Di tutte le passioni

L’Amore è di tutte le passioni la più forte perchè attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo.
(Voltaire)
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2 Risposte

  1. Amore&Amore

    Quale Amore… spezzerebbe i legami con il corpo, confonderebbe le tracce che conducono al Sè e metterebbe il silenziatore al cuore della strada? Concediamoci mezz’ora di tempo… per pensare…
    ——————————–
    “Di notte, amata, lega il tuo cuore al mio
    e ch’essi nel sonno sconfiggano le tenebre
    come un doppio tamburo che combatte nel bosco
    contro il denso muro delle foglie bagnate.

    Traversata notturna, bragia nera del sonno
    che intercetta il filo delle uve terrestri
    con la puntualità di un treno scapigliato
    che senza fine trascini ombre e pietre.

    Per questo, amore, legami al movimento puro,
    alla tenacia che nel tuo petto batte
    con le ali di un cigno sommerso,

    perchè alle domande stellate del cielo
    risponda il nostro sogno con una sola chiave,
    con una sola porta chiusa dall’ombra.”
    (Pablo Neruda)

    ———————————-

    ” Non ti ebbi, né mai ti avrò, suppongo.
    Qualche frase, un accostamento
    come avant’ieri al bar, null’altro.
    E’ un peccato, non dico. Ma noi dediti all’Arte
    con la tensione dellla mente a volte – e, ovvio,
    solo per breve tempo – creiamo una voluttà
    che sembra quasi materiale.
    Così avant’ieri al bar – grazie anche all’alcol
    e al suo aiuto pietoso e grande –
    ebbi mezz’ora di perfetto amore.
    Credo anche che tu te ne sia accorto
    e sia rimasto un po’ più a lungo apposta.
    Ne avevo gran bisogno. Ché malgrado
    tutta la fantasia e la magia dell’alcol
    m’occorreva guardare le tue labbra
    m’occorreva il tuo corpo accanto.”
    (C. Kavafis)
    ————————————————

    “Ti ho colta nei giardini di Efeso
    La chioma crespa dei tuoi garofanoi
    Il mazzo serale delle mani?

    Ti ho pescata nei laghi del sogno
    Ti ho gettato il mio cuore per esca
    Un pescatore sulle tue rive di salice

    Ti ho trovata nell’aridità del deserto
    Eri il mio ultimo albero
    Eri l’ultimo frutto della mia anima

    Dal tuo sonno ora sono avvinto
    Profondamente immerso nel tuo riposo
    Come la mandorla nel guscio notte-bruno

    La tua lampada funebre diletta
    Mi traluce da ogni distanza
    Come gli occhi arrossati
    Delle stelle sconvolte

    Ho bevuto le coppe di vini fatali
    Mentre ero solo
    E rapito alla tua vigna

    Come mai il sole freme più dorato
    Quando chiudo gli occhi
    E il tuo sangue pulsa in me più potente
    Quando mi sei strappata
    E solo con braccia di nebbia mi ammonisci?”

    (Yvan Goll)

  2. Grazie, Gabriele, per avere condiviso con noi questa bellissima frase che, in due sole righe, richiama una ricchissima popolozione di emozioni!

    Non voglio aggiungere altre parole: bisogna saper cogliere le occasioni in cui fermarsi e … ascoltare…

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