La tomba di Edgar Poe

Quale in Lui alfine l’eternità lo muta,
il Poeta risuscita con una spada nuda
il secolo spaventato di non aver compreso
che la morte parlava in quella voce strana
Essi, in vile sussulto di idra che ha udito l’angelo
dare un senso più puro alle parole della tribù,
proclamarono altissimo il sortilegio bevuto
nel flutto senza ombre di qualche nero miscuglio.
Del suolo e della nube ostile, o folle colpa!
se la nostra idea non fa un bassorilievo
di cui la tomba di Poe abbagliante si adorni,
calmo blocco caduto da un disastro oscuro,
questo granito almeno mostri il confine
ai neri della Bestemmia voli sparsi al futuro.

Stéphane Mallarmé

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2 Risposte

  1. Caro Gabriele,
    perdona le mie assenze ma ho poco tempo per internet..
    I versi che pubblichi sono sempre meravigliosi.
    C’è la vita dentro e l’amore per la vita, la consapevolezza dell’imperfezione, la bellezza dell’oscurità, che è luce.
    Grazie Grazie Grazie,
    leggere è ritrovare un po’ di se stessi, sempre.
    🙂

    Un caro abbraccio

    Greta

  2. “Alla fine, cos’è un uomo nella natura? Un nulla davanti all’infinito, un tutto davanti al nulla, qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto” (Blaise Pascal)… Ma poi sarà una parte del Tutto.

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