Torre

Torre. Mi portano Lontano
dal mondo le campane
del vespro.
Ma le umane trite cose?
La mano
di quell’uomo al lavoro
su la spiaggia lontana
che già s’abbuia …
umana tenerezza nel coro.

Sandro Penna
Annunci

8 Risposte

  1. Ho pensato subito al sedicesimo Arcano dei tarocchi, la Torre… Mi sono informata ed è la chiave che userò per commentare questa “esternazione” di simboli.
    Una trasformazione interiore comincia con una presa di coscienza, una messa a fronte di se stesso, che si manifesta con la percezione di un distacco nel tempo: “Mi portano Lontano dal mondo le campane del vespro”.
    Il poeta è lontano dai pregiudizi, dalle convenzioni “trite” , quel coro al quale apparteneva come “simbolo” indistinto e del quale ora sembra sentire la mancanza (“Ma le umane trite cose?)
    E da lontano può vedere e sentire se stesso nelle membra di quell’uomo al lavoro su la spiaggia lontana che già s’abbuia.
    Mah!… Sarà anche questa una negoziazione che risolve il simbolico nel sublime, grazie alla quale l’uomo rientra in se stesso.
    Avete altre chiavi di lettura?

  2. Anche a me le campane, specie quelle di paese, all’imbrunire richiamano alla mente il sapore di vaghi ricordi d’infanzia. Le campane fermano il tempo a tal punto da farmi cogliere l’istante di un gesto, che mille volte al giorno si ripete, ma assaporandolo ora con lo stupore di chi, come il fanciullo, lo vede per la prima volta. Così percepisco me stesso facente parte dell’immagine: in essa scompaio, ma al contempo colgo la centralità dell’uomo nel Tutto.

    Quanto alla differente situazione dell’arcano n. 16, …. si tratta di un “lavoro” che va a male. Non augurabile a nessuno.

    Bye

  3. Visto che la poesia cita il coro alla fine, facendo parte io di un coro …
    Che dire? Gustare le emozioni del canto popolare e di montagna è un po’come passeggiare per le valli, tra i boschi, le pinete.. i prati, e magari anche lì trovare un uomo, un boscaiolo che lavora sul legno o intaglia delle pietre. Ti porta forse un po’ lontano dal mondo di oggi, a contatto con le cose più semplici..

    Notte

  4. Per Ettore

    E la Torre? E la mano?
    Di interpretazione e negoziazione, in fondo, si tratta: allora cito quella che più mi ha convinta ad intraprendere questa strada, perchè sospende il continuo riverbero di me stessa sull’Altro: posso allora, anche se in parte, comprendere il vissuto di Penna, … e farne parte. In questo modo intendo quel tuo impegnativo: “scomparire, ma al contempo cogliere la centralità dell’uomo nel Tutto”… Poichè credo che, se niente si distrugge e tutto si trasforma, il destino dell’uomo stia invece in una posizione eccentrica rispetto al Tutto.

    Dunque la Torre e la mano: secondo me

    “Questa carta ricorda il mito della Torre di Babele, costruita per arrivare fino a Dio e competere con la sua gloria, e mai terminata perché gli operai che vi lavoravano, colpiti da maledizione divina, presero a parlare in diverse lingue senza potersi più comprendere. È per questo che, tradizionalmente, la Torre viene associata alla punizione dell’orgoglio. Tuttavia, leggendo con attenzione il passaggio della Bibbia in cui si parla della Torre di Babele, ci si rende conto che il suo significato è lungi dall’essere catastrofico. Più che un castigo, la distruzione della Torre è la soluzione di un problema: il diluvio è terminato da poco, l’intero pianeta, copiosamente irrigato, è divenuto fertile. Sono sopravvissuti pochissimi esseri umani, i quali invece di disperdersi per coltivare i campi, si riuniscono per costruire una torre che, innalzandosi fino al cielo, arrivi a Dio. In un primo tempo questa costruzione intende essere un atto d’amore, il desiderio di conoscere il regno del Creatore. Ebbene, costui sapendo che è un progetto irrealizzabile, non colpisce la torre con un fulmine, non fa cascare giù nessuno dei suoi abitanti. Crea soltanto la diversità delle lingue per separarli. Si tratta di una benedizione più che di un castigo: gli uomini ripartono alla conquista della terra e tornano a lavorarla.”

    Dal sito: http://www.tarocchi.it/arcani-maggiori/la-torre.php

  5. Valeria, anzitutto grazie per il tuo commento.
    Devo dire che la tua interpretazione è stata per me interessante. Tuttavia, proprio per il suo contenuto molto significativo, dopo averla letta, per non farmi influenzare, ho riletto attentamente e lentamente i versi di Penna tentando di immaginarmi in quell’istante.
    Ciò che ho sentito, poi, ho cercato di esprimere al meglio delle mie possibilità; ma le parole difficilmente seguono ciò che si percepisce in un momento.
    E’ venuto “fuori” ciò che, evidentemente, era in me.
    La torre l’ho percepita come un luogo alto, distante quanto può essere la dimensione del tempo che ci fa perdere l’attimo della vita. Ma le campane, al suo interno, hanno fermato quel ritmo incessante (del tempo), richiamando la mia attenzione.

    Un po’ come soffermarsi per un momento innanzi ad una baia, inondato dai colori del tramonto.
    Ti posto un brano che, per la sonorità ripetitiva della chitarra (effetto simile a quello delle campane) mi rievoca tale tipo di percezione (la musica rende giustizia ai propri sentimenti).

    Quanto al significato della Torre, devo dire che, secondo me, l’arcano va guardato nell’ambito più ampio degli arcani maggiori. Essi costituiscono un percorso iniziatico dove la “Torre fulminata”, la Torre di Babele biblica, ammonisce l’iniziato dalla pericolosa caduta a testa in giù. Dunque, a mio parere, gli Arcani sono innanzitutto una sorta di “mappa del tesoro” degli Iniziati.
    Sulla questione desidero soffermarmi sulla figura dell’uomo che cade. Come si può osservare, l’uomo in sé assume la forma di una stella a 5 punte (si osservi l’uomo Vitruviano). Ebbene, questa stella, con la punta rialzata rappresenta un percorso di risalita, mentre rappresenta un percorso di discesa se messa al contrario, con la punta verso il basso.
    Ma qui … scivoliamo nell’esoterismo ….

  6. dimenticavo la mano;
    essa richiama la gestualità dell’uomo, il suo esprimersi.
    I movimenti delle mani non hanno mai tregua.
    Nei versi di Penna l’ho percepita ferma (anch’essa fuori dal tempo).

    (comunque, interpretazioni quasi identiche..)

  7. Prima di scivolare…
    estendi il mio cordoglio a Pippo.

  8. Ok, ringraziamenti e baci da Pippo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...