Rosa Mannetta, La sera il vento

http://pensareliberi.com/author/veritasulcancro/

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up da tre anni. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perchè le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi a 8 cicli di chemioterapia e a 40 sedute di radioterapia…. Chissa’…..

Vi voglio suggerire il suo libro di poesie, La sera il vento, pubblicato dalla Fanigli…

http://www.faligi.eu/libri-cartacei/269-la-sera-il-vento

 

 

5 Risposte

  1. Grazie Rosa, per averci aperto le porte del tuo mondo.
    Di quel mondo ne ho già conosciuto la tristezza: a mia madre, casalinga, malata di cancro, non è stato riconosciuto alcun diritto. Se non dopo la sua morte. Perciò non mollare! Credo che la legge sia buona, mentre chi la interpreta sia molto “timido”.
    Un abbraccio

    Per chiunque voglia informarsi sui diritti del malato di cancro:

    Fai clic per accedere a diritti_malato_cancro.pdf


    (Pag 11, 12, 13…)

  2. Rosa!!!una rosa blu..come tutte le persone emarginate da una malattia (come il cancro) o da un capriccio di un gene (come i malati di sindrome rare) o forse da una società che ha creduto di costruire la civiltà su di un parametro sbagliato :potere economico.Non voglio dilungarmi su cosa sia una vita controvento..perchè il mio cuore di mamma di una eterna piccola rosa blu è già troppo segnato…conosco l’assenza di una coesione sociale o di uno stato sociale…conosco il “valore” dei giorni rossi ..dedicati …a questa o a quella patologia e poi il silenzio …conosco e comprendo ma continuo a sperare in una cordata di cuori che rimetta “i valori” nel loro ordine naturale e perciò nell’abbracciarti ti invito ,Rosa,a non smettere di sognare in un domani diverso a misura di tutti e ,nel mentre, tentiamo di disturbare con la nostra presenza questa “cattedrale” della quotidiana normalità o,se vogliamo dire la verità,del rumoroso silenzio di diritti calpestati! giovanna

  3. Sono certa che potremmo rendere un servizio utile in tutte le cattedrali “di normalità”, soltanto se potessimo essere Testimoni attendibili e informate. Anche il silenzioso rispetto viene confuso a volte con l’omertà.

  4. post sul post
    prego alla SIG ROSA DI METTERSI IN CONTATTO CON ME !
    naddeo@alice .it
    roasrio naddeo

  5. @ Rosario… la signora Mannetta puoi trovarla fra le amicizie FB di papà 😉

    … p.s. sei sempre un angioletto

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