Tre cose

«Amare e non essere amato, essere a letto e non dormire, aspettare e non veder arrivare, sono tre cose che fanno morire».

Irène Némirovsky, “Il malinteso”

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16 Risposte

  1. E così sia!

  2. In giro si dice che morire si deve tutti anche senza conoscerne il giorno e l’ora.

    Bianca 2007

  3. Abbiamo un ottimismo di difesa che ci protegge dal pensiero della fine…

    Lo sappiamo benissimo che dobbiamo morire, ma… pensiamo sempre che toccherà prima agli altri.

    Buon sabato sera a tutti

  4. Se ci pensiamo, veramente moriamo ogni giorno quando il corpo cade in un profondo sonno…… “la piccola morte”…. Ed è proprio tramitre il sonno, entrando nei propri sogni che coscientemente possiamo sperimentare cosa avverà dopo la cosidetta assai temuta paurosa morte che non è altro che la porta infradimensionale che ci riporta alla vera nostra casa/dimora….. 😀

  5. In quanto alle parole, alle tre cose che ci fanno morire….con tante belle distorsioni perché ognuna ha un peso ed una misura ben differente non conducibile alla stessa “morte” …. è vero fino ad un certo grado di consapevolezza dell’essere umano perchè sono solo aspetti riduttivi e limitativi della psiche, della mente razionale… che anche se in relazione, niente hanno a che spartire con la vera anima o con la mente superiore, con il SE’ superiore ….. che meglio potrebbe essere definita come LO SPIRITO IMMORTALE…. Immaginate se un attore consapevole, possa veramente piangere/soffrire o vivere nell’inquietudine nel rivedere una sua parte esistenziale, una sua comparsa in cui stava recitando di distruggersi per il cuore……. o per non poter dormire e tantomeno fremere d’impazienza per una estenuante attesa.!?!?!… roba da umani ancora inconsapevoli… ma necessari per molti aspetti perché servono a renderli consapevoli…. ma solo dopo che hanno varcato quella tetra porta dimensionale……

    Cara Bianca…. in quanto al “dicono” hahahahah 😀 sembra proprio che la cosiddetta “morte” non ci sfiora, come una cosa che appartiene agli altri e non a noi…… hahahaha 😀

  6. Auguro ai maschietti di sperimentare in questa come in un altra vita o quando lo vogliano o più a loro aggrada, le doglie del parto o di una colica renale.

  7. Ahahaha… E’ vero, sembra che i morti non sanno di esserlo!

  8. …si muore per rinascere…almeno cosi’ mi piace credere!
    Che poi a dirla tutta, l’intera esistenza e’ fatta di infinite morti e rinascite che si alternano a vicenda nel singolo percorso di ogni singola vita.

  9. è così .. gli uomini non hanno la struttura fisica per reggere una gravidanza ..
    … e non conoscono il legame che una madre sviluppa verso il proprio figlio ..
    .. per contro un figlio che si sente rifiutato dalla madre, penso abbia la morte nel cuore ..
    .. o no ?

  10. Per quella crescita interiore che passa per tutte le cose, per quella necessaria conoscenza di tutto ciò che esiste in questo nostro piano di coscienza… l’attore spesso diventa anche attrice e viceversa…. perchè SOLO l’ESPERIENZA PRATICA CI FA CAPIRE VERAMENTE I TANTI ASPETTI DELL’ESSERE IN MANIFESTAZIONE IN QUESTO PIANO 😀

  11. Bisogna cercare di prendere tutto quanto con ottimismo e ricordare che la vita è sempre degna di essere vissuta anche quando è noia, fatica,delusione.

    La notte non è mai così nera come prima dell’alba ma poi l’alba sorge sempre a cancellare il buio della notte.

    Così ogni nostra angoscia, per quanto profonda prima o poi trova motivo di attenuarsi e placarsi,
    purchè lo vogliamo.

    poi ci sono giorni pieni d’amore che vi danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.

    Solo così esisterete veramente e non sciuperete nessun istante della vita.

    Respirate profondamente e con grande gratitudine perchè l’aria che respirate è la fonte della vita più del cibo e dell’acqua.

    Solo così potete trovare la vostra strada bianca in mezzo ai campi di grano.

    ROMANO BATTAGLIA

    http://www.libreriamo.it/wbresize.aspx?f=/public/news/24042013175703_sm_3881.jpg&w=650&h=350&c=100&y=jpg

    un filo di voce per dire parole scolpite nell’ Eterno, per dire cose essenziali non serve urlare,
    basta un rigo…

  12. Facciamo conto che sia una madre con un istinto materno reso sordo dall’incapacità di amare, perchè a sua volta non è stata amata;

    facciamo conto di una madre il cui unico obiettivo è se stessa;

    ma facciamo conto anche di una madre che deve affidare il figlio al mondo per dargli l’ “opportunità” di crescere… mentre lui crede di essere rifiutato. E’ questo il caso in cui amare toglie il sonno. Alla madre e al figlio, ma per motivi diversi.

    Di cosa altro devo fare conto?

  13. Lasciar fluire noi stessi nel ricordo del rapporto con il genitore; osservarci in quei momenti così lontani nel tempo, ….fino a percepire di nuovo ciò che si è provato; far rivivere immagini parole e suoni, fino a far riemergere tutto il vissuto e soprattutto i propri sentimenti in quegli istanti.
    … come noi abbiamo reagito .. in che modo ..?
    ..quali difese abbiamo imparato ad alzare … difese che ci rendono sordi ai nostri stessi sentimenti .. che non ci fanno essere noi stessi da un pezzo …con gli altri .. con i nostri figli.
    I genitori normalmente cercano di essere .. buoni genitori..
    Ma ognuno può imparare a percepire di nuovo i propri sentimenti per, poi, lasciarli scorrere liberi..

  14. Valuta caso per caso, “tutto dovrebbe essere semplice come può esserlo, ma non di più”.
    Per esempio la Torre che promuove un pedone: considera che, colui che ha memoria di quei momenti di fusione totale con il genitore, sa anche distinguere un gesto d’amore da un gesto violento. E’ questa la risonanza emotiva che non si può controllare poichè è un dato acquisito! E’ ciò che lo rende immune all’odio dell’altro nonostante l’assenza di muri. I muri sono appunto dovuti all’appiattimento del sentimento che non è avvertito dall’intelligenza. L’intelligenza non è abituata alle soluzioni inaspettate, per cui si… “arrocca”!
    Dunque: si può soltanto rispettare il proprio e l’altrui vissuto. Se c’è.

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