Con tutte le proprie forze

«Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l’altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia… Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: “Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto.” e sarebbe stata di nuovo felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: “Non ci può essere amore se non si è sé stessi con tutte le proprie forze».

Italo Calvino, “Il barone rampante” (1957)

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4 Risposte

  1. Chissà perchè, Cosimo, la felicità costa il sacrificio di se stessi, quando è già così difficile accettarsi. Prezzo incongruo e ingiusto!

  2. …a volte, è anche vero il contrario: per ritrovare se stessi si ha bisogno di amore. Già, ma a volte…a volte si può ritrovare se stessi solo nella beata solitudine, già…a volte…
    Il fatto è che non esistono leggi prefissate velide per tutti gli esseri umani: ognuno di noi è unico, e nella sua spledida unicità ha i suoi bisogni, le sue necessità i quali non necessariamente rispecchiano quegli degli altri.
    Tutti abbiamo Anima, Cuore e Psiche, ma ogni Essere per essere se stesso e trovare il proprio equilibrio interiore ha i propri percorsi da compiere….a volte lontano dsal mondo, a volte solo l’amore può curare…siamo diversi, e nella diverstità che dovremmo incontrarci invece di isolarci.

  3. Sai, Valeria, a volte penso che la felicita’ ormai li a portata di mano, ad un passo per essere raggiunta e vissuta spaventi. Si, ad alcuni mette paura il pensiero di poter essere felici, cosi’ arrivati alle porte “ormai aperte” del sogno fanno come i gamberi: marcia indietro adducendo mille motivi nei quali i primi a non credere sono loro stessi. A volte la sola idea che si possa essere davvero felici crea panico…non giudico costoro, ma mi permetto di ricordare che negandosi alla felicita’ non fanno altro che fuggire dal loro destino…scelte!

  4. Bea, ho notato che una certa distanza dal sogno aiuta molti a sopravvivere, a sentirsi vivi, ad orientarsi, a procedere, a sentirsi motivati. Sono in uno stato di costante eccitazione, che prescinde il raggiungimento dell’oggetto del desiderio, che forse non avranno mai. Chi cavalca le onde ti dirà che è indispensabile, per il benessere fisico, cavalcarle… Sarà lo stesso ormone che “muove” Cosimo sugli alberi ed è per questo che non lascerà le sue corsie arboree? Esistono tanti tipi di amori ma ogni amore è una benedizione se conduce verso l’altro: è possibile amarsi vivendo lontani, ma se il proprio mondo è così incompatibile con quello dell’altro, penso che sia fuorviante cercare il motivo della fine dell’amore nella mancanza di stimoli “da parte dell’oggetto ottenuto”. L’amore è una benedizione se può essere condiviso, moltiplicato.

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