Levate l’ancora!

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.

Mark Twain

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12 Risposte

  1. Buondi a tutti 🙂

    ”A volte basta il mare, o anche soltanto il suo profumo di onde e di salsedine, per sentirsi vivi e percepirsi come parte pulsante dell’universo, per provare l’armonia dei mattini appena nati camminando lungo la spiaggia umida a piedi nudi, per godere la magia delle sere in cui l’unica voce è quella della risacca, per respirare un volo di gabbiano, o quei bagliori mobili che dal mare filtrano fra le ciglia di palpebre socchiuse.
    A volte basta il mare e tutti quegli odori che si compongono e si mescolano, frammento su frammento, granello a granello, goccia a goccia, come in un olfattivo quadro pointilliste, per ritrovare tutte le estati della propria vita, quelle passate, quelle da venire.
    Percezioni. Impressioni. Istanti.
    Fragili e fuggevoli, si susseguono proprio come onde di mare o come il ritmo mutevole di una scia di sole sull’acqua, che si perde al confine del giorno.

  2. Sembra che io l’abbia scritta proprio per questo pensiero di Mark Twain…

    Senza frontiere

    Si può scoprire il mondo
    anche ad occhi chiusi,
    gustarne il tempo
    nei minuti che ti son dati,
    fondersi col soffio
    del respiro dei suoi giorni,
    cogliere l’attimo
    attraverso le gioie che mordi,
    immergersi nell’anima
    del tempo che va’ oltre,
    scoprendo il mondo
    attraverso i suoi ricordi .

    Fischiando l’aria
    di una dolce melodia
    correndo incontro
    alla amica nostalgia.

    Percorrerlo
    in lungo e in largo,
    valicando frontiere senza tempo,
    esortando i misteri che lo avvolgono,
    a dissiparsi con la forza del volere sapere.

    Intingere i pennelli
    nei suoi colori
    e colorare i propri pensieri .

    Salpare dal porto della vita
    per navigare nel mare dei propri sogni,
    gonfiando le vele con i sospiri
    per spingerle sulle onde delle idee.

    Disincagliare velieri,
    fantasmi dei ricordi,
    rimasti prigionieri
    del mare degli amori.

    Guardare in lontananza
    l’isola dei dispiaceri,
    buttare l’ancora
    per quella che è ancora da scoprire
    e finché il vento della vita
    continuerà a soffiare,
    lasciarsi trasportare
    là dove vuole,
    gustandone il piacere
    nel suo intrepido vagare,
    alla scoperta del mondo
    che in noi vive.

    Anna Giordano

  3. Bé, bella come verità, dove vai oggi? senza denari, almeno quel minimo? triste a dirsi, facile a fare e dire il contrario… ma in un mondo che ogni cosa ti è proibita, se non hai quel minimo di carta moneta…. altro che quello che ha detto il rampollo di casa Agnelli, che i giovani non vogliono lavorare….” CRETINO” senza rispetto per chi è pure morto per la disperazione, lui che non ha mai dovuto sudare.. una goccia di…! Si, lo so, prendere è partire.. mollarsi ecc.ecc,… come dove quando? autostop… magari?? già fatto…., erano altri tempi e qualcosa si trovava… ovunque arrivassi! oggi, non è facile, e dire non è facile.. è ancora facile!!! Ci lasciassero ritornare alla caccia, se pur manca la cacciagione… ! Ora al di la di questa realtà, si cerca sempre di guardare oltre il sistema se pur è dura per quanto e quanta immaginazione si possa avere! Buona Serata…. 😉

  4. ..tra le cose che si è fatto, o meglio, che si è potuto fare bisognerebbe prima di mollare gli ormeggi raccogliere quel po’ di frutti per la prossima sosta, e quindi rpartenza, del viaggio..
    Per es. : confido sempre che i “miei incontri” con Jung.. negli anni.. abbiano lasciato il segno.. se non esternamente.., interiormente.. per i miei viaggi in ‘anima’!!.. Seriamente, ci conto 😉 !…

  5. Voglio seguire la scia di Anna.
    …”cogliere l’attimo
    attraverso le gioie che mordi,
    immergersi nell’anima
    del tempo che va’ oltre,
    scoprendo il mondo
    attraverso i suoi ricordi”…

    Chi, come me, ha scopeto quanto sia antico il presente, ovunque; quanto benessere possa arrecare il viverlo, ovunque, con la mente e il corpo complici nel mentre si legge una poesia, si pianta un seme, o si cresce un figlio, come quando si costruisce una casa, non ha rimpianti perchè ha potuto fare delle scelte. Giorno dopo giorno. Attimo dopo attimo.
    Non ho rimpianti. Soltanto vorrei averlo saputo vent’anni fa.

    “Cala il sole
    : gli ultimi fichidindia
    impigriti sui muri a secco
    raccontano la noia di novembre.

    Inquietudine
    di ore e giorni
    già vissuti
    in terra d’Otranto,
    dove ognuno
    ha la sua stella.
    Più rapida quest’aria
    in regola con le mie
    gioie
    e sogni amabili.

    Qui voglio abitare
    contando
    uno ad uno
    i miei anni.”

    (Elio Romano)

  6. “L’unica libertà del guerriero consiste nel comportarsi in modo impeccabile.
    L’impeccabilità non è soltanto libertà; e’ anche l’unica via per raddrizzare la forma umana”.
    (Castaneda)

    “La libertà nell’ambito corporeo e’ quella circoscritta di cui si beneficia in una gabbia.”
    (Tangore)

  7. […] A colpi di spada Agilulfo e Rambaldo, di pala Gurdulù, cacciano i neri visitatori e li fanno volar via. poi si mettono alla triste bisogna: ognuno dei tre sceglie un morto, lo prende per i piedi e lo trascina su per la collina in un posto acconcio per scavargli la fossa.

    Agilulfo trascina un morto e pensa: – O morto, tu hai quello che io mai ebbi né avrò: questa carcassa. Ossia, non l’hai: tu sei questa carcassa, cioè quello che talvolta, nei momenti di malinconia, mi sorprendo a invidiare agli uomini esistenti. Bella roba! Posso ben dirmi privilegiato, io che posso farne senza e fare tutto. Tutto, si capisce, quel che mi sembra più importante; e molte cose riesco a farle meglio di chi esiste, senza i loro soliti difetti di grossolanità, approssimazione, incoerenza, puzzo. E’ vero che chi esiste ci mette anche un qualcosa, una impronta particolare, che a me non riuscirà mai di dare. Ma se il loro segreto è qui, in questo sacco di trippe, grazie, ne faccio a meno. Questa valle di corpi nudi che si disgregano non mi fa più ribrezzo del carnaio del genere umano vivente – .

    Gurdulù trascina un morto e pensa: – Tu butti fuori certi peti più puzzolenti dei miei, cadavere. Non so perchè tutti ti compiangano. Cosa ti manca? prima ti muovevi, ora il tuo movimento passa ai vermi che tu nutri. Crescevi unghie e capelli: ora colerai liquame che farà crescere più alte nel sole le erbe del prato. Diventerai erba, poi latte delle mucche che mangeranno l’erba, sangue di bambino che ha bevuto il latte, e così via. Vedi che sei più bravo a vivere tu di me, o cadavere? –

    Rambaldo trascina un morto e pensa: – O morto, io corro corro per arrivare qui come te a farmi tirar per i calcagni. Cos’è questa furia che mi spinge, questa smania di battaglie e d’amori, vista dal punto donde guardano i tuoi occhi sbarrati, la tua testa riversa che sbatacchia sulle pietre? Ci penso, o morto, mi ci fai pensare; ma cosa cambia? Nulla. Non ci sono altri giorni che questi nostri giorni prima della tomba, per noi vivi e anche per voi morti. Che mi sia dato di non sprecarli, di non sprecare nulla di ciò che sono e di ciò che potrei essere. Di compiere azioni egregie per l’esercito franco. Di abbracciare, abbracciato, la fiera Bradamante. Spero che tu abbia speso i tuoi giorni non peggio, o morto. Comunque per te i dadi hanno già dato i loro numeri. Per me ancora vorticano nel bussolotto. E io amo, o morto, la mia ansia, non la tua pace. – […]

    (Da “Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino)

  8. se si fosse lasciata l’era cosi detta antica, quella che abbiam creduto di superare nella creazione del pensiero razionale, il quale pian piano a preso Vota e verità Divina, come un virus che corrode, come dice “Nietzsche”, quando tenta di trarne delle soluzioni, o meglio denuncia ciò che è, rammaricandosi del fatto che l’uomo, “già allora”,eppure il suo tempo sembra visto con gli occhi di oggi, ancora un tempo “sano” comunque e contemporaneo il suo pensiero attualissimo/a realtà, diceva che non potrebbe più riabituarsi alla vita, per come’era prima di Platone, e delle varie religioni monoteistiche, e del pensiero strutturato che sempre più si è andato formando, intrappolando l’umanità. “Realtà” che come dice lo stesso, si sono dimostrate false, mere costruzioni, nate da un bisogno di sopravvivenza, poi divenute fatte diventare verità, Divine! Ecco, la tragedia in un certo senso che si vive, oggi, questo è innegabile!!! Certo, certo… il ritorno alla poesia, all’arte come intesa originariamente, Verissimo, ma le ali d’un volatile quando ahimè finite in un mare di pece, petrolio, molto difficile che riprenda il volo!!? certo le piccole cose, siamo d’accordo, ma, forse io parlo da una realtà che vivo, e so quanti tentativi ho e sto facendo, e quanto nonostante tutto, grazie a questi amori verso la poesia la natura l’arte+filosofia, nonostante questo, è innegabile che è dura, e parecchio!! Credo che prima di, bisogna provare ciò, di cui parlo, e cercare andare, trovare, ecc.ecc, perché comunque bisogna diciamo mangiare, prima di, perché comprendo L’essere amante di, quando alcune cose basilari ci sono, ma, non è altrettanto facile, quando ti rendi conto di tante verità, e filosofiche, direi quindi della vita, verità sull’essere, per come lo conosciamo e lo s’intende, in più tutto ti è negato, inutile far finta di niente! Ahimè, è cosi, persino volersi prendere una tuta diventa difficile, abbatte ogni cosa, quando devi ricorrere a, per averle, e preferisci niente, poiché sarebbe altrettanto inutile, fare dire, sostenere verità e sentirsi tali, quando devi accettare, ancora il sostegno di parenti amici, chi c’è l’ha? tanti neanche quello! Difficile, e dici a te stesso, ma di cosa farnetico, parlo, poesia, filosofia, quando, non puoi… sostenerti, con le tue forze? sì, ripeto la nascita d’ogni pensiero nobile, nasce si forma si sviluppa, a Pancia piena!!! Magari, e lo dico con tanto di vissuto, magari fossimo hai tempi delle tribù, dei villaggi! Certo è che per fare ciò che dice il post sopra, oggi non è quasi possibile, sembrerà pessimista, Bé, bisogna girare e rigirare, perchè diversamente, signori miei come si mangia?, come si campa e si banchetta, per poi fare, i sani simposi di cose e bellezze metafisiche o altro!? Perdonate, se posto cosi, senza rileggere, quindi con errori sicuri… !!!

  9. Non tutti i pensieri nobili nascono, si formano e si sviluppano a pancia piena: il Dio che entra nella storia è il Dio degli schiavi. Per il resto sono d’accordo, infatti ho dovuto privarmi di tutto il superfluo per crescere le mie figlie e in questo non mi ha aiutato certamente Platone, piuttosto devo ringraziare Walt Disney; ma non riesco a vincere la tentazione di dare qualche morso, non di rado, all’arte, alla filosofia e alle scienze.
    Sì, penso che rinunciare al superfluo aiuti a mantenere vivo quell’interesse per la ricerca senza la quale il pensiero dell’uomo, privato di un centro, sarebbe già da tempo imploso in una miriade di superstizioni, realtà false, mere costruzioni.

  10. 😀 Mark Twain tra vent’anni forse neanche lui si pentirà di non aver fatto certe cose nella sua già passata sperimentata vibrante gioventù 😀 Dopo venti anni potrebbe dimenticare e non avere più il desiderio di ESPLORARE nuovi mari e nuove isole, così come di SOGNARE altri modelli da imitare perché dettati dai giovani passati desideri per SCOPRIRE che nell’essenza non era così tanto necessario ricercare / esplorate o sognate cose fuori di lui. C’E’ SEMPRE UN MOMENTO, UN TEMPO PIU’ PROPRIZIO PER ACCOGLIERE E SOPRATTUTTO PER CAPIRE OGNI COSA 😀 Così come ci sono cose che prima avevano un peso una misura, un valore assai rilevanti che per quanto immutabili, invalicabili o contestabili, oggi, per una continua trasmutativa legge del cambiamento/cangiamento / adattamento, sono diventate ormai neve al sole 😀 Forse l’unica cosa che bisogna sognare di esplorare per scoprire se la via intrapresa con sincero cuore conduce effettivamente ad una SANA LIBERA RISVEGLIANTE COSCIENZA MORALE 😀 ( che di sicuro non è quella che fino ad oggi, come condizionanti inculcanti modellanti uniformanti linearizzanti modelli ci hanno indotto a credere )

  11. siamo fatti per combattere,
    .. ma non l’uno contro l’altro ..!

    .. allora, qual è il campo di battaglia ..?

  12. Se siamo in grado di sapere cosa sarebbe stata la nostra vita, se non avessimo ascoltato quella voce interiore, allora non possiamo dire di essere veramente liberi: di dubitare. E chi ha fede in quella voce è dilaniato dai dubbi: chi può ascoltare quella voce combatte una guerra incessante contro la propria razionalità, la quale costruisce il mondo intorno procedendo dall’ottica del male minore da far sopportare a se stesso, basandosi su modelli “condizionanti, inculcanti, modellanti, uniformanti linearizzanti” che escludono l’Altro, il diverso, colui che bisbiglia incessantemente… Mentre l’irrazionale, che comprende il Dio dentro, la Totalità, non esclude, accetta, che la morte sia anche inizio della vita. Per sé e per l’Altro che è dentro di lui: l’Essere “generato non creato”.
    Si possono aprire tutti gli scenari possibili e inimmaginabili, discutere per millenni sui risvolti altri sull’intera umanità di un solo Uomo o di un solo Dio, ma quello che ancora non si fa è accettarsi complici dell’unico orizzonte scrutabile attraverso lo squarcio provocato da una croce e non quel buco ottenuto per installare un misero spioncino.

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