Buio Nero

Nero, per tornaconto di una necessità. Come in un accordo ministeriale, mi accomodo. Persino la bugia che nega il mentire è uguale a due giri di vipera sul collo. E mi mantiene mezza asfissiata, mezza viva. In pratica moribonda, affetta da verità presunta. Quella che arreda col pensiero perché incorporea, che esonera il tatto in assenza di materia, che inventa le tue mani nel buio delle consolazioni. E lì, che nel corpo di sciantosa, rotule costrette dal proibizionismo, ghirigori della mente allo specchio, le mani come acquasantiere gemelle, segno di pace nel fragore della mia guerra, mi accomodo nello scomodo. Siamo alle solite, in questo bilico perenne dove una aspetta di liberare l’altra, per smetterla una buona volta. M’inzuppo di estratti fioriti robusti e acri. Un esiguo lago sotto i piedi scalzi come una prova di miracolo. Batto il tempo a tempo. Non me ne vado. L’olfatto predilige inganni a zig zag e inspiro me tenendomi presente. Venerabile, deprecabile, insostituibile perché eccessiva, io. Il buio aiuta le cose negate a vivere di prelibatezze mentali solubili in differita, lusso per pochi, senza sottotitoli. Faccio come mi pare. potrei inspirare anche voi. Non è già successo?

Ornella Pennacchioni

L’assurdità, in questo tempo. Una SCRITTRICE di tale maestria, non ha un editore degno di questo nome

Gabriele

 

14 Risposte

  1. “LIBERATI DAL TUO SCEttICISMO”

    (Il Decimo Guru Gobind Singh)

  2. rendi Grazie per le benedizioni , Ignote che sono
    gia’ in Arrivo.

    (Preghiera dei Nativi D’America)

  3. Trasformazione dall’Ombra:
    Mi “in-spiri”, Ornella, la danza della ninfa che abita l’albero di olivo: prezioso nettare, lei percuote il terreno: batte il tempo a tempo e in quel punto germoglia la pianta sacra ad Athena Lemnia. La vipera è attorcigliata al suo braccio, innocua…
    Sei per caso allergica al polline di ulivo?

  4. Maria Ausilia, non sono scettica, sono senza contegno.
    Grazie.

  5. … Sai, Ornella, meditavo su quel “nero, per tornaconto di una necessità” e giusto su… ” quanto sia necessario vivere radicalmente la differenza tra la fonte interiore della bellezza e il suo tramite esteriore” (In-spirare Platone non è mai semplice!)

  6. Scritto molto forte,
    per me è come se dicesse,
    questo è ciò che comunica a me:

    Vita lasciata nelle mani,
    possenti mani,
    io ti stringo e più ti stringo e più la vita come un un filo sottile e invisibile circonda il mio collo e lo stringe,
    più io respiro e più il filo attorno al collo stringe,
    un filo di nylon, di seta ruvido e tagliente che non si rompe è attorno al tuo collo
    e ogni movimento diventa sussulto,
    un soffoco, un disfarsi
    di vene che ancora pulsano nel collo e il sangue si arresta nel collo e alla gola una stretta al cuore,
    che risale fino al collo e stringe, morsa che non si può allentare,
    il filo interdentale taglia stringe ancora di più al tuo collo e come boa constrinctor preme sul collo,
    poi all’ ultimo soffio,
    il filo si allenta, e cade,
    salvo per un soffio.

    **************************

    Lo scritto di Ornella Pennacchioni mi trasmette ciò un senso di soffoco che svanisce se non proprio prima quasi di asfissiare, quindi infine uno si salva,
    ma la sensazione di percepire la vita come un barbaglio di un attimo che poi svanisce e si trasforma in pietra è forte.

    ma in fine la “salvezza” che l autrice cerca fin dall inizio del brano arriva, c’è in un qualche modo o almeno si intravede uno spiraglio di uscita, di ripresa.

    L’ autrice sembra parli di un periodo molto difficile,
    anzi estremamente difficile, ma passeggero,
    in cui fa assaggiare un dopo in cui riuscir a trovare il modo di superare questo momento di difficoltà.

    Uno scritto molto forte, netto quasi da essere tagliente, ma che descrive con una successione di immagini precise, quasi da chirurgo,
    la situazione che oggi stanno vivendo molti,
    ossia di difficoltà e di pesantezza.

    Però che in qualche modo, anche se queste avversità lasciano “ferite” dentro indelebili, importanti che cambiano anche un pò la persona, che rimane profondamente ferita,
    da modo di capire che c’è la possibilià di riprendersi e tirarsi su.

    Autrice fa giusto un accenno, un abbozzo a ciò non lo dice nello scritto, ma lo fa intendere, che essendo ancora un modo più sottile, è più profondo e sicuramente più efficace.

    Fa intravedere un barbaglio, in fondo allo scritto.

    Questa è una mia analisi-interpretazione del brano.

  7. Per giungere a essere tutto, non voler essere niente.

    (S.Giovanni della Croce)

  8. Per evitare fraintendimenti, quando scrivo:

    “senso di soffoco che svanisce se non proprio prima quasi di asfissiare, quindi infine uno si salva”

    proprio non faccio nessun riferimento alla morte, ma dico che il respiro è quello prima di asfisiare,
    quindi all ultimo ” la morsa lascia la presa”,
    e metaforicamente l eventuale tipo torna a respirare dopo quello spavento.
    ma non c’è nessuno che simbolicamente muore, non c’ è assolutamente la morte della persona,
    ma ciò che ho scritto sopra.

    Volevo precisare.

  9. Valeria-Luo D.A. Tu sai dare vita al senso vero della scrittura. Compi il processo delle conseguenze. Non ristagni nel pensiero dell’autore come fosse obbligatorio covarlo, ma immagini altro, sceneggiando. Grazie.

  10. Melusina. La tua è una proiezione molto umana. I tuoi sensi hanno preso atto dello stress narrativo con grande lucidità congedandosi dal brano con l’happy end che meritano sia l’autore che il lettore. Vero è, che in letteratura come nella vita, si ha bisogno di consolazione. Romanzare è ciò che amo di più. Grazie della tua sentita partecipazione.

  11. Ornella, è un piacere leggerti: prima fra tutte, è questa la sensazione che provo quando ti leggo. Qualsiasi cosa mi sia venuta da te, ad ora, mi è “familiare”. Ciao!

  12. …invece leggere la “peperoncina d’anima” Valeria è SEMPRE luce di speranza !
    In questo blog abita la luce della speranza
    Baci a tutti
    Il viandante

  13. Sera, bel viandante… 😉

  14. Un abraxsas ci voleva proprio, oggi. Tanti baci e abraxsas anche a te! 🙂 😉

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