Baci

“Ognuno di noi ha bisogno di qualcuno
che baci via le nostre lacrime.”

Charles Monroe Schulz

Onnipresente

In mille forme puoi nasconderti,
fra tutte adorata, ti riconosco;
puoi ricoprirti di veli magici,
onnipresente, ti riconosco.

Nel puro, vivo slancio del cipresso,
onnicrescente, ti riconosco;
nel puro ondular del canale,
onniadulante, ti riconosco.

Quando l’acqua zampilla e si sparge,
onnigiocante, lieta ti riconosco;
quando la nube formandosi cambia,
onnicangiante, lì ti riconosco.

Nel prato ammantato di fiori,
onnistellata, bella ti riconosco;
se l’edera stende le sue mille braccia,
onniavvincente, io ti conosco.

Se sui monti s’accende l’aurora,
onnischiarente, io ti saluto;
se su di me s’allarga puro il cielo,
onnischiudente, io ti respiro.

Ciò che da fuori e da dentro conosco,
onniammaestrante, da te lo conosco;
e se i cento nomi di Allah ripeto,
con ognuno echeggia un nome per te.

– Johann Wolfgang Goethe

Silenziosi

“La nostra vita comincia a finire il giorno in cui diventiamo silenziosi sulle cose che contano”

Martin Luther King, Jr

Passato

‘Passato’! Che parola stupida!
Perché ‘passato’?
Passato e puro nulla sono un tutt’uno.
E perché allora questo continuo creare?
Per travolgere
nel nulla quello che è stato creato?
‘È passato!’ Come dobbiamo
concepire questa parola?
È come non fosse mai stato
eppure vi giriamo in tondo, come esistesse.
Se fosse per me
preferirei al passato
il vuoto eterno…

Johann Wolfgang Goethe

Tempo verrà

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derel Walcott

E…STATE CON L’ARTE

Carissimi, per gli amanti dell’arte, voglio parlarvi una iniziativa realizzata da una mia amica.

Un evento di sei settimane che si svolgerà dal 3 agosto al 15 settembre ad Anquillara, Via Trevignanese km 1 (alle porte di Roma).
Un’estate con i pennelli d’oro dell’arte contemporanea Italiana…con l’esposizione di 35 opere di otto artisti fra professionisti ed emergenti

VERNISSAGE SABATO 3 AGOSTO ORE 19:00 CON APERITIVO OFFERTO DAL RISTORANTE “AL TIGLIO” ..
A SEGUIRE CENA DI PESCE A MENU’ FISSO
€ 25 BEVANDE INCLUSE O DI PIZZA € 15 BEVANDE INCLUSE
ALLE 22.30 CONCERTO DAL VIVO DEL BAND ART ROCK: “THE MOTHER” ….

Sento il dovere, anche questa volta, di sponsorizzare chi cerca, con talento, di emergere in questa società così poco attenta ai giovani e tristemente clientelare….

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I tre setacci

Un giorno un uomo andò a trovare Socrate e gli disse:
“Ascolta, devo raccontarti quel che ha fatto un tuo amico”
“Ti interrompo subito” rispose Socrate: “Hai filtrato quello che mi devi dire attraverso tre setacci?”
Visto che l’uomo lo guardava perplesso aggiunse:
“Prima di parlare bisogna sempre passare quello che si vuole dire attraverso tre setacci. Il primo è quello della verità: hai verificato se è vero?”
“No, l’ho sentito dire e…
“Bene, suppongo che tu l’abbia fatto passare almeno attraverso il secondo setaccio, quello della bontà: ciò che vuoi raccontare è buono?”
L’uomo esitò poi rispose: “No, purtroppo non è una cosa bella, anzi…”
“Mmmm…” Disse Socrate “Vediamo comunque il terzo setaccio: è utile che tu mi racconti questa cosa?”
“Utile? Non esattamente…”
“Allora non parliamone più. Se quello che hai da dirmi non è né vero, né buono, né utile, preferisco non saperlo e ti consiglio di dimenticarlo anche tu…”
(I tre setacci di Socrate)

Scrivi

“Scrivi. Carta e penna fanno i miracoli. Curano dolori,consolidano i sogni,restituiscono la speranza.”
(P.Coelho)

Sono un disastro

Io sono insopportabile, sono un disastro. Sono talmente difficile da non capirmi, talmente forte che nemmeno io saprei come distruggermi. Credi che sia facile entrare nel mio cuore?
Le distruzioni sono state il mio rinnalzamento.
Mi distruggo e mi rialzo. Ameresti un disastro?
Odissea

Notte a tutti

Il maestro arriva quando l’allievo è pronto…
(Detto Buddista)

Tornare a casa

La meditazione non è altro che un tornare a casa,
un semplice riposarsi un po’
all’interno del proprio essere.

Osho

Una donna è…

Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero affinché lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue.

Marcela Serrano

Lascia…

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti

Mi piaci silenziosa, perchè sei come assente,
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d’anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, tubante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte, taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

Pablo Neruda

Non lo saprete mai

Chi è colui che amo? Non lo saprete mai.

Mi scruterete gli occhi per scoprirlo e non vedrete
mai che il fulgore dell’estasi. Io lo imprigionerò
perché mai sappiate immaginare chi ho dentro il
mio cuore, e lì lo cullerò, silenziosamente, ora
dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Vi darò i miei canti, ma non il suo nome. Lui
vive in me come un morto nella sua tomba, tutto
mio, lontano dalla curiosità, dall’indifferenza, dalla malvagità.

Alfonsina Storni

Calma

Ho imparato che la calma è molto più destabilizzante della rabbia…
che un sorriso disarma molto più di un volto corrugato,
ho imparato che il silenzio di fronte ad un’offesa è un grido che fa tremare la terra.
Ho imparato che come un amore rifiutato non si perde ma torna
intatto a colui che voleva donarlo, così accade per la rabbia, le offese…
siamo noi a decidere se farci toccare o meno da un sentimento,
di qualsiasi sentimento si tratti.
Non importa se stai procedendo molto lentamente…ciò che importa è che tu non ti sia fermato.
Confucio

Chi ama è un creatore di MASSIMO GRAMELLINI

Vi consoglio questa lettura, pubblicata da La Stampa

http://www.lastampa.it/2013/07/28/blogs/cuori-allo-specchio/chi-ama-un-creatore-L1eTE3qZo4YSH9tmfX0IcI/pagina.html

Chi ama è un creatore
di Massimo Gramellini

Simposio termina alle prime luci del giorno: è tempo di alzarsi e di andare nel mondo, a mettere in pratica ciò che si è imparato. Ma i convitati dormono: il vino e la notte bianca ne hanno spento i sensi stremati. Soltanto Socrate continua imperterrito a bere e a intrattenere Aristofane e Agatone, lo scrittore di commedie e quello di tragedie. I due fingono di dargli ragione, ma l’oscillazione delle teste appesantite, più che di condivisione, è sintomo di crollo imminente. Quando anch’essi cedono alle leggi del sonno, Socrate – come una madre che ha messo finalmente a letto i ragazzini dopo averli rimpinzati per tutta la notte di favole – lascia la stanza, si sciacqua il viso e va incontro alla giornata che nasce.

Prima di uscire dietro la sua ombra, mi attardo in uno sguardo di congedo ai dormienti. Fedro, che all’inizio del Simposio ha ricordato come l’amore estragga il meglio dalle persone ed è stato abbastanza delicato da non aggiungere che tira fuori anche il peggio. Pausania, che invece lo ha detto, prestandosi ad affastellare i luoghi comuni che Socrate si è poi fatto bello a smontare. Erissimaco, il medico: a lui si deve l’illuminazione sull’amore umano come riflesso di quello eterno (fuori dal tempo) che è la struttura della realtà. Aristofane, che con la sua favola sugli uomini spaccati in due alla ricerca della metà perduta ha illustrato ironicamente la dottrina platonica dell’Uno e della Diade. Agatone, il padrone di casa, che ha saziato l’uditorio di aggettivi nel tentativo di definire l’indefinibile: l’amore, un’energia che non si può ingabbiare dentro le parole, ma solo sentire con il linguaggio muto dell’intuizione. E la sacerdotessa Mantinea, evocata da Socrate, che ci ha concesso di passeggiare nel santuario di Eros, apprendendo misteri che non andrebbero più dimenticati.

A giudicare dai commenti ricevuti, ce n’è uno che ha colpito i lettori di questa pagina in modo particolare: chi ama è un creatore. Se ama con il corpo genererà un figlio. Se ama con la mente genererà un’opera dell’intelletto. E se ama con il cuore, oltre ai figli e alle opere, genererà i frutti del proprio talento: perché tutti ne hanno uno, anche chi si è convinto (o è stato convinto) del contrario. Ecco il messaggio immortale di Platone: ogni essere umano viene al mondo per creare qualcosa attraverso l’amore. Basta che si svegli, si sciacqui il viso e vada incontro con la passione curiosa di un Socrate alla giornata che nasce.

Simposio di Platone (IV sec. A.C.)

Epilogo

Bellezze del creato

      Solo e pensoso i più deserti campi
      vo misurando a passi tardi e lenti;
      e gli occhi porto, per fuggir, intenti
      dove vestigio uman l’arena stampi.

      Altro schermo non trovo che mi scampi
      dal manifesto accorger de le genti;
      perché negli atti d’allegrezza spenti
      di fuor si legge com’io dentro avvampi:

      sì ch’io mi credo omai che monti e piagge
      e fiumi e selve sappian di che tempre
      sia la mia vita, ch’è celata altrui.

      Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
      cercar non so, ch’Amor non venga sempre
      ragionando con meco, ed io con lui.
Petrarca

Fuggire

Mutano i cieli sotto i quali ti trovi, ma non la tua situazione interiore, poiché sono con te le cose da cui cerchi di fuggire. ”

Seneca

Condivisioni

Un dolore condiviso è un dolore dimezzato. Una gioia condivisa è una gioia raddoppiata. ”

– Proverbio svedese

Passato

Il passato è terribilmente reale e presente e afferra chiunque non sappia riscattarsi con una risposta soddisfacente.

— Carl Gustav Jung

Psiche

La nostra psiche è costruita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade ugualmente negli infinitesimi e più recessi dell’anima.

Carl Gustav Jung

Incontro

L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: si produce una reazione così che entrambe ne saranno trasformate.

— Carl Gustav Jung

Bisogni

L’uomo ha bisogno di difficoltà: sono necessarie alla salute.

— Carl Gustav Jung

Spazio e tempo

Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Sè o dell’Anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo.

Carl Gustav Jung

Decisioni

    Di regola le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti che con la volontà cosciente e la ragionevolezza.

Carl Gustav Jung

Convinzioni

La più parte degli uomini è eroticamente cieca, poichè commette l’imperdonabile malinteso di scambiare eros con sessualità. L’uomo crede di possedere la donna quando la possiede sessualmente ma mai la possiede meno di allora. Infatti per la donna la sola relazione che conti è quella erotica. Per lei il matrimonio è una relazione con in più sessualità.

Carl Gustav Jung

Sofferenza

La sofferenza è dovuta ad un ristagno spirituale, ad una sterilità psichica fede, speranza, amore e conoscenza è ciò di cui ha bisogno il paziente per vivere nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso.

Carl Gustav Jung

Iniziazione

L’iniziazione non è comunicabile alla stessa maniera di quella “di un professore che nell’insegnamento profano comunica ai suoi allievi formule attinte dai libri, formule che essi dovranno soltanto immagazzinare nella loro memoria; si tratta qui di una cosa che, nella sua essenza stessa, è propriamente incomunicabile, poiché sono stati da realizzare interiormente”.
Carl Gustav Jung

Vocazione

Avere una vocazione nel suo significato originario vuol dire essere guidati da una voce. […] La voce interiore è la voce di una vita più piena, di una coscienza ulteriore più ampia. Nella voce interiore, l’infimo e il sommo, l’eccelso e l’abietto, verità e menzogna spesso si mescolano imperscrutabilmente, aprendo in noi un abisso di confusione, di smarrimento e di disperazione. L’uomo che, tradendo la propria legge, non sviluppa la personalità, si è lasciato sfuggire il senso della propria vita.
Carl Gustav Jung

Incontro

L’incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito.

Carl Gustav Jung

Libido

Concepivo la libido come il corrispondente psichico dell’energia fisica, e quindi, più o meno, come un concetto quantitativo, che perciò non avrebbe dovuto essere definito in termini qualitativi. Non intendevo più parlare di istinti di fame, aggressivi, sessuali, ma considerare tutti questi fenomeni come manifestazioni diverse dell’energia psichica. Anche in fisica parliamo di energia e delle sue varie manifestazioni, come luce, calore, elettricità. Lo stesso vale anche per la psicologia: se concepiamo la libido come energia, possiamo averne una dimensione abbastanza unitaria. M’interessava stabilire anche per la psicologia un’uniformità simile a quella che nelle scienze naturali esiste come generale energetica.

Carl Gustav Jung

Psicologia pratica

Una psicologia capace di soddisfare soltanto l’intelletto non è mai una psicologia pratica; l’anima nella sua totalità non può mai essere intesa soltanto con l’intelletto. Ci piaccia o no, il momento della visione universale s’impone, perché l’anima cerca un’espressione capace di coglierla in tutta la sua pienezza.

Carl Gustav Jung

Riti di rinascita

    L’esperienza iniziatica, quindi, rappresenta un mutamento di visuale che permetteva all’uomo di ricollegarsi con il divino. Apparentemente, nel nostro mondo attuale le iniziazioni sembrano scomparse, ma esistono ancora sotto forma di riti di passaggio depotenziati, infatti i vari festeggiamenti che vengono effettuati per il nuovo anno, per le nascite, per i compleanni o per qualsiasi conquista di tipo sociale, sono un pallido ricordo dei riti di rinascita spirituale che accompagnavano in illo tempore l’uomo. Raramente, oggi, questi passaggi corrispondono a mutamenti ontologici dell’individuo che li esaurisce invece in un’acquisizione di concreto potere personale e non in senso simbolico. Per questa ragione l’uomo non riesce più ad attuare quella forma di rigenerazione spirituale che gli era naturale in altri tempi.

Carl Gustav Jung

Datemi un uomo normale ed io lo guarirò.

Carl Gustav Jung

Morale

La morale non è stata portata giù dal Sinai sotto forma di tavole e imposta agli uomini, bensì la morale è una funzione dell’anima umana, che è vecchia quanto l’umanità. La morale non viene imposta dall’esterno, ma esiste a priori dentro di noi: non la legge, ma l’essenza morale.

Jung

Auguri… Maestro

« Sono soddisfatto dal corso preso dalla mia vita. È stata ricca e mi ha dato tanto. Non mi sono accadute che cose inaspettate.
Molto avrebbe potuto essere diverso se io stesso fossi stato diverso. Ma tutto è stato come doveva essere, perché tutto è avvenuto in quanto io sono come sono. »

– Carl Gustav Jung,

L’ansia

L’ansia è una brutta cosa. L’ansia ti butta a terra, ti svuota e ti inquieta, sembra che una pompa invisibile ti stia aspirando l’aria che cerchi disperatamente di ingoiare. La parola “ansia” deriva dal verbo latino angere, “stringere”, ed è proprio questo che fa: ti strizza le budella e ti paralizza il diaframma, è un massaggio sgradevole al basso ventre e spesso si accompagna a brutti presentimenti.”
Niccolò Ammaniti

Inconsolabile

E quel che abbiamo visto rimarrà nei nostri occhi, quel che abbiamo fatto rimarrà sempre nelle nostre mani.
Ma sarà quel che abbiamo sentito, che rimarrà indissolubilmente nella nostra anima.
Noi che abbiamo sentito, per sempre, rimarremo inconsolabili

Alessandro Baricco

Un mondo di cose

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose, ciascuno un suo mondo di cose…
E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?
Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai.

Luigi Pirandello

L’altro

Non dobbiamo avere paura
delle differenze d’opinione.
Se tutti la pensassimo allo stesso modo
il mondo sarebbe molto noioso.
Ma non vale la pena uccidere
per le differenze d’opinione.
Dobbiamo cercare di comprendere l’altro
per una semplice ragione:
perché noi siamo
l’altro dell’altro.

José Saramago