Leggere

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro».
Umberto Eco

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11 Risposte

  1. Mi scuso anticipatamente se mi permetto di riportare due parole questa sera che probabilmente non c’entrano niente con questo post di Eco .

    – (La prima) alla faccia di qualcuno che conosco che pensa che ‘fare anima’ sia una perdita di tempo ho ripreso a leggere appassionatamente vari libri, Hilmann, Carla Stroppa e …

    – (seconda) lascio il mio link del mio indirizzo facebook (sotto)

    https://www.facebook.com/mario.mazzucchelli2?fref=ts

    .. non vorrei che qualcuno si spacciasse per Winah. 🙂 Magari scrivendo cose inappropriate.. e poi mi sembra giusto presentarsi.. dopo rai notte e frequentazione da diversi anni di questo blog 🙂

    grazie,

    Notte

  2. …Entrarci dentro, incurante del rischio di rimanere intrappolato nella pelle del protagonista: immedesimarsi fino a sentire che le sue membra ti appartengono e se soltanto provi ad alzare un dito, quello pure lo alza. Che la sua voce doppia la tua e che i pensieri non sono doppi. Quale magia, quella tristezza che ti invade nel momento in cui sei costretto a lasciare la scena e che si infila negli abiti che sei costretto ad indossare nella vita reale, mentre tu sei ancora nello spogliatoio, davanti allo specchio, a provare la parte di te stesso, giusto un attimo prima di rientrarci.

  3. Ciao, Mario! 🙂

  4. Ciao Valeria…:)

    ..leggendo ‘Anima’ di Hillman ho trovato spunti ..sul quesito del perchè Jung caratterizza l’archetipo di Anima con il personaggio letterario di Antinea…

    Notte

  5. Allora, Mario, attendo che tu condivida quegli spunti, sicuramente interessanti. Giorno! 🙂

  6. “…l’aspetto storico delle figure dell’anima..”..

    “L’anima si mostra come fanciulla sia come madre, per questo motivo le intepretazioni personalistiche la riducono sempre alla madre personale o a qualche altra persona di sesso femminile. Ovviamentein questo modo va perduto il vero significato della figura”..

    “..L’anima è bipolare e può quindi apparire ora positiva ora negativa, ora giovane ora vecchia, ora madre ora fanciulla, ora fata ora strega, ora santa ora prostituta..”

    Sera! 🙂

  7. ..e nei prossimi giorni immersione in ‘Parabole di Trasfomrazione” di Arzani e “Contaminazioni necessarie”, con la riposta speranza che portino FRUTTI!…

  8. In attesa di immergerci… e respirando la stessa speranza:

    Da “Complesso, Archetipo, Simbolo” di Jolande Jacobi, con prefazione di C.G. Jung – (Boringhieri) Capitolo V

    “Punto 2 : Mediante una costellazione appropriata – che può essere individualmente o collettivamente condizionata – esso [l’archetipo] riceve un supplemento di energia, la sua carica cresce e la sua efficienza energetica comincia. La costellazione individuale dipende dal corrispondente stato di coscienza del singolo individuo, quella collettiva dallo stato di coscienza corrispondente di gruppi umani.

    Punto 3) La carica dell’archetipo si manifesta in una specie di forza di attrazione magnetica sulla coscienza, da questa inizialmente ignorata. Essa si presenta all’inizio come un’attività emotiva indeterminata che può accrescersi fino ad una violenta agitazione della psiche.

    Punto 4) Attratta dalla carica, la luce della coscienza cade sull’archetipo: questo entra nello spazio psichico vero e proprio della coscienza ed è percepito.

    Punto 5) L’archetipo in sè, allorchè è toccato dalla coscienza, può divenire manifesto o sul piano “inferiore” biologico, prendendo forma ad esempio come ” espressione di pulsione” o come dinamismo pulsionale, oppure sul piano “superiore” spirituale, come immagine o idea. In quest’ultimo caso si associa ad esso una materia grezza di immagini e una configurazione di senso, da cui nasce il simbolo. La veste simbolica, in cui esso si rende visibile, varia e si trasforma a seconda delle circostanze interne ed esterne dell’uomo e dell’epoca. Dal contatto con la coscienza di una colletività e la sua problematica nascono i simboli collettivi (come per esempio il mitologema); dal contatto con una coscienza individuale e i suoi problemi, nascono i simboli individuali (come per esempio l’immagine di una strega con la fisionomia della propria madre!)…”
    ——————————————————–
    …Segue: il modo in cui la coscienza “avvicina” il simbolo per contemplarlo, conservando intatta la sua numinosità, oppure come “accomoda”, cerca di integrarlo con l’Io facendolo apparire un’allegoria; il modo in cui la coscienza lo rifiuta, come espressione di un complesso nascosto, trasformandolo in Sintomo, un fattore psichico a sè…

    Ciao

  9. grazie Vaeria.. respirando auspicando che diventi concreta.. 😉

    ciao

  10. Arriverà sicuramente il momento in cui ognuno metterà a frutto quel talento che gli è stato donato e non lo lascerà seccare piuttosto che farselo sottrarre. 🙂 Ciao, Mario.

  11. …Avrà finito di leggere l’ultimo rigo dell’ultima pagina dell’ultimo libro che sia mai stato scritto. Io non smetto di rileggere i suoi. Arrivederci, caro Io narrante. Arrivederci Umberto Eco.

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