La Grande Madre — Giordano Bruno, il mago irascibile, il filosofo dell’immaginazione

Un post del 2009 
Un tornare indietro, nel progredire ancora….

«Un’unica forza, l’Amore, unisce infiniti mondi e li rende vivi»

Giordano Bruno (1548-1600)

Non sono stato io a incontrare Giordano Bruno, ma fu lui a venirmi incontro. È successo per caso, quando ero ancora un ragazzo. Mi chiesero: «Che filosofo preferisce?» e io per darmi un contegno e per non citare sempre gli stessi, i notissimi, feci il suo nome. Non avevo letto neppure un rigo e nel programma liceale ancora non l’avevamo toccato. Al buio.

Da allora mi è rimasto dentro. È impossibile toccarlo senza che lui ti avvolga, definitivamente. Un po’ come i miti secondo Hillman, «Non toccarli se non vuoi che ti ritocchino». Grande verità. Basta farne l’esperienza per comprendere come tutto questo sia reale. Lo dissi anche un giorno, credo fosse il 1991, a Michele Ciliberto, notissimo studioso bruniano e autore di un fondamentale testo sulla sua filosofia. Dunque ero con il professore per preparare un’arringa di difesa del filosofo e letterato nolano. Qualche giorno prima uno studioso inglese aveva accusato Bruno di essere stato una spia della regina Elisabetta. Allora la città di Nola organizzò un dibattito pubblico ma me e quel “pensatore” anglosassone. Ciliberto faceva parte della giuria. Ebbi la meglio sul povero pseudo storico: lo misi subito all’angolo in quanto tutte le sue prove consistevano in alcune lettere che Bruno avrebbe segretamente mandato a Elisabetta I relative a movimenti e trame dei cattolici. Ebbene, non aveva compiuto la perizia calligrafica. Le lettere insomma non erano neppure di Bruno. Una cantonata imbarazzante. La stampa diede qualche attimo di celebrità al “ricercatore”, ma credo che ormai nessuno si ricordi di lui. È la classica fine di chi cerca notorietà infangando il nome dei grandi. Tornando a Ciliberto, fu in quell’occasione che mi chiese, in una splendida mattinata di sole davanti a un ristorante sopra la città di Nola, come mai amassi tanto Bruno. Gli risposi che l’avevo toccato per caso e che non mi aveva più abbandonato. «È successo così anche a me» mi rispose.

Giordano Bruno è il più grande mago rinascimentale. Anche Giorgio Galli ha affermato che i filosofi ermetici del 1500 sono stati gli unici alleati del pensiero Femminile; Bruno quindi, a sua volta, sarebbe un sostenitore di questa cultura alternativa, che si esprime soprattutto mediante la magia.
Siamo di fronte a un pensiero vastissimo la cui somma importanza è però essenzialmente ascrivibile all’ambito ermetico-esoterico, come ha evidenziato, appunto, Frances Yates, mentre in Italia questa componente è stata quasi del tutto trascurata.
La vita di Giordano Bruno é essa stessa “esemplare” in relazione al nostro discorso. È un racconto vero che serve a portare alla luce lo scrigno occultato del Femminile arcano. Per questo è utile ripercorrerla. È un viaggio straordinario da compiere tutti insieme. Una profonda malinconia e una grande gioia di vivere. Giordano Bruno vive tra questi due opposti stati d’animo. Cerca continuamente il dialogo, ma trova solo i volti arcigni del bigottismo. Calvinisti, protestanti, riformati, anglicani e cattolici sono tutti della stessa pasta fondamentalista, alla fine del Cinquecento.
Il Rinascimento purtroppo appare lontano. Ha messo le gemme con Pico della Mirandola, con Marsilio Ficino e il grande Lorenzo. Poi è germogliato sotto la forte influenza del Simposio di Platone e del suo inno all’amore e alla vita. Ed è infine ripiegato, dopo un breve periodo di assestamento, grazie agli odi di religione. E il manto nero che ricopre la mente dei bigotti a intristire Bruno, lui che è un mago e tale ha voluto essere per tutta la vita. Con ciò che ne consegue. Quindi la chiesa l’ha aborrito in quanto eretico e una componente del pensiero marxista l”ha sottovalutato perché da sempre diffida di chiunque si occupi di filosofia ermetica e di occultismo, giudicate tendenze di destra. Personalmente mi rifiuto di avallare questa visione, che ha portato una certa sinistra a bandire personaggi come Giordano Bruno e scrittori come Tolkien.

Bruno comunque è un mago. È utile ripeterlo perché tutta la sua vita è immersa in un’aura di mistero e di fascino. E in buona parte deve essere ancora interpretata. I continui viaggi, le lezioni, i dialoghi con i grandi del tempo sono forse più significativi degli scritti, almeno di quelli in chiave “essoterica”. Cerchiamo perciò di andare al di là della coltre gettata dagli ignoranti – veri o finti – e vediamo nella tela di questo scampolo di Rinascimento la storia di un uomo vivo, allegro, coltissimo, amante del vino, dell’amicizia, della creatività e, come ovvio coronamento, di Eros, il padre di tutti gli dèi. Senza dimenticare che ci troviamo di fronte a una persona coraggiosa fino all’inverosimile e capace di ogni sacrificio pur di mantenersi coerente.

Nel 1572 Bruno ha ventiquattro anni ed è ordinato sacerdote. Proviene da una famiglia della piccola nobiltà di Nola. Sua madre, Fraulissa Fravolino, è dotata di un ingegno vispo, curioso e duttile. A quindici anni ha preso l’abito domenicano e a diciannove ha già iniziato a criticare la curia vaticana. Dal 1572 al 1575 Bruno, il cui nome di battesimo è Filippo mentre Giordano è quello assunto da frate, passa i migliori anni della sua burrascosa vita. Studia la teologia e l’arte della memoria, di cui, da sempre, i domenicani, quelli del suo ordine, sono i principali esperti in Europa. Si tratta di un’antichissima disciplina che aiuta ad associare immagini e concetti. Della sua efficacia testimoniano Pico della Mirandola e lo stesso Bruno che da questi studi ricava il massimo profitto. Sembra accertato che ricordasse tutto in modo indelebile. Gli bastava consultare un libro per non dimenticarlo mai più. Quindi la sua cultura, con gli anni, diventò sterminata. Pensate ai vantaggi, anche per una persona qualunque, di poter rammentare dalla A alla Z tutto quanto si è letto durante la vita.

La felicità di Bruno ha corso breve. Nel 1576 viene raggiunto dalla prima accusa di eresia. Non è una voce o un rimprovero, ma una vera ingiunzione. A quell’epoca significava subire un interrogatorio iniziale della durata di uno o due giorni e poi, in caso di resistenza alle accuse, essere trasportato nella sala delle “domande” dove giungeva un signore vestito di nero accompagnato da un aiutante. Contemporaneamente facevano il loro ingresso frusta, tenaglie opportunamente infuocate, cavadenti, magli e altri strumenti per spaccare le ossa.
Bruno conosce la “procedura” e fugge immediatamente.
Iniziano così i suoi pellegrinaggi.

È solo, è giovane, ha indosso soltanto il saio che deve necessariamente abbandonare. E ormai spretato, condizione assai pericolosa perché chiunque può denunciarlo per ricevere una congrua ricompensa.
La sua prima tappa è Roma, dove una diceria lo vuole partecipe dell’assassinio di un prete. Un perfetto esempio di falso perpetuato nel tempo. Nessuno sa chi fosse quel prete, di cui non è stato tramandato il nome in alcun atto o documento. Non sono noti neppure la data dell’omicidio e il luogo dove sarebbe avvenuto. Non si conoscono nomi di testimoni, di accusatori e neanche dei giudici. Ciò nonostante su molti libri si continua a leggere di questa ignominia. Una vera diceria da untore sopravvissuta nei secoli.
Comunque sia, a maggior ragione, Bruno deve proseguire nella sua fuga. Ecco Genova, Nola, Savona, Torino, Ginevra, Parigi, Londra, Württemberg. Poi ancora Praga, Helmstad, Francoforte e infine Venezia, nel 1590.
Sono quattordici anni di peregrinazioni incessanti. Sempre povero e solo. Sempre spretato ed eretico, sempre studioso e insegnante di filosofia nelle università delle città dove si sofferma, che poi sono le migliori del mondo. Sempre accolto a corte. A Parigi, a Londra, a Praga.
Un sapiente itinerante che cerca ospitalità e rifugio. Scrive, pubblica finché l’Inquisizione lo ghermisce a Venezia per il tradimento dell’infido Mocenigo.
Questo è, in sintesi, tutto ciò che si sa di lui.
Eppure, qualcosa sfugge.

Rivediamo un momento questa cronaca “ufficiale” della sua vita. Bruno, dunque, è un perseguitato, eretico e squattrinato, che vaga per l’Europa. Fin qui nulla di strano, ce ne sono stati tanti altri e molti ancora ne verranno dopo di lui. Ma appunto costoro “vagano”, non hanno un itinerario né una meta. Cercano asilo e quando lo trovano non guardano tanto per il sottile. Trangugiano angherie in cambio di un tetto e di una mensa. Ben contenti di non essere riconosciuti – sono eretici, non dimentichiamolo – e del tutto lieti di non finire in una segreta o in mano al torturatore. Bruno invece ovunque vada viene accolto con tutti gli onori e gli si affidano le cattedre più prestigiose. A uno spretato si assegnano quindi le materie di maggior prestigio culturale e politico.
E un assurdo che contravviene a qualsiasi logica.
Non solo, a Parigi e a Londra frequenta assiduamente la ristrettissima cerchia dei reali.
Bruno riesce sempre, ovunque si trovi, a pubblicare le sue opere di filosofia e di magia. E questo, nonostante che la filosofia ermetica sia perseguitata da tutte le religioni e confessioni.
Dovremmo forse iniziare a chiederci da chi sia continuamente “accolto”.
Nel 1576, all’inizio delle peregrinazioni, è un perfetto sconosciuto. Perché dunque le autorità dei vari paesi, in cui si sofferma, avrebbero dovuto dargli incarichi importantissimi?
È evidente che si muove come su un circuito preordinato. Si reca dove sa di poter andare. Il mago, definiamolo così perché è l’unico modo davvero corretto per identificarlo, percorre rotte sicure. Deve esistere una confraternita, un gruppo, un’associazione, chiamiamola come vogliamo, che gli tesse una tela su cui possa muoversi senza timori. Che riconosce in lui il rappresentante di un sapere alternativo e giusto, gli apre perciò tutte le porte.
La coerenza del nolano, la forza con cui afferma le proprie idee, che poi sono quelle magico-ermetiche, unitamente a un’assoluta incapacità di ipocrisia, gli rendono ostili i bigotti e le autorità religiose. Ma questo avviene “dopo” l’accoglienza.
È un’ipotesi che potrebbe costringerci a rivedere tutta la storia culturale di questo periodo. Dobbiamo necessariamente ipotizzare che sia esistita una segreta associazione di menti aperte e antifondamentaliste, che gli consentiva i movimenti e che lo proteggeva in ogni situazione.
Prima abbiamo detto che Bruno, al momento della sua fuga iniziale, non era un personaggio noto, almeno non a tutti. Ma sicuramente doveva essere conosciuto ai membri di questo “gruppo” di cui finora la storia ufficiale non si è mai occupata. Perché costoro sapessero chi era, Giordano Bruno doveva essere in contatto con loro da molto tempo prima dei cosiddetti “vagabondaggi”. Era stato affiliato dalle persone che professavano la luce del bene e della conoscenza?
È certo che dovunque Bruno giunga lascia come un “segno”. Tanto è vero che in ogni città da lui toccata sorgono congreghe che possiamo paragonare a logge massoniche. Forse quella misteriosa associazione confidava nelle sue capacità di entusiasmare gli animi e organizzare la gente intorno a sé. Qualcosa di simile è accaduto, molto tempo dopo, anche a Casanova, e a Cagliostro.
Comunque i suoi spostamenti e l’ospitalità “innaturale” che riceve richiamano alla memoria i nove Cavalieri Templari e la quanto meno generosa accoglienza riservata loro da re Baldovino di Gerusalemme.
Dobbiamo ipotizzare, finalmente, l’esistenza di una sorta di cerchia di eletti da sempre “nascosta”, che tenta di scongiurare le persecuzioni dei fanatici religiosi, che propugna la libertà di espressione e di ricerca? Forse un gruppo, che oggi definiremmo “di scienziati”, all’esplorazione di campi del sapere a quell’epoca vietati e del tutto ignoti alle masse. Una congrega “coperta”, perché in quei secoli di oltranzismo non è davvero possibile dichiarare simili intenti alla luce del sole.
Affronta inoltre campi che le moltitudini devono ignorare, e questo è forse il più fitto di tutti i misteri. Perché al sapere-potere non possono accedere quelle persone che non si sono purificata l’anima, per usare un’immagine del Dolce stilnovo.
È una questione fondamentale, uno dei massimi arcani della nostra storia. Per questo è utile continuare il racconto di Giordano Bruno e cercare di vederne la “trama”.

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45 Risposte

  1. Questa arte della memoria forse è parte della sua magia allora: oggi sovraesposti come siamo a stimoli forse istantaneamente superiori a quelli che riusciamo a “digerire”, finiamo con l’avere una conoscenza superficiale delle cose, incapace di metterle in realzione in modo naturale.
    La storia è affascinantissima, sembra una trama dei Luther Blisset, o dell’Eco più ispirato 🙂
    Personalmente sono affascinato dalla sua figura ma ho sempre rimandato gli approfondimenti del caso, anche qui se volesse consigliare dei testi…

    Alfredo

    PS: che ne pensa del film di Montaldo, con Volontè?

  2. caro direttore
    ti confesso che prima di conoscere il mondo della filosofia, quando ero nei paraggi di Nola avvertivo una senzazione che mi prendeva dentro
    oggi che conosco poco il NOLANO mi sento anch’io Nolano
    anche se sono nato a una trentina di kilometri più lontano, infatti quello che condivido con Bruno è il rispetto di ogni essere ,e l’elogio che il BRUNO fà alla donna.
    sono convinto che il suo pensiero abbia rapito anche il mio
    mi sembra di volare

    volanolamente
    rosario naddeo

  3. E’ quando Lei parla della magia che io mi commuovo. Non so il perché, ma è così.
    Tempo fa, dopo aver cominciato a sfiorare i miti e dopo aver cominciato a dialogare con…non so Chi, un giorno ho fatto un’affermazione che ha sucitato l’attenzione/stupore di coloro che l’avevano ascoltata:
    “M’interessano solo i libri cosidetti eretici!” M’è venuta così, senza sapere né leggere né scrivere, eppure, sapevo ciò di cui parlavo, dentro di me intendo, mi sentivo forte di quell’idea, punto.
    Tanto è vero che coloro che mi ascoltavano furono colpiti da quanto dissi e, dopo, presero ad interessarsi all’esoterismo oltre che all’essoterismo, per comprenderne le compenetrazioni.
    Ho “chiamato” Giordano Bruno ed un brivido mi ha percorso la schiena…non imparo proprio mai. Sono una pazza, ecco cosa sono! Come se il Karma pesante che ho, non sia già di per sé sufficiente a forgiarmi nel fuoco…nel fuoco, già, forse è per questo che non riesco a gurdare la sua statua a Campo de’ Fiori; se penso a quel giorno, alla notte che l’ha preceduto ed ai sentimenti/emozioni che hanno preceduto il martirio ed alla sofferenza del martirio stesso, mi si lacera l’anima…ma io ero così anche quando ero bambina…detesto profondamente il male e coloro che lo infliggono.

    Tutto l’Universo obbedisce all’amore
    Come puoi tenere nascosto un amore?
    Ed è così, che ci trattiene,
    Nelle sue catene.
    Tutto l’Universo obbedisce all’amore….
    …..(Franco Battiato)

    Chiara mi ha detto: “Bella questa canzone. Fa bene dentro!”

  4. Carissimi,
    nel riscoprire il Nolano, il mio cuore si è infiammato e ha riscoperto l’antico dei giorni anche in questo meraviglioso cuore umano. Un meraviglioso Illuminato insieme a tanti maestri di saggezza è stato propulsore di tante innovative leggi del creato. Ma soprattutto ci ha tramandato attraverso tanti suoi scritti quell’anima Mundi presente in ogni cosa del creato.

    A Giordano Bruno.
    Colui che fu e sempre sarà.

    Soleva il suo cuore innalzato sopra le fiamme mentre guardava il volgo sciamare dalla montagna. Quel cuore di dio sapeva già che quella semenza non era sola ma sparsa su tutta la terra, sapeva che non fu un muto addio ma un arrivederci, un arrivederci alla prossima con la stessa essenza ma con varie forme e come la fenice sarebbe ritornato da un lontano passato quel dio dimenticato.

    Affettuosamente
    Raffaele

  5. Bellissimo leggere.
    Avvincente, come il più fantasioso dei romanzi.
    Ed è vita vera.
    Ma in fondo la vita a volte non supera la fantasia più sfrenata?
    Mi ha sempre affascinata la sua statua in Campo de’ fiori a Roma e pur non avendo approfondito la sua storia aldilà delle poche pagine studiate a scuola ho sempre pensato che se era stato condannato e bruciato per eresia, doveva essere un grande pensatore ed un grande uomo.
    Le menti superiori allora come oggi, devono essere messe a tacere.
    Credo che andrò alla ricerca di altri spunti ed approfondimenti, dopo questa lettura sento crescere in me una grande curiosità.Grazie
    Annamaria

  6. Caro Gabriele…ho conosciuto anche io Giordano Bruno..adesso..attraverso le sue parole..
    un vagabondo…un mago..uno che vaga…come avrei voluto essere lì..in quei momenti di sua vita…
    Baci

  7. Caro Alfredo, il film dal punto di vista sociale, era ben fatto, ma mancava completamente Giordano Bruno come mago. leggi, se credi, di Frances A. Yates “Giordano Bruno e la tradizione ermetica”, ed. Laterza. oppure, anche, della stessa autrice, “GLi ultimi drammi di Shakespeare” ed. Einaudi.

  8. Rosario, il Maestro è stato da sempre mal capito o peggio, mal digerito in Italia. Michele Ciliberto lo affronta benissimo come filosofo, ma anche lui trascura la parte magica. non c’è niente da fare, la Magia è invisa dalle religioni storiche, senza nessun tentativo di interpretazione e comprensione. pensa rosario, credo fermamente che solo il recupero del magico potrà salvarci.

  9. Ada PAvan Russo, mentre io le parlavo della mia paura per le scottature, mi ha detto: “Caro Gabriele, sai quante volte siamo stai bruciati”…in fondo, ma noi, tra di noi, ci ritroviamo sempre.

  10. vedi, Raffaele, che effetto fa imbattersi in un maestro invisibile?

  11. Annamaria, consiglio anche a te di leggere “Giordano Bruno e la trdizione ermetica” F. A. Yates, ed. Laterza (primariamente Einaudi)

  12. Calliope, ascolta bene. Puoi conoscerlo benissimo, insegui alcune immagini interiori e vedrai.

  13. caro direttore
    sono d’accordo con lei .
    Bruno io lo amo ,per quel poco che conosco, per il rispetto che aveva per tutti gli esseri della terra, e anche per se stesso,infatti quando doveva essere bruciato ,gli fù proposto di ritrattare e lui con gesto nobile per il suo pensiero disse che non poteva accettare non credvea al pensierio cosmologico religioso dove si praticava la mensogna e l’omicidio.
    IO POSSIEDO POCHI TESTI DI BUNO,QUALCOSA L’HO INTRAPRESO CON IL PROF. PAPI CHE A BERGAMO HA TENUTO UN CONVEGNO SUL PENSIERO DEL NOLANO
    INFATTI LA CONLCLUSIONE CHE FINALE DEL CONVEGNO E CHE L’UOMO NON AVRA’ UN FUTURO ,IL PROF . PAPI ERA PESSIMISTICO AL MASSIMO.
    CARO GABRIELE CI PARLI UN PO’ DI MAGIA IN PIU’
    E’ BELLO LEGGERE IL VOLGARE DI BRUNO LEGGENDOLO AD ALTA VOCE DA UN PO’ D’ARMONIA
    E’ UNA MIA SENZAZIONE…..
    MAGICAMENTE
    ROASRIO NADDEO

  14. Carissimo Gabriele,
    quel maestro non è tanto invisibile come si crede.
    Pensate proprio che tanti maestri di saggezza e grandiosi pensatori siano solo comparsi in un solo tempo?
    I primi saranno gli ultimi ha un senso molto profondo. E’ come salire su una montagna o su un aereo e vedere e percepire e capire nel contemplare la nuova visione, che bisogna ridiscendere, per parlare, per spiegare, per aiutare i nostri cari, i nostri fratelli per incitarli o guidarli benevolmente verso quel giusto sentiero, verso quel vero cammino che c’eleva al Nostro Dio e a DIO STESSO.
    Carissimo Gabriele, scusami per questo mio dire che in parte trascrivo da quello che il mio cuore ha già contemplato.
    In questo mio sincero dire mostro, esterno, rivelo il mio cuore, la mia anima e la mia mente che insieme con quella ricerca interiore hanno dato un senso valido uno scopo a questa mia vita, e lo fanno seguendo il sentire, l’intuizione, la ragione, secondo il proprio grado raggiunto, con una connessione, sostenibile e sentita, tra di loro.
    Chi ti parla è un padre che per il grande indefinibile dolore in quella ricerca senza fine ha riscoperto l’indefinibile amore, ma soprattutto ha riscoperto se stesso e anche parte del suo tormentato/glorioso passato.
    E’ giusto che mi presento per il cuore di tanti atavici amici del cuore.
    Chiarisco che non sono un letterato, un intellettuale, un filosofo e senza nessuna pretesa di affermare che questo mio dire possa essere assolutista o pura verità. Nella mia natura, sono una persona assai semplice, di media cultura con umili ma dignitose ed orgogliose origini contadine. In questa mia vita sono essenzialmente un tecnico, un analista informatico, una persona normale come voi, che ama la famiglia, i valori, la morale, che vive anche nel sociale, che ama la buona tavola, il buon vino, la musica e soprattutto che ama tanti amici e tutto ciò che si può definire il PROSSIMO. Una persona che anche se ignorante in molte cose, assai felice viveva nello specchio della mente e della cieca fede, finché un giorno, il destino, il fato mi ha trascinato in un vortice senza fine, senza tempo e senza scampo che mi ha condotto in quel sentiero oscuro e tortuoso della continua circolare e radiale ricerca dei perché senza fine. Sentiero che come per mano mi ha dispiegato, mi ha mostrato, mi ha fatto capire, mi ha fatto intuire nel chiedermi a contemplare tanti quesiti, tanti perché che erano celati nel mio cuore e proprio nel cuore hanno trovato risposta. In quel cuore che distrutto dal grande dolore voleva quasi spegnersi, ma era scritto nel mio destino che un meraviglioso angelo divino, un maestro di luce colui che è stato in questa vita mio figlio ORAZIO con un semplice ma profondo sorriso avrebbe riacceso quella fiammella, quel fuoco nell’anima e nel cuore. Quel cuore che a volte sa intuire e ogni tanto frammenti d’atavica memoria passata arrivano alla mente risvegliando la coscienza e in questa percezione interiore molte cose diventano più chiare più intuibili, più percettibili, meno soprasensibili e quasi visibili come confortanti e appaganti risposte che illuminano quel sentiero oscuro e meraviglioso che è la vita.
    Ci sono eventi nella vita così straordinari ed anche assai assurdi che esercitano radicali, drastici, mutamenti sia fisiologici, sia anche e soprattutto nelle condizioni psicologiche di un individuo che cambiano tutta la visione della vita e manifestarsi fuori come un’apparente quasi acquisita pazzia, una paurosa tetra buia notte dell’anima, una crisi mistica, una crisi interiore che forzatamente ci collega a inaccettabili circostanze ed eventi esterni apparentemente estranei alla nostra natura e assai strani a noi stessi che ci conducono a pensare: PERCHE’ A ME? O se si vuole, molto tempo dopo, anche con inaccettabile assurdo contrapposto riflessivo specchio: PERCHE’ NON A ME?

    La perdita di un figlio, di una figlia sono gli eventi più drammatici che l’essere umano possa sperimentare, che possa percepire ed accettare l’inaccettabile verità nel cuore, fino al profondo essere, nella propria intima anima. Quell’assai strana ruota che gira con un moto non naturale, inverso, inusuale, non giusto, un moto distruttivo ed irreversibile. Sono questi assai inaccettabili, indefinibili eventi che spesso frantumano, spezzano in infinitesimi pezzi il cuore definitamene o per fato se per un salvifico divino volere conducono l’essere a quel tipo di esperienza di trasformazione interiore, che alterano permanentemente le nostre opinioni, le nostre visioni, i nostri scopi, i nostri atteggiamenti e persino il senso della stessa vita.

    A volte sono come lampi d’auto riconoscimento, d’autoconsapevolezza, stati dell’essere profondamente rivelatori che se percepiti consapevolmente lasciano un’impressione, un’impronta, un marchio indelebile sulla nostra ormai assai sfocalizzata personalità, ma non nell’anima, non nel cuore che li percepisce, anche se con la mente non riesce a manifestarle fuori. Spesso, questa inesprimibile esperienza interiore di quasi radicale trasformazione corrisponde al quel momento inafferrabile e cruciale in cui nell’alchimia, un metallo veniva trasmutato in un altro.

    E’ anche vero che non tutti però sono soggetti agli stessi effetti interiori ed esteriori, a questo quasi compensativo cambiamento esistenziale perché ogni essere segue un suo personale unico piccolo o grande destino in questo assai tortuoso, ma meraviglioso sentiero che chiamiamo vita.

    Vi chiedo umilmente scusa se parlo con un linguaggio tecnico, con un tono che si esprime per concetti, per affermazioni, per sintesi. Credetemi non è facile a volte parlare o tradurre stati interiori dell’essere o del sentire con opportune o inesistenti parole. Chiarisco che non è nelle mie più intime intenzioni far nascere impressioni di essere invadente o assolutista su certe tematiche esistenziali perché sono state dettate non solo dal cuore mio che li ha percepiti e contemplate, ma soprattutto con tanta sincera scrupolosa verifica scoprendo che sono state dettate e validate in ogni tempo dal cuore di tanti illuminati Maestri di Saggezza.
    Vi chiedo umilmente scusa se questo mio dire, quella mia lungo post in qualche modo possa essere causa di turbamento o di evocanti tristi ricordi, di tristi eventi, di tristi pensieri. Credetemi, nel mio più sincero e forse troppo superficiale semplice sentire, lo scopo primario, lo scopo essenziale, le finalità è trasmettere certe libere vibrazioni con queste mie sgrammaticate ed inarticolate parole che nascono sincere dal cuore e che se in risonanza con il Vostro vogliono FAR RINASCERE UN SORRISO. Da questo mio cuore, con questo mio cuore che dal fato e dagli eventi è stato frantumato in mille pezzi. Con questo mio cuore che assai destato sta cercando di ricomporsi. Con questo mio cuore che senza nessuna egoistica intenzione vuole esternarsi, parlare, far nascere dei dubbi, far riflettere su alcune verità.

    Credetemi sono le verità che renderanno l’essere umano veramente libero d’essere se stesso ed esternare e manifestare attraverso il dire e il fare la sua innata celata oppressa DIVINITA’.

    E’ anche vero che nel trascrivere i miei pensieri, le mie contemplazioni, le mie riflessioni, il mio sentire mi sono accorto e mi sono reso conto sempre di più che queste mie parole oltre ad essere finalizzate a risvegliare un piccolo sorriso a tanti genitori che vivono nel grande dolore, nell’insieme, nella sintesi, nell’essenza tendono anche ad innalzare in qualche modo la VISIONE che porta ad ingrandire, ad elevare, ad alzare sempre di più lo sguardo verso la montagna, verso la nuova Consapevolezza.

    Quella consapevolezza necessaria, assai richiesta in questo tempo di grandi mutamenti. Credetemi, sono in tanti gli esseri divini che stanno operando o canalizzando in questo nostro mondo, cercando di trasmettere quel messaggio universale comune a tanti. Un immenso comune desiderio di rivelare delle grandi verità celate.

    Un messaggio extraterreno, extraplanetario, extradimensionale, dai mondi superiori, dai mondi soprasensibili, dai mondi spirituali dettato dal cuore d’immensi esseri d’amore che tanto ci amano. Dettato al centro del nostro cuore per risalire alla mente ed essere vivamente manifestato nel dire o nel fare. Il perché di tutto questo è per quella necessaria consapevolezza richiesta in questo tempo di grandi transazioni, di grandi mutamenti di grande riscoperta un grande viaggio verso la nuova Gerusalemme, la nuova energia e per tutto ciò che il futuro riserva al nostro cuore

    Se ci pensate, se richiamate alla memoria, se riflettete capirete perchè Gesù quel meraviglioso maestro di luce aveva parlato, ci ha tramandato questa verità, parlandoci di questi tempi, di questi eventi, dicendoci che avrebbe mandato lo spirito santo, il consolatore che avrebbe fatto parlare lo spirito di verità attraverso il cuore di tanti. Credetemi non sono frutto del maligno, non sono miracolose, non sono sopranaturali, ma virtù celate, nascoste in quella vera forza interiore che è focalizzata nel cuore d’ogni essere. E’ un principio, una legge è quella stessa nascosta forza che fa nascere, germogliare e sbocciare un fiore al dolce richiamo del sole.

    E’ per questo che In queste mie riflessioni ho anche aggiunto dei riferimenti di vera ricerca scientifica per meglio far capire, per meglio motivare, per meglio spiegare che le canalizzazioni, il contatto, il sentire, la visione, l’intuire, il percepire e tante altre cose che non sono miracolose, non sono impossibili, non sono sopranaturali, non sono il frutto dell’immaginazione o di pura fantasticheria dettate da una mente che si è corrotta a causa del grande dolore, ma anche se non comuni, sono semplice e pura verità e spesso molte volte anche inaccettabile verità.

    Verità che attraverso un celato intimo linguaggio telepatico si esprime attraverso il cuore e la mente. E’ con sincero cuore che vi riporto alcuni dei circa 2000 messaggi canalizzati con quel meraviglioso e maestoso ’angelo di luce che è stato mio figlio in questa vita, con Orazio, il mio Macistone, il mio Indefinibile Immenso Atavico Infinito Amore.

    Credetemi, il perché di questo mio dire, di questo mio desiderio, il motivo, il vero scopo è SEMPLICE, SINCERO, SPONTANEO ALTRUISMO che con un forte SPIRITO d’INNATA LIBERTA’ nasce dal cuore di un Padre che nel dramma del suo immenso, indescrivibile dolore ha riscoperto l’indefinibile AMORE.
    Spesso in un fatale cammino, in un mare, in un’esalto di grande dolore, ad un piccolo passo dal baratro che conduce alla follia come per un salvifico divino volere, cadono come foglie autunnali quei sottili e trasparenti fatati illusori veli argentati, mostrando e dispiegando agli occhi cristallini dell’anima e della silente mente le grandi verità assai celate del creato e della vita.

    Esiste un tempo di gloria e di non gloria per vivere, come esiste un tempo di vera gloria anche per morire. Solcato il mio cuore da molteplici ormai incurabili cicatrici, inferti d’assai codardi, ma anche da tanti gloriosi valorosi nemici, raccolte le ultime necessarie sospirate forze, spezzando e frantumando le invisibili sbarre dorate di questa continua eterna prigione, fino alle assai care stelle natie con sorella morte, la mia anima, ed il mio immortale libero spirito molte volte ha già varcato i sacri cancelli dei mondi non fisici, dei mondi spirituali.

    Un atavico errante immortale guerriero, forte come un toro, con un cuore di leone e di colomba messi insieme preesistenti nell’intimo libero spirito d’innata libertà che ha e vuole in ogni tempo esternare frapporsi e battersi per la libertà e le verità in un mare d’incomprensione d’illusioni, d’assurdo egoismo e d’inaccettabile materialismo.

    Se solo si capisse che è possibile collegarsi come un cellulare in qualsiasi momento perché quell’anima o meglio lo spirito immortale è connesso con ogni cosa di questo e con tutti i piani della consapevolezza, con quel cuore, con quel triangolo, che abbiamo ognuno e che non a caso quando è opportunamente allineato è anche un potente emettitore/ricevitore e trasformatore di BIOFOTONI. Ma a condizione di abbandonarsi mentalmente dalla realtà che ci circonda a quel silenzio interiore per entrare in uno stato di meditazione / contemplazione / preghiera con noi stessi e con tutto ciò che c’è caro.

    Questo processo di sintonizzazione consiste in un RAPPORT profondo che va oltre la connessione ed interrelazioni dei livelli fisici, neurofisiologici e linguistici, ma essenzialmente si basa su una connessione interiore, non locale totalmente inconscia, ad un livello più sottile, dove nascono vibrazioni, sotto forma di sentimenti e percezioni che si connettono e si fondono attraverso un semplice, consapevole ritmico respiro, che produce effetti, come in un’indefinibile sensazione d’estasi o stato di coscienza modificata che ci ancora, ci connette, ci fa entrare in risonanza e quindi in sintonia con il respiro dell’anima a cui tutto è connesso.

    In una sintesi: (Sensi) -> (Ritmo) ->(intenzione che parte dal cuore) -> (Frequenze Vibrazionali) -> (Organi di Risonanza Biologici/Eterici/Energetici) -> (Ricerca Olografica di Connessione Armonica) -> (Sintonizzazione non locale in Risonanza ) -> (Comunicazione).

    Mi fermo qui carissimi, ho detto tante cose e ringrazio anche al meraviglioso Gabriele la Porta per avermi dato modo di parlare e soprattutto per avermi dato modo di esprimere certe verità dettate da un sincero cuore.

  15. prof…mio carissimo leggere questo post…di Giordano Bruno che già in parte conoscevo, mi ha fatto piangere ! Non riesco a scriver nulla…..mi sento l’anima in fiamme….troppo difficile dover spiegare! Ho ricordato un episodio della mia vita! ……baci

  16. Caro Gabriele, ho diversi testi di Giordano Bruno nella mia “piccola biblioteca”, ma ancora non li ho letti. Da dove potrei cominciare?

  17. caro Rosario, all’epoca di Bruno i parenti dei condannati al rogo pagavano il Boia perchè strozzasse il condannato prima che arrivassero le fiamme. Non credo – purtroppo – che Bruno abbia avuto questo “regalo”. Lo spero, però. Ma non credo.

  18. caro direttore
    è vero che il nolano fermo una guerra in francia ,dicendo dei numeri magici, come vedi ,il nolano dava fastidio ,e penso lo dà ancora … guai toccare i maestri di religioni
    l’elogio per le donne che lui affatto ,sola questa basta
    ……
    rosario naddeo

  19. caro, carissimo raffaele, c’è un punto nella ricerca di Jung che è definito come “il padre di nuovo in vita”. E’ stato l’elemento cardine della frattura con Freud. E’ così riassumibile: i morti ritornano in vita dentro di noi, ma hanno perso le caratteristiche più limitate e materiali. Non so se Jung avesse ragione. Ma propendo verso di lui…

  20. Nella, baci a volontà.

  21. Cristina, fatti guidare dal tuo richiamo interno.Ma leggi, prima di tutto, Giordano Bruno e la tradizione ermetica di F. A. Yates, ed. Laterza opp. Einaudi

  22. li cercherò per leggerli senz’altro grazie: il tema “magico” è quantomai avvincente, ma è sempre bene capire quale finestra aprire per prima, grazie 🙂
    A.

  23. Rosario, in realtà Bruno aveva concepito tutta una serie di immagini che avrebbero dovuto fermare gli odi tra cattolici e protestanti, ma quelle figure non furono mai disegnate. lo ha fatto Walter Patriarca in un libro pubblicato dalla Yaca Book, ma in pubblico non sono state mai esposte. baci

  24. Carissimo Gabriele,
    i morti ritornano in vita dentro di noi, ma hanno perso le caratteristiche più limitate e materiali. Non so se Jung avesse ragione. Ma propendo verso di lui…
    In questo dire c’è tanta verità che nessuno può immaginare.
    Premesso che lo spirito è immortale.
    Premesso che lo spirito immortale per scopi di crescita correttiva, conoscitiva, evolutiva, espansiva ridiscende molte volte su un piano di consapevolezza inferiore con un struttura energetica biologica ben definita è già programmata. (come in questo nostro mondo fisico)
    Premesso che dopo il trapasso ritorna nei mondi non fisici spogliandosi di tutti gli involucri energetici che sono serviti per l’esperienza biologica.
    Premesso che il quel piano energetico la realtà viene in manifestazione con il solo pensare.
    Premesso che da quella struttura energetica l’essere possa osservare da dentro una struttura fisica, immergendo la sua natura spirituale con la natura dell’essere che consapevolmente o inconsapevolmente lo ospita. (che non deve essere per forza possessione – ma semplice cooperazione con un’entità affine)
    Allora Jung, aveva ragione perchè anche lui è stato un grandioso iniziato, ne sono testimoni i sui trattati sulla coscienza collettiva e sulla sincronicità oltre ai sui numerosi provati resoconti sullo sdoppiamento astrale che permette l’essere in uno stato di coscienza modificata di connettersi con il soprasensibile, con i mondi non fisici e spirituali. La stessa consapevolezza trasmessa anche da tanti illuminati, come anche Platone, Giordano Bruno, Schopenhauer, Schelling, Hegel, Steiner ecc.
    Di sicuro a qualcuno può sembrare irreale, inaccettabile follia, pura pazzia, per altri un miracolo, ma nel profondo di ogni cuore sono quelle certezza già conosciute che la mente non accetta come tali.

    Ne parlo anche per quella consapevolezza di chi vive nel mondo delle apparenze e dell’illusoria fede che si ferma solo a quell’ETERNO RIPOSO NELL’ATTESA DEL GIUDIZIO UNIVERSALE.

    Ne parlo per quella scienza che oggi sta valicando quei veli attraverso i casi di PREMORTE , attraverso l’IPNOSI REGRESSIVA attraverso lo storpiamento astrale e attraverso tutto quello che ci viene tramandato da tutti i popoli della terra.

    Ne parlo perché è giusto che l’uomo prenda piena coscienza della sua vera natura e dell’essere illimitato multi dimensionale. Ne parlo perché anche il grandioso maestro GESU’ aveva detto queste cose, ma al solito il messaggio è stato modificato, modellato, trasformato per condizionare le masse e per quell’illusorio potere temporale.
    Chiarisco anche che per capire quella mia apparente pazzia anche se sono essenzialmente un tecnico, mi sono addentato nella sintesi anche nello studio delle neuro scienze psicologia/psicanalisi PNL oltre alla teologia, alla filosofia, alle arti e alla scienza.
    Credetemi, quando nel proprio cuore, nella propria mente si unificano religione pensiero filosofico, scienza classica e nuova scienza che si basa sulle teorie insiemistiche, sulle teorie olografiche delle Apparenze, sulle teorie della Psicobiofisica e della nuova Quantistica; si aprono nuovi portali che ci fanno capire anche se frammentariamente la Metafisica delle Cause Prime. Quelle verità che sono state espresse in forma simbolica, in forma esoterica ed exoterica in tanti testi antichi, in tante sacre scritture, sia occidentali che orientali che ci rapportano a quella analogia, a quella corrispondenza, a quella distanza dall’uomo a DIO che in verità è la stessa di quello che rapporta con il nostro Sé interiore.
    Oggi come le nuove teorie sull’universo oleografico stanno rivalidando quell’antica corrente ermetica che il Platone come in tanti ci parlava già della grande illusione.
    Come il buon Platone ci tramanda nel mito della caverna degli specchi della mente: Immaginate che questa vita sia un meraviglioso gioco virtuale in uno dei tanti universi olografici che la nostra mente elabora continuamente e che solo trascendendo o armonizzando questa ultima possiamo elevarci all’essere che è dentro di noi. Gesù e tanti altri maestri di saggezza sono discesi in questo piano del confronto indicandoci e tracciandoci la via del ritorno. Del ritorno al Padre di tutte le cose, che aspetta sulla soglia della consapevolezza quel figliol prodigo tanto amato, tanto atteso, da tanto tempo dimenticato.
    Sarò ripetitivo, perché Gesù quel meraviglioso maestro di luce aveva parlato, ci ha tramandato questa verità, parlandoci di questi tempi, di questi eventi, dicendoci che avrebbe mandato lo spirito santo, il consolatore che avrebbe fatto parlare lo spirito di verità attraverso il cuore di tanti.

    Credetemi non sono frutto del maligno, non sono miracolose, non sono sopranaturali, ma virtù celate, nascoste in quella vera forza interiore che è focalizzata nel cuore d’ogni essere. E’ un principio, una legge è quella stessa nascosta forza che fa nascere, germogliare e sbocciare un fiore al dolce richiamo del sole.

    Mi fermo non dico altro, ma vorrei con tutto il mio cuore che qualcuno con molto coraggio e con tanta vera sincera scevra verità invalidasse quello che ho detto.

    Affettuosamente
    Raffaele

    L’arte della mnemonica era assai antica (già conosciuta nell’era atlantidea) serviva a potenziare quella logica razionale, quella assai misconosciuta ESTETICA, ma essenzialmente serviva a richiamare nei ricordi sensoriali anche quella memoria già acquisita in tanti piani di vita in questo mondo di questo universo e in tanti mondi di altri infiniti universi.

  25. DIRETTORE HO UNO STRANO INCONTRO CON QUELLI CHE PARLANO ALL’ADILA’ SICCOME SONO
    UN VIANDANTE PAZZO MI INCURIOSISCE INCONTRERO’ UNA FAMOSISSIMA VEGENTE DI UN NOTO CASO DI CRONACA CHE NE HA PARLATO ANCHE LEI
    INVESTIGARE E ‘ ANIMA O NO?

    IL VIANDANTE PAZZO

  26. Alfredo, quella dell’Attesa. Corrisponde dall’altro lato della stanza a quella della Speranza.

  27. Non fare nulla che a che fare con sedute spiritiche. Questo è uno dei principi fondamentali dell’Ermetismo. Baci e stai attento

  28. Solo se si ha conoscenza di certe nascoste celate forze si può indagare su quello che viene erroneamente definito SPIRITISMO. C’è una antica scienza Ermetica; la scienza Arcana che ci parla dell’essere e dei mondi non fisici, dei mondi del soprasensibile.

    Non date perle ai porci disse un giorno Gesù e vi lascio immaginare anche al vero motivo, agli effetti nefasti e distruttivi, al grande abuso al grande caos che ne sarebbe derivato.

    Non parlo di quelle forze nucleari o atomiche di cui conosciamo già gli effetti distruttivi, ma di forze molto più grandi, d’indotte forze generatrici di caos, di quelle stesse forze che furono causa, che portarono alla distruzione del continente Atlantide e della gran parte dei suoi abitanti. Di quelle forze che furono attivate da pochi corrotti e malevoli uomini che per scopi egoistici, per scopi di potere avevano abusato di particolari oscure conoscenze occulte. Conoscenze che attraverso particolari riti evocativi potevano richiamare certe forze cosmiche oscure, forze che se non fossero state contrastate, frenate in tempo da grandiosi maestri di saggezza avrebbero distrutto tutto il pianeta Terra così come era già successo in un remoto tempo passato per il pianeta di luce il pianeta che esisteva in orbita nel nostro sistema solare MALLONA .

    Credetemi, sono tanti gli umani che in questo nostro tempo sebbene come un vago e nebbioso strano terrificante sogno ha uno sfocato ricordo di quella che fu allora la distruzione cosmica di una macrocellula che sconvolse tutto l’assetto del nostro sistema solare.

    Capite perché è giusto che il vero cammino d’ogni vero discepolo lungo il tortuoso sentiero della vita che conduce alle conoscenze alla gnosi, alla saggezza, al vero potere è un continuo saggio ricercare che porta ad un graduale e consapevole giusto riscoprire. Di riscoprire quelle verità che sono state tramandate, sono state dette o sono state scritte con un particolare universale linguaggio simbolico.

    Verità che sono state celate, nascoste apposta nell’intimo cuore di ogni essere, nella sua anima, nel suo stesso cuore affinché col tempo e nel tempo solo e solo usando come chiave di lettura il proprio cuore si potesse aprire quelle porte che conducono alle grandi verità. Verità che renderanno l’essere veramente libero di manifestare la sua Essenza e Umile Regale Divina.

  29. L’illusione, una volta osservata e riconosciuta, diventa essenza. (Quanti anni hai Raffaele?)

  30. Sai, Raffaele, più invecchio e più cerco semplicità e i suoi doni.

  31. Carissimo Gabriele,
    ho 54 anni, e anche se il tempo spesso porta alla saggezza, spesso basta una goccia, una chiave di volta che fa trasmutare l’essere.
    Chi ha orecchie per intendere intenda è quello che un giorno Gesù quel meraviglioso Maestro di luce, ha detto e dice a tanti. Per meglio farsi capire parlava con un linguaggio semplice, con parabole, con metafore, ma anche con tanto sottile simbolismo, perché sapeva che in mezzo a tanti, in quel tempo e oltre il suo tempo qualcuno più dotto, qualcuno più attento, avrebbe capito tante altre cose da quel nascosto linguaggio.

    E’ come giocare a carte e conoscere un piccolo trucco espressivo / simbolico che permette ai due giocatori di conoscere le carte del compagno e per deduzione anche le carte degli avversari. Gli avversari alla fine pendendo molte partite, non sapendo, si giustificheranno dicendo inconsapevolmente che loro sono stati meno fortunati.

    Messaggi che possono essere capiti, non attraverso letture errate od occultate modificate, trasformate, modellate per condizionare le masse, ma per essere lette con una chiave diversa, una chiave di lettura meno esteriore, più conoscitiva, più consapevole, più meditativa, più riflessiva, più vicina al cuore che riesce a scindere e a discriminare le verità dalle non verità o a ricostruire le verità mancanti.

    Oggi, e da tanto tempo, anche se in parte nascosta, esiste una tecnologia militare che si basa su regole matematiche che utilizzando sistemi inferenziali logico/deduttivi riescono a convertire e a scandire in armoniche, pensieri parole e testi per leggere la mente, per ri-validare o ricostruire modelli di verità mancanti che risultano disorganizzate o disarmonizzate nel loro insieme d’esistenza o d’appartenenza.

    Esiste anche un sistema molto, ma molto assai più potente; Inferenziale, Logico Deduttivo, Istintivo, Intuitivo, Biologico, Metafisico e Spirituale, che è dentro di noi nel nostro CUORE nella nostra ANIMA, nel nostro ESSERE nel nostro SPIRITO IMMORTALE.
    Capite, riuscite a percepire, ad intuire a quali implicanze e rivoluzioni può portare questa in parte celata verità se divulgata e messa in atto con particolari tecniche induttive?

    Quante volte spontaneamente affiorano alla mente sotto forma di presentimenti dei fatti, delle verità preannunciate? Provate a ricordare a riflettere e capirete che è comune e succede a tanti. E’ come prendere la cornetta per rispondere ad una persona che già si sa chi è un attimo prima che il telefono suonerà.

    Soffermandoci su questa riflessione è come un cane malato che trova l’erba necessaria alla sua guarigione senza nulla conoscere, senza nessuna consapevolezza della vita. Inconsapevolmente una forza lo guida in virtù di quella Intelligenza che madre natura gli ha dotato e che agli occhi del profano è chiamata ISTINTO. Così e molto di più è nell’uomo che in certe condizioni o stati dell’essere, per una Volontà Divina, per una Legge Divina, riattiva quelle forze necessarie che lo conducono a compensare i vuoti prodotti dalla vita e a volte anche al risveglio e alla comprensione di tante verità celate.

    E’ per questo che ogni tanto il pensiero mi conduce a parlare è come dire che avrei il piacere di confrontare il mio dire, il mio percepire o se si vuole risvegliare o stuzzicare l’altrui sentire.

    Affettuosamente
    Raffaele

  32. carissimo raffaele…è già dal tuo primo commento che ti leggo e rileggo con molta attenzione….cerco di capire bene il tuo messaggio …più leggo e più mi riconosco…nel tuo messaggio interiore. È vero che si arriva ad una certa età e ci si sente più saggi , ma non è il tempo, l’età della vita che fa saggia una persona, ma bensì la qualità, come una persona vive, come si applica , cosa ama, l’esperienze sia dolorose che gioiose, i rapporti interpersonali e personali verso gli altri, ci son tanti fattori che fanno di un uomo una persona saggia! Tu ne hai elencati anche se indirettamente tantissimi! Fra i tanti quello che mi colpisce di più e che però comprendo bene perché è da me provato, sentito e sperimentato è appunto quella spiccata tendenza alla fede! Ma la fede x me nasce da me stessa , il mio Dio è dentro di me,è parte integrale di me, tutto quello che percepisco viene dal mio Io , dal mio inconscio! È una forza interiore che mi da energia ad andare sempre avanti serena e dolcemente combattiva verso quello che x me è male! Per vari motivi la mia strada è tortuosa , e nel mio andare c’è fede, amore, coraggio e sopratutto tanta intelligenza ma una intelligenza basata non tanto nel sapere, non serve conoscere nozioni e pensieridi vita ma bensì saper applicare le stesse , aver la grande capacità di reagire e di capire quale sono le cose che possano farci bene, cercare di battersi x cosa e con chi stiamo bene! E far di tutto affinché riusciamo ad ottenere e conquistare quei ideali che ci rasserenano….spero che nella mia semplicità sia riuscita a farmi intendere! Non volevo dire tanto ma soltanto farti i miei complimenti e offrirti un fiore “una fresia” è il fiore degl’ angeli !! A cui credo molto! …ciao ( ti ho scritto con tanta emozione) Nella

  33. Raffaele, aggiungo soltanto che l’istinto è un archetipo.

  34. nonostante ti ho visto sporadicamente in tv. ha avuto tra le mani percaso….il tuo libro magia….è successo…destino…forse quel che è certo è che era quello che aspettavo e cercavo da molto tempo…….e sai chi mi ci ha portato a conoscere i tuoi libri? il tuo pensiero? Una bibiotecaria che è innamorata di Giordano Bruno…….non trovo ne la grande madre nè magia in libreria…….che faccio? dove posso rintracciarli per averli? a presto carla

  35. Carissima Nella,
    è stato il fato, la vita che ha foggiato e trasmutato il mio cuore che per sete, con tantissima ignoranza, con tanti difetti, privo della mia memoria, privo del mio passato, ma solo con un frammento del mio cuore e con tantissimo immenso indefinibile dolore è andato alla ricerca di quell’essere d’amore che credevo solo celato nei ricordi della mia memoria.

    Chi vi parla non è un padre che per la perdita del suo seguito, del suo immenso amore, del suo amato figlio, sia diventato pazzo per il dolore, c’è mancato poco, perché è facile cadere in questo stato, quando la vita si ribalta, quando si pensa di aver perso tutto, quando il dolore è così straziante, indefinibile, indescrivibile, intollerabile, inaccettabile che sembra che sia l’unica cosa rimasta in questa vita. Dove i principi, gli ideali, gli obiettivi, i sentimenti e persino il credo, non contano più niente, dove quasi estraneo persino a te stesso, ti muovi e agisci come un fantoccio, un automa, guidato solo da quel apparente coscienza esteriore, che ti conduce alla fine di questa vita, alla fine del sentiero smussando ed allontanando ogni fiamma, ogni gioia, ogni tristezza, ogni dolore percepito, aspettando quasi che sia il tempo l’eterno risolutore. E’ come dire nel dire di molti, che col tempo la rassegnazione amalgama ogni cosa, ogni dolore. Non ha senso questa vita se tutto questo non è finalizzato a qualcosa di più grande di quello che le apparenze ci conducono a pensare.

    Non Vi nascondo che nella mia natura sono forte più di quanto si possa immaginare, ma non basta, ce ne vuole tantissima di forza e soprattutto di forza interiore. Cosa certa e vera è che questi stati di vuoto, di dolore indefinibili, indescrivibili, non rapportabili con le parole, hanno cambiano molte cose dentro di me, aprendo nuove percezioni, nuovi orizzonti, nuovi portali alla mia mente e al mio cuore ma, anche nuovi conflitti esteriori ed interiori. Perché tanti dicono e pensano che non basta combattere il dolore l’avrebbe sempre vinta, si deve convivere con il dolore, accettarlo per quello che è, perché così è la vita, e la vita continua nonostante il nostro immenso indefinibile vuoto. Ma la mia natura assai ribelle, contraddittoria, assai testarda e libera mai, mai, mai e poi mai avrebbe accettato tutto questo. Destato nel mio cuore, mi sono chiesto, può darsi che è solo la mia ignoranza che mi fa soffrire insieme ai miei cari. Quel Dio dei nostri padri mi ha anche fatto dono della facoltà di pensare, e se non ricordassi male, mi ha anche detto che chi avrà sete sarà saziato, chi cercherà troverà o chi busserà alla porta gli sarà aperto. Allora mi sono ricordato abbandonando ogni dogmatica benevola cieca fede, di quel buon pastore, che aveva lasciato incustodite le sue 99 pecore per andare alla ricerca di quell’unica pecora smarrita? Nel capire la parabola, mi sono detto, forse è meglio se cerco di espandere la mia coscienza, attraverso la vera ricerca, per meglio capire che cosa sia effettivamente questa vita.

    E’ quello che ho fatto e continuo a fare. Credetemi, con molto coraggio, con tanta lotta interiore, anche recando tanto sconforto, per il tempo che ho sottratto e che sottraggo al loro cuore, per le mie circolari e radiali numerose ricerche, per tutto quello che trasmetto attraverso questo mio dire, questa mia visione, recando per l’incomprensione, tanto dolore a me stesso, ai miei e a tanti cari amici.

    Credetemi, è molto più importante riscoprire dentro di noi anche se in un frammento quella benevola vera fede che i nostri padri ci hanno trasmesso che accettarla inconsapevolmente senza nessuna sentita e percepita intima riflessione. Ogni gioia o dolore che abbiamo ricevuto o dato, ogni piccolo passo, ogni conquista che abbiamo fatto, anche se piccola come un granello di sabbia che nasce dal proprio essere, con il proprio sudore, con il proprio sforzo, con le proprie capacità, con i propri sentimenti anche con molta ignoranza, anche con ogni inconsapevole conoscenza, anche con ogni sentita lacrima che nasce dal proprio cuore, è una crescita interiore immensa che vale più di tutti gli invocati, richiesti o ricevuti tesori di questo mondo.

    Tante cose sono cambiate nella mia vita da, quando ORAZIO il mio Meraviglioso ANGELO e MAESTRO, è ritornato alla casa del Padre. Potrei dirvi tante cose, ma vi chiedo umilmente scusa se a freddo, preferisco riportarvi un mio pensiero che in parte motiva una lettera che scrissi nel 2004. Non Vi nascondo i miei pensieri rivolti ad una Vostra sana analisi e giusta critica e di sicuro a nessuna obbligata risposta, ma sempre aperto ad accogliere sia le critiche che i consigli perché con tata sincera consapevole certezza so che c’è sempre qualcosa da imparare anche e sopratutto dagli altri.

    Non parlo in tono religioso o di teologia, anche se lo menziono in tantissime riflessioni, ma con quella analisi interiore che abbraccia tante cose, che ci permette di percepire tanti altri scenari, tanti altri aspetti, tante altre prospettive, tante altre angolazioni e visioni. In una sintesi, in un quadro d’insiemi, dove ogni tassello, ogni variabile, ogni pur minimo particolare acquista un suo significato ma soprattutto, il suo vero significato in questo nostro vivere la vita.

    Quante volte, con mnemonica cantilena, spesso anche ad alta voce, per farci notare o per rimarcare esteriormente la nostra apparente o inconsapevole vocazione recitiamo una preghiera senza contemplare nemmeno una sola parola? Quante volte?

    Vi chiedo cortesemente solo per un momento, d’essere imparziali e impersonali a certe congetture o a quello che il Vostro animo non accetta come tale. Sì può sempre facilmente bruciare, strappare buttare, cestinare o non considerare questo mio dire. E’ solo un pensiero, una visione diversa che non vuole imporre niente (non è questo il fine) o destare turbare nessun animo fraterno. In verità, in tutta sincerità fraterna è la realtà che c’accomuna tutti nei piani superiori, da riscoprire e applicare in questo piano del confronto. E quantunque vi riporto solo alcune scritture, citate nei testi sacri che per essere interamente contemplate, in ogni parola, in ogni significato, non basterebbe un libro per spiegarle.

    (Matteo 22:37-40) Un giorno un dotto fariseo per mettere alla prova, chiese a Gesù “Rabbi, qual è il più grande comandamento della legge dei profeti?”

    Amerai il Signore Dio Tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il Prossimo Tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge dei Profeti.

    Rabbi, Amerai, il Tuo Dio, Mente, Simile, Prossimo ecc. dovrebbe far riflettere come tantissime altre parole presenti nei vangeli e in tutte le scritture sacre. Riporto una piccola ma riflessiva traccia:

    Amerai. Come potrebbe un bimbo, un giovane o un essere a cui la vita ha negato tante cose, la vista, l’udito, la possibilità di pensiero, la possibilità d’esprimersi, la possibilità di movimento, la libertà, la sazietà, la crescita, la maturità, l’affetto, l’amore, il calore di una famiglia o la vita stessa, per capire che con il tempo, nel suo mancato futuro cammino, avrebbe consapevolmente riscoperto e amato quel Dio dei nostri padri, quel Dio universale?

    Riflettete sul perché, sul com’è possibile che quel Dio dei nostri padri, quel Dio così immenso, benevolo e compassionevole possa permettere l’esistenza di tutte queste differenze separatistiche che innalzano ed opprimono la vita di tanti esseri rispetto a chi fortunato nasce e vive in questa vita?

    Prossimo. In Arcadico antico = il vicino di casa? Chi è questo sconosciuto vicino con cui spesso litighiamo o non capiamo? Qualcuno molto attento dice e canta gli altri siamo noi? Quale grandiosa verità è celata in questa sola parola derivata dal Greco antico? Quanta importanza ed attenzione è stata messa in questa sola parola per essere riportata ed evidenziata nel massimo comandamento della grande legge dei profeti?

    Rabbi. Nella società giudaica/ebraica = maestro = conoscitore della legge dottore della legge, ma per essere tale oltre a possedere la conoscenza una condizione primaria e necessaria presso la società prettamente patriarcale è ed era, che si fosse un padre, un capofamiglia e legato in matrimonio secondo il rito previsto dalla legge dei padri? Perché era permesso in questa società patriarcale, di ripudiare la moglie che non poteva avere figli? Come anche era usanza che i Rabbi si sposassero prima del loro 33 anno?, per quale motivo? Pensateci, pensateci bene. Vi sembra illogico dedurre o intuire certe verità che sconvolgerebbero tutto il dogma della nostra Cristianità? Io Vi riporto la mia personale deduzione logica intuitiva e vi dico anche che non sono il solo a pensarlo o a dirlo.
    Oh meravigliosa MARIA MADDALENA come ti hanno ingiustamente e volutamente calpestata, maltrattata, sputtanata, degradata. Tu principessa etiopica, iniziata ai grandi misteri, la cui saggezza e conoscenza è ed era molto più grandiosa di quella degli stessi apostoli, molti di cui ti erano cognati. Tu gloriosa sposa e madre di due figli celesti. Tu che nella fuga del viaggio hai lasciato tante tracce d’immenso amore. Tu che sei stata anche la Madonna Nera in tanti luoghi benedetti dal tuo passaggio insieme alle due Marie. Tu che molte volte sei ritornata, con tanto amore e saggezza camminando insieme con chi ti ha sempre perseguitata ed oltraggiata. Tu un grandioso essere celeste, che per l’immenso amore sei discesa dai mondi superiori e spirituali nei mondi inferiore per questa nostra umanità. Tu la Dea Diana, la Dea Sofia, L’ISIDE svelata, sei l’immenso amore eterno.Mi fermo qui non vado oltre, su certe cose.

    Ci sarebbero tante pagine di storia da riesumare, da raccontare e tanti personaggi da citare o criticare, ci sarebbe tanto da dire, ma vi lascio al vostro giusto dubbio, al vostro giusto giudizio discriminante e alla vostra giusta meditata personale riflessione.

  36. Raffaele caro, la tua orazione-preghiera è stupenda. Posso citarla?

  37. Grazie! Raffaele, la tua citazione bellissima mi emoziona…permetti che ti abbracci forte x trasmetterti un pò del mio coraggio?…Raffaele io sono una di quelle bimbe che la vita ha negato la facoltà di udire, e per giunta x un errore umano, mi fu somministrato un medicinale sbagliato da parte di un medico! Sin da piccola mi ponevo domande perché? Perché proprio a me? Cosa ho di diverso? Cosa ho fatto di male? Cosa sarà di me? Cosa farò nel futuro? Ecc. Tutto questo mi spaventava non avevo risposte , temevo chiedere ai miei, non volevo turbare il loro animo già di per se intristito! Pian piano capii attraverso esperienze negative che solo il bene, l’amore verso il prossimo, il coraggio, la forza, mi faceva stare bene! L’amore verso Dio mi incoraggiava era l’unica fonte dove potevo attingere , dove trovavo ristoro….ho proseguito con questo mio credo, ho sempre cercato il bene! Anche se nel cuore c’è una grande ferita….ti chiedo scusa ma non mi va di dirlo, è dura ed è cmq un dolore come un altro parlarne mi farebbe male! Nonostante ciò sono serena perché amo il bello, il buono e il vero, amo tutto ciò che è intorno a me i fiori, i profumi, i colori ….amo far del bene e occuparmi di chi ha bisogno …ho bisogno di dare dolcezza , sostegno morale x star bene …ho bisogno di star dalla parte del bene anche se il male cammina parallelamente….. sono volontaria da dieci anni nel reparto oncologico pediatrico di un noto ospedale della mia zona! Quando sono lì smetto di farmi domande! Io sono il più piccolo granello di sabbia davanti a tanta sofferenza! Quei piccoli chiedono solo un sorriso! …….. Perdonate se con questo dire ci si turba l’animo , ma questa è una delle tante piaghe dell’umanità e non si può non esserne consapevoli! Pensarci potrebbe aiutare a trovar se stessi! Sorrisi x tutti con un abbraccio circolare.. siate sereni …

  38. Carissimo Grabriele,
    qualsiai cosa l’umano sentimento riesce a scrutare dal mondo delle Idee perquando inespribile usulamente nel lunguaggio appartiene a Tutti. Fai pure carissimo, ma vorrei sapere se anche il tuo cuore accetta questa che per me è verità

  39. Carissimo Gabriele,

    ogni rivelazione che ci viene dal mondo delle IDEE non appartiene a nessuno , ma a tutti. Tutti siamo connessi in quel filo dorato che è il cuore di tutte le cose. Tutti possiamo, se opportunamente allineati con il cuore e con la mente sintonizzarci ed attingere conoscenze da quella immensa saggezza cosmica.

    Nella fisica quantica ad un livello energetico è quella connessione non verbale.
    Nelle religione è quella distorta congettura di un Dio che ci viene palesata assai materiale e allo stesso tempo assai irraggiungibile e trascendentale catalogandoci già dal principio peccatori da redimere.
    Nella Filosofia è quella Luce Comune, quella ricerca continua delle verità primigenie trasmesse attraverso quel pensiero Ermetico per quella tanto ricercata Iside Svelata che conduce all’illuminazione attraverso il sentiero delle prove, del discepolato, della via di mezzo e dell’iniziazioni .

    Ma il problema più grande sono le distorsioni sia sulle verità intuite che sulle verità rivelate. Distorsioni che producono illusione dovute sia alla limitatezza della stessa natura umana, influenzabile dai condizionamenti e dalle induttanze prodotte dalle stesse forme pensiero generate nel tempo dall’uomo stesso, sia anche per l’illusione prodotte dalla grande illusione di Maya (potenti forze vitali opposte, forze duali intrise nella sostanza stessa della materia.), sia anche per l’illusione prodotte per l’annebbiamento sulla luce dell’anima dovuta alle forze eteriche/spirituali presenti nei piani del basso Astrale (piano egoico o dei desideri) , sia anche all’illusione sul piano prettamente mentale che speculativamente spesso mal interpretando tende a trasformare le Idee in false o distorte Ideologie di natura Intellettuale, Politica o Religiosa.

    Tutte queste grandi illusioni sono il vero scoglio da superare da questa nostra martoriata umanità perché sono stati sempre spunto d’assai appetibile assurdo egoistico potere che si è basato sull’ignoranza (soprattutto spirituale ) che anche oggi viene trasmessa con particolari tecniche induttive che si basano sulla trasmissioni di particolari suoni, visioni e pensieri attraverso tantissimi mezzi di comunicazione o anche attraverso la proiezione del pensiero a distanza. (l’ENERGIA SEGUE IL PENSIERO E SI CRISTALLIZZA, SI MATERIALIZZA)

    Credimi, non ci sarà mai nessuna giusta legge degli uomini che possa giustificare il bene ed il male che sono presenti in ogni espressione della natura se prima non si conoscono le cause prime che celatamente e spiritualmente regolano l’esistenza stessa; anziché speculare ingiustamente o volutamente con tante assurde regole per cercare in parte di curare solo gli effetti esteriori o limitando il libero spirito di libertà che la natura ci mostra in ogni cosa della sua meravigliosa manifestazione.

    Sarei assai felice se potessi avere le tue preziose osservazioni e critiche su tutto quello che dico, che ho già detto o che potrei dire. Preciso anche la mia naturale mancanza di memoria che spesso mi porta a tanta ignoranza per non poter esprimere o nel saper esporre nel linguaggio certi stati contemplativi interiori dell’essere .

    Affettuosamente
    Raffaele

    (raffaele.zacca@yahoo.it)

  40. Raffaele, fuocherello.

  41. nella…piccola…

  42. In assoluto, raffaele, siamo su strade parallele. Solo con linguaggi diversi. (Ma la materia è bella)

  43. Grazie Carissimo Gabriele per aver risposto alla mia ancora disarmonizzata nota armonica.
    Ogni continuo giusto saggio ricercare porta ad un consapevole graduale giusto riscoprire.

    Perché alla fine tutti ri-saremo angeli, perché sebbene con mezzi differenti, sebbene con tempi differenti, tutte le strade portano a Roma e tutti prima o poi alla fine arriveremo alla meta.

    Tantissime sono le possibilità concesse all’essere per capire e per crescere ed elevarsi oltre gli errori commessi per mancanza di conoscenza o per omissione d’amore, di tolleranza, di compassione e tutto ciò che il cuore, l’anima e lo spirito immortale sa ri-conoscere come tale.

    Come nel pensare / ragionare / riflettere / meditare / contemplare a volte si è nelle condizione di coerenza neurofisiologica di sincronismo tra i due emisferi che portano a momenti d’ipercoscienza, cioè di scoperta di nuove idee creative, di INSIGHT che a volte ci permette anche partendo dalla tridimensionalità di percepire le realtà trascendentali, di attingere e di leggere nel mondo delle IDEE. Così Nel Sentire è Celato il Grande Mistero.

    L’energia del pensiero nell’essenza è EMOZIONE è VIBRAZIONE. Come in ogni cosa del creato universo c’è vibrazione. Come ad un livello più sottile ogni vibrazione è collegata alle altre, al tutto. Ogni forma, ogni canto, ogni grido, ogni colore, ogni sfumatura è una nota armonica che all’unisono vibra di quel divino immenso infinito pensiero che lo ha generato.

    Come disse Aristotele “nulla è nell’intelletto che non sia prima nei sensi”. Capite che, molte volte basta abbandonare la parte del raziocinio intellettivo, la parte logica, la parte maschile, la parte pensante, per farsi trascinare e fluttuare come una goccia d’acqua, in un fiume fatto di soli sentimenti, di semplici percezioni sensoriali, affinché attraverso quel sentiero, questa strada questa via, quel silenzio, si possa percepire e contemplare se stessi e la vera realtà unitaria?

    Una spiegazione esiste, anche se è inaccettabile, impensabile, inconcepibile, non ordinaria, irreale, non capita. Si chiama MEMORIA. Semplice e pura Atavica Memoria Storica acquisita in tantissimi sentieri di vita in questo nostro universo, in questo nostro mondo ed in tanti infiniti mondi del creato.

    Se solo si capisse e si accettasse nel credere nell’idea di una Conoscenza Integrale già preesistente, celata nell’intimo profondo del cuore quale fulcro dell’integrità spirituale d’ogni essere, sede di tutti gli atti conoscitivi dell’anima? Conoscenza che in certi particolare condizioni dell’essere riaffiora alla mente?

    Perché non si vuole capire il senso profondo, il celato significato nel dire del grandioso maestro Gesù, quando ammoniva i suoi discepoli affinché non vietassero che i bimbi venissero a lui e parlando e spiegando a tanti del perché Un vecchio saggio non esiterà a consultare ad ascoltare la saggezza trasmessa da mondi soprasensibili attraverso un bimbo di pochi mesi.

    Grazie Assai Carissimo Gabriele per aver permesso a questo mio assai frantumato / ridestato ignorante superficiale sincero cuore di aver espresso quello che dal profondo della mia anima, anche se in un infinitesimo frammentato raggio, attraverso quei portali dimensionali del cuore è affiorato alla mia mente per essere espresso con un’assai scordato sgrammaticato linguaggio.

    Proseguo il mio tortuoso assai travagliato destino fra la gente, fra i giovani, fra i blog, nei cimiteri, là dove il cuore mi conduce alla ricerca di tanti atavici assai affini amici del cuore.

    Affettuosamente
    Raffaele

  44. Raffaele, Le anime tendono a raggrupparsi. Così dice Weiss. (Nel senso lato che ci si ritrova) (ovunque)

  45. Platone nella “Repubblica” descrive una forma ideale di Stato governato da persone illuminate e sapienti: i filosofi.
    Thomas More nella sua “Utopia” ipotizza una comunità di persone che vive in un’isola in modo armonioso e privo delle bramosie tipiche del mondo conosciuto.
    Francesco Patrizi ipotizza la “Città felice” e Campanella disegna la “Città del sole”governata da sacerdoti a capo dei quali è posto un re-sacerdote, dotto in ogni campo dello scibile, saggio e mago, un po’ come il “Sarastro” del “Flauto magico” di Mozart. La religione dei solari è illuminata dalla ragione e libera da limiti territoriali o di razza. Un vero sincretismo religioso indirizza le arti e le scienze.
    Francis Bacon, riprendendo il mito di Atlantide, l’antica civiltà perduta di cui parla Platone nel “Crizia”, elabora un modello di Stato ideale che egli chiama “Nuova Atlantide”.
    Nello stesso periodo, cioè a inizio ‘600, Johann Valentin Andreae descrive una società ideale molto simile: Christianopolis, abitata da saggi dediti allo studio delle scienze secondo modelli etici e finalizzato al benessere degli uomini.

    Francamente, ovunque egli si trovi ora, è certamente più grande di quanto non fu nel ‘600.

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