Identità e possesso

Gli individui che fanno propria la modalità di vita dell’ avere, godono della sicurezza ma sono per forza di cose insicuri. Dipendono da ciò che hanno come denaro, aspetto fisico, potere, beni, in altre parole in qualcosa che è al di fuori di loro. Ma che ne è di loro se perdono ciò che hanno? Se quindi sono ciò che ho e ciò che ho è perduto, chi sono io?

Erich Fromm

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Requiem

Ti hanno portato via all’alba,
io ti venivo dietro, come a un funerale,
nella stanza buia i bambini piangevano,
sull’altarino il cero sgocciolava.
Sulle tue labbra il freddo dell’icona.
Il sudore mortale sulla fronte… Non si scorda!
Come le mogli degli strelizzi, ululerò
sotto le torri del Cremlino.

 

1935, Mosca (Kutaf’ja)

 

Diciassette mesi che grido,
ti chiamo a casa.
mi gettavo ai piedi del boia,
figlio mio e mio terrore.
Tutto s’è confuso per sempre,
e non riesco a capire
ora chi sia belva e chi uomo,
e se a lungo attenderò l’esecuzione.

 

E solo fiori polverosi, e il tintinnio
del turibolo, e le tracce
chissà dove nel nulla.
E diritto negli occhi mi fissa
e una prossima morte minaccia
l’enorme stella.

 

Lievi volano le settimane,
quel che è stato non capisco.
Come ti guardavano, figlio,
le notti bianche, in carcere
com’esse di nuovo guardano
con occhio ardente di sparviero,
e della tua alta croce
e della morte parlano.

Anna Achmatova