Citando Eraclito

” La natura si sforza per gli opposti imparzialmente, e da loro (gli opposti) lei (la natura) crea armonia, non da cose uguali.”

Carl Gustav Jung, 24 maggio 1953, citando Eraclito

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29 Risposte

  1. ………..

  2. …Vediamo… L’armonia intesa come sforzo imparziale per gli opposti si potrebbe raccontare anche così?:

    ” – Ahi! – disse il topo, – il mondo diventa ogni giorno più angusto. Prima era così ampio che avevo paura, continuavo a correre ed ero felice di vedere finalmente a destra e a sinistra in lontananza delle pareti, ma queste lunghe pareti si corrono incontro l’un l’altra così rapidamente che io sono già nell’ultima stanza, e lì, nell’angolo, c’è la trappola nella quale cadrò. –
    – Devi solo cambiare la direzione della corsa – disse il gatto e lo mangiò.” (Kafka)

  3. Bella questa favola, Valeria.
    Se intervenisse un grifone come la continueresti?

  4. Darei inizio ad un’altra storia sul palcoscenico della storia, ma fuori dal quel labirinto di muri: il gatto e il topo sono Immagine di una “compensazione” in Anima che diventa azione, movimento, Karma, armonia, nel momento in cui il gatto mangia il topo (semplifico dicendo: il topo nel gatto, due opposti nella totalità); mentre il grifone è una figura chimerica. L’armonia, la trasformazione, in questo caso è stata sempre ad opera di un cavaliere dal cuore umile, puro e indicibile: la letteratura ne è piena… Volendo dare spettacolo nello spettacolo del Sogno, allora, sposterei il destino del grifone su una scacchiera: l’incontro con un Pedone, l’ irriducibile sulla strada del martirio per la gloria della sua fede e dei suoi compagni di viaggio. La scena…: ad un bivio tra ombra e luce che si intrecciano; Ecate l’unica testimone e anche l’unica vera Immagine vuota, che permette sviluppi.
    Io vorrei sapere in che modo il Pedone riuscirà ad ammaestrare il grifone per cavalcarlo e diventare un essere solo.

    A dopo, buona mattinata.

  5. Il grifone, in fondo, è già una conquista: l’unione di leone e acquila.

    Effettivamente, penso che si tratti di una lotta; Pegaso che disarciona Bellerofonte prima di essere domato. Come Perseo deve domare Pegaso. Quindi, la risposta potrebbe essere: “con pazienza”.

  6. Il grifone non è né aquila, né leone: come tutte le figure chimeriche rappresenta un “grumo” psichico insoluto, quel “nodo” numinoso che Jung considera foriero di possibilità. Più che la pazienza, credo che possano il dialogo e l’intento di “comprendere”: la trasformazione in chi non potrà mai domare una chimera, ma agire con lei come se fosse una parte di sè. Quando si dice “lasciare fluire” e non lottare, io immagino un essere formato da una chimera cavalcata da un “Pedone”, il cui fato è simile a quello dell’Appeso.
    Non si può tenere a freno l’ottimismo, che io considero una predisposizione dell’Anima e non uno stato d’animo.

  7. In ogni cosa c’è una sfida, che ognuno combatte con i mezzi di cui dispone.
    In ogni lotta c’è molta più chimica e fisica di quanto possiamo immaginare.

  8. “La grande perfezione sembra difettosa,
    ma, usandola, non si rovina.
    La grande pienezza sembra vuota,
    ma, usandola non si esaurisce.
    Una grande retta sembra curva.
    La grande abilità sembra inetta.
    La grande eloquenza sembra balba.

    Se il moto rapido vince il freddo, la quiete vince il caldo. La limpida calma è la regola del mondo.”
    (Lao Tzu)

  9. Bellissima..

  10. Eraclito è stato un filosofo difficile e nobile, non tutti hanno avuto la fortuna di capirlo. Egli non amava le masse popolari, e, FORSE, non avrebbe amato un santone, come Lao Tzu… .,

    Infatti, se non sbaglio, nacquero circa 500 anni A. C.

    ( Forse, mi sbaglio, ma non mi interessa ad andare a vedere)

    Il Divino e filosofo cinese scrive:

    ” La grande perfezione sembra difettosa, ( Se è perfetta, non può sembrare difettosa, non ci vedi bene.. ? )

    ma, usandola, non si rovina. ( Ma perchè si dovrebbe rovinare ? )

    La grande pienezza sembra vuota, ( Ma quando mai, se è piena, non può essere vuota.. )

    ma, usandola non si esaurisce. ( Se la pienezza è divina, non si esaurisce…, ma se è umana, certo che si esaurisce, GRANDE PENSATORE.. . )

    Una grande retta sembra curva. ( Ma quando mai.. : ti suggerisco di portare gli occhiali, se è retta, non può essere curva… )

    La grande abilità sembra inetta. ( L’ abilità è una virtù, non può essere incapace, ma che casso, dici… )

    La grande eloquenza sembra balba. ( Ma per carità… l’ eloquenza esprime il concetto armonioso, senza incepparsi…

    Se il moto rapido vince il freddo, la quiete vince il caldo. La limpida calma è la regola del mondo.” ( queste invece sono parole…, chiacchiere…, non servono proprio nulla… , soprattutto, NON SERVONO, alla psiche… , quello è importante.)

    MA CHE VUOI DIRE…. !!!??? UNA SOLA COSA HAI SCRITTO BENE, E’ , CHE NON HAI SCRITTO NULLA.

  11. Sottolineando e navigando… a vista:

    Lao-Tzu a Confucio che lo interroga sull’etichetta: – Gli uomini di cui parli sono morti e sepolti, sono rimaste solo le loro parole. Se il nobile trova il suo momento di fortuna, gira in carrozza, altrimenti incontra degli impedimenti e se ne va a spasso. Io osservo che il mercante saggio nascinde accuratamente i suoi tesori come se fosse povero, il nobile di virtù perfetta assume un’espressione come se fosse stupido. Abbandona la tua arroganza, i tuoi molti desideri, la tua affettazione e la tua esagerata ambizione. Tutto questo non ti è di nessuna utilità. Questo è ciò che ho da dirti, ed è tutto.”

    “Esser di poche parole è secondo natura! …Chi sa non parla e chi parla non sa”, “Perduto il tao poi venne l’umanità; perduta l’umanità poi venne la giustizia; perduta la giustizia poi venne l’etichetta”:
    secondo Lao-Tzu, contrariamente a quanto sostiene Confucio, la natura umana è quello che è, né buona né cattiva (in senso morale), la perversione viene dalla cultura artificiale, che vorrebbe trasformare l’uomo in quello che non è, sostituendo ciò che è naturale con ciò che è artificiale.

    La filosofia di Lao Tzu è la filosofia del divenire, l’unica cosa immutabile è la legge del mutamento, cioè il Tao, che è uno e non può mutare. Tutti gli esseri hanno ciascuno un’essenza diversa, mentre il Tao fa concordare le essenze di tutti gli esseri. Esso quindi non può non evolversi e non potendo evolversi è un principio che non è sempre stabile, nel senso che rimane sempre se stesso, conserva la stessa natura poichè è Uno, ma per la sua stessa natura non può non mutare.
    I mistici orientali vedono l’universo come una rete inestricabile, le cui connessioni sono dinamiche e non statiche,. Questa rete cosmica è viva e si muove, cresce e muta continuamente. Anche la fisica moderna è giunta a concepire l’universo come una rete di relazioni.

    Questa concezione dinamica del mondo, centrata sul divenire invece che sull’essere, ha sempre posto dei problemi per quanto riguarda la sua espressione in parole, come Eraclito dimostra…
    E Lao-Tzu, spiega chiaramente nella “sentenza” che ho riportato: per parlare di quel non essere che è all’origine dell’essere, il Tao, e di cui non si può parlare ma non si può nemmeno tacere, bisogna forzare le parole aldilà dei loro limiti, delle loro capacità espressive.

  12. Caro Luiggggione, al solito mio e scusandomi con la tua persona… così come ho sempre sostenuto è facile allontanare / rifiutare / rigettare per non cercare di capire e buttare facilmente dietro il muretto dell’incomprensione tutto ciò che non è ri-legabile perchè sfugge alla comprensione ordinaria dei comuni mortali, mentre assai difficile è il sentiero che permette con scevra imparzialità ed con una critica oggettività che si basa sull’intelligente saggia conoscenza di validare o invalidare con una attenta analisi sia empirica, sia scientifica ma soprattutto intuitiva/ispirativa che parte veramente da ogni libero ricercante immortale cuore….

    Come potresti mai comprendere un pensiero che attraverso un oscuro linguaggio così iniziatico era riservato solo agli adepti di quel tempo?….. Ti ricordo che ti avevo suggerito di andare a scuola di un vero sciamano…. e viso che ancora continui a persistere sulla tua falsa morale di un Logos si ad immagine dell’uomo, ma di un Logos per giunta morto, e ricordato solo come simbolo di pietoso potere appeso ad un chiodo dietro le sembianze pietose di un falso ingannevole crocifisso …. Non hai ancora capito CHE IL LOGOS STESSO HA SEMPRE PARLATO IN OGNI TEMPO ATTRAVERSO LA BOCCA DI TANTI INIZIATI….. è non solo ha parlato…. ma si è sempre incarnato in un corpo biologico , deframmentando la sua divina superiore indefinibile essenza spirituale…..

    Copiandolo da Wikipedia…..

    « Non ascoltando me, ma il logos, è saggio intuire che tutte le cose sono Uno e che l’Uno è tutte le cose. »
    (Eraclito, DK, FR 50)

    Se da un lato è sensato – per buona parte della critica storico-filosofica – riferirsi ad Eraclito come il “filosofo del divenire” o della dottrina dei “contrari” , su un altro versante interpretativo, sembra essere altrettanto appropriato approcciarsi al pensiero dell’efesio considerando la sua speculazione come incentrata su una prima e fondamentale importanza data al lògos. Nel sopra citato frammento, infatti, si nota quanto sia presente un non troppo implicito carattere rivelativo del lògos filosofico. Eraclito è il primo a mettersi in disparte: è perfettamente consapevole che l’ascolto debba essere indirizzato al lògos stesso e non, quasi profeticamente parlando, alla sua parola. In questo senso è egli stesso a farsi mero portavoce di un qualcosa che “già è” e che, in primis, “sempre è”. Come ha giustamente osservato Giorgio Colli, il verbo greco eidénai (εἰδέναι) indica preminentemente un “congetturare per immagini”, un “intuire”. Tale analisi filologica, evidenzia quella peculiare tensione del mondo greco antico a legare l’atto stesso della conoscenza con quello della visione (DI UNA INNATA CONOSCENZA SENZA SAPERE) . È in questo senso che, circa un secolo dopo, Platone userà il termine “eidòs” per enfatizzare il carattere mnemonico della conoscenza sensibile:

    Infatti, il conoscere è, per Platone, risvegliare nell’anima dell’uomo l’idea (sempre e solo come tensione) di ciò che è stato già visto in un iperuranio ideale, esterno al mondo sensibile, in cui l’anima si trovava contemplando e vedendo quelle idee – prima di incarnarsi nel corpo materiale. Emerge così, alla luce di queste precisazioni, la natura stessa del lògos eracliteo: è il senso del tutto che permea il tutto, rivelandosi indirettamente e rendendosi afferrabile tramite intuizione.

    Non è forse quello che io stesso ho molte volte affermato…. NON CI POTRA’ MAI ESSERE NESSUNA EFFIMERA/FANTASTICA /ILLUSORIA INCONSAPEVOLE IMMAGINAZIONE SENZA UNA PRECEDENTE VISSUTA PERCEPITA CONSAPEVOLE VISIONE………

    è ancora copiando…..
    Gli svegli e i dormienti
    Ricorre nel pensiero filosofico di Eraclito la contrapposizione fra i desti e i dormienti: è «unico e comune il mondo per coloro che sono svegli», ossia quelle persone, che, andando oltre le apparenze, sanno cogliere il senso intrinseco delle cose, mentre «agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo di quando non sono coscienti di quel che fanno dormendo», riferendosi alla mentalità degli uomini comuni, i dormienti appunto. Eraclito intende per filosofi tutti quelli che sanno indagare a fondo la loro anima, che, essendo illimitata, offre all’interrogando la possibilità di una ricerca altrettanto infinita. Il pensiero eracliteo è quindi aristocratico, in quanto egli definisce la maggioranza degli uomini superficiali, poiché tendono a dormire in un sonno mentale profondo che non permette loro di comprendere le leggi autentiche del mondo circostante. Secondo Eraclito infatti «rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i più invece pensano solo a saziarsi come animali».
    I migliori e i più

    « Rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i più invece pensano solo a saziarsi come bestie »

    Eraclito pone anche una contrapposizione tra i “migliori” (ἄριστοι, aristoi), i quali, a suo avviso, «preferiscono una sola cosa a tutte le altre: la gloria eterna alle cose caduche», e i “più” (οἱ δὲ πολλοὶ, oi de polloi), i quali «invece pensano solo a saziarsi come bestie».
    Da tale contrapposizione si deduce che per Eraclito i “più” sono in maggioranza rispetto ai “migliori”.

    Uno è per me diecimila, se è il migliore »

    Si deduce di conseguenza una netta contrapposizione tra la “gloria eterna”, la quale è sia ciò che è preferito dai “migliori” sia ciò che in quanto tale ne attesta l’essere “migliore”, e tutte le altre cose, ossia quelle “caduche, mortali”, tra le quali vi è anche il “pensare solo a saziarsi come bestie”, che è quanto pensato dai “più”.
    La dottrina dei contrari

    « Polemos è padre di tutte le cose, di tutte re; e gli uni disvela come dèi e gli altri come uomini, gli uni fa schiavi gli altri liberi. »
    (Ippolito di Roma, Κατὰ πασῶν αἱρέσεως ἔλεγχος – Confutazione di tutte le eresie, IX, 9, 4; frammento )
    La dottrina dell’unità dei contrari è forse l’aspetto più originale del pensiero filosofico eracliteo. La legge segreta del mondo risiede nel rapporto di interdipendenza di due concetti opposti (fame-sazietà, pace-guerra, amore-odio ecc.) che, in quanto tali, lottano fra di loro ma, nello stesso tempo, non possono fare a meno l’uno dell’altro, poiché vivono solo l’uno in virtù dell’altro: ciascuno dei due infatti può essere definito solo per opposizione, e niente esisterebbe se allo stesso tempo non esistesse anche il suo opposto. Così, ad esempio, una salita può essere pensata come una discesa da chi vi si trova in cima.
    Tra i contrari si crea una sorta di lotta. In questa dualità, questa guerra fra i contrari (polemos) in superficie, ma armonia in profondità, Eraclito vide quello che lui definiva il logos indiviso, ossia la legge universale della Natura.
    Ed è proprio la dottrina dei contrari che fa di Eraclito il fondatore di una logica degli opposti, antitetica a quella aristotelica e fondata sulla legge del divenire della realtà. In essa, infatti, tesi e antitesi (essere e non-essere) sono una sintesi contraddittoria e permanente nella realtà che solo così può divenire, attraverso i suoi due coessenziali aspetti (“nello stesso fiume scendiamo e non scendiamo”; “siamo e non siamo”); ed è antitetica alla logica aristotelica perché opposta al suo principio di non contraddizione e del terzo escluso

    “Il mare è l’acqua più pura e impura: per i pesci è potabile e gli conserva la vita, per gli uomini è imbevibile e mortale”
    L’arché</b<
    I primi filosofi greci cercavano l'arché negli enti della realtà sensibile, a partire da Talete di cui restano solo testimonianze aristoteliche in cui sembrerebbe affermare che l'arché è l'acqua. In realtà, tale termine, a detta degli studiosi, è una teoria di stampo più prettamente aristotelico. È costante nella filosofia antica la consapevolezza che le cose derivino da un principio che in quanto tale è unico, ingenerato e imperituro, indivisibile ed immutabile; tuttavia la denominazione vera e propria di arché appartiene ad Aristotele. La dottrina delle quattro essenze fondamentali della Terra – acqua, terra, aria, fuoco -, fornisce gli elementi tra i quali i primi filosofi greci scelsero l' arché, i più generali tra i costituenti del mondo sensibile. Platone mostrerà che l' arché del sensibile sono le idee iperuraniche, e che dunque non può essere trovata nemmeno nei costituenti fondamentali, e che il sensibile postula l'esistenza di una realtà trascendente che lo causa. Aristotele affermò che l'arché secondo Eraclito fosse il fuoco. In alcuni frammenti, effettivamente, sembra che Eraclito sostenga questa tesi: il fuoco, condensandosi, diventa aria, quindi acqua e poi terra; dopodiché, esso può rarefarsi per tornare ad essere acqua, aria, e in seguito fuoco. Quindi tutto ha origine e fine nel fuoco. Questo permetterebbe di collegare Eraclito con le ricerche naturalistiche dei filosofi di Mileto. In realtà, è probabile che il riferimento al fuoco vada inteso in senso più metaforico: in questo elemento fisico sembra infatti mostrarsi la teoria ontologica di Eraclito. Il fuoco è sempre vivo, in continuo movimento; è in ogni momento diverso dal momento precedente, ma allo stesso tempo sempre uguale a sé stesso. Analogamente l'arché è il primo ed unico principio, la nascita e la morte, l'inizio e la fine: come il fuoco, che nella giusta misura ora si accende e ora si spegne.
    L’universo come Dio-tutto
    Questa visione cosmologica sfocia nell’identificazione panteistica dell’universo con Dio, inteso come unità dei contrari, mutamento continuo e fuoco generatore. Questo Dio-tutto comprende quindi in sé ogni cosa, costituisce una realtà increata che esiste da sempre e per sempre. Eraclito crede anche nella ciclicità del cosmo, concepita come insieme di fasi alterne di distruzione-produzione, al punto che alcuni autori attribuiscono a lui il concetto di ekpyrosis, una sorta di grande conflagrazione universale.
    Influenza su autori successivi
    La contrapposizione del “panta rei” eracliteo al pensiero di Parmenide, filosofo dell’essere, ebbe un’influenza determinante su Platone, il quale per risolverla cercherà di mostrare come il non-essere esiste solo in senso relativo, dando così un fondamento filosofico al senso greco del divenire. Hegel intravide in questo passaggio la dialettica fondamentale della filosofia greca. Secondo la sua interpretazione la filosofia di Parmenide è riassumibile nella frase “tutto è, nulla diviene” (tesi), mentre quella di Eraclito in “tutto diviene, nulla è” (antitesi); il momento di sintesi sarebbe quindi rappresentato da Platone. Lo stesso Hegel si considerava filosoficamente erede di Eraclito al punto da affermare: «Non c’è proposizione di Eraclito che io non abbia accolto nella mia Logica» (Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia). Eraclito però, a differenza di Hegel non concepiva il divenire come una progressiva presa di coscienza dell’assoluto; per lui il divenire sembra consistere piuttosto nelle variazioni di un identico sostrato o Lògos: «tutte le cose sono Uno e l’Uno tutte le cose»; «questo Cosmo è lo stesso per tutti… da sempre è, e sarà». Da questa visione del mondo verrà influenzato soprattutto lo stoicismo. In seguito, se la tradizione filosofica aristotelica giudicò Eraclito incompatibile con i princìpi della logica formale, sebbene lo stesso Aristotele (come già Platone) ne accoglieva la teoria del divenire nel tentativo di conciliarla con la rigida staticità di Parmenide e introducendo così la dottrina del perenne passaggio dalla potenza all’atto, sarà presso i mistici neoplatonici che Eraclito troverà maggior fortuna. Secondo Plotino, che pure tiene fermi i capisaldi della logica parmenidea, «Eraclito seppe che l’Uno è eterno e spirituale: poiché solo ciò che è corporeo diviene eternamente e scorre» (Enneadi, V, 9). Anche i mistici cristiani come Meister Eckhart e Nicola Cusano poterono far propria la concezione eraclitea degli opposti collocandola su un piano trascendente e sovra-razionale: per costoro infatti, mentre sul piano immanente della vita quotidiana continuano a valere i princìpi della razionalità sillogistica, in Dio si troverebbe invece la comune radice di ciò che appare contraddittorio alla semplice ragione, perché in Lui è presente quell’unità degli opposti che esplicandosi e materializzandosi nel mondo giunge poi a diversificarsi.

    Eraclito verrà infine riabilitato del tutto da Hegel, il quale però reinterpretò la sua identità degli opposti non più in senso mistico e trascendente, ma in un’ottica immanente. Anche Nietzsche ebbe un’alta stima di Eraclito: la sua grandezza, per il filosofo tedesco, sta anche nel fatto che la nobiltà di ciò che ha da dire non si presta alla chiarezza superficiale. Martin Heidegger, che alla fine degli anni sessanta tenne un famoso seminario sul filosofo greco insieme con Eugen Fink a Friburgo, ritiene che il concetto di verità, intesa come ἀλήθεια, come “non-nascondimento” (in tedesco Unverborgenheit), sia una sorta di parafrasi del frammento eracliteo n. 93 DK: “Il signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice né nasconde, ma indica”: per Heidegger la filosofia di Eraclito serve come una conferma delle sue posizioni.
    ….
    Quindi, da eterno amico, ti pregherei fraternamente di rinunciare a quelle tue parole…. MA CHE VUOI DIRE…. !!!??? UNA SOLA COSA HAI SCRITTO BENE, E’ , CHE NON HAI SCRITTO NULLA.

  13. Raffaele,
    ..in fondo, ..scrivere “bene” equivale proprio a “scrivere nulla”..

    (devo ringraziare Raffaele, Inno e Valeria – c’è sempre da imparare quando la personalità resta fuori da una discussione)

  14. Caro Rafeluzzzzu, se io debba rinunciare, come tu dici, fraternamente alle mie parole; tu, invece, dovresti rinunciare alla dialettica, alle tue chiacchiere.

    CIANCIARE E’ LA MALATTIA, CHE TI STA TRASCINANDO, FUORI DA OGNI LOGICA E FUORI DA OGNI CONOSCENZA..

    Per quanto riguarda Lao Tzu, è inutile che, come, al solito, per risposta scrivi un libro, annullando il vero tema: scrivi di Talete, di Eraclito,di Socrate, di Platone, Aristotele, di PLotino, di Hegel, Nietzsche ecc.tutto, per dimostrare, al mondo, che sei colto e hai tanto letto… .

    Spesso dici : ” Ho sempre detto, ho sempre detto, ho sempre detto… ” . Tu non dici nulla, ma proprio nulla… : Ma chi ti credi di essere ?

    Giorni fa ho scritto, che, nel 1970, comprai, il libro di Rudolf Steiner, ” la Missione di Michele”. Il giorno dopo, mi, hai risposto : ” Caro Luigggione, conoscevo Lo Steiner, da quando avevo tre anni e sapevo tutto di lui. ”

    TU VORRESTI PUBBLICIZZARE LA TUA POTENZA, INVECE PER ME ESPRIMI LA TUA IMPOTENZA, LA TUA DISPERAZIONE.

    Ho parlato di Ordine Mondiale. del trattato di MES e del trattato sul FISCO, mi hai risposto: ” Io a 14 anni ho fatto un volo cosciente e sapevo già di queste cose.”

    Ma queste sono solo follie, e, per forza vorresti che la gente si aprisse a questo illusorio sapere.

    IMPARA UNA VOLTA PER SEMPRE CHE IL VERO SAPERE, NON NASCE, DAI VOLI ASTRALI, NON NASCE DA UN ESTORESMO SCONSACRATO, MA NASCE DALL’ IDEA, CHE SUPERA IL CIELO E LA TERRA.

    ! ) PER QUANTO RIGUARDA, Lao Tzu, tu non mi devi scrivere, la ” storia ” dei filosofi, non mi devi scrivere la tua cultura, MA DEVI CONTRADDIRE IL MIO SCRITTO, CIO’ CHE NON HO CAPITO E CIO’ CHE HO SBAGLIATO. Come ho fatto io, con uno dei tuoi maestri, Lao Tzu.

    2) Nella tua risposta hai parlato, di Eraclito della dottrina dei contrari e degli opposti, ne fai SEMPRE una spada occulta, ora che siamo in tema, mi potresti commentare, ” l’ aforismo di Eraclito “con “due” parole, che ha riportato Jung e che, SAGGIAMENTE, ha pubblicato questo CIELO del sapere ?

    Scrivi ciò che ti passa per la tua testina bionda…. . ATTENZIONE, PERO’, DEVI RIMANERE, INCOLLATO AI TEMI RICHIESTI…., NON AD UN GIOCO DI CULTURA…. .

    Grazie ! PICCOLO UOMO, IMPRIGIONATO NELLE MATERIALITA’, DI QUESTA TERRA, CON TUTTI I PIEDI E CON TUTTA L’ ANIMA.
    Ora pro nobis, Amen.

  15. Un caro saluto, a mister Ettore.

    Sei in gamba….. , anche gli dei possono sbagliare.

    Se prendo la frase del” filosofo “e ” iniziato ” cinese:

    ” Una grande retta sembra curva.”

    Ed io commento ” se è retta, non può essere curva…” Il mio amico, deve rispondere e commentare la mia frase,

    NON MI DEVE FARE LA STORIA DEL MONDO.

    Caro Ettore, in quella lirica, il mister Lao Tzu, ha detto delle ” fregnacce.”

    SE POI, TUTTI, MA DICO TUTTI, NON SONO D’ ACCORDO, CON ME, MI DEVONO SPIEGARE E COMMENTARE, QUELLO CHE HA SCRITTO IL CINESINO… .

    Ciao Etteruzzzu.

  16. Hahahhahah 😀 le tue ultime contraddittorie parole parlano da sole per tutto quello che io ho sempre affermato.
    Forse sarò un piccolo insignificante misconosciuto uomo, ma la mia assai libera immortale gigante guerriera natura mi permette di volare negli iperspazi dell’universo, mentre molti che si giudicano grandissimi glorificati uomini di questo mondo appena appena sono riusciti o riescono a salire un grattacielo usando un ascensore…….

    1) in questa vita, non sono per niente una persona colta (sempre capendo effettivamente che cosa sia la cultura…)

    2 ) non me ne frega un fico secco né della gloria e neanche del giudizio

    3 ) tutta la mia trascendenza/conoscenza senza sapere è solo un minimo frammento di quello che avevo già raggiunto in vite precedenti…..

    4 ) spesso ho parlato con sincerità di quello che è nel mio sentire nel mio capire e soprattutto nel mio cuore…. ma è anche vero che la sincerità spesso è soggetta alla legge materialistica delle interpretazioni…..

    5 ) sei sempre il mio fantastico sfottente amico del mio saracino cuore…. che basta che gli toccano la coda scatena tutto il suo lato opposto… ma se la cosa ti soddisfa….. va bene, anzi va benissimo anche così….

    6 ) diciamo pure che ogni tanto ho voglia anche di stuzzicare l’altrui sentire…. tanto che ancora sto ridendo con le lacrime…..:D

    7 ) è il numero magico che lascio alla tua personale interpretazione…

    Ciao Carisismo Luiggggggione….. alla prossima critica e realtiva anticiritica…. 😀

  17. CARA VANITOSA – PERSEGUITATA, IO NON SONO NE’ AMBIZIOSO, NE’ ARROGANTE E NE’ DESIDEROSO.

    IO HO SOLO COMMENTATO UNA LIRICA DI LAO TZU. NON SI PUO’ ?

    TU, PIUTTOSTO CERCHI AD ESSERE PIU’ EDUCATA, VERSO IL PROSSIMO E CERCHI DI CANCELLARE, SE PUOI, DALLA MENTE IL TERRBILE E INSIDIOSO COMPLESSO DI PERSECUZIONE.

    Io ho solo criticato lo scritto di Lao, non ho offeso, te.

    Ogni giorno il Prof La Porta, da questo tempio del sapere, pubblica la conoscenza di anima; a volte qualcuno, non è d’ accordo, con le idee postate, non è che, con questo, il Prof e la redazione, chiamino arrogante, costui, in quanto si esprime con idee diverse, rispetto al contenuto, popagato.

    Ogni tanto cerchi di saper ragionare ed essere più umile, più semplice, verso il prossimo… , invece di guardare i problemi degli altri, osservi i tuoi, che sono grandi quanto il mondo e che non ne hai risolto uno.

  18. Caro Rafeluzzzzu, MI HAI SCRITTO, SOLO PAROLE E SOLO PAROLE FUORI TEMA, non hai commentato nè l’ aforismo di Eraclito e nè la mia critica.

    Fammi sentire cosa ha voluto dire Eraclito, con gli ” opposti “…. . Mi hai fatto la storia della filosofia e dei filosofi… , per aver commentato il filosofo cinese, adesso mi viene spontaneo, chiederti di commentarlo.

    Caro Rafeluzzzzu, tu sei un uomo buono, a volte, mi fai i dispetti… , però ci sono esseri che leggono tanto per diventare più cattivi…. e più stupidi… .

  19. Ciao Inno,
    sull’osservazione che anche gli dei possano sbagliare, concordo pienamente.
    Penso che sia un errore considerare gli dei inarrivabili; ciò arresterebbe la nostra voglia di migliorare.
    Peraltro, questa stessa affermazione potrebbe essere un’implicita ammissione della curvatura della linea retta.

  20. E tu ti saresti immedesimato in Confucio… Ahahahahaha!
    Caro, allora sei venuto ancora una volta a consolarmi del fatto che non te ne importa … un “pippolo” di quanto mi sforzi a spiegarti quello che scrivo. Ti interessa soltanto tirarmi in mezzo e ripetermi che non ho risolto mai niente… Ahahahahah!
    Beh, almeno ho azzeccato una verità: arrogante lo sei, eccome. Con me lo sei sempre stato, in tutte le forme in cui ti sei manifestato, e in questo bisogna dare atto a Lao-Tzu: la natura è quello che è, non c’è proprio niente da fare! Ciao ciao.

  21. !

  22. !!

  23. !!!

  24. …Ecco, risolvo in tempo reale:
    sembra che mi rivolga a Mel ma è a Inno che scrivo nel post delle 11:31
    Mi scuso con la redazione per questo proliferare di miei post inutili.

  25. Ciao Inno, se ti riferisci a me e al mio post scritto su: istinti.
    In quel post non mi riferivo assolutamente a te, anche perchè non ho letto ciò che hai scritto su Lao Tzu.

    Per il resto,non so a chi ti rivolga direttamente con questo perchè non c’è nome, perchè insultare con appellativi: vanitosa e perseguitata qualcuno senza sapere esattamente di ciò che si tratta.

  26. Anna/Melusima, non fare polemiche, io non mi sono rivolto a te, NON TI HO CHIAMATA VANITOSA. Leggi più tosto i post, in quanto mi hanno chiamato ambizioso e arrogante. Ed io mi sono difeso.

    Certo non è, fra i più belli il tuo modo, d’ entrare, nel blog, e di spiegarti…,. Melusina, giorni fa la Redazione, di questo blog, più o meno, ti ha scrito così.

    SIGNORA MELUSINA, SENTIVO CHE SARESTI ENTRATA PER PORTARE INSIDIA.

    Faccio presente, al Prof La Porta che per aver criticato Lao Tzu, , si è aperta, la porta della massoneria e ho ricevuto, delle offese. Se poi ci vado sotto… , non lamentatevi..: la colpa, non è mia.

    MA INSOMMA, SIAMO ARIVVATI AL PUNTO CHE NON PUOI CRITICARE IL PENSIERO, DI UN ESSERE CHE E’ VISSUTO 2500 ANNI FA, CHE TI ARRIVANO LE INGIURIE E LE OFFESSE, PER QUELLO CHE HAI SCRITTO.

    CARO GABRIELE LA PORTA, DOVE SIAMO ? IN UNA BIBLIOTECA, OPPURE IN UN MANICOMIO ?

  27. Ciao Inno,
    il mio nick name è Melusina, il mio vero nome è Anna, lo scrivo, lo avevo già scritto, ma magari non tutti lo hanno letto, così chiarisco.
    Sei spesso aggressivo, quando in questo caso non ne hai alcun bisogno.
    Nel mio post rivolto a te ho specificato due volte, che non sapevo a chi ti riferissi perchè è un post senza un nome specifico.
    Quindi ti ho scritto sapendo che il post poteva anche non essere rivolto a me, e te l ho scritto.
    Ho subito risosto al tuo pos non avendo la certezza di essere io la diretta interessata, per evitare fraintendimenti.
    Ho risposto subito a te, perchè nel post che ho scritto su: istinto ho scritto il termine presuntuoso, termine che tu citi e ho pensato che forse (50 per cento) potesse centrare e potesse anche essere riferito a ciò che avevo scritto.
    Inno se tu quando, a maggior ragione parti con termini offfensivi, parlassi direttamente con un nome, eventuali fraintendimenti non ci sarebbero.
    Anche perchè insulti senza un nome messi lì, possono sembrare e almeno così a me erano anche sembrati insulti gratuiti,ossia senza un contesto specifico dei post in cui in insulta possono essere fraintesi da chiunque frequentatore del blog e chiunque, in questo caso donna, può pensare che ci sia la possibilità che siano rivolti anche a costui.
    Se io scrivessi un post aperto, senza un nome ad esempio: in cui dico Vanitoso, perseguitato o altro, magari chi passa di qui può fraintedere ed è quello che è successo a me.
    IO e te avevamo già discusso una volta del fatto che tu avessi scritto dei post con insulti senza un nome e un contesto specifico e già allora avevo fatto notare il disagio che si può creare da ciò, perchè possono sembrare offese gratuite.
    Nello specifico quando dico:
    “Per il resto,non so a chi ti rivolga direttamente con questo perchè non c’è nome, perchè insultare con appellativi: vanitosa e perseguitata qualcuno senza sapere esattamente di ciò che si tratta.”

    Non mi riferisco direttamente a me(sapendo che potevi anche non rivolgerti a me) ma al fatto che fosse un post senza nome e potesse portare i fraintendimenti che sopra ho citato.

    Riguardo alla tua frase:

    “SENTIVO CHE SARESTI ENTRATA PER PORTARE INSIDIA.”

    Hai perso un occasione buona per stare zitto.
    Perchè è ovvio che non è così e giù sentenze sul mio conto che non hanno alcun senso e sono fondate sul niente.
    Se leggi bene il post che ti ho scritto sopra, non c’ era nulla di offensivo nei tuoi confronti, ma tu
    quando mai riesci a esimierti nel dare subito giudizio negativi e definitivi sulla persona, in questo caso sulla mia persona, quando io non ti ho fatto niente.

    Poi su questa altra tua frase:

    “Certo non è, fra i più belli il tuo modo, d’ entrare, nel blog, e di spiegarti…,. Melusina, giorni fa la Redazione, di questo blog, più o meno, ti ha scrito così.”

    Riporto esattamente:

    Melusina, in 17 ottobre, 2013 alle 20:23 ha detto:
    Per redazione, Gabriele e Michele:
    vi ho augurato un buon giorno, ma non ho ricevuto risposta, non è bello, e il doverlo sottolneare ancora meno(e non è la prima volta)spero di non ritornare più sopra questo argomento.

    Gabriele La Porta, in 18 ottobre, 2013 alle 08:44 ha detto:
    Francamente non ce ne siamo accorti.
    Certo che anche questo messaggio non è il massimo della bellezza

    Melusina, in 18 ottobre, 2013 alle 19:48 ha detto:
    Non mi sembra di aver scritto qualcosa di brutto,
    se è stato recepito così, non era certo questa la mia intenzione…Buona serata

    Melusina, in 18 ottobre, 2013 alle 20:00 ha detto:
    Ormai “frequento” da un pò il blog e per ciò che scrivo mi “conoscete”, non mi piace certemente offendere o simili, anzi mi piace opposto, forse è stato qualcosa più simile a un fraintendimento…credo che la mia indole o natura in questo tempo di post viene sia venuta fuori..

    Gabriele La Porta, in 19 ottobre, 2013 alle 09:15 ha detto:
    Buongiorno Melusina, in effetti eravamo rimasti sorpresi dal messaggio…. Ma non importa, come dice lei, è solamente un fraintendimento…. Buona giornata

    ll fatto di riportare questo episodio passato non centra niente con i post di oggi , perchè nel primo post che ti ho mandato non ti ho affato offeso, anzi l ho scritto proprio per evitare da subito eventuali, fraintendimenti, per il motivo opposto.
    Riportare solo parte di ciò che è stato per farmi passare per ciò che non sono, solo per dare forza ad una tua argomentazione che non ha alcun fondamento: una persona solita a rivolgermi in malomodo, quando ovvimanente non è così. hai preso un singolo episodio, che poi è un fraintendimento in anni di frequentazione, e ora si può leggere nella sua interezza,per dire e sotenere qualcosa di assolutamente falso e che non esiste sul mio conto, lo trovo scorretto da parte tua e farmi sopratutto passare lo dico con forza con ciò che non sono.

    Visto che tu per primo tiri fuori cose passate che non centrano col discorso attuale,
    mi ricordo che sei stato un pò di tempo fa a dire di voler denunciare o querelare la redazione ed altre persone del blog per motivi che non sussistevano e chiudo qui.

    Inno, certamente questa che ho scritto ora(e non includo il primo post che ti homandato) non è una delle pagine del blog di cui vado più fiera,
    ma mi sono difesa, perchè attaccata e vorrei precisare, che a parte
    il post che mi hai scritto oggi, per cui questa è solo una risposta in quel post, io non avevo nulla contro di te, poi certo il post che mi hai scritto oggi non mi ha affato piacere e le motivazioni sono tutte lencate in questo post.
    Spero di aver chiarito e spero di non essere più offesa da te senza motivo, ovviamente se lo farai io risponderò, ma spero che si possano avere in futuro discussioni più costruttive e non insulti.

    ps: non ho riletto e quindi non ho corretto eventuali errori di scrittura.

  28. Cara Melusina, leggendoti, mi sono accorto che sei molto introspettiva, ti sai guardare, nella psiche, sai predicare, il bene, dici la verità, MA SOPRATTUTTO SEI EQUILIBRATA… SAI LEGGERE LA PAROLA VANITOSA E LA TROVI OFFENSIVA.

    SONO D’ ACCORDO ! MA POI SEI ANCHE LAVORATRICE, ALTRUISTA, LA TUA UMILTA’, SI PRENDE IL PESO, LA GUIDA E LA DIREZIONE DEL BLOG.

    IN SINTESI, SEI TU CHE DECIDI, SE UNA PERSONA POSSA SCRIVERE LA PAROLA ” ARROGANTE “E UN’ ALTRA POSSA SCRIVERE LA PAROLA ” VANITOSA.”

    SEI UNA GRANDE SIGNORA, PERSONA VERA E PERBENE… COMPLIMETI… .

    Sai, sai, sai leggendo le tue nobili e significative parole, mi sono convertito, alla filosofia orientale.

    Melusina cara, ho trovato dei bei aforismi del filoso Lao Tzu, certo sono impegnativi, visto la grande anima e il grande contenuto di questo inziato.
    —————————————————
    Un creditore bussa alla porta di un matto: “Apri! Lo so che sei in casa, ci sono le scarpe fuori!”
    E il matto, da dentro: “E che cosa vuol dire? Io sono uscito in pantofole! Lao Tzu
    l——————————————————————–
    Due matti in ospedale:
    “Ehi Beppe, ma cosa ci fai qui, non dovevi andare a Londra oggi?”
    “Sì, ci sono andato, ma son dovuto tornare subito indietro! C’era una nebbia così fitta che per riconoscermi dovevo guardare la carta d’identità!” Lao Tzu
    ——————————————————————————————–In un manicomio arriva un matto molto strano che ogni mattina infila la testa in un sacco e comincia a ridere a crepapelle. L’infermiere lo osserva incuriosito tutti i giorni e una mattina decide di chiedergli: “Scusa, che cosa stai facendo?”
    E il matto: “Mi faccio un sacco di risate!” – Lao Tzu

    ———————————————————————————————Al bar: “Posso prendere un’altra zolletta di zucchero?”.
    “Si’, ma ne ha gia’ prese sei”.
    “Lo so, ma si sciolgono subito”. Lao-Tzu
    ———————————————————————————–
    Un aereo che trasporta una comitiva di matti vola da parecchie ore.
    All’improvviso un’esplosione distrugge il pavimento dell’aereo e tutti i passeggeri riescono a non precipitare nel vuoto aggrappandosi ai portabagagli del soffitto che ha resistito all’attentato.
    Il comandante pero’ avverte che essendo troppo pesanti uno dei passeggeri si deve sacrificare buttandosi nel vuoto.
    Un bravo passeggero allora esclama: “Molto bene per il bene di tutti mi sacrifico io!”.
    A queste parole tutti i matti si mettono ad applaudire. Lao Tzu

    —————————————————————————————Quando mangio le banane non le sbuccio mai”.
    “!?!”.
    “Tanto so cosa c’e’ dentro”. Lao Tzu
    —————————————————————————–
    I medici di un manicomio decidono di effettuare delle prove per stabilire se qualche pazzo possa essere “liberato”.
    Decidono di riempire una piscina di olio e farci tuffare dentro i pazienti per vedere se qualcuno se ne accorge.
    Fanno entrare i matti che con circospezione si aggirano a bordo-vasca, un po’ intimoriti; ad un certo punto ad uno ad uno si tuffano come nulla fosse e iniziano a nuotare; solo uno e’ un po’ restio a tuffarsi, ma finalmente si butta pure lui, ma prende una capocciata tremenda e riemergendo dice ai dottori: “Proprio Olio Sasso dovevate utilizzare?” Lao Tzu
    ——————————————————————————————-
    Due matti pescano in mezzo al lago su una barchetta.
    Dopo una giornata di ottima pesca, prima di ritornare uno dice: “Segna il posto che ci torniamo domani”.
    L’altro fa un segno sul fondo della barca e il primo lo sgrida: “Ma che fai? E se domani ci danno un’altra barca? Il segno devi farlo sull’acqua!”.Lao Tzu
    ——————————————————————-.

    Carissima e nobilissima Melusina, vorrei provare un bel massaggio esoterico – orientale, su tutto il corpo, con l’ olio caldo, candela, incenso e sul futon.. e che sia espletato da una brava massaggiatrice… , tu conosceresti qualcuno ?

    Così, se è brava e professionale, ci porterei a Rafeluzzu… . Grazie Grande Melusina, per la tua generosità e per il tuo senso d’ altruismo.

  29. Carissimo Luigggggione visto che hai così tanto decantato malamente il grande Lao Tzu che guarda caso nelle sue innumerevoli Santificanti Risveglianti Illuminanti Radiose esistente mi ha anche pregiato umilmente, nel riconoscerlo sotto le mortali sembianza di un grandioso amico teosofo di una vita Passata…. ti lascio attraverso le sue sapienti liriche parole, un “Inno alla Luna”, di cui riporto le ultime strofe…. contemplare la barzelletta più grande che l’essere umano possa mai immaginare…..

    IL POETA
    …Vedo la Verità! Nel tuo tempio di opale
    Se non sei che sterilità,
    Che scopo persegui dunque in Cielo, vergine pallida,
    Attorno a questo globo abitato?
    In nome della Magia, in nome del Tetragramma,
    Parla!…

    DIANA
    “Figlio di Apollo, custodisco per sempre il passaggio
    Donde le anime salgono ai Cieli.
    Tu non scorgi che un lato del mio doppio volto:
    L’altro guarda gli Dei!
    Comprimo quaggù l’effluvio della terra;
    Con tutto il peso del mio globo
    Premo gli Spiriti, le Anime e i Corpi;
    E tutto il mondo sotto la mia gravità,
    Tutto soggiace al mio ritmo e riceve la rugiada
    Dei miei silenziosi accordi.
    Io congiungo e disgiungo, accordo e oppongo
    Tutto: poli, sessi, elementi;
    Io sono il femmineo latente in ogni cosa:
    Attiro a me i movimenti;
    Essi cedono, nella loro forma, alle leggi delle mie ebdomadi:
    Bestie, piante, folle umane,
    flussi, venti, nuvole, mari,
    Tutto fluisce a me nella sua marea,
    dal fuoco centrale divampante all’Empireo,
    fino ai rarefatti confini dell’Aria.
    Presiedo alla Morte, regolo la nascita,
    perché nascere è sempre morire.
    Le generazioni scorrono sotto la mia potenza:
    Ne posseggo le chiavi d’argento e d’oro;
    Rimando sul Sole le Anime immortali
    Il cui Spirito ha meritato le ali
    Per partirsi dal torrente delle nascite;
    Altrimenti, al fondo dello Spazio,
    Io li lego alla donna, e il loro destino ritorna
    Sotto il giogo dei miei turbini.
    …Ah! Se le vedessi, le anime invisibili
    Uscire a sciami dalle tombe,
    Vacillare e salire sui miei raggi pazienti
    Scivolare in folla sulle acque!
    Alcune, prendono la folle corsa dai campi,
    Più rapide della parola,
    Passano, rasenti il suolo, si lanciano nell’aria,
    Si sospendono su caligini opache,
    O sognano su rocce deserte.
    Le altre, raggiunta la sfera delle nuvole,
    Cercano di volare fino a me,
    Scalando l’Etere, afferrandosi ai miei miraggi,
    ruzzolando, tremanti d’emozione,
    Risalendo, raggiungendomi palpitanti di visioni,
    giocando a branchi sui miei greti,
    spaziando nei miei vulcani, cercandosi, chiamandosi,
    Trovandosi, formandosi in schiere,
    E portando a spasso i loro cori nei miei valloni sulle groppe
    Del mio grande circo scintillante.
    Ma la Terra ti chiama, addio! Parla alle Stelle:
    Io ti perdo all’orizzonte.
    Forza, quando del tuo corpo lascerai il sudario
    Nella sua funebre prigione,
    Non temere: vieni, monta i miei corsieri di luce,
    credi, – e verso la fonte prima
    Da cui scaturisci, verso il Dio superbo, dall’arco vermiglio,
    Fissando fortemente il tuo pensiero,
    Va! Io ti lascerò, dalla mia sfera ghiacciata
    Salire senza ostacoli al Sole!…]

    Il Testamento lirico, di Alexandre Saint-Yves, p. 384-387 [ed. fr.].

    E’ questo il compito ieratico della luna. Sentinella del puro etere, non permette che alcunché di impuro la tocchi. Dispensa quaggiù l’influsso di HEREB, l’agente costrittivo che oppone il suo veto centripeto allo sforzo di ogni anima ancora sporca di macchie terrestri.

    Il cono d’ombra è, a seconda, il vero inferno o purgatorio. – Le anime, prigioniere del corpo astrale e della sua atmosfera fluidica, vi patiscono il martirio, preda dell’assalto delle Larve dolorosamente espulse dal cadavere, e che, avendo eletto domicilio nel nimbo, cercano di protrarre la loro parassitaria esistenza, divorando Psiche viva. Quest’ultima deve dissolvere tali coagulati uno dopo l’altro, con la sola forza di volontà, rinunciando interiormente ai vizi di cui queste sono i fantasmi e i simboli allo stesso tempo. E’ una guerra all’ultimo sangue, perché il perispirito è un domicilio di cui cercano di riappropriarsi ed è ciò che Psiche deve impedire con tutte le sue forze. Se, per farla finita, si lascia invadere (a ciò basta un istante di debolezza o di tacito consenso) si dovranno riprendere da capo tutti gli sforzi di questa lacerante disassimilazione/disgregazione.

    La maggioranza delle anime contaminate, ben presagendo che per loro si tratta della suprema alternativa, – to be or not to be, – lottano con coraggio e ben presto dissolvono le proprie Larve. Se per qualche debolezza sono costrette a recidivare la loro dolorosa impresa, esse passano nella condizione di Elementare.

    Altre anime, in numero minore, non sono capaci di reagire; accettando, senza uno sforzo per uscirne, la miserabile condizione in cui si trovano, perpetuano quella che sarebbe una prova di passaggio e aspirano solo a pascersi di terrestri esalazioni, a dissetare di fluido umano il loro corpo astrale, che hanno praticamente abbandonato in preda ai Lemuri del nimbo. Sono costoro gli Elementari che si manifestano talvolta nelle sedute spiritiche. Infestano volentieri i luoghi dove hanno trascorso la loro esistenza materiale e appagato le proprie passioni dominanti. In tal modo, lo
    spettro di un avaro custodirà il tesoro che aveva un tempo nascosto; oppure il fantasma di uno sfortunato impazzito per amore ossessionerà con le sue attenzioni postume la donna che, un tempo amante, perseguitava con le sue profferte e dichiarazioni. Del resto, per manifestarsi sul piano oggettivo, gli Elementari hanno bisogno, come ogni lemure, di quella forza psichica che di norma gli difetta così si abbeverano per quanto più possono al sorgente equivoca e spesso fangosa della medianità.

    Se, malgrado gli aiuti che gli giungono da parte dell’umanità celeste (che invia in loro soccorso, fin nel profondo del gorgo di Ecate, dei missionari di misericordia), questi penosi Elementari persistono indefinitamente in un’esistenza degradante, rischiano di addivenire, dopo secoli di lento suicidio, all’abbrutimento, al totale oscuramento della scintilla divina; rischiano anche, come pretende una certa Scuola, di reincarnarsi in forma animale! (che meglio sarebbe dire riprendere il cammino della ronda precedente, e se questa era animale; come animali consapevoli ritorneranno a rincarnarsi) In realtà, il cono d’ombra non è altro che un soggiorno transitorio di prova, un purgatorio; solo per coloro che vi eleggono volontariamente la loro dimora, esso diviene un abisso di torture senza fine, un inferno.

    Peraltro, nei rari casi in cui, in questi esseri, una volontà eccezionale congiunta ad un vigore animico fuori del comune, non è servita per liberarsi da questa “valle dell’ombra della morte” che gli è stata assegnata come purgatorio, essi possono, barattare il loro retaggio immortale in cambio di un feudo di iniquità nel regno del “Satellite oscuro”, e diventare legionari dell’Ombra, demoni malvagi dell’orbe magnetico inferiore.

    Gli Elementari rassegnati e i Demoni perversi si compiacciono di risiedere nelle regioni più basse del cono d’ombra; ma le anime in pena che lottano coraggiosamente, si sforzano di uscirne, e si innalzano in proporzione al peso terrestre che vanno perdendo]. Quando non hanno più nulla di cui liberarsi, se non la loro forma astrale, gli viene consentito di risiedere nella penombra, dove sono raggiunti da un qualche lucore di speranza. HEREB ha perso per queste anime la sua brutalità, già presagiscono la carezza di IONAH: comunque la penombra è pur sempre un purgatorio, anche se molto mitigato, rispetto al vero inferno del cono.

    Finalmente, essendosi dissolte tutte quante le Larve nell’alone, appena il corpo astrale ne è libero, l’anima in pena viene presa progressivamente dal torpore; è la fine della prova, è l’alba della libertà! Si verifica “la seconda morte”: Psichè perde la sua forma astrale, la cui sostanza, prestata o assimilata all’atmosfera occulta del pianeta gli viene restituita fino all’ultimo atomo.

    E’ per questo che ti avevo promesso che dopo la tua dipartita verrò a scuotere le tue mortali attaccanti spoglie sgretolanti, così come ti avevo promesso che se sarà necessario, ti darò tanti di quei calci in culo (metaforicamente e bonariamente perché in in quel piano ieratico, queste celate parole si traducono nell’irradiare una maggiore luce affinché le larve oscure possono dileguarsi per abbagliamento) che per una tua reazione quasi spontanea volerai oltre gli iperspazi di questa nostra sfera…. magari poi sarai costretto a seguire le forze di attrazioni e gli influssi delle sfere per ricadere con tanti giusti necessari rimbalzanti (a volte anche dolorosi, ma di sicuro assai meno tetri del luogo dove hai lasciato la tua croce) nel piano di affinità che ti spetta secondo i meriti raggiunti dal tuo cuore….. 😀

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