Seneca

Ciò che il cuore conosce oggi, la testa comprenderà domani.

State of Mind

Carissimi, oggi sembra essere la giornata delle segnalazioni….
Ora vorrei suggerirvi “State of Mind”, un interessante giornale on line. E’ un contenitore di pensieri e attualità psicologiche. Documentato, allegro ed eccellente, è un journal online di psicologia, psicoterapia, psichiatria e varia attualità: uno sguardo psicologico sul mondo.

http://www.stateofmind.it

Spero possa interessarvi
Gabriele

Intelligenza

L’intelligenza è l’abilità grazie alla quale si può intraprendere e mantenere una determinata direzione, adattarsi a nuove situazioni e mantenere la capacità di criticare le proprie azioni.
(Alfred Binet)

Valutazioni

Se siete afflitti da qualcosa di esterno, il dolore non è dovuto alla cosa in sè, ma alla valutazione che voi ne fate; valutazione che avete il potere di revocare in qualsiasi momento.

(Marco Aurelio)

Ritorno a casa

Oggi ho ricevuto questa mail e non posso non condividerla con voi.
Questo passo, nel testo, mi ha lasciato senza parole “ci incontreremo alle 19.30 in piazza Sant’Apollinare a Roma, dove Emanuela fu vista per l’ultima volta, e ci incammineremo lungo le stesse strade che lei avrebbe percorso per tornare a casa…”

 

“RITORNO A CASA” 22-6-2013

Da piazza Sant’Apollinare a piazza San Pietro

Carissimi amici, 

sono Pietro Orlandi, intanto volevo ringraziarvi di cuore per aver aderito alla petizione,che ha superato le 153.000 firme, e per la solidarietà e l’affetto che mi dimostrate ogni giorno attraverso le vostre bellissime mail.

Tra meno di un mese, in occasione dei 30 anni dal sequestro di mia sorella Emanuela, spero di incontrarvi e abbracciarvi, a Roma, nel nome di verità e giustizia.

L’occasione sarà una fiaccolata che ho pensato di intitolare “Ritorno a casa”.

fiaccolata sitoIl 22 giugno 2013 (un sabato) ci incontreremo alle 19.30 in piazza Sant’Apollinare a Roma, dove Emanuela fu vista per l’ultima volta, e ci incammineremo lungo le stesse strade che lei avrebbe percorso per tornare a casa se mani ancora ignote non le avessero tolto il diritto alla giovinezza, alla gioia, alla possibilità di scegliere della propria vita: l’arrivo è previsto in piazza San Pietro, dove ci raccoglieremo pacificamente con le nostre fiaccole fino a tarda sera per ricordare che siamo ancora in attesa di risposte, soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti, che per la prima volta vedono indagato dalla magistratura italiana un testimone che si autoaccusa di aver avuto un ruolo di primo piano nella vicenda, l’auspicata collaborazione dello Stato Vaticano potrebbe rivelarsi finalmente determinante per arrivare alla verità.

Vi aspetto in tanti, tantissimi. Vi prego di fare passaparola sul web, di coinvolgere amici e conoscenti, di cancellare 30 anni di omissioni e depistaggi con una partecipazione e una mobilitazione straordinaria, che porti a invadere le strade di Roma e a scuotere le coscienze nel nome di verità e giustizia. Non solo per Emanuela, ma per le tante altre vittime, per regalare una speranza ai più giovani, per il futuro del nostro Paese, per ognuno di noi.

Foto di A.F.Per i partecipanti qui potete scaricare l’immagine di Emanuela (Foto1Foto2) da spillare su una maglietta bianca o da tenere semplicemente in mano, portate con voi anche una candela per la fiaccolata.

Dovendo dare alla questura di Roma un numero indicativo di partecipanti alla fiaccolata, prego, coloro che saranno presenti, di voler compilare il formulario (Partecipazione alla fiaccolata) sul sito indicando il numero di persone.

Infine volevo ringraziare Roma Capitale Magazine per avermi dato la possibilità, attraverso il loro server, di poter inviare questa mail contemporaneamente a tutti voi che avete aderito alla petizione e agli iscritti della newsletter del sito.

Un forte abbraccio

Pietro Orlandi – (pietro_1959@libero.it)

Per aderire alla petizione

http://www.romacapitalemagazine.it/index.php?option=com_content&view=article&id=638&Itemid=548

 

Guarigione

L’essere umano è motivato alla guarigione dalle proprie sofferenze.

(G. Liotti)

Incosapevolmente o no?

“Per ogni cosa ho esitazione, spesso senza sapere perché”

(Fernando Pessoa)

Legami segreti

C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio. Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge. Allora, istintivamente, rallenta il passo. Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo. Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.

Milan Kundera, “La Lentezza”

Gentilezza

E’ questo il mondo che vorrei e che ho nel cuore

Gabriele

Immediatezza e consapevolezza

“C’è una correlazione inversa tra immediatezza e consapevolezza. Una cosa la puoi vivere con immediatezza in quanto non ne sei consapevole: se ne sei consapevole ne apprezzi la logica, l’essenzialità, ma non hai più entusiasmo.”

(V. Guidano)

Sono

Io non sono ciò che mi è capitato d’essere.
Io sono ciò che ho scelto di diventare.

(Carl Gustav Jung)

Felicemente imperfetti

di Valentina Delpiano

La nostra società sempre più malvolentieri tollera l’imperfezione. Fin da bambini, siamo costantemente costretti a subire rilevazioni e misurazioni delle nostre “performance” letteralmente o in modo figurato in ogni ambito delle nostre vite, siamo chiamati a raggiungere obiettivi e mete, a portare risultati, ad adeguarci a standard di riferimento, a dare sempre il meglio di noi stessi.

Pena: la sostituzione con qualcunaltro. La cancellazione, la messa da parte. Ma nessun giudice esterno può nè potrà mai essere più spietato di noi stessi.

Tutti voi avrete sicuramente un amico o un’amica “malato” di perfezione. Si tratta di quelle persone che in tutto quello che fanno non possono tollerare di non raggiungere la perfezione assoluta.

A scuola non devono “andare bene”, loro devono avere i migliori voti in ogni materia, nel lavoro non devono “avere una buona posizione” devono arrivare al top, fare più carriera di tutti gli altri, negli sport devono raggiungere livelli quasi agonistici, nelle relazioni devono avere “il miglior partner” sul mercato e così via. Loro non devono mai essere “nella media”, devono essere al vertice. Qualsiasi cosa intraprendono nella loro vita, ha il solo scopo di raggiungere l’eccellenza. Oppure nulla, oppure non la fanno e basta.

Ma da cosa dipende questa inarrestabile sete di perfezione?

In psicologia non esiste una vera e propria sindrome “del perfezionismo” classificata nei manuali, ma questo meccanismo è stato a lungo studiato poichè molto ricorrente soprattutto nei soggetti ossessivi.

Si può arrivare ad ipotizzare che il perfezionista riversi l’ansia che deriva da conflitti interni irrisolti in oggetti/situazioni concrete dove ha l’aspettativa di ottenere il risultato desiderato, controllandoli e dominandoli.

Ottenere il massimo in una determinata situazione ha la funzione psicologica di alleviare l’ansia derivante da un conflitto interno, che, in questo modo, non viene nè compreso nè tantomeno risolto, ma semplicemente “tenuto a bada”. Per questo motivo qualsiasi successo ottenuto nelle situazioni in cui il perfezionista si cimenta non genera mai soddisfazione perchè non placa definitivamente l’ansia, che ha immediatamente bisogno di riversarsi in una nuova sfida.

Il perfezionista passerà la sua vita a cercare di raggiungere mete irraggiungibili, a sfidare se stesso in innumerevoli prove, con il vero obiettivo di non fermarsi mai a guardarsi dentro per comprendere qual è la vera origine di questa sua “smania di conquista”.

Il driver principale che muove le azioni del perfezionista è il DOVERE, di cui è schiavo fino ad arrivare ad essere completamente privato della sua libertà e a vedere la sua autostima in balìa del successo/insuccesso che ottiene nelle cose, in cui si applica in modo ossessivo.

Spesso nella sua vita esistono solo poche cose in cui si cimenta davvero (il lavoro per esempio, o un particolare sport, o qualsiasi altra cosa dove ci siano delle mete da raggiungere..). Da queste cose è totalmente assorbito, come fosse una questione di vita o di morte. Per il perfezionista non esistono le sfumature, per lui le cose sono nere o bianche, buone o cattive, si può riuscire in una cosa, oppure no. E questo equivale a vivere o morire.

Gli studi dimostrano che il perfezionismo ha diversi effetti negativi sull’individuo sia a livello psicologico (frustrazione, senso di colpa, depressione) che a livello fisico (manifestazioni psicosomatiche) e genera problemi anche a livello relazionale, in particolare nella coppia.

Accettare i propri limiti e “fare pace” con se stessi e le proprie imperfezioni, liberandosi dalle aspettative degli altri (in particolare quelle del contesto familiare) rappresenta un primo passo importante per superare questa patologia, che deve però essere unito a un profondo lavoro su se stessi, volto a mettersi in discussione e comprendere a fondo i propri conflitti interni che generano l’ansia al fine di indirizzare i proprio sforzi non su oggetti esterni, “palliativi” del problema, ma sulla vera causa del proprio malessere.

Liberarsi di sè stessi e poter finalmente essere serenamente, felicemente imperfetti!

Si diventa…

La mente umana è paragonabile ad una farfalla
che assume il colore delle foglie sulle quali si posa…
… si diventa ciò che si contempla.

Gustave Flaubert

Mah….

http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/05/17/foto/libri-58986987/1/#1

 

TERRIFICANTE….

Solitudine

Benedetti siano coloro che non temono la solitudine.
Che non si spaventano della propria compagnia, che non si disperano cercando qualcosa di cui occuparsi, divertirsi o scherzare.
Il Manoscritto Ritrovato ad Accra, Paulo Coelho

Dobbiamo ai figli…

Dobbiamo ai figli l’occasione di essere tutto ciò che possono diventare, di avere coscienza del loro valore, di saper correre dei rischi, di fare affidamento su se stessi, di attingere alla loro creatività innata e di sentire lo scopo della loro presenza al mondo.
Wayne W. Dyer

Il libro rosso

Carissimi, fa sempre bene, tornar a respirar il Maestro…
Un abbraccio a tutti
Gabriele
Se il pensiero porta a ciò che è inconcepibile, allora è tempo di tornare alla vita semplice. Quello che non risolve il pensiero, lo risolve invece la vita.
(cit. pag. 293)
Con il cristianesimo non siamo arrivati alla fine semplicemente mettendolo da parte. Mi sembra che di esso resti più di quanto possiamo vedere. Abbiamo combattuto il Cristo, l’abbiamo destituito e ci siamo sentiti vincitori. Ma lui è rimasto in noi e ci ha soggiogato. Tu puoi abbandonare Cristo, ma lui non ti abbandonerà. Il tuo volerti liberare di lui è un illusione. Cristo è la Via. Tu puoi compiere certamente delle deviazioni, ma poi non sei più sulla Via. La via di Cristo finisce sulla croce. Perciò siamo crocefissi con lui in noi stessi. Insieme a lui attendiamo la nostra resurrezione fino alla morte. Con Cristo chi è in vita non sperimenta risurrezione alcuna, se non dopo la morte.
(cit. pag. 293).
Ma quante cose devono accadere a un uomo prima che egli si renda conto che il successo esteriore visibile, che si può toccare con mano, è una via sbagliata ! Quali sofferenze devono colpire gli uomini prima che essi rinuncino a saziare sul prossimo la loro brama di potere e a volere che tocchi sempre all’Altro ! Quanto sangue deve ancora scorrere prima che agli uomini si aprano gli occhi per vedere la propria personale via e il proprio nemico, finché non si rendano conto di quali siano i loro veri successi ! Tu devi poter vivere con te stesso, non a spese del tuo vicino. L’animale del gregge non è il parassita di suo fratello né il suo tormentatore. O uomo hai persino dimenticato che anche tu sei un animale. Ma credi ancora che si stia meglio là dove tu non ci sei. Guai a te, se anche il tuo vicino la pensa allo stesso modo. Ma puoi essere sicuro che lo fa. Qualcuno deve pur cominciare a non esser più infantile.
(cit. pag. 310)

Il passato

Ogni cosa succede per una ragione. Ogni evento ha uno scopo e ogni rovescio racchiude una lezione.
Il fallimento personale, professionale o addirittura spirituale, può risultare determinante per espandere la nostra interiorità. Ci fa crescere e conduce a un’incredibile serie di gioie della mente.
Non rimpiangere mai il tuo passato, ma accettalo invece come un maestro.
Robin Sharma

Lento è il mio vagare

Oggi è temporale, scuro è il cielo, lento il mio vagare. Linfa scendi, bagnami le gote, aiutami a riflettere…
Amabile per me può essere espormi attimi a te, guardarti invadere le piante, osservarti nutrire ed invigorire le erbe. Insopportabile deve essere, per alcuni sotto quel ponte, esistere, assiduamente con la tua presenza.
Gelo invadimi, aria soffia, fammi sentire vivo, dilata i miei polmoni ad ogni mio respiro.
Tepore ricoprimi in un lieve amplesso. Io posso giocare, scegliere di alternare, dolorosamente per molti non è lo stesso.

(Gabriele Paoletti)

Non rimpiangere

Non rimpiangere
d’aver perduto lo splendore giovanile,
le esplosioni della vita,
in cambio
di un orizzonte di cenere.
Nessuno può camminare
in mezzo a un bosco in fiamme,
ma attraverso il deserto, sì.

Ángel Guinda

Le cose che ho imparato dalla vita

di Paulo Coelho

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per
distruggerla.
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
-Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo
responsabili di noi stessi.
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te.
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era
necessario fare, affrontandone le conseguenze.
-Che la pazienza richiede molta pratica.
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come
dimostrarlo.
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando
cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che
non ti ami con tutto se stesso.
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono
sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse.
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non
si ferma, aspettando che tu lo ripari.
-Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di
incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo
come essere riconoscenti per quel regalo.
-Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante
volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è
stata aperta per noi.
-La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un
portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
-Non cercare le apparenze, possono ingannare.
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso
per far sembrare brillante una giornataccia.
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano,
speranza sufficiente a renderti felice.
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente
anche loro si sentono così.
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
-L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi
dolori.
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride
e ognuno intorno a te piange.