione

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