Abito

“La sensibilità è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi”

(Osho Rajneesh)

Fai conto di essere di una stazione

Fai conto di essere una stazione, un luogo di abbracci e strette di mano, di addii e arrivederci, di treni persi, presi e sognati, di attese e corse, di lacrime e sorrisi, di speranze e rimpianti. Fai conto di essere di una stazione, un punto di partenza per alcuni, di transito per i più, un punto di arrivo per pochi.

Michelangelo Da Pisa

Miele

Non conviene riempire di miele un vaso che sa di aceto

Sofloche

Siate il meglio…

Siate il meglio di qualunque cosa siate
Se non potete essere un pino sulla vetta del monte,
siate una scopa nella valle, ma siate
la miglior piccola scopa sulla sponda del ruscello.
Siate un cespuglio, se non potete essere un albero,
Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero,
Se non potete essere il sole siate una stella;
non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate.
Cercate ardentemente di
scoprire a che cosa siete

M.L. KING

La conoscenza

” La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso. ”

– Italo Calvino –

Il problema

” Punto focale è l’individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale, sia quelli successivi in maniera più integrata. ”

Carl R. Rogers, “Counseling and Psychotherapy”, 1942

Aveva…

Aveva una tenerezza innata negli occhi,
ma parlava con la saggezza di una persona che ha molto sofferto.
Era poco più di una bambina e molto più di una donna.
(Serena Santorelli)

Parlare

In ogni rapporto umano, la cosa più importante è parlare.
Ma le persone non lo fanno più:
non sanno più sedersi per raccontare e ascoltare gli altri.
Si va a teatro, al cinema, si guarda la televisione,
si ascolta la radio, si leggono libri, ma non si conversa quasi mai.
Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo tornare al tempo in cui i guerrieri si riunivano intorno a un falò e raccontare le loro storie.

(Paulo Coelho)

Io sono un sognatore

«Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni. Vi sognerò per tutta la notte, per tutta la settimana, per tutto l’anno. Senz’altro domani ritornerò qui, proprio qui, in questo luogo, e proprio a quest’ora, e sarò felice ricordando l’accaduto».

Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”

Solitudine

«SCIPIONE: E come dev’essere immonda la tua solitudine!
CALIGOLA: (esplodendo di rabbia, si getta su di lui, l’afferra per il collo e lo scuote) La solitudine, sì, la solitudine! La conosci tu la solitudine? Sì, quella dei poeti e degli impotenti. La solitudine? Quale solitudine? Ma non lo sai che non si è mai soli? E che dovunque ci portiamo addosso tutto il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro? Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi. E fossero solo loro, poco male. Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato, quelli che non abbiamo amato e ci hanno amato, il rimpianto, il desiderio, il disincanto e la dolcezza, le puttane e la banda degli dei! (lo lascia e torna al proprio posto) Solo! Ah, se soltanto potessi godere la vera solitudine, non questa mia solitudine infestata di fantasmi, ma quella vera, fatta di silenzio e tremore d’alberi — sentire tutta l’ebbrezza del flusso del mio cuore. (Seduto, colto da una stanchezza improvvisa) La solitudine! Ma no, Scipione. La solitudine risuona di denti che stridono, chiasso, lamenti perduti».

Albert Camus, “Caligola”

La Grazia e la Quiete

«La grazia e la quiete regnavano, insieme modellando il profilo di una forma da cui la vita s’era staccata; una forma solitaria, come uno stagno di sera – remoto, visto dal finestrino di un treno così veloce, che lo stagno a mala pena è derubato della sua solitudine, anche se visto. La grazia e la quiete si davano la mano nella camera da letto; tra brocche velate e sedie avvolte in lenzuola, l’intrusione del vento e del soffice muso delle vischiose brezze marine – che sfregavano, sfiatavano, e ripetevano ancora e ancora le loro domande: “Vi toccherà scomparire?” Perire?” – non disturbava la pace, l’indifferenza, l’aria di assoluta integrità, come se alla domanda che facevano fosse a mala pena necessario rispondere: noi resteremo».

Virginia Woolf, “Al faro”

Freud visto ma Mann

” Anche se il futuro riplasmerà o modificherà questo o quel risultato delle sue ricerche, mai più potranno essere messi a tacere gli interrogativi che Sigmund Freud ha posto all’umanità; le sue scoperte scientifiche non si possono né negare, né occultare. I concetti che egli ha formulato, le parole che egli ha scelto per esprimerli, sono già entrati con naturalezza nella lingua vivente. In tutti i campi delle scienze e dello spirito, nelle indagini sulla letteratura e sull’arte, nella storia delle religioni e nello studio della preistoria, nella mitologia, nel folklore e nella pedagogia, e non da ultimo nella stessa creazione poetica, la sua opera ha lasciato un’impronta profonda, e siamo certi che, se mai alcuna impresa della nostra specie umana rimarrà indimenticabile, questa sarà proprio l’impresa di Sigmund Freud, che ha penetrato le profondità dell’animo umano. Noi tutti non potremmo neppure immaginare il nostro mondo spirituale senza la coraggiosa opera che Freud ha svolto nell’arco della sua esistenza. ”

– Thomas Mann –

Quando…

“Quando lo sguardo si spegne
si accendono colori & mondi mai visti
si scorgono i tratti del Paradiso
le tracce degli Inferi.”
(James Douglas Morrison)

Sapienza

L’autentica sapienza risiede principalmente nel sapere insegnare agli altri avendo l’aria di non insegnare affatto, proponendo anche le cose che gli altri non sanno come se le avessero soltanto dimenticate, proponendole dunque nel linguaggio che sanno, trasparente e piano.

Alexander Pope

Dante

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
per che si fa gentil ciò ch’ella mira;
ov’ella passa, ogn’om ver’ lei si gira,
e cui saluta fa tremar lo core,

sì che, bassando il viso, tutto smore
e d’ogni suo difecto allor sospira:
fugge dinanzi a lei superbia ed ira.
Aiutatemi, donne, farle onore.

Ogne dolcezza, ogne pensero umile
nasce nel core a chi parlar la sente,
ond’è laudato chi prima la vide.

Quel ch’ella par quando un poco sorride,
non si può dicer né tenere a mente,
sì è novo miracolo e gentile.

Dante Alighieri, “Vita nova”, XXI

Donne

“Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza.”

Rita Levi Montalcini

Felicità

“La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perchè essa è sempre intorno a te. Basta accorgersene.”
Sergio Bambarèn

Esserci

Per rendere felice una persona bisogna esserci.
(Thich Nhat Hanh)

Amore

” Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza. ”

– Cesare Pavese

Gabbia

(…) È l’unico uccello che sostenga la sua gabbia.
Victor Hugo, I miserabili

Strada

“Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma è l’anziano che conosce la strada”

Proverbio africano

Realizzare

Non possiamo indurre deliberatamente il cambiamento, è in noi stessi, né negli altri. Questo è un punto decisivo: sono molti quelli che dedicano la propria esistenza a realizzare una loro concezione di come ‘dovrebbero’ essere, invece di realizzare se stessi. ”

Fritz Perl

Qui ad Atene noi facciamo così

Pericle agli ateniesi pronunciato nel 461 avanti Cristo:

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Vuoti

Vado d’accordo con pochissime persone.
Preferisco la compagnia della mia solitudine che condividere il vuoto, dei molti

Rischi

Nella vita ci sono rischi che non possiamo permetterci di correre e ci sono rischi che non possiamo permetterci di non correre.
( Peter Ferdinand Drucker)

Abbracci

Gli abbracci veri stringono. Anche dopo. Ne trovi i segni dappertutto. In fondo all’Anima.
(A. de Pascalis)

“Avrei voluto un amico come lui”, un omaggio a Rino Gaetano

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Carissimi, vi segnalo questo spettacolo che si terrà il 30 ottobre al Teatro delle muse di Roma. “Avrei voluto un amico come lui”, un omaggio al grande Rino Gaetano

La  pièce teatrale è un atto dovuto nei riguardi del cantautore romano di origini calabresi perché nessuno come il cantautore scomparso nel 1981, cantò le malvagità di questo paese. Morto o ammazzato?

Oggi, sabato 21 settembre dalle 10,00 alle 13,00 presso il botteghino del teatro delle muse di via forlì a Roma gli autori David Gramiccioli, Paolo Franceschetti e il regista Bruno Bucciarelli, vi aspettano per la prevendita

Il costo del biglietto, 12,50, è un prezzo volutamente popolare con il quale la produzione intende esclusivamente coprire le spese.

Possesso

L’unico vero possesso dell’ uomo
è nelle cose che ha perduto
Franz Werfel

Plotino – L’anima e il corpo

“Dopo aver imparato queste cose, bisogna tornare indietro a ciò che è eternamente inalterato e abbracciare insieme il tutto; come l’aria, la luce e il sole, ovvero la luna, la luce e di nuovo il sole sono tutte e tre insieme e tuttavia, occupano posti di primo, secondo e terzo grado, allo stesso modo dobbiamo pensare un’anima che sussiste eternamente, poi le cose prime e quelle che vengono dopo, le quali sono simili agli ultimi bagliori di un fuoco <questi vengono dopo la prima luce che proviene anch’essa dall’ombra dell’ultimo fuoco intelligibile>; ed anche questo viene illuminato nello stesso tempo, sicché c’è come una forma che fluttua su questo fondo che prima era del tutto scuro.”
Enneadi IV 3, 10-10

“Che dalla regione intelligibile le anime muovano innanzitutto verso il luogo celeste, si potrebbe provarlo con gli argomenti seguenti. Se il cielo è ciò che v’è di meglio nello spazio sensibile, è ovvio che esso sia contiguo agli ultimi fra gli esseri intelligibili. I primi a ricevere la vita che viene di lassù sono dunque i corpi celesti ed essi ne partecipano perché sono i più atti a parteciparvi. Il corpo terrestre è l’ultimo, ma esso è per natura meno capace di partecipare dell’anima ed è più lontano dall’essenza incorporea.” e ancora sull’azione dell’anima nel corpo: “E poi, le cose illuminate hanno bisogno di maggior cure; perciò, come nocchieri di navi in tempesta che con crescente affanno si dedicano al governo della nave e dimenticano sé stessi al punto di non accorgersi di essere travolti nel naufragio, così le anime precipitano in basso con tutto il loro essere, ma sono trattenute nei loro corpi, legate con catene magiche, tutte prese dalla sollecitudine per la loro natura corporea. Ma se ciascun vivente fosse come l’universo e avesse un corpo perfetto, autosufficiente e non esposto ad influenze esterne, l’anima, allora, anche se di essa si dicesse che è nel corpo, non sarebbe affatto in esso ma gli elargirebbe la vita pur sussistendo tutta, immobile, in alto.”
Enneadi IV 3,17

Dio

Dio è in ogni luogo e in nessuno, fondamento di tutto, di tutto governatore, non incluso nel tutto, dal tutto non escluso, di eccellenza e comprensione egli il tutto, di defilato nulla, principio generatore del tutto, fine terminante il tutto.

Giordano Bruno

Tutte le cose

Colui che vede in se stesso tutte le cose è al tempo stesso tutte le cose.
(Giordano Bruno)

I questiti di Ettore

Carissimi, le domande molto intelligenti nel nostro amico Ettore, meritano di ricevere un post….

Un abbraccio e grazie ancora per i suoi questiti (scusandomi per il ritardo nelle risposte)
Gabriele

 

1. Bruno utilizzò l’arte della memoria esclusivamente come strumento della mnemotecnica (così, se non sbaglio, Levergeois) o, in linea con la tradizione ermetica (così, se non sbaglio, Yates), per fare uso dell’immaginazione quale “organo” di pensiero dell’anima?
2. Bruno riteneva che l’immaginazione, in quanto organo dell’anima, dovesse essere adeguatamente usata quale strumento d’investigazione, nel presupposto di identità tra oggetto e soggetto del conoscere ?

3. Gli infiniti mondi, secondo Bruno, erano solo quelli estesi nello spazio, o soprattutto quelli interni su/in cui investigare?

4. Nel “Nome della rosa” di Eco, si disquisisce dei nomi e di come Adamo ebbe licenza di dare il nome ad ogni animale.
Egli non avrebbe potuto commettere errori; perché? Forse perché attribuire un nome significa conoscere le leggi che governano il soggetto portatore del nome (nomos è, appunto, la legge)?
E Adamo conosceva le leggi perché era “l’uomo”, quello vero, che possedeva la propria anima, da sveglio? Egli possedeva la conoscenza intuitiva, cioè immediata? Le sue rose, i suoi veicoli interni, giravano pienamente funzionanti? Oggi, a noi restano solo i nomi nudi, privi di significato, perché abbiamo perso il contatto con gli dei (stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus )?
I nostri veicoli interni sono fermi e noi, inorgogliti dalla tecnica, stiamo costruendo, ignoranti, solo una torre di babele?

5. In definitiva, Eros adeguatamente “miscelato” all’anelito per la conoscenza e per la realizzazione della nostra scintilla divina, costituiscono la coscienza magica?

6. La coscienza magica ci consente di spezzare le catene con cui gli aggregati psicologici (i demoni, ben differenti dal daimon ) imprigionano l’anima?

7. La nostra “anima animale”, nel fare questo “lavoro” deve sacrificarsi come Ettore, Lancillotto ecc. per la propria “anima divina” che è femminile (Andromaca e le donne di Ilio, Ginevra, l’anima mundi )?
RISPOSTE

1) Non la usò come mnemotecnica ma come mezzo celeste per allargare e nettare l’anima

2) L’imaginazione veniva usata per entrare nello stato di Mag ovvero per dilatare la conoscenza oltre i confini della razio. Bruno concepiva l’amore come coibente dell’universo stesso (infiniti mondi).

3) tanto quanto…

4) secondo me l’igoranza nasce dall’uso settario e accecante della tecnologia. Occorre fare resistenza, dentro e fuori Anima. Su Adamo ed i nomi, come lei mi propone, non sono in grado di rispondere perché è un argomento di studio che devo ri-approfondire (li affrontai anni fa e Nemosyne mi ha abbandonato)

5) Sulla coscienza magica non posso rispondere in questa sede….

6) Sì e questa è una cosa terribile. Sono le nostre turbe psichiche

7) Mi complimento per la domanda-proposizione. Benvenuto nella Terra gioiosa di Hermes

A volte…

«A volte succede, per strada. Si incrocia lo sguardo di una donna e ci si volta nella speranza di incrociarlo di nuovo. Senza chiedersi se quella donna è bella, com’è fatto il suo corpo, quanti anni ha. Solo per quello che passa attraverso lo sguardo, in quell’istante: un sogno, un’attesa, un desiderio. Tutta una vita possibile».

Jean Claude Izzo, “Chourmo”

Cambiamenti

I pensieri cambiano i pensieri,le emozioni cambiano le emozioni.
Vittorio Guidano

Ritocchi

«Fare del proprio meglio. Rifare. Ritoccare impercettibilmente ancora questo ritocco. «Correggendo le mie opere, – diceva Yeats, – correggo me stesso».
Marguerite Yourcenar, “Taccuini di appunti”

L’assedio

“Chiaro che siamo in guerra, ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre, l’amore verrà quando non ci saranno più barriere, l’amore è la fine dell’assedio”
(José Saramago, “L’assedio di Lisbona”)

L’attentato di Clara Martinelli

556759_545250772191425_1139790180_nE’ con timidezza e con orgoglio che vi suggerisco il libro d’esordio di Clara Martinelli. Con timidezza e orgoglio perché è la moglie di mio figlio e la madre di mia nipote. E’ una persona di famiglia, non per “acquisizione” ma per l’amore che ci lega e “muove”, insieme. Il libro, soprattutto, l’ho trovato un lavoro molto interessante e mi auguro che sia solamente il primo di tanti altri…
Gabriele

L’ATTENTATO
E’ una mattina di luglio. In una metropoli, dieci persone si preparano per andare a lavorare o per iniziare una nuova giornata. Nove di loro abitano nello stesso palazzo: Ester, Roger e Paul al terzo piano; Hugh, Rose e Jack al secondo; Robert, Scarlett e Jesse al primo. In uno stabile di fronte vive Kate, che ha la mania di osservare le vite degli altri. Ognuno custodisce dentro di sé un segreto o una questione lasciata in sospeso. Tutti saranno coinvolti in un attentato sotto la metropolitana

QUESTO IL LINK…
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1017723

 

Presentimento

«Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d’amore».

Dino Buzzati, “Un amore”

Fallimenti

“Il fallimento ha sempre avuto un effetto positivo su di me, è stato il mio migliore maestro: mi ha costretto a fermarmi e a considerare il mio comportamento autodistruttivo. Mi ha dato la capacità di cominciare da capo con tutta la vitalità e l’entusiasmo che comporta un nuovo inizio. Accettando il fallimento mi sono liberato dalla lotta per superare il senso interiore di fallimento. Accettare il fallimento non è sintomo di rassegnazione, ma di accettazione di sé. Accettare il fallimento libera l’energia legata alla lotta per il successo e l’autoaffermazione, rendendo cosi possibile la crescita. ”

– Alexander Lowe

Creatività

La creatività consiste nel mantenere, nel corso della vita, qualcosa che appartiene all’esperienza infantile, la capacità di creare il mondo.
Donald Winnicott