Per una volta

Per una volta
chiedimi chi sono
rasentando il limite dell’inosservanza
Per una volta
trucida l’egoismo della sopravvivenza
in nome di un ascolto vero
sacrificando il bisogno delegato alle parole
Lasciami l’indennità
di una solitudine
che non tradisce il pentimento
di una decadente immagine
nella irriconoscenza vulnerabile
che esalta il cuore
in un privilegio ultimo
del segregarsi inconscio
Per una volta vestimi l’innocenza
nell’innominabile eleganza
della comprensione
concedimi di indossare ali
che non precipitino
nel tormentato intercedere sul verbo claudicante
di un pensiero illeso
Solo per una volta ti chiedo
di spogliare la notte
da quelle tenebre dalla mutevolezza arcana
lasciando alla tua mano
il coraggio di una carezza intatta
nel ripercorrere il brivido indolore
di una confessione
che possa farmi riposare in te
Per una volta
chiedimi chi sono
e non chi ero
dissolvendo l’orrore
di una desolante attesa

Miranda Galati

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3 Risposte

  1. Chi sei TU che ancora mi commuovi mentre la dissolvenza tradisce i lampi dei cristalli senza per questo offuscarli con l’opaco degli occhiali?… Chi sei!

    Bianca 2007

  2. Te lo chiedo…
    Chi pensi che io sia?

  3. Chi sei tu, che una volta conoscevo bene,
    ed ora, invece, non so più chi sei?
    …E “per una volta chiedimi chi sono”, o meglio,
    sai bene chi sono,
    perchè non provi ad accettarmi per quello che sono, chiaramente non essendo più quella che ero?

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