Modernità

Angel Boligan Corbo non è solo un fumettista, ma anche uno dei più grandi pessimisti che l’isola di Cuba abbia mai sfornato. AcidCow ha raccolto 22 delle sue vignette più famose. Sono disegni molto intelligenti, ma anche estremamente inquietanti. Insomma, non regalate un album di Boligan Corbo al vostro nipotino per Natale.
E non provate neppure a contattare l’autore. Il suo sito risulta al momento fuori uso.
Chissà, forse anche lui sarà stato colpito dalle ansie che i suoi disegni provocano.

http://cervellonudo.imboscati.com/2013/12/28/22-inquietanti-vignette-che-vi-faranno-aprire-gli-occhi-sulla-modernita/

 

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21 Risposte

  1. grazie per questo contributo.
    reputo queste opere vera arte, in questo mondo stolto, dove trovo che l’artista in questione evidenzi la contemporaneità con sicuro tratto disvelante l’assurda realtà in cui ci ritroviamo a vivere…..
    approfondirò.

    grazie ancora,

    fc

  2. Farò vedere i fumetti a mia figlia, l’artista “dark-metallaro-animalista-metafisica-anime manga” di casa, come affettuosamente la chiamo io: la sua curiosità per l’anatomia umana e le sue interiora potrebbe essere toccata.

  3. Quell’ansia è naturale per questo grande artista che vede oltre l’ordinario e che ci mostra le illusioni attraverso la sua arte, come anche ci mostra quanto scempio viene veramente fatto in questo mondo… Con poche significative immagini ci mostra effettivamente che cosa è MATRIX. Questo non è pessimismo, ma purtroppo reale cruda realtà…

  4. Carissimo Professore, è da un po’ che non agisco in maniera attiva su questo Blog ( scrivo così perché, pur non postando, leggo sempre) ma oggi ho trovato su youtube un video che parla dei sigilli di Giordano Bruno, che non posso non condividere con voi:

    Un forte abbraccio,
    Andrea

  5. Caro fumettista pessimista, le tue vignette sono cariche di tensione. Forse quanto le mie. Valentina.

  6. a proposito di creatività… e cos’è creativo? Immagini inquietanti sempre meno della realtà, che non è meno inquietante di questi Tempi. L’artista, cavalca il suo & nostro tempo, cavalca l’era in cui vive… ! Certo, dure, per chì ha la pancia piena, colme di verità, per chi …. suo malgrado Vive e vede quel che è l’oggi! Quanto vale una vita umana? quanto il suo diritto minimo al sostentamento, quanto meglio l’era dove magari, campavi 30. 40 anni, ma per morte diciamo naturale, o comunque.. facendo la stessa parte dell’essere nato! Oggi, non si può dire, Bé a mali estremi, prendo un bastone costruisco una lancia e vado a cacciare, poi berrò dalle sorgenti d’acqua, e mi vestirò con le pelli! Oggi la vita è Il Sistema! Certo che non è cosi!, ma lo è diventato, e sempre più lo diventa! allora si sentono disperazioni di…..! Bé le cronache sono piene, Io non valgo poiché non posso sostentarmi e con me, la mia famiglia… Quindi, il senso,le favole, Muoiono, spesso erano già Morte! Allora, ben venga il Caos. Buona Serata! Ah, combattono le droghe classiche, imbottendoci sempre più con tecnologie capaci di agire sulle stesse cellule neuronali, toccate dall’eroina….. o altro.

  7. mi colpisce la ricorrenza del motivo dei carrelli della spesa.. come i leitmotiv di wagneriana memoria, anche se qui non mi pare ci sia qualcosa di romantico.. 🙂

    Notte a Valeria e a tutti!..

  8. Ho colto in queste vignette un particolare che le accomuna, oltre ai carrelli, le teste dei personaggi, sono piccole su corpi smisurati in rapporto ad esse, si direbbe che l’artista sottolinei così, la non intelligenza dell’essere umano che si lascia travolgere dal consumismo e dalla tecnologia… la prima vignetta ne è la prova con l’acquisto di un televisore forse Tre D grande schermo, acquistato solo perché era una novità, la coppia non ha riflettuto però che era troppo grande per la loro casa… I carrelli sono dappertutto e anche la vignetta con i due carrelli uno grande e uno piccolo, sono simbolo del consumismo, un modo per dire che il potere d’acquisto è di colui che ha il denaro personificato nella grandezza della persona e segnalato sul polsino della camicia, mentre il piccolo, di conseguenza, ne subisce gli effetti. Ancora il carrello che diventa la lama della ghigliottina… l’unico ad avere una testa normale è il bambino col pallone che non è stato ancora contagiato dalla tecnologia,mentre i suoi coetanei si sono isolati, già catturati dai tablet, smartphone, cellulari… Queste osservazioni nonché deduzioni ovviamente possono non essere condivise, ho solo espresso un mio punto di vista e la mia personale ricezione del messaggio espresso in queste vignette.

    Anna

  9. Grazie, Andrea, per questo contributo. Un caro abbraccio. Gabriele.

  10. …Il bambino che aspetta al centro di quel campo circolare che qualcuno giochi con lui a pallone. Nessuno coglie l’invito, restano tutti equidistanti dal centro perchè gli stimoli non provengono loro dal provare a vivere un’esperienza insieme, ma da qualcosa che li tiene “a distanza” dal punto, dal nocciolo del problema, e li isola. C’era bisogno che quei bambini lasciassero le proprie case per andare su un belvedere a giocare con i loro cellulari?

  11. Hai ragione Winah, è un leitmotiv che sprona i neuroni, oltre che i carrelli. 🙂
    Notte anche a te.

  12. si portano dietro, la casa virtuale dove l’eroe non muore mai, ne soffre… la fantasia massima è nel vedersi in quell’eroe, senza fatica alcuna, escono per isolarsi ancor più da e in quel mondo fatto di Playstation, Ipod, lontani persino dalla loro stanza, dove qualcosa, una voce, un richiamo da parte di…. li riporterebbe scocciandoli in una realtà che non vogliono,! Allora via, fuori portandosi con se… quello che loro basta, non vedendo né i giardinetti ne il sole, figuriamoci, quel vecchio gioco, fatto comunque di fatica se pur per divertimento?! Reale, l’impossibilità dell’essere sempre più in una società globale, che non crea mode, ma motivi di Vita, un era questa senza precedenza: Non credo sia un discorso solito, che ogni generazione fa nei confronti della nuova! Credo che sia realmente, un totale cambio dell’umanità, tutto è macchina, tranne l’uomo, che dovrà fare sempre più i conti con questo Cambiamento impari, per cui la nostra psiche, il nostro essere non può stare al passo con tutto ciò, che è, Un essere cosi veloce da non essere già più in un modo fulmineo, sostituito con sempre eveloci consumi, a tal punto da non creare né memoria né storia. L’Uomo è ancora, quello di 10.000 anni fa, quello di sempre! Ecco che aumentano i casi di Mal’essere

  13. Un caro abbraccio anche a lei professore!

  14. Provo a ripostare i disegni di mia figlia:

  15. …Un altro:

    …e un altro:

  16. Cara Valeria ho tentato più volte di aprire i link che hai postato, ma la pagina rimane bianca. Perché?

    Ciao buona serata.

  17. Anna, ritento! E’ che gestire un talento non è mai facile! Naturalmente parlo del mio talento in informatica! 🙂
    Dunque…

    Abbracci!

  18. Ciao Valeria,

    Questa volta si sono aperti tutti, brava. un brava anche a tua figlia, ha una bella fantasia nel creare ciò che non c’è, personaggi inquietanti che potrebbero far parte di un racconto Fantesy, il quarto disegno
    (il penultimo) lo trovo fortemente Daliniano, molto bello, complimenti.

  19. Grazie, Anna.
    Ti dico soltanto che mia figlia ha lo stesso interesse per l’anatomia di un chirurgo. Così come qualcunaltro si dedica all’interiorità tralasciando ossa e “interiora”, lei cerca di dare ad ossa ed interiora la perfezione ritraendole. Sebbene non sia capace di fare male ad una mosca, lei esorcizza la paura della morte e della malattia scavando sotto pelle. Non ha gli stessi turbamenti di Dalì, ma legge troppi manga e libri di Licia Troisi.
    Ciao

  20. Ciao Valeria, per fortemente Daliliano mi riferivo allo stile, al neorealismo, un complimento per il talento che ho colto nei disegni di tua figlia. Ho sempre ammirato il talento di Dali, era geniale. Un abbraccio, ciao.
    Anna

  21. Errata corrige : surrealismo e non neorealismo.

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