Mentre

Mentre un Uomo sogna,
ci sara’sempre qualche persona ordinaria
che lo guardera’quasi fosse irreale,
proprio come sono i suoi sogni ad occhi aperti.
E’cosi’ che, a volte,
le persone ordinarie
mettono tutto questo
in straordinarie parole,
cosicche’ noi li chiamiamo Poeti

Felicità

La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
(Friedrich Nietzsche)

Sale

Dev’esserci qualcosa di insolitamente sacro nel sale, se è contenuto nelle nostre lacrime e nel mare.
(K. Gibran)

Cadere

Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere.
È sbagliato rimanere a terra.
*(Muhammad Ali)

La noia e la paura e la rabbia

Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano.
(R.Bach)

Rischi

Un piacere senza rischi piace meno.
Ovidio

Tutti gli uomini

“Tutti gli uomini temono la morte. È una paura naturale che ci consuma tutti. Temiamo la morte perché sentiamo che non abbiamo amato abbastanza o non abbiamo amato affatto, che alla fine sono la stessa cosa. Comunque, quando fai l’amore con una donna davvero eccezionale, una che merita il massimo rispetto in questo mondo e che ti fa sentire davvero potente, quella paura della morte sparisce completamente. Perché quando condividi il tuo corpo ed il tuo cuore con una donna eccezionale il mondo svanisce. Voi due siete le uniche persone nell’intero universo. Stai conquistando quello che non molti uomini hanno conquistato prima, hai conquistato il cuore di una donna eccezionale, la cosa più vulnerabile che lei può offrire ad un’altra persona. La morte non indugia più nella mente. La paura non annebbia più il tuo cuore. Solo la passione per vivere, e per amare, diventa la tua unica realtà. Questo non è un compito facile, per esso ci vuole un insormontabile coraggio. Ma ricorda questo, nel preciso momento in cui farai l’amore con una donna davvero eccezionale ti sentirai immortale!”

Ernest Hemingway (Midnight In Paris)

Radici e foglie

Cambia le tue opinioni ma conserva i tuoi principi.
Ricambia le tue foglie ma mantieni intatte le tue radici.
Victor Hugo

La somiglianza

Ti levi e l’acqua si spiega
Ti stendi e l’acqua si schiude
Tu sei l’acqua distolta dai gorghi
Sei la terra che mette radici
E dove tutto si fonda
Fai bolle di silenzio nel deserto dei fragori
Canti inni notturni su funi d’arcobaleno,
Sei dovunque abolisci ogni strada
Tu sacrifichi il tempo
All’eterna giovinezza della fiamma esatta
Che vela la natura ricreandola
Donna tu metti al mondo un corpo sempre uguale
Il tuo
Tu sei la somiglianza.

Paul Eluard

Libertà

Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli?
Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è libertà.
La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana.

(S. Pertini)

Il tempo

Il tempo è molto lento per coloro che aspettano, molto veloce per coloro che hanno paura, molto lungo per chi si lamenta, molto breve per quelli che festeggiano, ma, per tutti quelli che amano, il tempo è eternità.

William Shakespeare

Come sassi nello stagno

« Fisso il pavimento, quasi che la risposta fosse scritta tra i piedi. “Significa” parlo con lentezza e procedo a tentoni verso la spiegazione “significa che a dare senso alla battuta è quello che succede qui, in questo preciso istante, fra Nina e Konstantin. E succede qualcosa che è cruciale. E il miglior modo per esprimerlo è dire “Io sono un gabbiano”. Doris, tu non stai affatto sragionando, non sei in preda a un momento di pazzia. Potresti anche essere pazza, ma quello che conta è che per te è la realtà, e stai cercando in tutti i modi di comunicare questa idea a lui.”
Si scoraggia. “Sì, ma quale idea?”
Avrei dovuto darmi malata.
“Che tu sei un gabbiano”. Mi inceppo.
Ci riprovo. “D’accordo. Ricapitoliamo. Tu hai raggiunto Konstantin. Lui continua a dirti che è innamorato di te, che sei meravigliosa, che bacia la terra su cui cammini.”
“Sì..?”
“Si comporta come se tu non fossi cambiata, ma tu sei cambiata. E vuoi che lui lo capisca.”
“Capire cosa?”
“Che tu sei un gabbiano, Doris. Che non sei una ragazza giovane e piena di talento alle soglie di una brillante carriera teatrale, innamorata di un uomo intelligente e famoso. Tu hai perduto il tuo amante. Il tuo bambino è morto. E adesso sei una mediocre attrice di provincia. Sei un gabbiano. Una cosa morta. Un uccello sgraziato con la voce stridula che qualcuno ha ucciso tanto per fare qualcosa.”
Tutti tacciono.
“Ma sei ancora forte. Ogni volta che sei tentata di mollare, trovi il modo di riprenderti. ‘Io sono un gabbiano’. Ma poi dici: ‘No, non è vero’, Non ti arrendi. Anche se hai perduto tutto”
Mi guarda. In realtà tutti mi stanno guardando. Nascondo la faccia tra le mani. Dove voglio arrivare?
“È saper soffrire” dice il signor Hastings, lasciando cadere le parole nel silenzio come sassi nello stagno. »

“Innocence” (K. Tessaro)

… noi rinchiuso

“Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto; ché de la nova terra un turbo nacque e percosse del legno il primo canto. Tre volte il fé girar con tutte l’acque; a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù, com’altrui piacque, infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso”

La chiusura del XXVI canto dell’Inferno di Dante

Uno, nessuno e centomila

L’idea che gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a rendermi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro (un “mio” dunque che non era per me!); una vita nella quale pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare, quest’idea non mi diede più requie. Come sopportare in me questo estraneo? Questo estraneo che ero io stesso per me? Come non vederlo? Come non conoscerlo? Come restare per sempre condannato a portarmelo con me, in me, alla vista degli altri e fuori intanto dalla mia?
Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

Non sa mai…

Non sai mai quanto sei forte, finché essere forte è l’unica scelta che hai.

Chuk Palahniuk, Soffocare

Inadeguatezza

Colpa e senso di colpa sono argomenti inesauribili. Come psicologo delimito la mia indagine ad un preciso tipo di senso di colpa. Quello di chi non si stima e che consiste nella cosciente o inconscia accusa a se stessi di essere sbagliati, di non valere abbastanza, di essere inadeguati alla vita. Si tratta di un senso di colpa che fa soffrire in misura maggiore o minore moltissime persone e che, quando è forte e permanente, costituisce uno dei nuclei determinanti di molte nevrosi.
Questo senso di colpa ha un’origine precisa, le colpevolizzazioni, anche involontarie, dei genitori. Questi, infatti, detengono, mediante l’uso delle colpevolizzazioni, il potere inconscio e multiforme di far nascere e crescere nel figlio il dubbio e talvolta la certezza di essere inadatto, per propria colpa, ad affrontare con successo le situazioni della vita.

Lucio Della Seta, Le origini del senso di colpa

Ancora l’amore

L’amore è sempre paziente e gentile, non è mai geloso, non è mai presuntuoso o pieno di sé, non è mai scortese o egoista, non si offende e non porta rancore. L’amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri ma si delizia della verità.
È sempre pronto a scusare, a dare fiducia, a sperare e a resistere a qualsiasi tempesta.

Nicholas Sparks – I passi dell’amore

Strada

Ciascuno di noi ha un suo modo di agire e di manifestarsi, e dev’essergli assicurata la possibilità di servirsene liberamente. Mille strade diverse conducono all’amore. Purché ascolti se stesso, ognuno troverà la propria. Non permettete a chicchessia di imporvi perentoriamente la sua. In un libro stupendo dell’antropologo Carlos Castaneda, Teachings according to Don Juan (trad. it. Viaggio a Ixtlan. Le lezioni di Don Juan, Astrolabio, Roma), interamente dedicato agli Indiani Yaqui che l’autore ha fatto oggetto di studio approfondito, c’è un personaggio di nome Don Juan il quale afferma: «Ogni strada non è che una fra un milione di strade. Pertanto dovete sempre tener presente che una strada è soltanto una strada. Se in questo momento sentite di non doverla percorrere, non siete obbligati a farlo in nessun caso. Una strada è solamente una strada. Il fatto che il vostro cuore vi esorti ad abbandonarla non è un affronto a voi stessi o agli altri. Ma la vostra decisione di proseguire lungo quella strada o di abbandonarla non deve avere attinenza alcuna con la paura o con l’ambizione. Attenti: ogni strada dev’essere osservata da vicino e deliberatamente. Provatela una volta, due, tre, quanto lo ritenete necessario.
Poi ponetevi una domanda, ma solo a voi stessi; e la domanda è la seguente: Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono uguali. Non conducono in nessun luogo. Sono strade che attraversano il bosco, s’inoltrano nel bosco, passano sotto il bosco. Tutto sta
ad accertare se quella strada ha un cuore. È il solo dato che conti. Se non ha cuore, è una strada sbagliata». Se la vostra strada è l’amore, la meta non ha importanza; il cammino che seguirete sarà fatto d’amore.
Potete essere «veri» solo quando non vi scostate dalla vostra strada. La cosa più difficile del mondo è il voler essere ciò che non siamo. Allontanandovi da voi, dovete al tempo stesso avvicinarvi sempre più a ciò che siete. Scoprirete che è un modo molto
facile di essere. La cosa più facile al mondo è essere ciò che siete, essere voi stessi. La cosa più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che voi siate. Non permettete loro di situarvi in questa posizione. Trovate il vostro «essere», siate chi siete, siate come siete. Dopo di che potrete vivere in tutta semplicità. Avrete l’energia necessaria per
«respingere i fantasmi», come dice Alpert. Non avrete più fantasmi da scacciare. Non dovrete più recitare un ruolo che non sia di vostra competenza. Ve ne libererete una volta per tutte e potrete dire a voi stessi: «Ecco, quest’uomo, questa donna sono io. Prendetemi per quel che sono, con le mie debolezze, con la mia stupidità, con tutto il resto. E se non potete, lasciatemi essere me stesso».
LEO BUSCAGLIA

Guarigione

Un metodo di guarigione è inferiore o superiore nella misura in cui è capace di risvegliare o stimolare l’Energia Vitale inattiva in qualunque parte del corpo malata, fulminando così la malattia. Di conseguenza, tutti i metodi di guarigione sono in realtà modi indiretti di risvegliare l’Energia Vitale, che è la vera e diretta responsabile della guarigione di ogni malattia.
Paramhamsa Yogananda, Come essere sani e vitali

L’amore

“L’amore ha tanti misteri ed è come un gioiello prezioso formato da mille pietre brillanti la cui lucentezza si mescola e si amalgama L’amore è una combinazione di differenti illusioni e sentimenti, che risiedono permanentemente nella vita di ogni essere umano, il quale vive periodi segnati da alti e bassi, marcati da gioie e piaceri, ma anche da odio e rancore.
Per amore e odio l’essere umano attiva una grande quantità di energia, combatte, si sottopone a prove, corre dei rischi, supera le difficoltà più terribili, smuove le montagne o attraversa gli oceani e nulla lo può fermare fintanto che non ha raggiunto il suo obiettivo. Per questo quando un uomo e una donna si innamorano veramente, avviene l’incontro di due anime che desiderano unirsi per sempre e vivere la vita in tutte le sue manifestazioni. Per loro, l’esperienza dell’amore è come la fiamma che illumina l’oscurità, o il rombo di un tuono, o lo scintillio di milioni di luci che illuminano la loro esistenza. L’incontro col vero amore accade una sola volta e quando avviene è per sempre. Tanto che uno di loro o entrambi possono dire: “all’unico essere, al mio unico amore, con tutto il mio cuore e per sempre dedico la mia esistenza, per tutta l’eternità.”

Hernan Huarache Mamani

Tesoro

Non trovi il tesoro se non lo cerchi sull’isola in cui l’hai sepolto.

“Come un granello di sabbia – Raccolta”

Il saggio

Il saggio, così come non disdegna di vivere, parimenti non teme il non vivere ulteriormente: per lui la vita non è un male ma neppure crede che lo sia il non vivere più.
Giulio Cesare Maggi, Epicuro e oltre

GRAZIE

E’ una delle parole che “amo” maggiormente. Indica rispetto, educazione, cività, gentilezza.
Eppure, nel vivere comune, mi rendo conto di come sia totalmente dimenticata da noi italiani

Buddha

Il pensiero si manifesta nella parola;
la parola si manifesta nell’atto;
l’atto si sviluppa in abitudine;
e l’abitudine si solidifica in carattere.
Sorveglia quindi con cura il pensiero e le sue strade,
e fa che esso sgorghi dall’amore
nato dalla premura per tutti gli esseri.
Buddha

Il mondo che percepiamo

“Noi creiamo il mondo che percepiamo, non perché non esiste realtà fuori dalla nostra mente, ma perché scegliamo e modifichiamo la realtà che vediamo in modo che si adegui alle nostre convinzioni sul mondo in cui viviamo. Si tratta di una funzione necessaria al nostro adattamento e alla nostra sopravvivenza”
Gregory Bateson

La riflessione

La riflessione è l’appropriazione del nostro sforzo per esistere e del nostro desiderio d’essere, attraverso le opere che testimoniano di questo sforzo e di questo desiderio. Per questo motivo la riflessione è piú di una semplice critica del giudizio morale; anteriormente a ogni critica del giudizio, essa riflette su quell’atto di esistere da noi dispiegato nello sforzo e nel desiderio”
S. Freud

Consapevolezza

I migliori esseri umani sono caratterizzati dalla consapevolezza del vasto mare della conoscenza che non avremo mai.
Solo i peggiori si fissano sulle poche cose che sanno, sopravvalutandole.
Ed in genere si rifanno con ferocia sul mondo, usandole come un’arma”
Ignazio Licata

Da chiunque

Sono conscio dello stato della mia ignoranza e pronto a imparare da chiunque, indipendentemente dalla sua qualifica.

Isaac Asimov

Indelebili

La speranza e il coraggio di pochi lasciano tracce indelebili.

Giambattista Vico

Domande

Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte.
Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande.

Nagib Mahfuz

Senso di meraviglia

La dignità dell’artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo.

Gilbert Keith Chesterton

Diogene in manicomio

Nel 1975 (addirittura sull’autoritario Lancet) e poi in consistenti pubblicazioni successive, ad alcuni psicologi e psichiatri venne in mente di coniare la diagnosi “Sindrome di Diogene”, un disordine comportamentale che sarebbe:
“caratterizzato da un’estrema disattenzione alle necessità basilari, come l’igiene personale e le cure mediche. La sindrome è conosciuta anche con altri nomi, ad esempio come sindrome dello squallore senile. Colpisce per lo più anziani che vivono soli. I sintomi includono principalmente l’abbandono delle norme igieniche personali. La sindrome è accompagnata spesso da malattie fisiche. Si manifesta in associazione a syllogomania, l’accumulo patologico di oggetti, anche immondizia, che il malato considera che possano essere ancora utili. Lesioni al lobo frontale possono giocare un ruolo nel sorgere della sindrome”.
Orbene, personalmente ho incontrato una paziente che aveva la singolare abitudine di accumulare multe che sottraeva dalle automobili, nella bizzarra e purtoppo infondata convinzione che in questo modo avrebbe evitato alle persone di doverle pagare. In effetti il suo stato in termini di igiene personale era deteriorato col passar del tempo, e non accettava di buon grado di incontrare alcun medico. A parte il caso specifico, so bene quanto alcune forme di demenza o psicosi senili (o altre sindromi organiche) interferiscano con l’autonomia e la dignità della persona e possano essere motivo di sofferenza non soltanto ai pazienti ma anche ai famigliari.
Tuttavia Diogene di Sinope, a mio modesto avviso, non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Non solo non è mai stato considerato nella tradizione un accumulatore compulsivo, ma solamente come una persona che aveva vissuto con il minimo indispensabile.
Visse a Corinto dopo essere stato esiliato perché accusato di forgeria e per il resto della sua vita si dedicò interamente a predicare le virtù dell’autocontrollo. La virtù, per lui, consisteva nell’evitare qualsiasi piacere fisico superfluo, rifiutare drasticamente, non senza esibizionismo, le convenzioni e i tabù sessuali, oltre che i valori tradizionali come la ricchezza, il potere, la gloria; tutte le crescite artificiali della società gli sembravano incompatibili con la verità e la bontà; la moralità porta con sé un ritorno alla natura e alla semplicità.
Secondo quanto ci tramanda il sesto libro della “Vita dei filosofi” di Diogene Laerzio, Diogene è stata la prima persona conosciuta ad aver utilizzato il termine “cosmopolita”. Difatti, interrogato sulla sua provenienza, Diogene rispose: “Sono cittadino del mondo intero”. Si trattava di una dichiarazione sorprendente in un’epoca dove l’identità di un uomo era intimamente legata alla sua appartenenza ad una polis particolare. Citando le sue parole, “l’Uomo ha complicato ogni singolo semplice dono degli Dei”. Ai Giochi Istmici tenne discorsi a pubblici consistenti che lo seguivano dal periodo di Antistene. Fu probabilmente ad uno di quegli eventi che incontrò Alessandro il Grande. La storia narra che Alessandro, affascinato dalla possibilità di incontrare faccia a faccia il famoso filosofo (nella sua botte), chiese se non ci fosse qualche desiderio che avrebbe potuto esaudirgli. Diogene gli rispose di non frapporsi tra lui e il sole, al che Alessandro replicò: “Se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene”.
Mi chiedo dunque: cosa accadrebbe oggi se il vero Diogene finisse nelle mani di uno psichiatra “troppo ortodosso”? Finirebbe sotto psicofarmaci?
E mi chiedo infine: ma non sarà che l’uomo ancora oggi continua a complicare un po’ i “semplici doni degli Dei”?

Dr Massimo Lanzaro

Distogliere il pensiero

Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza, nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l’attenzione.
Sigmund Freud

Dolore

I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi siamo la causa.
Sofocle

Ne è solo l’immagine

La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l’immagine di Dio
e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un’immagine.
Blaise Pascal

“Mi candido con il Movimento Unione Italiano per rilanciare la cultura”

http://www.lenovae.it/gabriele-la-porta-sceglie-il-movimento-unione-italiano/

Gabriele La Porta: “Mi candido con il Movimento Unione Italiano per rilanciare la cultura”

Movimento Unione Italiano: alle prossime elezioni amministrative si candida anche Gabriele La Porta

Il Movimento Unione Italiano rappresenta la vera novità in vista delle elezioni amministrative che si svolgeranno a Roma il prossimo 26-27 maggio. Tra le proprie fila il Movimento Unione Italiano annovera anche Gabriele La Porta, giornalista, filosofo, scrittore e Professore Italiano, nonché ex direttore di Rai2 e di Rai Notte

Professore, cosa l’ha spinta a scegliere di candidarsi insieme al Movimento Unione Italiano?

“Io penso che il bacino culturale presente nella città di Roma sia così straordinario che possa consentire ai cittadini di vivere “di rendita”. Mi spiego: sembra che non ci sia mai stata nella Capitale, al di là delle dichiarazioni, una vera volontà di impresa. A Roma ci sono tutti gli stili architettonici, tutti gli stili pittorici, che messi insieme sono più o meno pari alle vestigia di tutta la Francia e di tutta l’Inghilterra. In realtà senza voler addossare facili colpe, penso che Roma possa offrire un panorama culturale unico al mondo. E la possibilità di avere milioni, e ribadisco milioni, di turisti possa rendere la vita dei cittadini migliore rispetto a quella attuale. Il Movimento Unione Italiano fa proprio della cultura uno dei punti cardine del rinnovamento della città di Roma. Per questo ho accettato di candidarmi con il Movimento Unione Italiano“.

 

 

Difetti

Confessiamo i piccoli difetti, solo per convincere che non ne abbiamo di più grandi.
François de La Rochefoucauld

Attrazione

Non esiste salvaguardia contro il senso naturale dell’attrazione.
Algernon Charles Swinburne

Stelle

Le stelle sono illuminate purché ognuno possa un giorno trovare la sua.
Antoine de Saint Exupéry

Animi forti

Gli spiriti meschini sono soggiogati dalla sfortuna
ma gli animi forti s’innalzano sopra di essa.
Washington Irving