Andrà bene

“Andrà tutto bene” . Forse non riuscirai a cambiare le cose.. ma riuscire a cambiare il tuo atteggiamento verso le cose ti dà una possibilità in più di farcela.
(Giuseppe Donadei)

Faust


Onde di desiderio che vane vi perdete
senza neppure lambire il cuore e l’anima
del vostro sentimento; onde di pianto,
non riesco a piangervi, e in me crescete,
immensa marea mugghiante e sorda,
per frangervi sulla spiaggia del limite
che la vita impone all’Essere; onde nostalgiche
di un certo mare largo Dove la spiaggia sia
un sogno inutile, o di una certa terra
ignota più dell’eterna aura
dell’eterna sofferenza, e dove forme
non immaginate dagli occhi dell’anima
vagano, essenze lucide e (…)
dimentiche di ciò che chiamiamo
sospiri, lacrime, desolazione;
onde in cui non posso vaneggiare
sia dentro me stesso, in sogno, imbarcazione o isola,
sia transitoria speranza, sia
illusione generata dalla delusione;
o onde senza biancori e senza asprezze
ma rotonde come un olio e silenti
nel vostro interminabile e pieno rumore…
Oh, onde dell’anima, gettatevi in un lago
o innalzatevi aspre e bianche
con il sussurro acerbo della schiuma,
levatevi in temporali nel mio essere.
Voi siete un mare senza cielo, senza luce, senza aria,
sentito, non visto, rumoreggiante
sopra il fondo profondo della mia anima!
Lacrime, sento in me il vostro sapore amaro!
Non voglio piangervi! Se vi piangessi
come arrivare (tante siete!) ad esaurirvi?
Se vi esaurissi che cosa troverei poi?
Magari una disperata aridità,
un’ansia vana di non poter riportarvi
un’altra volta a me per piangervi
in vana consolazione, un’altra volta ancora!

Che l’anima non esista: vana idea anch’essa!
Che esista e sia immortale: sogno modesto
nei suoi confini, anche se coerente
con la sua modestia. Che altro? Che esista,
che esista e sia mortale, che muoia in un Tutto
Celeste? Vago, vano. Non ci sarà
oltre alla morte e all’immortalità
qualcosa di più grande? Ah, ci dev’essere
oltre alla vita e alla morte, all’essere, al non essere,
un Innominabile sovra-trascendente
Eterno Incognito e Inconoscibile!
Dio? Nausea. Cielo, Inferno? Nausea, nausea.
Perché pensare, se dovrà fermarsi qui
il corto volo dell’intendimento?
Più oltre, pensiero! Più oltre!

Johann Wolfgang von Goethe

Io non so

” Io non so né perché venni al mondo, né come, né cosa sia il mondo, né cosa io stesso sia. E s’io corro ad investigarlo, mi ritorno confuso d’una ignoranza sempre più spaventosa. ”

Ugo Foscolo

L’assenza

L’assenza dondola nell’aria
come un batacchio di ferro
martella il mio viso martella
ne sono stordito

corro via l’assenza m’insegue
non posso sfuggirle
le gambe si piegano cado

l’assenza non è tempo né strada
l’assenza è un ponte fra noi
anche quando
di fronte l’uno all’altra
i nostri ginocchi si toccano.

Nazim Hikmet

Definendo l’amore

E’ ghiaccio ardente ed è gelido fuoco,
è ferita che duole e non si sente,
è un sognato bene, un mal presente,
è un breve riposo molto stanco.

E’ una leggerezza che dà pena,
un codardo con nome di valente,
un andar solitario tra la gente,
un amar solamente essere amato.

E’ una libertà incarcerata,
che conduce all’estremo parossismo,
infermità che cresce, se curata.

Questo è il fanciullo Amor, questo l’abisso:
quale amicizia potrà aver con nulla
chi in tutto è contrario di se stesso?

Francisco Gòmez de Quevedo y Villagas

Malinconia

La tua malinconia è come il fiore della notte
si nutre del buio e ‘apre allo sguardo bianco della luna,
troppo delicato per reggere i raggi del sole
o gli sguardi di desiderio dei passanti,
solo i ciechi vedono in te la tristezza
gli stessi che non vedono nell’inverno
il meraviglioso splendore che nasconde…
sei donna ora, sei donna, lasciati amare dalla luce
ma che sia gentile, che non frughi
nei misteriosi sentieri dei tuoi turbamenti
che li lasci in ombra nella loro dolcezza
come le deliziose fragole di bosco.

Mario T: Carnevale D.M.

L’acrobata

Come un funambolo ho camminato sul filo teso dei tuoi pensieri
come un acrobata ho fatto capriole tra i tuoi desideri più intimi
come un giocoliere ho lanciato in aria parole
luminose e colorate per creare l’incanto
che catturasse il tuo sguardo e gli desse vita
trapezista in volo tra le tue assenze
ho nuotato nel vuoto senza paura
ho piegato il mio corpo sollevandolo con le mani
sull’unico lembo di pelle che mi concedevi;
tutto questo per darti un bacio?
no, perché tu fossi capace di darne.

Mario Tommaso Carnevale Di Mugno