Quello che ho dentro …

“Quello che io ho dentro non è quello che tu vedi da fuori, e forse nemmeno quello che immagini.
Quello che ho dentro lo tengo in disparte, lo covo, a volte lo tengo nascosto perfino a me stesso oppure me lo giro tra le mani e mi chiedo cosa ne farò.”
— C. Keighery
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18 Risposte

  1. A volte… non farebbe male riflettere sul fatto che la dimensione TEMPO, col tempo, risponde a tantissime questioni…
    Il tempo fa maturare cio’ che deve maturare, fa dimenticare cio’ che è destinato a morire…

  2. Grande! Anche se non ha mai fatto per me.
    Saluti infiniti caro Gabriele. Col cuore grande.
    Bianca 2007

  3. Poter scegliere cosa pensare… A volte è l’utopia di chi aspira a coltivare spazi di autonomia, nei quali poter conoscere, grazie agli altri, … la propria personalità. … E’ quello che faccio in questo blog. Avessi un profilo anonimo potrei, in mancanza di immunità, raccontarmi che…”quello che io ho dentro non è quello che tu vedi da fuori, e forse nemmeno quello che immagini”… in più posso girarmelo tra le mani.

  4. Ciao Gabriele,
    secondo te l autore cosa intende quando dice:

    Quello che ho dentro lo tengo in disparte, lo covo, a volte lo tengo nascosto perfino a me stesso

    e in particolare:

    OPPURE ME LO GIRO TRA LE MANI E MI CHIEDO COSA NE FARÒ.”

    Un saluto Anna(Mel)

  5. Gabriele un
    aggiunta:

    un caro saluto

  6. Questo ulitmo video l chiamerei:

    libertà

  7. Questo ulitmo video lo chiamerei:
    libertà

  8. NOtte a tutti

  9. Un caro SALUTO a te, Anna 🙂

  10. Cara Anna, come in tutte le “poesie” le interpretazioni possono essere molteplici e, ognuno, ci legge quel che lui stesso vuol “vederci”. Potrebbe, ad esempio, riferirsi alla sua ombra, alla sua parte più profonda alla quale cerca di tenderne per averne consapevolezza. Cosa ardua, tanto è vero che con quel “non so cosa ne farò”, sembra quasi intendere un “non so cosa troverò e come potrò utilizzarla”.

    Ora lo chiedo a te ed a tutti gli amici della casa-blog… voi cosa ci “leggete”?
    Un sorriso a tutti
    Gabriele

  11. Gabriele… se me lo chiede oggi, in quel “cosa ne faro’ ” leggo… La forza delle grandi idee rivoluzionarie ricche di innivazione, che, quando nascono in noi, ci spaventano e ci sconvolgono e… “non sappiamo cosa farcene” perché ci chiediamo come possiamo passare dalla potenza all’atto senza distruggerle e impoverirle facendone partecipi gli altri…

    Ma domani… potrei vederci altro in quel “cosa ne faro’ “…

    Grazie per gli spunti di crescita e condivisione con “noi comuni mortali”…

  12. un saluto a tutti. rispondo alla domanda del prof. Gabriele…io non so esattamente cosa intenda il poeta, però per certo io ho una parte mia segreta che ha a che fare col mondo dei miei desideri e dei miei sogni che non amo confidare, anche perché ho l impressione che sia la parte di me più profonda. buona serata a tutti

  13. Chiunque di noi, guardandosi allo specchio, può dirsi queste cose.
    Una presa d’atto di doversi conoscere.

  14. Io “leggo” la richiesta di un figlio adolescente di essere lasciato in pace, nella sua stanza, con se stesso, la richiesta che siano rispettati i suoi tempi di Immaginazione di elaborazione, di crescita: i muri si alzano allo stesso modo, quando diventa frustrazione quella richiesta disattesa.

  15. ..” Lo pseudo-Dionigi dice che i pagani facevano delle statue di Mercurio e che al loro interno nascondevano il similacrum di un dio. In tal modo essi non veneravano le insignificanti erme, bensì la bella immagine che vi si celava”.. – C.G.Jung (Mysterium Coniunctionis tomo secondo)

  16. Grazie a Lei, cara Michela e per la sua presenza costante nella nostra Casa-Blog
    Le auguro una buona giornata
    Gabriele

  17. Un saluto a tutti i viaggiatorive lei caro Gabriele.
    “Cosa ne faro’?”
    Come Michela, penso che di giorno in giorno potrei farne qualcosa di diverso, tante sono le variabili personali, umorali e circostanziali che potrebbero incidere nella scelta, ma so per certo che lasciero’ crescere e germogliare questi semi, ‘dentro’ e ‘ fuori’ di me. Mi lasciero’ condurre verso quel ‘dove’, ignoto nel presente, non piu’ sconosciuto nel futuro.

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