Opinioni

Non sono le cose che turbano l’uomo bensì le opinioni che egli ne ha” .

Epitteto

8 Risposte

  1. … “Per modo di esempio, la morte non è punto amara; altrimenti ella sarebbe riuscita amara anche a Socrate; ma l’opinione che si ha della morte, quello è l’amaro. Per tanto, quando noi siamo attraversati, turbati o afflitti, non dobbiamo però accagionare gli altri, ma sì veramente noi medesimi, cioè le nostre opinioni. Egli è da uomo non addottrinato nella filosofia l’addossare agli altri la colpa dei travagli suoi propri, da mezzo addottrinato l’addossarla a se stesso, da addottrinato il non addossarla né a se stesso né agli altri.
    Guarda di non insuperbire di alcuna eccellenza o di alcun pregio altrui. Se un cavallo montando in superbia dicesse: io son bello; ciò sarebbe per avventura da comportare. Ma quando tu ti levi in superbia dicendo: io ho un bel cavallo; avverti che tu insuperbisci di un pregio che è del cavallo… Sai tu quello che è tuo? L’uso che tu fai delle apparenze delle cose. Sicché quando nell’usare di queste apparenze tu ti reggerai conforme a quello che la natura richiede, allora ti piglierai compiacenza di te medesimo a buona ragione: imperocché quello sarà un pregio tuo proprio….
    …Stabilisci a te stesso, come a dire, un carattere e una figura la quale tu abbia a mantenere da quindi innanzi sì praticando teco stessoe sì comunicando colle persone. “…
    (Frammenti di Epitteto, da Manuale, traduzione di Giacomo Leopardi)

  2. Ad esempio:
    11 giocatori contendono una sfera ad altri 11 giocatori; i più bravi la mettono dentro la porta. Tutto qui! è solo un gioco.
    E allora perchè arrabbiarsi tanto ….!!

    .. a proposito, Prof., dopo Roma e Juve, aspettiamo voi il 6 aprile;
    … ad ulteriore proprosito, ..è vero che il celeste è un bel colore
    .. però AZZURRO è il mare ..
    mare, Maria, Amor .. (qui mi fermo per non dirla con Virgilio!)

    siconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconvertasiconverta ….
    hihihihi

    saluti

  3. Tutto qui?… Ma come!? Non vedete altro?! E la poetica del fuori gioco e la tecnica della gufata? La sublime insita abilità dell’Ego nell’emulare se stesso sacrificandosi con un autogol e risorgere, deontologicamente parlando con rispetto, praticando la simulazione di fallo ? E la semantica bipartisan dell’arbitro cornuto in zona Cesarini in parallelismo con la tematica ad portam della parabola applicata al cucchiaio e alla sventola, ah dimenticavo, e al paracadute? Ma che si va a fare allo stadio se “colui che non ottiene ciò che appetisce è senza fortuna e colui che incorre in quel ch’egli schifa, ha cattiva fortuna” … che quando vuole, però, ci vede bene ma quello però non può nemmeno imprecare perchè stresserebbe il vicino di lavandino, ehm di Curva Nord, presso la quale si è recato con la disposizione d’animo conforme a natura?

  4. eh si! .. anche il calcio ha la sua egregora da nutrire …

  5. Giustissimo Carissimo Ettore 😀
    Molti disconoscono cosa siano veramente le “egregore”, molti psicologi li chiamano “coscienza collettiva”, una sorta di coscienza archetipale di massa, una sorta di simbolico proteo che trascina ed attira tutto ciò che ricade sotto al suo campo di induttanze attrattivo o repulsivo, che va bene per come modello funzionante per se stessi e per molti inconsapevoli. Per molti aspetti sono entità energetiche vere e proprie che vengono impinguate dall’inconsapevolezza e soprattutto dai detentori del potere religioni comprese ecc.. Il calcio, (che sebbene per molti aspetti si rifà lontanamente alle antiche necessarie forme comparative di bravura/coraggio e prova degli antichi eroi di ieri) oggi, in questo nostro tempo, come è ornai evidente, risente della decadenza assai corrotta di quello che da qui chiamiamo “modernità” una forma assai sfrenata di puro “materialismo”, che non sa più cosa sia il “vero antico spiritualismo”. Così come è ormai osservabile, assai volutamente sono corrotte tante altre notizie/immagini/parole e “minchiate di ogni genere e di ogni sorta” per essere alla fine solo un’altra forma che attira e sottrae energia continuamente attingendole da tantissimi inconsapevoli che non sanno di essere manipolati attraverso un mondo dei “balocchi” che si mostra alle sole percezioni in superficie. Tutte queste cose sono proprio delle vere depistanti induttanze che allontano le masse (anche per un solo istante) dai veri problemi e soprattutto che all’allontanano le individualità/personalità intellettualizzate o meno da un sana ricercante autocosciente attenzione necessaria per risvegliare la divina coscienza interiore…… perché tutto questo “risvegliare” (o illuminazione per i non ricercatori) farebbe crollare il mondo virtuale di MATRIX in cui siamo immersi….

  6. Ciao Raffaele, grazie per l’interessante intervento.
    La questione delle egregore (icone collettive alimentate da più persone) e dei golem (formati dai singoli), è di non poca importanza perchè permette, anzitutto, di riconoscere il problema dell’energia.

    Qualcuno si è domandato: “se la terra nutre i vegetali che nutrono gli animali che nutrono gli uomini, gli uomini chi nutrono (e cosa nutrono chi?)?”
    Ovviamente, sono domande che i più considerano roba da folli. Eppure, a mio avviso, è necessario osare porsi questo interrogativo.
    Le forme pensiero non sono semplicemente energia: esse sono formate da energia e sono visibili nei mondi sottili: antroposofia, teosofia e non solo, ammettono tutto ciò.
    Quando taluno pensa qualcosa, nei mondi sottili se ne vedono le forme. Se il pensiero è ripetuto e concentrato l’eidolon sopravvive per maggior tempo prima di sfaldarsi.

    Comunque … desidero qui focalizzare l’attenzione sulla necessità, a mio avviso fondamentale, di poter prestare attenzione ai pensieri e alla chiacchiera che affollano la nostra mente.
    Tali pensieri noi li abbiamo sempre riconosciuti come da noi prodotti, anche se sappiamo di non generarli quasi mai con un nostro impulso volitivo. Dunque li riteniamo frutto del nostro inconscio che agisce meccanicamente.
    Ma, in realtà, quante volte ci scopriamo a dialogare con noi stessi senza accorgercene? in quei casi, dico, non è la nostra coscienza che ha il controllo della nostra energia. Questa è sottratta a noi da quelle forme pensiero che ci inseguono per alimentarsi e sopravvivere. La stessa personalità di un defunto sopravvive per diverso tempo, sconnessa dalla sua coscienza.

    Dunque, concluderei dicendo che un modo fondamentale per conservare la nostra energia è essere, anzitutto, presenti a noi stessi: cioè svegli per davvero in stato di veglia. Mi rendo conto che ciò possa dare la sensazione di volersi inutilmente controllare o di imbavagliare i propri sentimenti ed impulsi, ma è esattamente l’inverso perchè trattasi di attività che libera la nostra coscienza: non si tratta di controllare se stessi, ripeto, ma di controllare chi si spaccia per noi stessi. Il risultato non è spersonalizzare la propria quotidianità con la sensazione di svuotarla d’interesse, ma sono solo eliminare i balocchi e le illusioni di chi pensa di essere attore quando, in realtà, è solo una marionetta addormentata.
    Cosa farci con questa energia, poi, è un altro capitolo. Ma sicuramente ha a che fare con la nostra evoluzione individuale. Così come altro capitolo sono le gerarchie delle egregore, gli eoni ecc.

  7. correzione:

    “…ma solo eliminare i balocchi….”

  8. Che cybermarroni sferici, queste perle di doublethink! Pure allo stadio ci tocca sentirli! Che straripamento!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...