Le leggi della bellezza

«Le vite umane sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. […] L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento. Non si può quindi rimproverare ad un romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze, ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze della vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione di bellezza».

Milan Kundera

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13 Risposte

  1. E voilà la quarta dimensione! A noi viandanti in cerca…l’occhio che sente.
    Ben tornato Gabriele,
    Bianca 2007

  2. Ognuno di noi sulla strada della vita traccia il proprio percorso.
    A volte è un sentiero irto e difficile, altre volte ampio e spazioso e altre ancora stupendo…
    Ognuno segue il suo tracciato, ma poi dall’ alto, uno volendo andare a vede

    Ognuno corre intrepido sulla strada appena tracciata, che sia irta o piana, poco importa si procede sempre in avanti, al meglio del proprio cammino

    Ognuno segue il proprio cammino, irto, piano in discesa o in salita, è Il tuo!
    E quando stanco ti capita di fermarti e riposare, dall’ alto del cielo, dalle stelle, di notte mentre dormi e sogni…

    Una scala spunata dalla tua strada e la percorri lassù in alto fino a quelle stelle e guardi in giù, vedi ciò che mai avresti potuto capacitarti di vedere in vita tua:
    rivedi tutta la tua strada percorsa finora:
    stupenda, non tanto per dire…

    nonostante, le bucche, i dossi, lo sterrato dall’ alto quel solco lasciato dal tuo cammino forma,qualcosa che dalla prospettiva del cammintore non si può vedere, ma lassù fra le stelle si…

    il solco lasciato dal tuo percorso forma un immagine enorme, come quei disegni lasciati nei campi di grano(da qualche burlone) ma da lassù il tuo percorso forma un disegno inaspettato:
    bello.
    Bello a vedersi e ognuno ammira su quel tracciato ciò che più ha a cuore nella vita ciò che più spera con ogni bene e il suo realizzarsi.
    Laggiù da terra, mai e poi mai avresti immaginato nulla del genere, sorridi felice e con baldanza saltelli su quella scala fino a terra.
    Hai finito di dormire e il sogno di quella notte è finito e ti svegli col sole che ti abbraccia.
    Non sai come e non sai perchè,
    ma nel tuo cuore custodisci in segreto che stai facendo qualcosa di importante, grandioso e bello della tua vita, per te stesso, e per chi vuoi bene,dinnanzi ai tuoi occhi del cuore sai che ciò che hai percorso finora ha la forma del bene che custodiscie germoglia nel tuo cuore.
    Forza e coraggio, continua e non mollare mai, quel “bel”, quel tuo “bel” disegno ha assolutamente bisogno della tua firma per essere finito, prosegui viaggiatore e buon avventura..
    Alla fine saprai che ne è valsa la pena!Ricordatelo quando pensi di star per mollare, ricorda il tuo sogno, il tuo bel sogno!

    Anna

    😉

    ps: non ho riletto quindi non fate caso ad eventuali errori

  3. Gabriele con certi tuoi post, mi inviti a notte a lasciar scrivere la mia creatività…uff..non riesco mai a resistere!?

  4. in questo senso, nel senso buono sei un pò “malandrino”, tutte le volte mi incastri e ci riesci benissimo!

  5. Ciao Bianca. Grazie. Baci baci.

  6. Correzione :non volevo scrivere:
    Mi inviti a notte

    Ma mi inviti a nozze…

  7. Gabriele anche io ti ho scritto ma non ho ricevuto risposta…

  8. Mah?!..non sono molto d’accordo.. entrare a contatto con la sofferenza altrui con la pretesa che debba vedere la bellezza, quando magari riesce apena ad anelarla, è irrispettoso secondo me, se non ego-istico. In questo Jung credo sia stato un maestro.. e una illustre eccezzione!!..

    Notte

  9. “…probabilmente deve essere strada anche la vita consacrata…” (F. De Gregori)

    Penso che …

    “C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.”

    Milan Kundera, “La Lentezza”

    (Bentornati!)

  10. “…capita nella vita che si aprano vortici dove roteano svasati in una coincidenza inspiegabile, elementi che dovrebbero essere separati dal tempo e dallo spazio. Ne nasce, in chi vive quegli attimi, una meraviglia pura: un’aura sprigiona da quelle sovrapposizioni. Viene in mente una metafora degli Scolastici: gli angeli, che sono fuori dal fiume del tempo, di quando in quando vi immergono un piede. Quando avvengono coincidenze, è come se scorgessimo un’orma angelica nel nostro mondo.

    Ad esse, come manifestazioni arcane, l’antichità tributava un culto.

    Si pensa ad un persona e quella compare: il momento riceve una sua modesta consacrazione, dalla realtà ordinaria si è slittati via, si è provato uno stupore puro sia pur tenue e subito scordato. Un’aurea abbagliante avvolge le simultaneità più complesse.”

    (Emille Zolla in “Coincidenze Miracolose” di Gabriele La Porta)

  11. Cara Anna,

    Leggerti e’ sempre un incanto. Grazie perche’ mi dai la mano e mi porti in mondi altri fatti di amore, speranze e stupore.
    Ti abbraccio forte.

  12. ciao Anna….sei bravissima

  13. Mi spiace. Contorllerò. Baci baci.

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