La rabbia

La rabbia non è un antidoto alla rabbia. Una forte collera puo’ soffocatore una collera più debole, ma non la eliminerà. Quando sei arrabbiato, non dire niente. Pensa alla rabbia come se fosse una malattia, ad esempio un raffreddore, e stroncala con caldi bagni mentali, pensando a coloro con i quali non ti arrabbieresti mai, indipendentemente da come si comportano con te.
Paramhansa Yogananda, Come vincere le sfide della vita

13 Risposte

  1. Una malattia che può esere compresa con la mente (caldi bagni mentali..) ma decapitata con l’intuizione.

  2. “Date voce al dolore,
    perchè il dolore che tace
    sussurra al cuore di spezzarsi!”

    William Shakespeare

    La rabbia rende prigionieri dei propri dolori…e più la collera nel tempo aumenta e più quei dolori causa della rabbia in questione vengono ingigantiti dalla mente razionale che di giorno in giorno, di ora in ora, perde sempre più di vista il sio obiettivo primario: calmarsi, comprendere che la rabbia è subdola e, se non ben gestita, porta solo all’odio…all’odio degli altri, della vita ma, soprattutto, si se stessi sì, perchè la rabbia porta ad odiare fino alla morte se stessi e poco conta che poi spesso viene riversata sul malcapitato di turno perchè questo sfogo serve solo a lenire la rabbia momentaneamente, poi essa ritorna e ritorna ancora più poitente di prima: la rabbia alimenta se stessa!
    ….la rabbia è un animale striusciante che si insuana nei meandri dell’anima e, se non si trova subito l’antitodo per allontanarla-placarla, bhè si impadronisce di anima e corpo e rende il cuore umano pieno di rancore e cattiveria, ma soprattuytto distrugge il vivere e l’anima…la rabbia rende egoisti, cinici e senza scopi…essa fomenta l’odio e la distruzione interiore….

  3. Caro Gabriele,

    ma come si può aiutare chi è pieno di rabbia?
    come far capire che la rabbia va combattuta e superata perchè altrimenti imprigiona l’essere umano nel passato, nella sete di vendetta e nell’odio?

    un abbraccio

  4. Cara Betrice, soltanto con l’esempio, facendo solamente l’opposto. Ma ci sono momenti nei quali un furor può fare la differenza. Mai aggredire per primi ma a volte la Resistenza è troppo importante. Ancora baci…

  5. I propri dolori rendono la rabbia,! Come, come aiutare chi non vuol vedere, come??? solo il suo cammino, co,prendere forse che cammino, inteso come quello che trasforma, non è né può essere confuso, con la presunta libertà d’essere! Certo sempre si è, in ogni condizione e situazione!! Avvolte, bisogna solo attendere, sperare.. altre volte, e, se si ha volonta in Amore stare dietro, alla persona…. ! Stare doetro alle persone, il che non vuol dire annullare se stessi, per…! E, anche su questo punto ci sarebbe da dire, cosa è annullare, cosa è amare, o altro….! Comunque, per chiudere la mia opinione, da esperienze personale, Ripeto avvolte bisogna ahimè attendere, consapevoli che l’attendere non sempre vuol dire, l’esito sperato!!! Attendere, che il cammino della rabbia, si trasformi… si decida, di dire Basta… poiché ci si fa Male, oltre che farlo a chi ci ama!! Ma, vi sono situazioni, dove solo l’attesa è la via, dopo aver speso tanto, di quel tanto in tutte le forme possibili d’aiuto! Dopo, si arriva alla, conclusione di fermarsi, che non significa arrendersi, ma si giunge a una forma diversa, fatta anche di speranza, sapendo che tutto quello che si è fatto nel tentativo di….. Non sarà mai nullo, comunque sarà sempre e comunque servito, sia se, alla fine, la o le persone care, Intraprendano un cammino che solo loro, cosi, come solo noi, “trattandosi di noi”, possiamo decidere di percorrere, ecco a quel punto chi Ama, se ne ha la forza, può ascoltare e dire sono qui, di… tu, ciò che….. Io Sono qui… al tuo fianco!! Certo è; che molto più ampio è il discorso,…. questo è solo un esempio dettato da memorie d’esperienze personali… su casi, rendendomi conto che ogni caso e persona, è un mondo a se!!! Ciao Beatrice… 😉

  6. Quante altre manifestazioni di, chiamiamoli per “semplicità” cattiveria si associano alla rabbia, Quante?! Certo, il primo a soffrirne è chi vive tale condizione, peggio ancor, se di tale situazione, non vede dandole forza, con la convinta visione dell’essere e nell’essere nel Giusto, che tutto motiva, tutto Giustifica!! Allora, non si vede quella condizione, anzi sono gli altri a essere nel torto, nell’errore! Cosi, spesso si ci nasconde, o ancor peggio, offuscato il tutto ci si vede come nel giusto, Comportamento! Definisco cosi, anche se, forse andrebbe usato altro??? Forse???

  7. Già, carissimo Giuseppe.
    Penso anche io che il rpimo a stare male per un atacco di rabbia, intendo quella rabbia che con le parole può anche ferire l’interlocutore o se stessi, dicdevo il primo a stre è il tizio che dopo l’attacco di rabbia prende coscienza di quello che detto e dei “danni” che ha fatto e si pente….e viene colto da dolore e sensi di colpa perchèp è vero che si è liberato liberato di qualcosa che dentro gli bruciava ma a porato dolore in altre persone….prendere coscienza di ciò fa stare male…chi di noi non lp’ha provato? io sono un’impulsiva e…ahimè…so bene come si sta in questi casi!
    sono anche stata dall’altra patte però e allora ho capito tante cose…all’inizio quando ero “vittima” di attacchi di rabbia rispondevo per rime e mi sentivo ferita…poi, solo molto poi – e qui mi riallaccia anche alle parole di Gabriele diu cui sopra – ho compreso che quelle esterzazioni di rabbia di cui era compartecipe nella realtà non erano rivolte a me: erano solo proiezione del tizio in questione su di me….proitatva i suoi traumi rimossi di un passato vicino e lontano su di me…..ada quel moemnto sono stata io a sentirmi in colpa per non avder compreso prima….e da quel momento non ho risposto più per le rime, ma ho cercatoi per quanto possibile di lasciare che la sua rabbia emrgesse….accettando con pazienza e serenità tutto quello che poteva dirimi..

  8. …la rabbia, soprattutto quella rimossa, deve emergere altrimenti ci rende schiavi e ci improgina nella catene in un circolo vizioso in cui c’è solo dolore, devastazione interiore e sete di venedetta. invece dobbiamo lasciare che la rabbia inconscia pian piano emerga: passare da uno stato di reattività passita, a d uno di attivo…spezzare le catene. Si deve imparare ad esprimere la rabbia, la “rabbia sana” come dice G. Paris, “perchè è una realtà neurologica che non può essere negata e che è necessaria alla sopravvivenza”.
    Imparare ad accendere la rabbia porta ad Anima energia,azione, liberazione, . Far emergere la rabbia porta energia necessaria per prendere congedo dal passato che ci imprigiona. “E’ necessario che alla rabbia rimossa sia consentito di tornare a dire la sua verità, perchè il cuore guarisca” (G. Paris, Cuori spezzati, p. 123).

  9. Grazie, carissimo Gabriele della tua risposta…..
    ne farò tesoro per il futuro!
    Un caro abbraccio

  10. …errata corrige:

    ….uno stao di reattività passiva, ad uno stato di reattività attivo….

  11. Grazie a te, carissima bimba 🙂 🙂

  12. Cara Bimba Bea e Majò, non mi resta che dedicarci questo simpatico filmato, che corona l’altro aspetto della rabbia: la pazienza, che è necessaria a controllare il fluire della rabbia, della sua trasformazione in energia che non deve ristagnare nel plesso solare. Anche il sonno è necessario per sciogliere quel “nodo” di rabbia che preme sullo stomaco, per placare i succhi gastrici e non portare ad “azioni compulsive”, a catena e irrazionali… 🙂

  13. Sei un tesoro, dolce Valeria…..
    grazieeee….. Quanto alla pzienza hai ragione…
    un caro abbraccio

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