Quando…

Quando ti si scopre il cuore puoi coprirti quanto vuoi.
Solo certi abbracci sanno mettere fine al freddo di certi inverni dentro.

Massimo Bisotti

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13 Risposte

  1. di Barbara Tognarelli

    “L’ inverno del cuore

    Quando la delusione esonda dai nostri argini, proiettiamo sulle ombre del passato lampi retrospettivi di dubbi e insondabili amarezze. In ogni rapporto che costruiamo impegnamo molte delle nostre risorse, tempo, affetti, amore, talvolta; in ogni caso una parte, piccola o grande, di noi, si accolla la manovalanza emotiva del tutto. Sappiamo – o almeno, un’effimera consapevolezza è presente in noi – che molto di quello che ci beiamo di rovesciare sugli altri in termini di disponibilità andrà perduto, sarà quasi certamente senza ritorno. La vocazione al martirio varia da individuo a individuo, ma certo almeno un impulso di slancio di umana prodigalità è presente in ogni individuo dotato di un sia pure mediocre equilibrio.

    E’ facilmente sperimentabile e di certo universalmente noto quanta felicità di ritorno ci comprenda ogni volta che apriamo agli altri le finestre del cuore, ogni volta che li accogliamo nella nostra vita, più banalmente quando tendiamo la mano per una carezza, o facciamo un sorriso. La gioia di chi riceve ci contagia, ci dona il senso vivo dell’umanità, nel più ampio respiro dell’Universale.

    La nostra generosità, altissima qualità che spesso alcuni animali ci contendono – e a volte superano – è identificabile con ciò che la natura ci offre con il suo moto spontaneo: i suoi doni senza riserve a disposizione di miserrimi e spesso irriconoscenti utenti finali.

    Ma diversamente dalla Natura, che prodiga di sé prosegue sin dall’origine del mondo a fornire le risorse fondamentali alla sopravvivenza di questo pianeta, se pur talvolta manifestando i segni della propria inquietudine nei confronti dell’umana stupidità, viviamo malissimo le inadeguate risposte degli altri ai nostri slanci nei loro confronti.

    Come delicati rami di mimosa scossi dal vento, vediamo allontanare i fiori dai nostri alberi e piangiamo lacrime di rabbia e dolore per non essere stati capiti, non essere stati ascoltati, oppure semplicemente per essere stati lasciati soli.

    Temiamo la solitudine che segue ad una scissione: quando l’inganno emerge dirompente e rompe i vincoli di un’amicizia, lentamente, amorevolmente coltivata, il nostro giardino diviene improvvisamente spoglio, come ghiacciato da un’improvvisa brina invernale, lasciando anche il nostro cuore in inverno.

    C’è un tempo di latenza che dobbiamo accettare, all’ interno del quale non possiamo far altro che guardarci dentro, risettare il nostro sistema, cercare di sanare i colpi di cui il nostro edificio è stato bersaglio, rileggerci e ripensarci, nuovi, diversi, un po’ più soli.

    E poi di seguito accettare il lungo tempo necessario alla cicatrizzazione, gli inevitabili ripensamenti, le domande che ci porremo e che è giusto e sano porci, per capire, se esiste, il motivo di quello che ci troviamo a vivere.

    Non credo che potranno arrivarci risposte soddisfacenti, e forse non è quello che cerchiamo. Il nostro ego ferito è quasi orgoglioso della propria titanica resistenza, e del fatto di essere la vittima e non il colpevole di tanta riprovevole disumana attitudine. Emerge un senso di superiorità del nostro essere rispetto ad un essere altro, scioccamente vanagloriandoci dell’impossibilità per la nostra presunta perfezione di scendere a comportamenti poco rispettosi, indegni della rispettabilità di qualsiasi altro essere umano vicino o lontano. Ma sfortunatamente nessuno è esente, in potenza se non in atto, da momenti di improvvida stoltezza, da meschini propositi individuali che schiaccino, magari per un solo istante, gli interessi di altri.

    Teniamoci quindi la nostra delusione e l’amarezza che ne consegue, imprimiamo nella nostra memoria i segni che ci portiamo dentro in modo da renderne esenti gli altri, almeno per quanto è nelle nostre possibilità fare, o meglio, non fare.

    Ci sarà un tempo, neppure troppo lontano, in cui, staccando la spina, il nostro cuore comincerà a perdere il ghiaccio che lo ha avvolto, tornerà al suo battito regolare ed in quel tempo, accadrà, avremo dimenticato.

    Ed i rami della mimosa torneranno carichi di fiori.”

    %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%

    Il calore umano, la solidarietà, un aiuto insperato e disinteressato possono restituirci fiducia, riconciliarci con la vita, rinasce la speranza ed è nuovamente primavera nei nostri cuori.

  2. …questa frase la copio e la trascrivo a lettere cubitali nel mio diaro!
    chi mi conosce sa quanto per me un abbraccio significhi…amore, sicurezza, protezione, sogno, calore….non rinuncerei ad un abbraccio per nulla al mondo..trovo che sia la forma piu’ pura ma anche piu’ empatica per amare e sentirsi amati

  3. Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò che esiste,
    l’arena, il tempo, l’albero della pioggia,
    e tutto vive perchè io viva:
    senz’andare sì lungi posso veder tutto:
    vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

    Pablo Neruda

  4. Queste parole sono di unna bellezza incredibile!

    E io ho freddo…

  5. @LOrenzo…..qui dentro…in questo Bosco (come io chiamo questo blog)..c’è tanta legna per scaldarsi…..bisogna andarla a cercare e metterla in ordine……se tu vorrai……il fuoco lo si anccenderà tutti insieme… ; )) ; )) : )) !!!!! però la legna la trasporti tu …che io sono femminuccia e non ce la faccio da sola… un saluto!!! ; )

  6. @LORENZO….cominciamo così…e poi vediamo tutti insieme ; )))

    IL fuoco di LOrenzo…per te ! : ) : )

  7. @Anna Ferrara……che stupida che sono dimenticavo di salutare TE che un giorno mi dedicasti un brano bellissimo che io ancora conservo tra i miei preferiti…perdonami Anna…..ma la mia memoria…vivendo nell’attimo…..è veramente intorpidita…mi auguro solo che leggerai queste parole..e che mi scuserai per tutte quelle volte..che scrivendo su spazi dove eri presente anche tu…io non ti ho salutata….sai….ho avuto piccole distrazioni. Ora sono qui ad onorare la tua presenza …..perdona la mia involontaria superficialità… : ( . ( .: ) : ).

  8. Sei gentile Ale grazie un bacio 😉

  9. @Lorenzo….e di cosa ????Abbiamo detto che la legna la trasporti tu ?????? : ) : ) : ) un bacio anche a te…….

  10. Ahahah intendevo della tua gentilezza e bontà Ale

    La legna eccola…

  11. … E chi soffia sul fuoco? Chi si umidisce il dito per vedere da che parte soffia il vento? Chi ce lo dice che poi non cambia? Ce lo diranno i Tarocchi? E se utilizzassimo i tarocchi per accendere il fuoco? Tanto nessuno li sa usare: che ce ne facciamo se esce la Morte? E’ quello il segnale che dobbiamo andare tutti quanti a morire ammazzati, oppure dobbiamo spegnere il fuoco? Mi si contorce l’anima del mio tempio, a questi pensieri.
    Estote parati!

  12. @LOrenzo sei un Grande!!! …e come sospettavo hai dentro un lucente senso dell’umorismo…seguire i tuoi post..mi stupisce e mi diverte…e li trovo anche molto belli……ok…abbiamo la legna…ma ti sei dimenticato il vino!…per fortuna che a quello già ci avevo pensato io….; ) ; ) ; )…..un forte abraccio Lorenzo….sei in gamba…. Bravo !!! : )…e mi piace quando ridi : ) : )

  13. …Bene!… E io me lo scrivo, così non lo dimentico: …Lo–ren-zo… il- gran-de… Egill … por-ta… la… le-gna… punto e virgola e a capo… A-les-san-dra por-ta… il… vi-no… punto e virgola e a capo… qual-cu-no … ci… pa-re-rà… il … cu… quan-do …ar-ri-ve-rà… la gu-ar-di-a… fo-re-sta- le… punto e virgola…

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