Lentamente muore

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità.”

Martha Medeiros

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8 Risposte

  1. un grazie sentito e di cuore Gabriele, Michele, Redazione..
    per questo post
    e la sensibilità mostrata.

    E’ proprio vero che la sensibilità,
    è un animo gentile che accoglie, è una marcia in più.

    Per voi:

    Come già scritto, qui, in questo blog
    risplende pace.

    Un abbraccio grande

    Anna

    ps: e come scritto nel post: il filo sottile:

    nemmeno il più piccolo filo d’ amore si può nascondere…

    …come la tosse

  2. 🙂

  3. “L’amore che non sente mai freddo..
    ..Quel sole che s’alza altissimo nel cuore…”

    E. E. Cummings

  4. Lentamente muore chi non ha una passione per cui battersi e per la quale anche morire.
    Neruda. Un tempo era il mio unico. Ora il mio preferito in assoluto.
    Bianca 2007

  5. Un abbraccio forte anche da parte nostra. Grazie. Gabriele e redazione.

  6. La dannazione degli uomini è nel convincimento che la loro condotta risieda esclusivamente nelle azioni che essi compiono, tralasciando di considerare il nocchiero della mente che indisturbato agisce nell’ombra tramando ogni male.
    E come il ladro che impossessatosi di un cavallo non suo mette a segno una veloce rapina, così la mente ideatrice mette a segno infiniti delitti lasciando agli uomini la colpa delle azioni.

    Bene sarebbe, allora, governare la mente inferiore e scacciare anzitempo da essa quelle legioni mascherate da desideri;
    bene, dunque, sarebbe recuperare se stessi con la piena padronanza delle proprie azioni ed emozioni superiori.

  7. Che meraviglia questi versi. Li amo da quando li conobbi.
    Grazie…

    Un dolce saluto ad Anna!

  8. Poesia bellissima, un inno alla vita.

    Una poesia che, non so per quale ragione, in molti credono che sia stato Neruda a scriverla. Mi mi è capitato di assistere a dei meeting sulla poesia e con mio grande stupore, questa poesia è stata letta ed attribuita a Neruda., quando poi è la poetessa: Martha Medeiros ad averla creata.
    Mi piacerebbe conoscere il perché di questa grande confusione sulla paternità di questa poesia. Neruda è uno dei miei poeti preferiti e l’immagino che, con lo sguardo crucciato, guarda e borbotta chi gli attribuisce versi che appartengono ad un’altra persona.

    Grazie professore per averla proposta, ogni volta che la leggo è un’emozione.

    Anna Giordano

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