Noi siamo

Noi siamo il nostro passato, reinterpretato dal presente per proiettarlo nel futuro
Melanie Klein

La dignità

“La dignità è l’unico vestito che può e deve essere indossato ad ogni occasione.
Chi se ne priva, non solo non si ama, ma rinuncia a se stesso”

Paola Melone

Libertà

“C’ é solo un successo: essere in grado di trascorrere la propria vita a modo proprio”

(Christopher Darlington Morley)

Per una notte… per una volta

Per una notte… per una volta

Per una notte vorrei essere
pausa fra i pensieri.
virgola fra parole,
perduto sogno fra le stelle.
Per una notte vorrei dormire
come ignoto fiore di prato.
Per una volta…
Maria Savasta

Dentro di noi

In ogni libro che leggiamo è rinchiusa l’anima dell’autore; leggendolo, la liberiamo dentro di noi.

Marco Ciro Bargerri – Cyrano

Cantare, ridere, sognare…

Cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia la gente e parlare come mi pare, mettermi, se ne ho voglia, il cappello di traverso, battermi per un sì per un no o fare un verso.
Lavorare senza curarsi della gloria e della fortuna alla cronaca di un viaggio cui si pensa da tempo, magari nella luna! Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te!
Appagarsi soltanto dei frutti, dei fiori e delle foglie che si sono colte nel proprio giardino con le proprie stesse mani! Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare, prendere tutto il merito per te solo e, disprezzando l’edera, salire, anche senza essere né una quercia né un tiglio, salire, magari poco, ma salire da solo!

Edmond Rostand
dal libro “Cirano Di Bergerac” di Edmond Rostand

L’altra sponda

«C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda».

José Saramago, “La caverna”

La Tela

L’Anima Unica

Nel febbraio del 1600, il giovane amico Sagredo gli fece visita nella cella della sua prigionia.

“Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.”

“Ma quanto tempo ancora sarà necessario?”

“Il tempo dipende da noi, Sagredo. Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione. L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede  la nascita. Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.”

 “Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?”
“ Anch’io Sagredo, ma non sono solo. C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo Leonardo, Michelangelo…

“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.”

Rumori di fondo indicano che la visita volge altermine.
“Maestro quando potrò ritrovarvi?”

“Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità che è dentro di te. Sei divino, non lo dimenticare mai!”

La porta si apre e compare il guardiano…
“Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”