La musica

La musica, altro linguaggio caro ai pigri e alle anime profonde che cercano lo svago nella diversità dell’occupazione, vi parla di voi, vi racconta il poema della vostra vita.

Charles Baudelaire, I paradisi artificiali, 1860

39 Risposte

  1. Come non condividere Baudelaire con la Musica a placenta,la pigrizia a camicia. Salve a tutti,.Vivi e non morti.Bianca 2007

  2. ………………..; ) LA MUSICA……………che Meraviglia……
    la Musica riempe l’Anima…………il Cuore : )
    le vibrazioni del Suono…..attraversano.tutto l’Essere
    la Musica…….è pura……….esprime ciò.che la parola
    delle volte……………non riesce a raggiungere.
    La Musica..è un linguaggio..fatto di sensazioni
    che invadono………..è……….un onda del mare,
    è il vento, è pensiero……è.la Vita stessa.

    e poi il corpo si muove……….si Danza
    si attraversano paesi…storie ……mondi………………. ; )

  3. “La musica deve elevare l’anima al di sopra di se stessa, deve farla librare al di sopra del suo soggetto e creare una regione dove, libera da ogni affanno, possa rifugiarsi senza ostacoli nel puro sentimento di se stessa”

    Da “Lezioni di estetica” di G.W.F. Hegel

  4. La passione per la musica è già da sola una confessione.  
    Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno…..
    A che cosa faccia appello la musica in noi è difficile sapere; è certo però che tocca una zona così profonda che la follia stessa non riesce a penetrarvi.

    Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati

  5. L’essenza della musica è di svegliare in noi quel fondo misterioso (e inesprimibile per la letteratura e in generale per tutti i modi espressivi finiti, che si servono, o di parole e conseguentemente di idee, cose determinate, o di oggetti determinati – pittura, scultura) della nostra anima, che comincia là dove il finito e tutte le arti che hanno per oggetto il finito
    si fermano, là dove la scienza si ferma, e che si può perciò chiamare religioso.

    Marcel Proust, Lettera alla figlia di Madeleine Lemaire, 1895

  6. .e lei…..non può mancare………..mai !!!

  7. precedente errore link

  8. …L’ho trovato!!! In assonanza con il linguaggio di Anima e con quanto da me postato nel post precedente in risposta ad Elena Ausilia, ricordavo di aver fatto tesoro di un saggio, trovato sul web, sulla “coerenza” tratto da “La coscienza dell’acqua” di Masaru Emoto ( http://www.macrolibrarsi.it/video/__la-coscienza-dell-acqua-dvd.php?pn=6 ) :

    – Quando si sente parlare di memoria dell’acqua e dei suoi effetti nella sperimentazione di Emoto, molto si parla dell’opportunità di scrivere belle parole sulle nostre brocche e bottiglie d’acqua, della possibilità di veicolare acqua informata quale portatrice di nuove informazioni coerenti e rigeneranti alle nostre cellule, di esporre parole armoniose nella nostra stanza e, c’è anche chi le scrive sul proprio corpo, con l’intenzione di portare sollievo a un disagio fisico o psichico.

    In una, tra le domande sopra selezionate, Emoto specifica una sua considerazione relativa all’effetto dello slang, del linguaggio in gergo, spesso duro e negativo.
    Tale linguaggio, egli pensa, è alla base di una realtà conseguentemente creata di maggiore violenza e aggressività.
    Possiamo, allora, ben scrivere nelle nostre brocche le belle parole “amore e gratitudine”, e quanto siamo coscienti – mi chiedo – di quelle espressioni utilizzate nel dialogo interiore con noi stessi (e il nostro 70% di acqua) e a sua volta esteriorizzato con i nostri cari, collaboratori, vicini? Tale verbosità (primo fu il Verbo), stando alla ricerca di Emoto, ha un’influenza diretta e costante sulla creazione della realtà. Informare, imparo, equivale a dare forma. Pensiamo, per esempio, al cervello, nello specifico all’area di Broca e ai suoi circuiti adibiti al linguaggio.
    Guarda caso, il cervello galleggia!
    Dal bel libro la scienza dell’acqua (M. Emoto – M. Citro, MacroEdizioni, uscita da definire) cito: “L’introduzione di acqua veicolante informazioni appropriate può agire sui liquidi organici riportandoli allo stato coerente” e “Ancora una volta, è coerenza la parola chiave per comprendere come intensità molto deboli siano sufficienti a governare complesse funzioni cellulari.”
    Lo stesso può valere per le parole di tutti i giorni, il loro suono-significato intrinseco, l’intento che esse veicolano e il tono che le caratterizza.
    Gli scienziati del Giudice e Preparata spiegano il fenomeno della coerenza con la super-radianza ovvero, in parole semplici, la capacità delle molecole di creare risonanza vibrando all’unisono.
    Se applichiamo tutto questo all’uso del costante dialogo interno e della parola nella vita quotidiana quale significato e pregnanza prende il fenomeno della coerenza-risonanza-radianza nella comunicazione?
    Leggo tra i significati: la coerenza (fisica) è una proprietà delle onde elettromagnetiche. La coerenza (etica) corrisponde alla qualità della persona umana. La coerenza (musica) corrisponde a un accordo armonioso. Ne cerco il significato per meglio esprimerlo con parole ordinariamente conosciute. Ho già, come ognuno di noi, un’esperienza diretta dell’influenza di queste parole – coerenza risonanza-accordo – sul mio corpo. E questo mi porta a percepire che un’espressione verbale provoca coerenza, risonanza, accordo quando è portatrice di tali qualità.
    Fateci caso, ci sono parole che risultano subito, a orecchio, dissonanti e incoerenti. Questo accade quando c’è una sorta di stonatura, mancanza di accordo, percepibile nel tono e anche in una sorta di slittamento automatico del senso, come se fossero le parole di un registratore. O per dirla in breve, quando dietro la bocca che parla non c’è nessuno. Incoerenza papale è, per esempio, quella delle bugie. Si dice una cosa senza realtà al posto di un’altra veramente accaduta o in accadimento. Si crea un disaccordo, un’assenza di risonanza che vibra in modo incoerente, oscilla con modalità incoerente nelle nostre acque interiori e in quelle dell’altro. Ciò che risuona con il vero produce immediatamente armonia.
    È palpabile. Tali in-formazioni incoerenti creano a loro volta forme pensiero e altrettante forme di realtà. Quindi vale la parola e vale molto l’intento: la vibrazione intrinseca nella parola e la vibrazione all’unisono con la verità di chi parla. Diventa allora preziosa l’opportunità di monitorare consapevolmente il nostro linguaggio,
    d’indagare il livello di presenza dietro alla nostra informazione, ancor di più e a ragione dopo aver visto le evidenti tracce di memoria che certe parole affidano all’acqua (e alla nostra acqua interna) cristallizzate nelle belle immagini coerenti, compatte e ben-formate di certi cristalli o disordinate, disperse e mal-formate di altri.
    Guarda il trailer de dvd la coscienza dell’acqua, Macro Video 2010.
    Ho avuto la fortuna recentemente di partecipare a un seminario dal nome significativo – Right Speech. Il linguaggio che unisce e quello che separa – e di sperimentare in consapevolezza l’effetto che un certo linguaggio più o meno consapevole può avere su me stessa e su gli altri, al 70% composti di acqua.
    Dalle domande a Emoto traspare, talvolta, un certo buonismo, l’opportunità di dire e scrivere parole buone e belle su dei recipienti d’acqua, di bere almeno otto bicchieri di acqua ben informata, di rivolgere belle e semplici preghiere a fiumi, laghi e specchi d’acqua. Il punto potrebbe sembrare quello di diventare ben educati, attenti alla salute, interessati alla cura e alla guarigione. Certo curare le acque del pianeta con belle parole è importante. Siamo certi di poterlo fare ignorando la comunicazione con lo specchio d’acqua che ci compone?

  9. Grazie, cara Valeria…..mi sta facendo riflettere….
    torno tra poco….intanto
    ti mando un bacio immenso

  10. Interessante questo articolo, Valeria.
    Penso che tutto ciò/e tutte le persone con cui entriamo in contatto veicolino qualcosa…siamo continuamente oggetto, quasi bersagli inconsci, di influenze che derivano dall’esterno….e inevitabilemnte toccano Anima, a volte con la crescita a volte con la sua regressione…
    già, le parole forse sono uno dei piùpotenti mezzi per veicolare senzazioni, emozioni. Esse sono in grado di elevarci al cielo e di specirci alla stessa velocità nel bruciante inferno….ma penso che al pari delle parole, anche nel loro silenzio, gli sguardi che incrociamo ogni giorno veicolino altrettante sensazioni, a volte sono sensazioni di bellezza, d’amore, di complicità, altre volte certi sguardi veicolano disapprovazione, gelosia, malinconia, rimproveri eccc….
    Alla fine non siamo che specchi di noi stessi… solo che per specchiarchi, per capire chi siamo o cosa proviamo abbiamo bisogno dell’altro fuori di noi, che sia l’amato o un’altra persona che susciti in noi quella voglia di mettterci in gioco, crescere e cambiare….la maggior parte delle volte questo compito spetta all’amato/a nel quale ognuno di noi rispecchiandosi conosce se stesso…..l’amore in questo dualismo di Anime veicola, in quel mare immenso dove ognuno di noi si specchia attraverso l’altro e grazie a ciò che egli suscita “dentro”, il nostro viaggio interiore verso quella nostra più vera conoscenza di noi stessi…è una partita che richiede coraggio….coraggio di affidarsi all’altro con tutte le prorpie fragilità..
    bacetti animici

  11. ….e già…………le parole……come giustamente dice Beatrice
    che vorrei qui………..salutare…….se posso ……… …….
    riescono ad elevarci al cielo…..o ……spedirci all’inferno…bruciante !!!!

    …………qui…..nel Bosco…..molte parole mi son sembrate gentili
    e ………….”con loro”…….io ho Danzato……..!!!!

    “altre….le dotte… .le stolte…..son state e sono…..violente”
    e ……….”a queste”…………nego la possibilità di avvicinarsi……
    perchè…….sembrano madri che voglion curare
    ma non lo sono…………vogliono fare solo male
    e ancora non si sa perchè…………………………………..
    usano il sapere………come una lama………..per incidere
    la carne………..come una Medea inferocita…..si muove nel Bosco
    alla ricerca…………..di Ninfe.o Dee.che sanno Invece difendersi da sempre !!!!!………………….DA SEMPRE !!!!! : ) : ) : )

    ….quindi ……..non bisogna.poi stupirsi…..se queste Dee
    sembrano violente…………e non lo sono !!!!!
    Le Dee…………….si difendono……….e basta !!!!

    A loro non servono…….parole violente……lezioni inadeguate di vita
    o consigli inutili

    sono Dee……………….Danzano libere da una Vita
    e scelgono………con chi danzare…….da sempre
    scelgono….anime affini……
    anime che amano la Musica
    anime che conoscono il loro Nome
    anime gentili..perchè di quella “sostanza son fatte”…….

    Quando una Dea……….”diventa……o….sembra violenta”

    vuole dire……che qualcuno…….si avvicina……..a ..Lei
    maldestramente…..con cattiveria…..acidamente
    e senza motivo…..la vuol colpire…..

    Allora….la Dea……….si difende………non usa mai la forza per prima

    “ma………..SI DIFENDE “……………….

    e molti …..qui……………..conoscono……
    e hanno visto la Dea……..difendersi
    da una ………..finta madre violenta…………
    che sembrava dire……. :

    “….ora …….bella mia ……ti metto apposto io “!!!!

    e sorrideva…con ghigno violento
    e miseramente si divertiva
    di quel ….divertimento….sterile…e solitario….e……….inutilmente……..dotto…che solo a lei piace !!!

    Ma la Dea….ha sempre risposto
    a questo essere……
    le ha sempre detto:

    IO CON TE NON DANZO !!!!

    per altre sei madre
    per me sei triste incanto

    e se con me vuoi parlare
    la tua voce devi…ora….modulare….

    e fanne flauto….e rendila …miele
    perchè io lo so….come parli……tu sentenzi…ed è fiele !!!!

    e più d’una volta….ti sei avvicinata
    volevi curare…e ti ho detto:…
    “….mia cara………qui….nessuno…è malata ” !!!

    ma lei….mica danza……vuol solo dimostrare di “sapere”
    a lei poco interessa…….le piace di……… avere :

    avere ragione….avere parole
    arriva a sproposito….e vuol sempre distruggere con la sua mole.

    così è abituata….così …lei vive
    mi chiedo…….ci fu mai…..una creatura sii vile???

    che senza motivo….
    lei attacca…..e…..e non danza
    non conosce la Musica
    e si nutre solo di ……..stolta arroganza.

    …………….e se si cerca di avvicinarsi a una Dea
    quello che io dico…….avvicinati…..ma con la tua parola crea

    e crea gentilezza….e non parlare male……non consigliar cure
    ma ……..DANZA………….se sai DANZARE…..

    e se…….il mio Nome è quello che cerchi
    tu dillo piano…….
    che qui nel Bosco io ho danzato con pochi
    ed è….gentilezza e AMORE…che io chiamo…………

    …ma se voi avete visto …..violenza…….
    ricordate bene
    la mia…era solo RESISTENZA !!!!!

    Perchè……..se nel Bosco….è ANIMA che si MUOVE
    bisogna proteggerla…..sempre…o tutto muore!!!

    .e muore poesia….musica…e incanto
    e questo…di grazia
    permetterlo sarebbe……troppo…sarebbe..orrore…e tanto!!!!

    Quindi…ancora e ancora io dico
    lasciate danzare……
    e non “analizzate”niente
    perchè un ANIMA NON SI PUO’ VIVISEZIONARE !!!!

    ma se tu vuoi farlo
    poi non ti stupire
    se una Dea arriva
    e ti vuol far……………Sentire !!!!

    che ciò che fai ….è sbagliato !!!!

    ti ho detto …accostati se vuoi……
    ma fallo dolcemente
    con Consapevolezza e…………piano .

  12. ciao Beatrice.. ciao Valeria… qualche hanno fa assistetti a una trasmissione in televisione, dove uno scenziato raccontava di esperimenti che erano stati fatti sull acqua, esponendola a diversi tipi di musica. e l acqua che era stata sottoposta alla musica classica, analizzata al microscopio, presentava dei disegni geometrici perfetti.. invece quella sottoposta a musiche piu agressive aveva all interno un disordine… vi riferisco quel poco che ricordo di quella trasmissione, con parole povere, quindi non prendetemi alla lettera. comunque sò che gli stessi esperimenti sono stati fatti sulle piante nelle serre e anche li a livello di crescita fioritura e bellezza, è stata riscontrata la stessa cosa. un saluto a tutti i lettori. g. luca

  13. @Gianluca….conosco benissimo…l’esperimento di cui parli
    ed è molto vero…se si sottopone….l’acqua…a musica aggressiva
    la sua reazione………è molto differente……rispetto
    a quando viene ……sottoposta….a una musica dolce e lieve.
    Peccato non poter postare il video…per problemi di connessione
    .ma il video ..esiste in rete….Ciao Gianluca.

  14. Ciao, gianluca. Forse è lo stesso documentario che ho visto anche io. 🙂

  15. ciao Alessandra….grazie

  16. ciao Valeria… è probabile che sia lo stesso. ciao

  17. “Tutte le arti, escludendo la musica, traggono i loro modelli dal mondo fisico; esse rivestono le loro manifestazioni prendendo esempi e modelli ispirati dal mondo esterno, fatto di colori, forme e movimento.
    Quando ad esempio uno scultore crea un’opera artistica, la crea traendola fuori dalla sua propria rappresentazione, ossia dalla sua facoltà di sentimento sorretta e trasposta nel pensare. Egli combina insieme molte e varie impressioni, o immagini ideali, conservate nella sua memoria. Prende dall’insieme delle forme o dei colori esistenti in sè o nella natura varie immagini che si andranno a configurare in un’unica espressione, che le riunifica, fondendo tante immagini in una sola.
    Possiamo ben verificare che nell’esperienza innanzi ad un colore e davanti a un suono, ci pervenga la sensazione che da questi emani come una sorta di volontà esistente in essi, la quale esiste prescindendo da noi, al di fuori di noi.
    Le altre arti siccome debbono passare inevitabilmente attraverso la rappresentazione, forniscono nelle loro creazioni, rappresentazioni di immagini ideali, o meglio l’artista riproduce un’immagine archetipa di una Volontà che esiste al di fuori di lui.
    Nella musica invece accade un’altra cosa: non potendo attingere ad alcun modello esistente nel mondo fisico che esprima l’elemento musicale, è come se il musicista stesse col suo orecchio appoggiato sul cuore della natura: egli percepisce la Volontà della natura e la riproduce in una sequenza di note musicali.
    L’uomo nella musica percepisce il battito del cuore della volontà del mondo; l’anima trova nel suono la sua vera natura, la propria affinità di essenza.
    Come le altre arti sono espressioni di immagini della volontà, la musica è l’espressione immediata della Volontà stessa, senza l’intervento della rappresentazione.
    Quindi : altre arti = immaginazione
    musica = ispirazione.
    Nella musica l’uomo si sente molto vicino all’essenza della natura.Il fatto che essa possa parlare a tutti, come una sorta di linguaggio universale, ed agisca sin dalla prima infanzia, significa che in essa si muove l’essere divino del cosmo, essa rappresenta la vita attiva di Dio.
    Il musicista, quando crea non può copiare nulla, prendendolo dalla natura fisica esteriore; (tranne il canto degli uccelli) da dove egli tragga il materiale delle sue creazioni lo si deve ricercare nella sfera della sua anima, nei mondi spirituali.
    Il modello della musica sta nello spirituale; i modelli delle altre arti sono nel fisico.

    IL DEVACHAN O MONDO DELLA MUSICA DELLE SFERE
    Ogni notte noi penetriamo con il sonno, nel devachan, o mondo spirituale.
    Quando una persona riesce ad ottenere la continuità della coscienza nel sogno, gli appare dapprima il mondo astrale, fatto di luce e colore e poi, piano piano giunge ad un altro mondo fatto di suoni, ove si percepisce un “risuonare”: è il devachan.
    L’elemento primordiale del mondo devachanico è un fluttuante mare di suoni.
    Ad ogni cosa, nel mondo fisico, sta alla base un suono; il suono è ciò tramite il quale venne creato l’universo.
    Durante il sonno, entrando in tale mare di suoni, veniamo permeati da essi nel corpo astrale e nell’io; ritornando il mattino nel corpo, imprimiamo tali suoni dal corpo astrale nel corpo eterico.
    Il musicista compositore trasforma incoscientemente in suoni fisici, il ritmo, le armonie e le melodie che, durante la notte, egli ha percepito nel devachan, le quali sono rimaste impresse nel suo corpo eterico.
    Questo è il misterioso rapporto tra la musica che risuona nel fisico e l’ascolto della musica spirituale durante la notte. La musica fisica non è che la copia della realtà spirituale.
    Come l’ombra sbiadita sta in confronto all’uomo vivo, così la musica-ombra fisica sta alla vera musica-luce spirituale.
    Il modello archetipo primordiale della musica sta nel devachan.
    L’uomo può creare e accogliere in sè, la musica fisica, solo in virtù del fatto che deve per forza averla già in sè e quindi averla conosciuta in un tempo passato; egli la riconosce perchè l’esperienza musicale ricorda e stimola in lui una sorta di affinità con ciò che fuori di lui, avverte in lui. Come guardando una forma fisica inedita, dobbiamo obbligato-riamente riconnetterci con qualcosa da noi già sperimentato in passato e quindi inciso nella nostra memoria, dobbiamo intendere che se possiamo ascoltare o creare musica ciò è possibile solo perchè essa deve essere necessariamente già esistente in noi. Come il pensiero non può pensare una cosa che non conosce se non ha in sè nella percezione, il ricordo di averla già conosciuta, sperimentare musica non significa conoscere l’elemento musicale, ma ricordarlo.”
    (R. Steiner)

    …in principio era il …..Verbo = suono = vibrazione = creazione = modellare la materia …

  18. Grazie, caro Gianluca…..per questa notizia….
    io non ho visto questo filamto, ma quello che riferisci è molto interessante….
    un abbraccio

  19. Un Radioso Buon Giorno a Tutti gli Astanti di questa Preziosa Casa 😀

    sugli esperimenti effettuati con l’acqua rimando a quello che avevo postato tempo fa…. 😀

    https://gabrielelaporta.wordpress.com/2013/01/03/il-linguaggio-parlato/#comment-49148

    http://quantoequantaltro.blogspot.it/2012/07/gli-esperimenti-di-masaru-emoto-la.html

    http://www.youtube.com/results?search_query=masuru++emoto&oq=masuru++emoto&gs_l=youtube.3…367.1186.0.2119.5.5.0.0.0.0.0.0..0.0…0.0…1ac.1.11.youtube.

  20. In effetti, la citazione di Steiner usata da peter rimanda alla memoria la stessa usata da raffaele&C.

    Stando a questa affermazione:

    […] L’uomo può creare e accogliere in sè, la musica fisica, solo in virtù del fatto che deve per forza averla già in sè e quindi averla conosciuta in un tempo passato; egli la riconosce perchè l’esperienza musicale ricorda e stimola in lui una sorta di affinità con ciò che fuori di lui, avverte in lui. Come guardando una forma fisica inedita, dobbiamo obbligato-riamente riconnetterci con qualcosa da noi già sperimentato in passato e quindi inciso nella nostra memoria, dobbiamo intendere che se possiamo ascoltare o creare musica ciò è possibile solo perchè essa deve essere necessariamente già esistente in noi. Come il pensiero non può pensare una cosa che non conosce se non ha in sè nella percezione, il ricordo di averla già conosciuta, sperimentare musica non significa conoscere l’elemento musicale, ma ricordarlo”

    vorrei sapere se Steiner abbia mai fatto riferimento alla facoltà di fare esperienza musicale, e di riprodurre l’IMAGO della musica delle sfere, da parte di un sordo-cieco.

    Dopo la lezione di vita di Beethoveen e “il preludio della goccia” di Chopin, cerco di tenermi aggiornata sui successi ottenuti dalla “lega del Filo d’oro” sul fronte dell’esperienza musicale CON i sordo-ciechi. Capisco che si possa trasmettere la giusta vibrazione. Grazie.

  21. Per me la più bella… (da bambina la suonavo ad orecchio. Tutti i bambini dovrebbero poter avere confidenza con uno strumento musicale. Possibilmente a scuola.)

  22. …and so….in ” a Gold Way…is better to say…….. ”

    BA BOOM A RANG RANG……..

  23. Cara Valeria…Grazie per averla riportata/ricordata 😀
    avevo 13 anni quando ho iniziato a suonare il pianoforte….e quelle poche note iniziali, già fin da allora, attraverso le sensazioni/vabrazioni che si manifestavono nel mio giovane cuore, mi entrarono dentro come se da tanto tempo ascoltassi già dalla sfera delle muse….. 😀

    In quanto a Steiner è stato un grande INIZIATO, che ha detto tantissime cose dei piani di coscienza superiori e di come raggiungerli consapevolmente 😀

  24. Valeria, Steiner ha espresso un concetto, penso, semplice … e anche piuttosto noto o, quanto meno, intuibile:
    la creazione musicale richiede facoltà percettive superiori, poiché la composizione di un brano (una composizione originale, s’intende, non certo un plagio), non può ispirarsi a modelli resi espliciti in natura come può trovarli ad es. l’arte pittorica.
    Questo concetto, oltretutto, trova conferma nella capacità indubbiamente più immediata che ha la musica, di influenzare lo stato d’ANIMO di una persona. Non è un caso che la musica è vibrazione e come tale esercita la propria capacità di modellare la materia, sia essa appartenente ai piani densi come quello fisico, sia superiori e più sottili.
    Ciò porta all’ulteriore osservazione che la capacità di “riconoscere” la musica dipende dalla facoltà di vibrazione (cioè di sensibilità) dell’anima.
    Se un sordo possa comporre musica? ….. penso che la domanda andrebbe così scomposta:
    un sordo può “immaginare” musica? … e se si …. può riprodurre questa musica su un supporto fisico affinché chiunque dotato di sane orecchie possa ascoltarla?
    Alla prima domanda rispondo di si: a mio parere un sordo può immaginare musica, se persona sensibile.
    La seconda domanda è tecnica, e, credo priva di rilievo al riguardo. Però non ho dubbi che un compositore che sia divenuto sordo possa avvalersi della propria memoria musicale per scrivere su uno spartito una propria composizione.
    Come esperienza personale, posso dirti che qualche mio conoscente, pur avanti negli studi di musica, privato di uno spartito non era in grado di elaborare note perché “non gliene veniva in mente nessuna” diceva.
    Una situazione ben diversa da un Mozart, non credi?
    Ho riportato Steiner pur non appartenendo alla sua scuola, ma riconoscendola tra le più valide.

    Ti ringrazio per avermi inserito nell’appartenenza del Filo d’oro …. che non è … propriamente … una scuola.
    Sarebbe meraviglioso poterne far parte a pieno titolo per effetto del semplice auspicio d’una amica (come tale ti ritengo dopo questa affermazione) ……….

    Un bacio,

  25. grazie.. Beatrice..

  26. X Peter
    Tutti dovrebbero sentirsi solidali con la “Lega del Filo d’oro”, che è, per chi non lo sapesse, un’associazione ONLUS fondata nel 1964 dedicata all’ assistenza ed alla riabilitazione di persone sordocieche.

    A proposito della premessa: …”la creazione musicale richiede facoltà percettive superiori, poiché la composizione di un brano (una composizione originale, s’intende, non certo un plagio), non può ispirarsi a modelli resi espliciti in natura…”
    vorrei sapere cosa ne pensi di questa guida all’ascolto del preludio di una goccia (in effetti la goccia buca la pietra, forse come l’infinito ripetersi di molti discorsi, chiedo scusa! 🙂 ):

    (Penso che chiunque sia in grado di riprodurre un suono utilizzando un corpo fisico per comunicare e per comunicarlo. E’ fuori discussione.)
    Ciao

  27. Certo, Valeria.
    Infatti, mi sembrava un pò strano il riferimento all’altro .. “filo” (no, non ero a conoscenza della ONLUS).

    Mi scuso per l’equivoco.

  28. Ciao, Valeria ….. dunque,

    un inizio armonioso, soave, tutto sommato non tanto differente dagli altri del medesimo genere; se non fosse per l’incedere inesorabile, inevitabile di quella nota centrale su cui poggia la struttura del brano di Chopin. Sembra risolvere nel finale, ma dà l’impressione che tornerà…
    Una nota che avanza impietosa e di fronte alla quale non ci si può sottrarre: come frutto di una mente lucida, consapevole del proprio stato, succube di una problematica esistenziale che quando sembra sopita riappare nella mente di chi la sperimenta fino a provocarne sgomento .. non frutto di fantasia ma di metallica logica … più che ossessione, una fissazione.
    Forse il risultato di uno spostamento dell’attenzione da una grave malattia fisica come ad es. una tubercolosi, con i suoi devastanti e continui colpi di tosse..

    Personalmente sento il brano impregnato di cromature scure, lugubri e angoscianti.
    Not for me … I don’t smoke …
    .. preferisco, semmai, imbarcarmi sulle soffici tinte armoniche delle pagode di Debussy al chiaro di luna della belle époque.

    Ciao, e ancora grazie…..

  29. ………………….

  30. Caro peter, è difficile per tutti risalire a quella nota “dolente”, di cui parli, e da cui l’attenzione cerca di fuggire. Ma non è della logica dell’uomo, che sovverte tutto con le ipotesi, quella di cui cerca di parlarci Chopin: mi sembra si contempli la logica della Natura in una goccia, che non è né bella né brutta. E’ soltanto meravigliosa così come è! 🙂
    Ciao e grazie anche a te.

  31. Vero anche questo, Valeria..

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