L’istinto

L’istinto è una cosa meravigliosa. Non può essere spiegato, né dev’essere ignorato.

Agatha Christie

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19 Risposte

  1. E’ vero,ed anche quelli che quelli che a volte ci inquietano o non ci piacciono,proprio perchè non ce li spieghiamo ci stupiscono come tutte le cose misteriose.Guai a tentare di rimuovere totolmente gli istinti”scomodi”(ne so qualcosa!)bisogna diventarne pienamente consapevoli e nelle nostre scelte importanti tentare un compromesso tra ciò che vorremmo essere e ciò che siamo in realtà,perchè o volenti o nolenti gli istinti fanno parte di noi. Il”Drago”anzicchè combattuto dovrebbe essere addomesticato…
    Saluti cari per tutti.Anna da Firenze

  2. “…e l’uomo appare oggigiorno sempre più lontano da questo serbatoio infinito di significati perchè sempre più lontano dai suoi sani istinti. Ora, proprio il recupero della dimensione religiosa può essere ciò che consente all’uomo di ritornare alla sua natura più profonda, ai suoi istinti pià genuini.. Tra esperienza religosa e istinto non c’è contraddizione..”. – M.Diana ‘Contaminazioni necessarie’

    Un libro che sto leggendo con un abbandono e uno strabiliante coinvolgimento personale

    Notte

  3. L’istinto agisce in noi molto velocemente.
    Sarebbe interessante poterlo osservare in azione, per tentare di comprenderlo e, poi, giudicarne gli aspetti positivi e negativi.

  4. Davvero, chi combatte con una Katana, per esempio, può stare lì ad osservarsi con l’arma, come quando fa esercizi di autocoscienza davanti allo specchio, e pretendere di poter ripetere tutto esattamente come quando in duello è un tutt’uno con l’arma e “dialoga” con l’avversario? Le Figure si sprecherebbero, perchè niente è ripetibile quando l’istinto agisce. Occorre saper vivere il momento, non pretendendo di controllarlo giustificando l’avversario con una moviola. Si dice che quello sia il momento in cui si manifesta il destino e non un momento di autoerotismo.

  5. Se uno si abitua a guardare l’Avversario, può osservarlo a qualsiasi velocità. E’ quello il momento in cui si piega il destino.

  6. …!…
    … E se uno si trova al centro di una ridda “non proprio festosa”, in che modo potrà risolvere il problema e volgere a proprio favore il destino?

  7. Rendendosi conto che la ridda è solo un sogno …. orribile.., ma un sogno.

    Penso che il destino sia una prospettiva, un punto di vista di chi subisce gli eventi.
    Ad esempio, posso subire un evento vivendolo dolorosamente come professionista, ma posso viverlo semplicemente come uomo, privo della personalità del professionista, e non subirlo affatto (allora lascio fluire l’evento).
    La questione è riuscire ad osservarsi come professionista; a cogliere l’attimo in cui chi agisce (anche con reazione istintiva, oltre che emotiva e psicologica) è il professionista, e non l’uomo.

  8. …La ridda è solo un sogno?! … Il destino una prospettiva, un punto di vista di chi subisce gli eventi?!
    Se è meglio scappare dalla realtà per non vedere l’inesorabile scomparsa dell’uomo, per esempio, e, con lui, del professionista, di chi agisce, del suo coraggio, del suo sogno, della sua dignità, della sua responsabilità… Cosa gli rimane? In effetti il nulla non è il niente e l’oblio è l’unico diritto che può accampare.
    E’ questo il caso di dire che vivere con la propria ombra è più istruttivo che alimentare il fumo di certi discorsi.

  9. Come può essere l’ essenza della vita un fumo?
    Come puoi chiudere gli occhi per non vedere la vita che sboccia intorno a te tutti i giorni,
    in quale oblio puoi nasconderti per non vedere?

    La vita è realtà del presente in cui vivi tutti i giorni.
    La vita così come l’ uomo sanno perdurare e sanno vivere.
    Il fondamento della vita è la sua concretezza, concretezza che vivi ogni giorno e che nelle difficoltà scegliere la felicità.
    L’ uomo è destinato a perdurare ed è nato per essere felice, in questa Vita e su questa Terra…
    Chi vuol chiudere gli occhi a questa felicità perchè non vuole essere felice, può scegliere di farlo,
    ma ASSOLUTAMENTE NON PUò PENSARE CHE IL SUO PENSIERO SI ESTENDA A TUTTA L’ UMANITà O OGNI PERSONA.
    Che scelga per se stesso e non abbia la presunzione di scegliere per tutti!
    Se sceglie di vivere nell’ oblio e non nel presente, scelga per se stesso e non parli a nome di altri, ma per se!

    ps: Non si può scappare dall propria vita!ma Viverla e bene!

  10. Certo, … noi siamo esattamente ciò di cui ci alimentiamo, e l’oblio può essere proprio la paura di restar vuoti senza la nostra personalità.

  11. Oblio è una forma di difesa o la reazione ad un mondo per il quale non esisti come individuo e non si chiede chi sei…
    Allora, Ettore, fammi capire bene: per te è la personalità tutto ciò che di falso un essere umano possa mostrare di sè, oppure il contrario? Vorrei capire perchè, nei vari interventi, hai tratto conclusioni quando in un senso, quando in un altro.

  12. Mel, a chi stai parlando quando dici:
    “Se sceglie di vivere nell’ oblio e non nel presente, scelga per se stesso e non parli a nome di altri, ma per se.” ?

  13. Ciao Anna,

    ovviamente, non ho detto di non vivere la nostra vita (cioè di nasconderci a noi stessi).
    Anzi, ho affermato esattamente il contrario: cioè che si può vivere intensamente solo da svegli (e cioè prendendo atto, da un lato, di ciò che siamo e, dall’altro, che non abbiamo bisogno di alimentarci quotidianamente della nostra personalità).
    Ma ciò comporta un lavoro intenso su noi stessi.
    Penso che la premessa per incominciare questo lavoro sia proprio ammettere che non siamo del tutto coscienti di noi stessi nel quotidiano, al di là delle buone intenzioni (in fondo tutti noi siamo buoni, .. o almeno pensiamo di esserlo).

    ma .. è solo ciò in cui credo ..

  14. Valeria,
    è evidente che non mi sono espresso in modo chiaro, e me ne scuso.

    Io credo che la personalità sia solo un complesso di coaguli psicologici che coprono ciò che noi siamo nella realtà.
    Penso che i nostri continui desideri, pensieri, azioni e reazioni, sia emotive che semplicemente motorie, siano frutto di elementi estranei a ciò che costituisce la vera parte di noi stessi.
    Penso che questi coaguli psicologici (alcuni dei quali ci appaiono buoni ed altri cattivi) siano da noi alimentati nel quotidiano, senza che ce ne accorgiamo: anzi, proprio perchè non ce ne accorgiamo.

    Faccio un esempio, chè è meglio:
    possiamo dire di essere consapevoli, in ogni istante, di ciò che pensiamo? quante idee ci passano per la mente senza che ce ne rendiamo conto? magari come reazione agli stimoli che riceviamo dalla vita (es. passeggiando e guardando vetrine, o parlando con un amico)? Quante volte ci rendiamo coscienti che quelle idee sono frutto di associazioni (cioè un’idea che ne fa uscir fuori un’altra, e così via)? e quante altre idee, ci rendiamo conto, che fuoriescono da vissuti sedimentati della nostra vita?
    E se questi elementi fossero solo estranei ? Proviamo a coglierci nell’istante in cui essi insorgono. Proviamo a renderci conto di tutto ciò, come estranei a noi stessi. Mica facile staccarci da noi stessi (o meglio, da ciò che pensiamo di essere).
    Questa è l’identificazione con noi stessi, con la nostra personalità.
    Penso che chi voglia scoprire davvero cosa ci sia sotto, debba tentare di sperimentare il distacco da questi falsi sè: fosse anche per un secondo, sentirne la leggerezza.

    Ciò che ti sto scrivendo pensi sia un’illusione? illusione che il mondo non esista? O significa comprendere meglio se stessi, come funzioniamo dentro e, di conseguenza, comprendere meglio gli altri (perchè siamo fatti tutti allo stesso modo)?
    Penso che la vita sia una sperimentazione dentro noi stessi, per poi sperimentarla fuori. Ognuno di noi può verificare se ciò sia vero o no, provando da solo, … se lo vuol fare.

    Non è detto che Narciso non possa trarsi fuori dallo specchio d’acqua!

    Carissima Valeria,
    se ti va, prova … la teoria, se non messa in atto, resta solo una chiacchiera inutile, … in aggiunta a tutte le altre chiacchiere che affollano la nostra mente.
    Io penso che la conoscenza sia sperimentazione costante su se stessi. Ma questo è un grosso sacrificio…. ammettiamolo!

  15. Carissimo Ettore,

    No: non mi sento affatto leggera quando mi stacco da me e dai miei coaguli, da cui traggo immensa ispirazione e che mi caratterizzano…
    E sì: il mondo così come cade sotto i nostri sensi non esiste; è fatto di tutto ciò che rappresenta per ognuno di noi e di tutto ciò con cui ognuno di noi lo riempie. Essendo un non-luogo condiviso, il tuo mondo potrebbe essere anche il mio e qualcosa sopravviverà di noi, in questo mondo, che lasceremo come eredità psichica…
    Ed è per questo che, secondo me, non c’è bisogno di uscire fuori da se stessi per osservarci nel momento in cui pensiamo, per poi rientrare, e per sapere che, sì, siamo in tanti, dentro: percepiamo la presenza di ognuno attraverso il dialogo, con noi stessi e con quel non-luogo intorno. Jung afferma che il daimon, che definisce il carattere, in questo caso avrebbe la funzione di un vigile urbano nel regolare il traffico di personalità che vorrebbero emergere… Mentre Narciso… non percepisce l’Altro. Che ci sia una via d’uscita dallo specchio di cui egli è ostaggio? Sì, potrebbe vivere il presente come un dono, perchè occasione di essere sempre se stessi, qui ed ora, perchè accettazione delle proprie responsabilità, come specifica identità che si concilia con questa terra… Non mi ricordo chi lo dicesse, ma l’ho sperimentato di persona e forse manca proprio questo a Narciso: assumersi le proprie responsabilità!

  16. Ciao Vale ed Ettore, il mio post che ho scritto qui non è riferito a nessuno del blog.
    Come già capitato in passato ho specificato, se ho qualcosa da dire a qualcuno mi piace sempre chimare per nome la persona con cui sto parlando, da parte mia nessun post per cui non specifico esattamente un nome sarà mai rivolto a qualcuno. E quando dovrò dire qualcosa alla persona che sia negativa positiva, userò esattamente il nome della persona senza usare nomignoli o simili per non creare fraintendimenti.
    Sono diretta e non mi piace nascondere dietro un dito.
    Ho letto la discussione e ho detto la mia.

    Nello specifico la frase:

    “Se sceglie di vivere nell’ oblio e non nel presente, scelga per se stesso e non parli a nome di altri, ma per se!”

    Il soggetto è quel:

    “Chi” che fa questo:

    ” vuol chiudere gli occhi a questa felicità perchè non vuole essere felice, può scegliere di farlo”

    Se ci fosse qualcuno qui, nel blog di cui pensassi che parli a nome di altri,lo chiamerei per nome e glielo direi, se dovessi notare un post simile e la cosa mi desse fastidio, lo scriverei al diretto interessato.

  17. Un aggiunta alla discussione sulla vita, penso:
    che il sognare, l avere il coraggio, l amare, l amicizia, il credere in ciò che si fa etc.. non siano assolutamente illusioni o inganni della vita, ma siano il fondamento della vita.

    E aggiungo:
    Riconosco la fragilità dell’ uomo in quanto essere e tutto ciò che questo comporta ma credo nella vita e non nella morte, riconosco la paura ma credo nel suo superamento, riconosco la vulnerabilità ma vedo la sua forza, riconosco il suo imporsi a volte anche cnìon la forza ma vedo anche il suo ammettere l errore a volte e cercare di recuperare a volte, riconosco la sua cattiveria, ma vedo le qualità nella sua umnità per “vincere e trionfare su di essa”. Riconosco nell uomo tutti i suoi difetti e debolezze e nella sua forza.
    Ma credo nella Vita(che concerne “le caratterisitiche buone dell’ uomo e della vita”) semplicemente perchè credo con assoluta certezza che essa sia più forte di tutte queste debolezze, credo nella Vita perchè penso che sia più forte della morte e il fatto stesso che viviamo, ne è una parte della prova.
    So ciò che dice, portando un paragone, Ungaretti:
    “Si sta come d’ autunno sugli alberi le foglie”
    e proprio per ciò so e dico quanto la Vita sia forte, perchè riesce con tutto ciò che essa contiene a “spazzare via”( e ripeto non per fuggire, nonper nascondere, al contrario essendo ben consapevoli) con la sua forza questa verità che rimane sempre comunque una verità valida e oggettiva.
    Ma la Vita ha in se tutto:
    L’ amore, lo splendore del vivere quella forza misteriosa che vincere anche questa verità sempre presente e incontestabile, ma la vince perchè la vita è più forte anche della consapevolezza della morte.

    In questo simbolo, archetipo, come lo si vuole chiamare, di vita vedo Dio, per me Dio rappresenta questa Vita, questa forza.
    Questa forza che viene da Dio e non dall uomo, poi diviene una qualità umana ma l’ origine è Dio.
    E assolutamente per me l’ uomo non è Dio.
    Questa è una forza divina che è donata da Dio all’ uomo.
    Tutto ciò che l’ uomo non riesce a spiegarsi con la scienza, la filosofia o quant altro, quel quid di indefinile, magico e misterioso che ha la vita in se, in modo intrinseco ha scintilla divina che poi diviene umana.
    Ha in se’ il seme divino.
    La forza misteriosa della vita, dell amore derivano per me da ciò.
    Poi questa forza diviiene parte integrante nell’ uomo e nella vita, diviene come nella vita una caratteristica intrinseca nell’ uomo, ma l’ input è riersato da Dio sia nell uomo che nella vita, l’ origine di tutto è in primis in Dio, e poi l’ uomo fa sue queste virtù che io riconosco nell’ uomo e nell’ umanità dell’ uomo.
    Per questo io credo In Dio, perchè ogni giorno quando mi sveglio e apro gli occhi ho dinnazi a me la riprova della vita e di Dio stesso.
    La vita nonostante le tremila fregature, dispiaceri, sofferenze, difficoltà è “buona”, non perchè chiudo gli occhi, ma proprio perchè li ho aperti e vedo come la stessa forza che agisce sul seme che dal profondo della terra divine germoglio e poi fiore, pianta vedo in quella forza incredibile e potente la stessa forza “benevola” che agisce sull’ uomo.

    Ho la certezza della vita senza alcuna riserva e nelle difficoltà non mi arrendo mai e mai lo farò e questo non è possibile per me, arrendermi, smuovermi perchè so questo, nessun “uragano, burrasca etc.” metaforiche possono buttarmi giù niente e nessuno, perchè Vivo e non permeto a niente e nessuno di “intralciare il mio vivere bene in questa vita”, nessuno ha questo permesso.
    Se qualcosa nella mia vita mi abbatte o simili, l’ unica persona che ne fa le spese sono io,e io voglio essere felice con ogni cellula pulsante del mio corpo, voglio vivere( non così tanto per fare o sopravivere)voglio vivere bene e non permetto a niente o nessuno di far si che ciò non avvenga,
    qualsiasi cosa mi butta giù(e ce ne sono state e ci sono cose) io mi rialzo, una , due un milione di volte, non mi interessa io mi rialzo!
    Metaforicamente il mondo può crollare non mi interessa io vado avanti e cerco di vivere al meglio delle mie possibilità, ho subito dell ingiustizie, le fermo, trovo il modo di non subirle più, il modo per quanto sacrificio richieda lo trovo, e vado avanti e recupero ciò che ho perso e faccio ciò che mi rende felice di nuovo e di nuovo ancora.
    Anche la persona ame più cara non mi fa muovere da questo principio fondamentale, anche la persona a me più cara se noto che mi “intralcia” su ciò( magari non accorgendosene) su questo: sulla mia vita, sulla mia felicità, sul mio benessere non transigo, sono assolutamente irremovibile, faccio notare e vado avanti.
    La vita è la cosa più cara e preziosa che ho fra le mie mani, perchè in essa ed essa mi offre tutto ciò che mi rende felice e la difendo con ogni mia singola cellula, sempre, con tutto ciò che sono.
    Nella mia frafilità riconosco la mia grande forza!

    ps: Non rileggo spero di non aver fatto troppi errori!

  18. Bene, carissime
    l’importante è saper seguire il proprio daimon …

  19. Che bello! Qualcuno ha sturato l’abisso! 🙂
    Buon tutto a tutti!

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