Detesto negli altri, quel che mi appartiene

“La dottrina Junghiana vede l’Ombra come parte inferiore della personalità ed una parte della totalità della psiche. Le profonde antipatie ingiustificate, per esempio, sono quasi sempre il frutto della proiezione della propria Ombra. Jung la definisce come il contenuto di sentimenti e ed emozioni rimossi da ognuno di noi, perché ritenuti per così dire “brutti, sporchi e cattivi”, non corrispondenti ad una visione ideale di sé stessi”.

Dr Massimo Lanzaro

5 Risposte

  1. Concordo solo su le “antipatie ingiustificate”. Per il resto è verità “anche” per me pur essendo di matrice freudiana.

    Bianca 2007

  2. Per rispetto del Sè non dovremmo essere accondiscendenti con quella proiezione che potrebbe essere, a volte, migliore dell’Immagine che abbiamo di noi stessi. A volte. Insisto…

    “Con uno sguardo mi ha resa più bella,
    e io questa bellezza l’ho fatta mia.
    Felice, ho inghiottito una stella.

    Ho lasciato che mi immaginasse
    a somiglianza del mio riflesso
    nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
    nel battito di ali improvvise.

    Il tavolo è tavolo, il vino è vino
    nel bicchiere che è un bicchiere
    e sta lì dritto sul tavolo.
    Io invece sono immaginaria,
    incredibilmente immaginaria,
    immaginaria fino al midollo.

    Gli parlo di tutto ciò che vuole:
    delle formiche morenti d’amore
    sotto la costellazione del soffione.
    Gli giuro che una rosa bianca,
    se viene spruzzata di vino, canta.

    Mi metto a ridere, inclino il capo
    con prudenza, come per controllare
    un’invenzione. E ballo, ballo
    nella pelle stupita, nell’abbraccio
    che mi crea.

    Eva dalla costola, Venere dall’onda,
    Minerva dalla testa di Giove
    erano più reali.

    Quando lui non mi guarda,
    cerco la mia immagine
    sul muro. E vedo solo
    un chiodo, senza il quadro.

  3. L’ombra disegnata sul muro era di… Wislava. Of course!

  4. Penso che tutta la nostra personalità sia falsa: solo un’idea di ciò che pensiamo di essere.
    Penso che noi siamo nascosti in noi stessi non solo nel nostro inconscio ma anche in quello che definiamo conscio, quando crediamo di essere presenti a noi stessi ma non lo siamo. Non è forse vero che la maggior parte dei nostri pensieri sono intrisi di giustificazioni verso noi stessi e di accuse agli altri?
    Penso che nel quotidiano, nel vedere ciò che è esterno a noi, elaboriamo, inconsapevolmente, icone mentali nuove, o ne richiamiamo di vecchie, sedimentate nel nostro inconscio, finendo per alimentarle ulteriormente.
    Tutto questo perché siamo disattenti verso noi stessi e pronti a guardare i difetti altrui.

    Queste considerazioni, però non servono a niente se buttate lì e chiuse nel cassetto della nostra memoria.
    Intendo dire che la questione principale da affrontare è la seguente: se la nostra personalità è solo un falso sé, un insieme di coaguli psicologici, ..allora Chi si nasconde … chi è coperto … al suo interno?.

    Facciamo un esperimento con noi stessi: per quanti secondi riusciamo, ..proviamo a relazionarci con gli altri guardandoci come fossimo estranei; … o, meglio ancora, .. proviamo a relazionarci con gli altri dimenticandoci letteralmente di chi siamo, come fossimo piovuti sulla terra da un altro mondo (esattamente come quando siamo nati). Durante quei tentativi potremmo provare una sensazione di leggerezza e di libertà da una pressione soffocante: quella pressione è la nostra personalità che mira a condizionarci con il suo falso sè.

    Desidero aggiungere che la personalità può anche esaltare, illudendoci di essere ricchi e benestanti e, quindi di godere di una posizione migliore degli altri. Ma la personalità resta sempre un elemento estraneo e falso.

  5. Chi è abituato a mentire a se stesso proverà sollievo soltanto ragionando di “insolubilia”, incapace com’è di “concepire”, nello spazio finito di una persona, un’Anima infinita: ” chi dice ‘io mento’, se dice il vero, mente, e, se invece mente, dice il vero.
    Tuttavia, considerando quella percentuale trascurabile, ma viva dio esistente, di coloro che affrontano i cambiamenti che Anima opera dall’interno di loro stessi come infinite opportunità di ricominciare da Sè, è possibile, a mio avviso, lasciarsi invadere da un cauto ottimismo, senza il quale un bruco non si trasformerebbe in farfalla e, chi è stato amato, nella migliore persona che le riesce di essere con tutte le proprie forze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...