ancora sull’amore

Lo sai, mettersi ad amare qualcuno è un’impresa. Bisogna avere un’energia, una generosità, un accecamento.
C’è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa.
J.P. Sartre
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15 Risposte

  1. Poi salti nel precipizio e ti schianti. Voglio vedere se lo fai per la seconda volta. O non mandi affanbippo invece. Salta tu vai. Che ti seguo senz’altro. 🙂 scusa Jean Paul. Quando ce vò ce vò.

  2. sI …è un impresa…ma un eroe non dovrebbe mai temere ne’ il viaggio ne’ l’Amore perchè se lo vedi…e parlo di Amore universale ti “consacri” e se lo conosci sotto la sua “vera” forma non c’è paura o timore che regga…ma solo mancanza di amore e quello è ammissibile è umano, diventa al contrario disastroso un amore vissuto a fatica, l’amore che devi “sorreggere”, l’amore fatto di paure riversate sull’altro, di sensi di colpa ….quell’amore lì non è amore è solo una ricerca di un appoggo meschino e codardo che sfrutta “Amore” perchè troppo pauroso per vivere la vita da solo. L’universo va rispettato partendo propio alla scoperta di quell’Amore vero….fino a quel momento sarebbe meglio evitarsi “patteggiamenti emotivi di comodo” e amare …amare solo TUTTO….e cercare …..fidate correnti solitarie (ovviamente questo funziona per me……ho dovuto conoscere AMORE, prima di potermi innamorare…e continuo a preferire la sua “essenza” piuttosto che le sue manifestazioni….delle volte pallide) Per me l’Amore richiede coraggio e una fortissima dignità e solidità nella realtà di un sentimento…altrimenti….via a indecisioni o mezze misure. non è amore è codardia ….L”AMORE va amato…..in alternativa …se propio uno si annoia e non sa a chi appiccicare il propio malessere…potrebbe provare con un corso di ..uncinetto o taglio e cucito….tiene la mente impegnata …e non svilisce nessuno e niente….; ) : ) : ) : )

    Fidate correnti

  3. amare qualcuno col cuore e farlo diventare il nostro cuore che batte dentro di noi richiede la consapevolezza che da quel momenti in cui si riconosce Amore l’ “Io” non domina piu’ le nostre scelte e la nostra vita…ma si comincia a vivere pensando prima che all’io a “lui” o “lei”. l’amore e’ vivere per un “noi’ in cui alla paura di amare si sostituisce una partita a due uniti per la vita con la vita…amare significa avere il coraggio di mettersi in gioco, rivelare le proprie debolezze e fragilita’ senza paura e dare tutta la fuducia a chi di queste nostre fragilita’ e debolezze diventa il custode…amore e’ darsi senza se e senza ma…amore e’ tutto…amore e’ vita da vivere con meraviglia stupore sorpresa e emozioni…amore e’ la cosa piu bella del mondo.

  4. @Maria Ausilia io amo molto la Callas e mentre l’ascoltavo oggi ..pensando a lei il mio cuore ha cominciato a battere fortissimo e..le giuro non saprei spiegarle oltre…magari stò facendo un errore madornale ..e spero che qualcuno blocchi il mio post immediatamente vi prego……ma se il mio matto è uscito dal mazzo di solito …va via da solo….e mi perdoni se il mess. potrà mai arrecarle offesa…..ma da donna a donna……..Y Vamos………!

  5. Callas una voce poco fa’

  6. Nessuna offesa Carissima ti abbraccio forte….

    Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore…

    (Giovanni 14,27)

  7. …E c’è un momento per resettare: contro la logorrea della vita moderna è in effetti di grande aiuto non esercitare affatto lo jumping estremo; stare lontani dagli elastici, anche quelli delle bretelle, e giocare, per esempio, a freccette. Meglio in compagnia: se l’amato non si è lanciato, prima di prendere la saggia decisione di astenersi da azioni irrazionali.

  8. @Maria Ausilia sapevo che avresti capito…la Callas…anzi quel brano li ha insegnato a tutte….. ; ) ; ) ; )….almeno finchè poi arrivi al classico e spontaneo….mah si !!!….. chi se ne fre…..!!!!! Buona e immensa luce a te. vivi !…io veramente ti ho vista che cantavi……..

  9. Un caro saluto ed un abbraccio a Beatrice e Map.
    Una volta, molto tempo fa, in una fase di confusione emotiva, sognai proprio di rasentare un precipizio, guidando con maestria (anche se timorosa) una moto lungo un percorso accidentato, tutto un susseguirsi di curve a gomito in discesa, finché non giunsi al porto
    dove rimasi in attesa di avvistare un ritorno tanto sospirato…
    Oggi so di aver evitato un burrone ma non so se è stato positivo scegliere il ruolo di Penelope….

  10. Come Ragione e Sentimento si guardarono la prima volta:
    storia di un incontro riuscito.
    di Matilde Cesaro 22.09.2011

    Emozione guardava con apprensione i suoi amici Ragione e Sentimento. Il motivo stava nel fatto che i due si perdevano in lunghe ed estenuanti discussioni. Ragione sosteneva che senza di lui le cose non avrebbero nessun valore di senso compiuto, faceva complicati calcoli e parlava secondo teorie accertate e prove scientifiche dimostrate.

    Sentimento, dal suo canto, sosteneva che senza di lei le cose non avrebbero significato, senza di lei il combustibile per far andare avanti le scelte nella vita verrebbe meno così come una macchina dai meccanismi funzionanti e la carrozzeria sfavillante senza benzina non può andare avanti. Le loro posizioni erano inconciliabili e il contrasto diventava ogni giorno più pesante e senza via d’uscita.

    Emozione frizzava e di tanto interveniva ma non sempre otteneva l’effetto desiderato. Scorazzava lanciando gridolini di pura gioia oppure diventava rossa per la rabbia e lanciava accuse spropositate all’indirizzo dei suoi amici senza venire a capo di nulla.

    Ragione pensava che la lontana parentela tra Sentimento ed Emozione era una prova in più del fatto che bisognava guardarsi bene dal prendere in considerazione gli argomenti da lei sostenuti che di certo facevano perdere tempo prezioso. Lui aveva cose molto serie da fare, lui aveva da ragionare e allora lasciava perdere Sentimento, riprendeva il suo enorme calcolatore e trascorreva ore a battere sugli enormi tasti per fare importanti calcoli. Sentimento ribolliva di rabbia e replicava che senza Emozione la vita avrebbe perso di valore proprio come un bel gelato colorato al sapore di niente!

    Insomma proprio un bel pasticcio e senza che si trovasse una soluzione vantaggiosa per entrambi!
    Nella notte Emozione rimase sveglia con il cuore che le batteva forte per assistere al miracolo della natura dopo il lungo inverno e dolcemente, senza rendersene conto, avvinta dalla stanchezza si addormentò…

    Camminava in un giardino con fiori dai forti profumi e dai colori vivaci. Ad ogni passo un nuovo profumo la investiva e lei sentiva spuntare qualcosa dentro di indefinibile. I fiori era come se parlassero tra loro e lei percepiva l’intima essenza dei pensieri. Le sembrava di sentire quel che dicessero i fiori, le loro emozioni, le loro voci e di capire quello che stavano provando e anche tutti i suoi pensieri bui trovavano accoglienza. Più si impegnava in questo magico ascolto e più sentiva accolte le sue sensazioni. Stupita si fermò vicino ad un vivace ruscello, si sedette e domandò “chi mai ha questo potere? Che cosa dunque accade in questo giardino incantato?” Il ruscello le rispose fermandosi per un attimo “sei nella terra di Empatia. Nel suo regno non ci sono contrasti, non ci sono scontri che non possano essere accolti e condivisi. Chi ha difficoltà a raggiungere accordi viene qua e con la complicità di Consapevolezza (che poi sveleremo il ruolo che ha) e la preziosa arte di Empatia vanno via soddisfatti e arricchiti. Possiedono un occhio in più!”

    La voce squillante si perse dietro un’ansa rocciosa “Ma allora, allora è possibile portare un po’ di Empatia a Ragione e Sentimento? E’ possibile?…” chiese con fare fiducioso al vento leggero. “Si” rispose il venticello di primavera, “è possibile! Empatia è come un seme che va coltivato ed innaffiato con cura ed amore sul terreno di Consapevolezza!” e il vento corse via rincorrendo Brezza. “Terreno di Consapevolezza e seme di Empatia… basta veramente poco per mettere pace tra quei due” pensava Emozione. “Ma dove posso trovare, dove la scovo la terra di Consapevolezza?” Empatia che aveva assistito sino allora in silenzio alle mille domande di Emozione decise di rispondere a quella che forse era la domanda più difficile: “Consapevolezza significa sapere cosa stai provando nel momento in cui lo provi, significa essere attenti alle emozioni che attraversano il nostro cuore e il nostro corpo, significa essere padroni della propria persona e non lasciare che le emozioni fuggano come cavalli imbizzarriti.

    Dopo è più difficile ritrovarli e renderli mansueti. La consapevolezza accoglie tutti i pensieri, anche quelli più molesti e cattivi, ma tiene a bada Comportamento che spesso fa e dice cose terribili sulle quali poi non è più possibile fare ritorno. E’ come una freccia scagliata senza bersaglio, non sai mai dove può colpire e a chi può fare del male. Consapevolezza invece ti rende sapiente circa il tuo sentire e grazie ad Empatia ti rende sapiente anche circa il sentire ed i bisogni dell’altro. Ti dà quel terzo occhio che ti permette di vedere quello che a prima vista non è chiaro, potrebbe infastidirti o addirittura essere doloroso. Apre le porte del cuore e permette di vedere i mille colori e di sentire i mille profumi proprio come ti sta accadendo qua….”. Concluse soavemente Empatia.

    “Emozione, Emozione? Ma come dormi ancora? Dovevamo andare al mare a vedere le onde rincorrersi e fare a gara a chi arrivava per prima…. Svegliati, svegliati !” Comportamento scrollava Emozione che stropicciandosi gli occhi si ripeteva le ultime parole di Empatia “il terzo occhio… apre le porte del cuore…”. “Ora non posso” rispose Emozione già in piedi pronta a correre dai suoi amici Ragione e Sentimento. “Ora non ti posso spiegare” diceva a Comportamento “ti dirò tutto dopoooo”.

    Trovò Ragione chiuso nel suo studiolo alle prese con i tasti giganteschi del suo calcolatore e Sentimento che passeggiava nostalgicamente lanciando sospiri al cielo. “Ragazzi venite qua, venite da me. Ora so come fare!” Raccontò del suo sogno ad un infastidito Ragione che guardava continuamente la cipolla che portava appesa al taschino del panciotto e a Sentimento che ora lacrimava ora sorrideva. “Bene!” disse Emozione alla fine del suo racconto “ora provate a chiedervi quali sono i motivi dei vostri dissapori e cosa sperimentate qui e qui (indicando il posto del cuore e il posto della testa)”. Seguì un lungo silenzio e poi come un fiume in piena ognuno espose il proprio punto di vista arricchendolo di dettagli e particolari che non si erano mai detti prima di allora.

    Emozione faticava a stare dietro a tutte queste parole in piena ma resistette in nome dell’amicizia (che per lei era un valore importantissimo). “Ok, ora fate il contrario, tu Ragione prenditi i pensieri di Sentimento e tu Sentimento quelli di Ragione proprio come se vi stesse scambiando una giacca. Ognuno di voi la indossi e senta il calore del corpo dell’altro, la sua forma, il suo profumo… Fatelo in silenzio e senza dare immediatamente dei giudizi. Per ora Giudizio lasciamolo da parte perché in questo momento non ci è utile e può frapporsi e oscurare il terzo occhio”.

    Ragione e Sentimento eseguirono sia pur con qualche ritrosia. Emozione era lì in silenzio a godersi lo spettacolo tenendo a bada Entusiasmo che voleva a tutti i costi dire la sua. Ragione staccò gli occhi dalla cipolla e cominciò a lisciare la sua giacca. Guardò il cielo e ne percepì l’immensità, guardò i fiori e vide i numerosi colori, allargò le narici e fece un pieno di odori che stimolarono le sue papille gustative. Assaporò gli odori e quella fu per lui un’esperienza sconvolgente… Intanto Sentimento assorbì i pensieri di Ragione e si trovò a decidere cosa fare per prima e cosa fare per dopo, si trovò a pensare in termini di tempo ed i secondi ed i minuti e le ore acquistarono un significato diverso.

    Liberò il tempo dall’Oppressione e dall’Obbligo e ne capì l’Utilità. Ora Ragione e Sentimento si guardavano come se non si fossero mai incontrati prima (difatti era così visto che si guardavano col terzo occhio appena acquisito). Ognuno capì i motivi dell’altro e questo funzionò a meraviglia. La loro comunicazione si avviò su strade nuove. Strade di pace che tenevano conto delle posizioni dell’altro ma non si combattevano più per affermare unicamente la propria realtà.

    Emozione si allontanò con il cuore gonfio di gratitudine nei confronti di Empatia.

    In ricordo di Vittorio Arrigoni
    ******************************************************************************

    Si ringrazia il sito coachingtime.it

  11. Buona e immensa Luce anche a Te Carissima Alessandra 😉

  12. Per Anna 🙂 grazie sempre della tua gentilezza ricambio i tuoi saluti con gioia 😉 🙂

  13. Basta, Che non sia “possesso ossesso”, allora ci credo..!!! Certo l’amore vero, quello che solito, intendiamo fa battere il cuore, credo già sia tanto se capita 2 volte o 3 al massimo! Ma, siccome non sono tutti, non metto limite agli altri! L’Amore, è le sue specificità? o forse è sempre uno, che richiede crescita? boh, forse è proprio quest’ultimo boh?? eeeheeheeheee! scherzi a parte credo, che sia una scalata, o discesa come si preferisce! si l’amore passionale, ma quale, più bello di quello cantato per esempio da, Ibn Arabì, Credo che ognuno, alla fine ricerchi ciò di cui più sente sia verità che benessere, il che non vuol dire mancanza di pene!!!

  14. cara Anna,
    un caro abbraccio anche a te!!

  15. Sono d’accordo con Giuseppe quando dice che “l’amore richiede crescita e che ricerca ciò di cui più sente sia verità che benessere, il che non vuol dire mancanza di pene”…
    Lavorare, allora, tutti insieme per il pene comune, è l’impresa più ardua che l’amore ci spinge a compiere: perchè non credo che una donna possa accettare mai di dividerLo con un’ altra. Mentre un uomo si sente gratificato e illuminato per essere passato attraverso la stessa porta, “alla pari” con gli altri. Ma forse non ho capito bene la lezione perchè sono proprio dura di comprendonio.Chiedo sempre all’uomo di turno di potermela rispiegare. Non lo chiedo alle donne perchè siamo così ricche di autogiustificazioni: lo ius prime noctis lo ha inventato la moglie, tutte le altre sono la sua ombra…
    Ogni volta cerco di togliere qualche pelo da su la lingua perchè articoli domande sempre più chiare, ma la risposta, se è vero che è insita nella domanda, è sempre più retorica. Questa è la più “taggata”: il benessere viene dalla restituzione del pene…
    Non posso neanche ridere e non so nemmeno dove poter collocare i coglioni: con rispetto parlando, tra i fermioni o tra i bosoni?

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