Tiranni e mascalzoni

Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza, perché la violenza attrae inevitabilmente. Il tempo ha dimostrato che a dei tiranni illustri succedono sempre dei mascalzoni.

Albert Einstein

33 Risposte

  1. Nel mentre rifletto su alcune “vite parallele”…

    “Pensate che ora non si lotta solo per il dilemma, schiavitù o libertà; ma si tratta anche di non perdere un impero e di non dover soccombere all’odio che tale impero vi ha procurato. D’altra parte, non vi è più possibile, ormai, rinunciare a esso, anche se al
    presente non manca qualche fervido amante del quieto vivere che vorrebbe fare il bel gesto. Ormai lo possedete, come un tiranno possiede la sua autorità: può sembrare contro giustizia il conseguirla, ma è indubbiamente è pericoloso deporla.” (Pericle)

    (Si ringrazia: http://www.beic.it/sites/default/files/attachments/Percorso.%20L'Atene%20di%20Pericle_0.pdf )

  2. Reblogged this on SPIRANIMA and commented:
    Amara Verità!!!

  3. Non vi è nulla di nuovo né di rivoluzionario nella violenza! La violenza è vecchia e non conduce da nessuna parte!
    La vera Nuova Rivoluzione, non si svolgerà per strada o nelle piazze, dovrà essere necessariamente interiore!

  4. La Storia dimostra che la violenza genera violenza e di rado risolve i problemi.

    In compenso crea sofferenze abissali.

    È anche evidente che, persino quando sembra giusta e logica per porre fine ai conflitti,

    non si può mai sapere se invece di spegnere un fuoco non stiamo appiccando un incendio.

    Dalai Lama

  5. Perfettamente sulla stessa frequenza d’onda di Melusina e del Dalai Lama.
    Un abbraccio

  6. Ricordavo di aver letto… o vissuto… E chi lo sa? Questa lettura mi sembra così attuale: i novatori e i pacifisti…
    Maestra Storia, cospargi il cielo di stelle e poi lasci che l’uomo capisca il loro significato nel momento stesso in cui tutto si è compiuto… Dove hai nascosto i Magi?
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    Da “Storia Universale” – di C. Barbagallo – Ed. U.T.E.T
    Sparta incapace a reggere l’impero che si è creato

    ” Il vasto dominio che è caduto sulle braccia di Sparta, è in gran parte formato di città le quali vivono sul mare e dal mare traggono il loro respiro. Sparta non ha flotta, né può crearsene una, perché non ha marinai, non ha un naviglio mercantile da cui attingere questi uomini, onde finora le è riuscito difficilissimo trasformarsi da potenza continentale a potenza marinara.
    Non ha neanche uomini per gli eserciti di terra! I 9.000 cittadini dei secoli IX ed VIII a.C., forniti di proprietà terriera, di pieni diritti politici, e quindi aventi il diritto e il dovere di servire nell’esercito, sono ridotti a 1.500, o forse anche meno. Questo è l’angustissimo fondo demografico cui il governo può attingere per i suoi bisogni militari. Ecco perché ora, in questa terra della Laconia si comincia ad accordare privilegi ai padri di tre o quattro figlioli. Ecco la ragione per cui, a formare gli equipaggi della sua scarsissima marina da guerra, o le guarnigioni per difendere i suoi domini d’oltremare, o le stesse divisioni del suo esercito di terra , Sparta deve ricorrere a quella parte della popolazione – ai Perieci, agli Iloti – che rappresenta la folla dei reietti e dei menomati della vita sociale.
    Agli Iloti incorporati nell’esercito, essa ha dovuto promettere il dono della cittadinanza, ma, alla fine di ogni guerra, gli antichi pregiudizi risorgono, le concessioni annunziate si fanno attendere, e, allorché vengono soddisfatte, si può facilmente constatare quanto rimangano lontane dagli impegni formulati, dalle illusioni suscitate. Essi ricevono l’elemosina di alcuni diritti civili, ma nessun diritto politico, né come cittadini passivi e continuano ad essere considerati come facenti parte di una delle ultime classi sociali.
    Da qui l’antica tradizione di odio degli Iloti contro i loro dominatori; essi continuano ad aborrirli come prima, più di prima, e gli Spartani sono condannati a riporre la propria difesa e la propria salvezza nelle braccia dei loro nemici nati.
    Se per governare l’Impero, Sparta non possiede l’organizzazione militare che vi occorre, non possiede nemmeno l’organizzazione e il personale finanziario indispensabile…”

  7. Continua…

    …”Fin adesso Sparta, non solo non aveva un sistema tributario che si attagliasse al suo dominio peloponnesiaco, ma nemmeno un erario cittadino, non regolari imposte municipali, ché gli uomini, i quali si avvicendavano al governo, possedevano la maggior parte delle terre, erano ben lontani dal voler regolare e controllare quanto ognuno di essi pagava allo stato.
    Non ne avevano neanche la capacità: erano degli eccellenti soldati, ma degli inetti e rozzi amministratori. I generali vincitori, i nuovi governatori non sanno che rubare, dilapidare e, per quanto non privi di capacità, non tardano a macchiare di tali colpe tutto il resto della loro vita.
    Il denaro che questi incauti avventurieri hanno accumulato o rapinato, basta per poco tempo; e hanno bisogno di denaro, di molto denaro, per acquistare i mille agi di cui non sanno più fare a meno.
    Anche, dunque, i grandi proprietari spartani si indebitano, impoveriscono, e il loro numero tende a ridursi con ritmo sempre più accelerato.
    Il male è così diffuso da far giudicare necessario un provvedimento che liberi la terra dal divieto di inalienabilità, che vi grava da secoli. Questo provvedimento non tarda a venire. Ma, frattanto, mentre l’agiatezza dei padroni declina, molti Perieci e Iloti riescono a raggiungere la ricchezza , cioè la potenza, e a inaugurare le più pericolose forme di rivincita sociale.
    Da questa fondamentale, intima contraddizione deriva il dualismo di indirizzi politici, che ora si fa più che mai manifesto in seno all’opinione pubblica spartana. Si tratta di un conflitto fra novatori e conservatori , fra imperialisti e pacifisti, che sembra perfino ingranarsi nella secolare rivalità tra efori e il re.
    Il massimo rappresentante delle nuove correnti ideologiche, nonché dell’imperialismo spartano, è in questo momento il vincitore di Egospotamos, il distruttore dell’impero ateniese: Lisandro… “

  8. Continua…

    …”E’ la popolarità, che sembra accompagnare quest’uomo è enorme. Al seguito di Lisandro sono ufficiali, che egli si è scelti quali compagni e che avevano diviso con lui i rischi e la gloria. Ma a questa rumorosa minoranza imperialistica, intorno alla quale si è formata tanta aureola di popolarità, si oppone la moltitudine dei conservatori vecchio stile alla cui testa sono i due re, i quali considerano con terrore la ricchezza, l’argento e l’oro che la vittoria ha fatto irrompere in patria, le ambizioni, le ingordigie che ha scatenate; aborrono dal guardare oltre i confini del Peloponneso, e i loro convincimenti non tardano a prevalere in seno al consiglio degli stessi efori.”

  9. Mi associo alle belle parole di Melusina e di Andrea, dove si esprime il trionfo dell’ anima, sulla bestia.

    Invece, il mio caro amico sciamanico, vorrebbe uccidre un politico al giorno. Un uomo senza senza Dio. Mette la violenza come archetipo alla risoluzione del problema.

    Rafè ho la febbra a 39, ho fatto una bella ricaduta, grande tossa, grande raffreddore e grande mal di testa. Però il pensiero è il tessuto che non si coinvolge nel corpo umano.

    IL DOLORE E’ UN’ ISTANZA DELL’ ANIMA E DEL CORPO. IL PENSIERO, CARO SCIAMANICO, NON HA STATI D’ ANIMO. IL PENSIERO CREA, NON PATISCE LE DIFFICOLTA’ DELLA VITA.

    Rafè, ho letto il post che hai scritto a Melusina, sulle onde, sola una faccia tosta può scrivere, quelle cose a Melusina, donna magica e solare.

    Adesso andrò, a dormire; domani risponderò al tuo post sulle onde. Agli amici dico sempre quello che penso. Con questa faccia tosta che hai, se fossi nata donna, avresti la ….. .

  10. Weeeeeeeeeeeeeeeeeee Luiggggggione si vede che non hai seguito il mio consiglio…. ma alla fine ognuno ha la sua testa e la sua pellaccia da curare 😀

    Vedi il problema, da noi in Italia non è che abbiamo un solo tiranno, e neanche 100, 1000, 100.000 o un 1.000.000 perché in questo nostro sistema ormai sono una maggioranza rispetto ai pochi uomini onesti di questa nostra amata martoriata terra.. La vera colpa, l’inquinamento sociale e soprattutto morale nel tempo lo hanno causato un pugno di veri testa di minchia.. Ed oggi se siamo in questo nefasto stato è grazie proprio a loro…… Tu che cosa suggerisci di fare, di usare la diplomazia, di usare il cuore, di usare le belle parole, di venire a patti, di prendere una chitarra e suonare vicino al quirinale, o di cantare o recitare una lirica nello stesso posto? Dimmi tu quale sia la tua soluzione…. perchè ormai in Italia ci sono MILIONI DI PERSONE IN SERIE DIFFICOLTA’ per non dire che solo nel 2012 900.000 aziene hanno dovuto chidere le porte a tanti padri di famiglia

    In quanto a quello che ho detto alla nostra Cara Melusina…. penso proprio che tu non abbia proprio capito in fico secco… volevo solo elogiare la sua dimenticata celata co-creante deità che sebbene nascosta si mostra fuori con tante belle vibrazioni….

    Ma siccome ti hanno insegnato/inculcato che sei un povero peccatore, ti è impossibile concepire la tua stessa divina essenza, la divina semenza che in un tempo assai remoto, insieme a tanti esseri interstellari si è stati partecipi cocreatori della grande opera…

  11. Rafè, mi sono alzato adesso dal letto, per venirti a leggere. Le tue meravliose parole mi hanno guarito da tutti i malanni, grazie, specialmente, quando hai detto, che volevi far trovare a Melusina, la deità interiore.

    La dea Melusina, deve essere riconoscente, per tutta la vita.

    Rafè, come sei generoso !

    Sto malissimo, ma almeno mi fai ridere.

    Quello che c’ è dietro la politica, tu non lo capirai, mai. E’ una forza che domina l’ uomo e lo rende prigioniero, del terrestre.

    SEI UNA GRANDE ANIMA, MA CON UN PENSIERO DEBOLE, ahahaha. QUESTO E’ IL TUO PROBLEMA METAFISICO, altra risata..

    Quando avrai rafforzato il pensiero, avrai risolto tutti i tuoi problemi, nessuno escluso.

    Nell’ attimo che, l’ uomo si apre, al suoi psichismi, non fa altro che condannare se stesso.

    GUERRIERO, COSI’ PERDIAMO LA NOSTRA REALTA’ ARMONICA.. CI APRIAMO, SENZA ACCORGERCENE, AL NULLA, ALL’ ILLUSIONE .

    SE L’ UOMO PERDE LA SUA PACE HA PERSO LA SUA STORIA, HA PERSO LA SUA IDENTITA’, ANCHE SE DIVENTASSE L’ UOMO PIU’ RICCO E POTENTE DEL MONDO, SAREBBE UNO SCONFITTO.

    Rafelù, adesso vado a ” curcarmi”, Ciao.

  12. …La certezza della pena!

  13. Carissimo Luiggggggione forse hai dimenticato una cosa assai
    importate……. IO HO CERTEZZA/CONSAPEVOLEZZA/COSCIENZA DELLA MIA IMMORTALITA’ e quando si arriva a percepire solo un frammento, un barlume di questa vera illuminante luce…. la VITA DI CAMBIA, E MOLTE COSE CHE PRIMA RITENEVI ASSAI IMPORTANTI, LA GLORIA, IL DENARO, LA POSIZIONE, LE APPARENZE, LA RELIGIONE, LE CREDENZE, LE IDEOLOGIE E TANTE ALTRE COSE DIVENTANO COSI’ IRRISORIE, COSI’ FUTILI E QUASI PRIVI DI SENSO CHE NESSUNA COSA ORMAI TI PUO’ MAI PIU’ ILLUDERE E TANTOMENO INDURTI A FACILI INDOTTE PAURE, TANTO CHE NEMMENO LA MORTE PIU’ SI TEME, ANZI NE ASPREZZI SEMPRE DI PIU’ IL VERO RINFRESCANTE DIVINO SIGNIFICATO.. Tutto questo non vuol dire che con questa visione, non vuoi vivere più questa vita, anzi oltre ad ampliare sempre di più quel maggiore legame/amore/cuore per la famiglia, riscopri i veri valori, i veri motivi, la vera gioia di vivere ogni attimo ogni momento sempre più intensamente e sorridere al sole che si mostra ogni giorno alla tua percezione, con l’intento amorevole ed altruista di esternare te stesso anche al prossimo, ma è anche vero che purtroppo riscopri anche come questa gioia di vivere viene apposta sottratta e quasi privata di percepire a tanti esseri buoni , ma anche inconsapevoli. E’ questa privazione questa omissione che per la mia ribelle natura mi fa incazzare……

    Perché pensi che io parlo in questo strano modo, per gloria? per opportunismo? o solo per quanto superficiale possa essere per la tua giusta comprensione, lo dico con sincero cuore? Oggi la sincerità è una rara virtù che spesso viene derisa e spesso anche non considerata o addirittura facilmente allontanata, e anche su qeusto aspettonon me ne fraga un tubo, dico quel che percepisco….. A te le tue risposte……….

  14. Caro fratello Rafeluzzzzzzu, quando, non parli di misteri, di creazione, di vibrazioni e di esperienze esoteriche,

    LA TUA ANIMA SI ESPRIME CON GRANDE CULTURA, CON GRANDE SAGGEZZA E CON GRANDE SAPIENZA..

    Quando invece parli di conoscenza e di creazione, ti leggo con distacco e con mente fredda, ossia con un occhio asciutto e con un altro in lacrime, ahahahaha.

    Tu puoi fare lo stesso con me, sempre fratelli saremo.

    Capiamoci una volta, per sempre… .

    LA VERA SPIRITUALITA’ DELL’ UOMO E’ UNA SOLA : LAVORARE SU SE STESSI, LI’ TROVIAMO LA GUARIGIONE AL NOSTRO INFINITO CAOS, LI’ TROVIAMO LA RISPOSTA

    Se togliamo il lavoro interiore, non troviamo noi stessi, non troviamo la pace e tutte le religioni, non hanno significato.

    LA PACE E’ DIO. NON POSSIAMO FARE A MENO DI LUI.

  15. 😀 >(?)< 😀

  16. Ciao Carissimo Luigggggione del Mio Saracino Cuore 😀

    Spero sinceramente che stai meglio così come spero che queste parole ti possono AIUTARE e darti PACE per ridere ancora per tanto Tempo 😀

    La stessa cosa, lo stesso libero intento affinché siano in tanti di questa preziosa necessaria armoniosa luminosa casa, a ridere quasi con le lacrime che non conoscono barriere di nessun genere 😀

    La Legge, la Morale.

    Nulla è fuori di me, se non è già dentro di me! (che bella strana cosa?)

    “..Non c’è regola, non c’è morale, non c’è legge, non c’è libertà se io non sono un uomo di legge, un uomo di morale, un uomo libero! Non c’è questo, se io non sono già questo! Non c’è legge fuori di me, se non c’è legge dentro di me, non c’è morale fuori di me, se non c’è morale dentro di me! Non c’è libertà fuori di me, se non c’è libertà dentro di me! Sono io uomo sapiente? Sono io uomo saggio? Se io sono questo, il mondo è sapiente e saggio! Se cerco fuori dissipando così inutilmente la mia energia e continuo a cercare magari all’infinito, scoprirò la cima dei sapienti esterna a me, ma non la cima dei sapienti interna a me!..”.

    Leggi,codici, dogmi, religioni, ideologie, etica , tutto e tutti sembrano volerci dire cosa dobbiamo fare e come dobbiamo farlo! Nessuno si occupa e preoccupa di sapere cosa noi vogliamo fare! Son proprio così inutili ed insignificanti i nostri più profondi desideri e le nostre più autentiche aspirazioni? Siamo inetti al punto da dover essere sempre istruiti su ciò che è bene per noi? O non è forse giunto il momento di cominciare a decidere noi cosa vogliamo fare?

    L’umanità non è più ad uno stadio così infantile da aver bisogno di qualcuno che le dica sempre tutto, proprio come si fa con i bambini quando richiedono costantemente l’aiuto dei genitori per comprendere cosa è bene e cosa è male. E quand’anche noi decidessimo di “perderci” nelle strade impervie e pericolose del cosiddetto ”Male”, non dovremmo in questo essere lasciati liberi di sbagliare?

    Le nostre guide spirituali (per chi riesce a dialogare) ci dicono che chi sbaglia, non verrà punito se non dagli stessi errori che ha commesso; nessun Dio lo punirà, nessun Inferno lo aspetterà eternamente..! L’Anima, prima di incarnarsi, decide col suo Spirito-Guida, quali esperienze vivere nel corso della sua vita, quali persone incontrare e quali possibilità di eventi è, in ogni caso, disposta a vivere. Quando ci disincarneremo, la nostra Anima esaminerà insieme alla nostra invisibile silente Guida, tutti gli atti compiuti in vita, decidendo cosa va rivisto, quali errori sono stati commessi e ciò che invece è stato vissuto con pienezza di coscienza e, di conseguenza, con profitto per la crescita dell’Anima.

    L’Etica dovrebbe essere soprattutto individuale, dovrebbe provenire dal nostro interno, poiché se ascoltassimo un codice morale esterno, tradiremmo le nostre più reali aspirazioni e le nostre esigenze, tradiremmo i nostri più profondi desideri, che poi, in realtà, sono proprio quelli che fanno davvero crescere la nostra Anima e quindi hanno un valore spirituale, essenziale per noi.

    Una bella Favola divina.

    Non mi indurre in tentazione, Dio, perché so che lo farai e se lo farai, io entrerò in guerra! Non distruggere il mio Giardino, Dio, perché se lo farai, probabilmente dal mio stesso, ruberò una mela!

    Ogni giorno c’è un Dio che mi chiama, ogni giorno c’è un Dio al quale io devo rispondere, ogni giorno c’è un Dio che mi dice, ogni giorno c’è un Dio che io posso non ascoltare, ogni giorno c’è un Dio che mi bussa ed ogni giorno io ho la scelta di cosa fare con questo Dio. Finalmente lo ascolto. Questo Dio bussa alla mia porta e chiede: oggi acqua, domani pane, dopodomani qualche altra cosa. Sta sempre a chiedere questo Dio.

    Bussa e ogni giorno chiede, oggi l’acqua, domani questo, un altro giorno qualche altra cosa; per innumerevoli volte non ho aperto la porta, ma oggi che ho aperto non sono capace di dire di no. Tutti i giorni che mi son permesso di non aprire quella porta, ero libero nel mio no di non aprire a un Dio che bussava, ma da quando ho aperto la porta, sono diventato incapace di dirgli di no. Per questo fino ad un certo punto l’ospite è gradito, ma da altro punto di vista l’ospite non dà mai niente in cambio; l’ospite chiede oggi questo, domani quello, ma è Dio, è un ospite di riguardo, eppure comunque sempre chiede.

    Un giorno chiedo a Dio di entrare e di prepararmi il caffè, ma l’Ospite si rifiuta! Ripropongo più volte al mio Dio di farmi un caffè, ma Dio si rifiuta. Iddio non bussa più alla mia porta da quando Gli ho chiesto di prepararmi il caffè. Finalmente così per molto tempo non odo più nessuno bussare e non ho più scocciature. Finalmente torno al mio quotidiano, finalmente torno a tutto il mio vivere, finalmente torno a non dire mai sì o no, a non esser costretto né nel no, né nel sì; non mi bussa più e non sono costretto a dire no, non mi bussa più e non sono costretto a dire sì. Finalmente posso anche dire che ha torto Lui, poiché non mi ha preparato il caffè.

    Dopo un po’, comincio a sentirne la mancanza; tutto sommato era un po’ fastidioso, aveva sempre qualcosa da chiedere e non mi dava mai niente in cambio, ma era una bella compagnia; tutto sommato comincio ad annoiarmi, tutto sommato comincio a guardare dalla finestra per vedere se arriva e magari per dirgli di no; però, insomma, se arrivasse…! Comincio a pregarlo con tutte le mie forze: Ti prego torna, torna da me, Ti darò acqua in abbondanza e…non Ti chiederò più di farmi il caffè; Ti prego torna da me, ma Dio non torna!

    Per questo comincio a dire che Dio è un malvagio, che non soltanto mi ha chiesto di più di ciò che avrei dovuto, non soltanto Gli ho aperto la mia porta anche quando non ne avevo voglia, nonostante tutto L’ho ospitato nella mia casa, Gli ho chiesto di farmi un caffè e Lui si è rifiutato; dopodiché non è più venuto ed io ne ho sofferto molto e nemmeno adesso che io Lo chiamo ad alta voce, vuole rispondere al mio richiamo: questo Dio mi ha dichiarato guerra!!

    Comincio così a non credere più in Dio, come facevo quando ancora non gli avevo aperto la porta, ma un giorno L’ho conosciuto ed ho imparato a crederGli, ma m’è costato troppo. Allora ritorno a crederGli e comunque non potrei più non crederGli, ma Lo sfido! Finalmente arriva il momento in cui io posso sfidarti, ti metto sul mio stesso piano: sei peggiore di me tutto sommato..! Sei peggiore di me, perché io Ti ho aperto la porta e Tu non sei più tornato, perché io Ti ho offerto l’acqua e Tu non mi hai preparato il caffè: sei peggiore di me!

    Comincio a guardarmi allo specchio e comincio a vedere che tutto sommato sono più buono di Dio, in quanto ho saputo dire più sì di Dio, ho saputo anche essere in grado di dire no a suo tempo; insomma, sono proprio un Dio! Oggi posso sfidarLo!

    Ecco che non ho più bisogno di Lui, non Lo chiamo più; quando mi manca, mi guardo allo specchio e mi dico:” Io sono Dio e non c’è altro Dio all’infuori di me! Non può mancarmi qualcosa che non sia dentro questa casa”. Oggi mi preparo il caffè, domani mi bevo l’acqua, dopodomani mi busso alla porta.

    Così comincio a bussare alla mia porta, mi busso il giorno e chiedo l’acqua e rispondo: no! E così ricomincia la stessa storia con me stesso: finalmente riesco a dire sì e succede la stessa medesima cosa, finchè mi trovo solo; non mi busso più! Ecco posso riguardarmi allo specchio, ma non sento neanche più dirmi, da me stesso, che io sono Dio! Il Dio che era dentro di me se n’è andato col Dio che era fuori di me!

    Così finalmente sono libero per la seconda volta dall’immagine di un Dio, finalmente posso tornare a non credere! Tutto ciò in cui ho creduto fino a ieri, oggi posso non credere più, perché non c’è più il ricordo né del Dio che mi dava il mio Dio, né di quello che era fuori di me!

    Ma esco d’improvviso un giorno e vado in giardino e noto due Essenze luminose che si contrastano, in vera e propria lotta; mi sembra di conoscerle ambedue e per questo mi avvicino: una è il mio Dio, l’altra è l’altro Dio! Mi chiedono da che parte sto.
    Vorrei fuggire, tornare nella mia casa e dimenticare tutto, ma in realtà c’è una lotta che mi piace vedere: finalmente due Dei che litigano tra di loro!! Finalmente vedo
    che tutto sommato sono dei presuntuosi entrambi! Finalmente vedo che chiedono a me di fare da arbitro.

    La lotta continua ancora per una notte e all’alba stanno ancora proseguendo: in realtà non c’è il vincitore ed il vinto, in realtà continuano a lottare ed io sono l’arbitro e devo mettermi al centro di entrambi!

    Divento il centro, l’interprete dell’uno e dell’altro, finchè ad un certo punto non si capisce più chi aveva ragione; il Dio fuori di me dice: io ti ho bussato e ti sono venuto dentro, tu mi hai chiesto di farti il caffè, ma non hai visto che io ti son venuto dentro! Io non son stato soltanto con te, ma dentro di te, dandoti così molto di più di quel che mi avevi richiesto! Non è vero che non son più venuto a trovarti, anzi son venuto al punto di diventare parte di te! Perché mi aspettavi guardando fuori dalla finestra quando Io ormai ero dentro casa tua?

    L’altro dice a suo modo: “Caro amico mio, Io però in questo Ti ho aiutato, perché se Io non t’avessi aperto la porta, Tu non saresti entrato da nessuna parte! Nessuno ti ha offerto l’acqua al di fuori di Me, nessuno è stato lì ad ascoltarTi e l’unico giorno in cui Ti ho chiesto di farmi un favore, Tu ti sei rifiutato! E’ vero, Tu sei entrato dentro di me, ma anche dentro di Me hai fatto un gran fracasso e anche dentro di Me non sei stato in grado di aiutarmi fino in fondo, anche dentro di Me sei diventato un presuntuoso, tale e quale a com’ eri fuori! E allora cosa puoi fare adesso se non andar via da questa terra? Lasciali soli gli uomini, andiamo via!

    Questi due Dei finalmente si mettono a guardare il loro arbitro, quello che Li aveva interpretati fino a quel momento; si mettono a guardare quest’uomo e dicono:”Non è nient’altro che un uomo, eppure è un Dio anche Lui! E’ in grado di comprendere il Mio ed il Tuo linguaggio, è parte di Me e parte di Te; Tu sei parte di Me e parte Sua; comprendi? Siamo tutti e tre uniti dentro di Lui e Lui è dentro di ognuno di Noi! Da oggi decidiamo chi fa il caffè; da oggi nella sfida più alta ognuno sceglie cosa fare, ognuno ha il dovere dentro di sé, di scegliere.

    Tu uomo a quale Dio credi?”. L’uomo sarebbe tentato di dire nessuno dei due, ma poi sente dentro di sé un altro Dio che nasce e non può più non ascoltare; per questo dice:”Credo ad entrambi eppure non Vi credo!”. Poi l’uomo chiede loro:”E Voi, cosa volete da me?”. Il Dio più grande, quello che era venuto per primo, dice che non vuole niente; vuole soltanto che Lui scelga cosa fare della sua vita. L’Altro, il secondo Dio dice: ”Io voglio che nessuno voglia da Me qualcosa che non è da Me voluto!”.

    L’Uomo dice: “Io sceglierò quindi qualcosa che Io e nessun altro all’infuori di Me vuole e Voi Mi aiuterete a preparare il caffè!!”.

    L’accordo è giunto:”Se Tu dentro di Te, Uomo, sceglierai ciò che Dio vuole facendo nel contempo ciò che il Tuo Dio più alto ha desiderato, in questo Tu sarai nel Tuo centro più alto ed in questo potrai chiedere che qualcuno faccia il caffè per Te. Tu metti il caffè, però!…”.

    Dio non ci chiederebbe mai di fare qualcosa che non sentiamo profondamente. Quando quindi Gli chiediamo qualcosa con sincerità e determinazione, Egli ce la concede. Spesso però ci capita di chiedere in modo egoistico e ciò che ci vien dato, non sempre coincide col nostro bene profondo. Colui che si conosce davvero, chiede correttamente, sceglie ciò di cui la sua natura più profonda necessita. E questa richiesta dell’Anima coincide esattamente con ciò che è anche buono e giusto per la società e per il Tutto. Il centro Individuale deve coincidere col centro Cosmico e Trascendente.

    L’interprete

    Non possiamo interpretare niente che non sia stato prima vissuto da noi, non possiamo interpretare la Bibbia se non abbiamo profondamente vissuto la Bibbia! Finchè non c’è l’interprete, una volta che i due Dei esistono, litigano! La Coscienza rispecchia la capacità più alta di scelta decisionale, libera nella possibilità di incontrare il proprio percorso e di perseguirlo; è il momento della libertà più alta in cui la coscienza, facendosi da interprete, è anche costretta ad accorgersi di tutto ciò che la impronta nella scelta;

    l’unico prezzo da pagare per essere se stessa e per diventare l’interprete, il punto di unione, il centro focale della divina intelligenza e del sacro cuore e per essere il centro, è quello di scegliere!

    Per questo adesso non può far altro che scegliere quale polverina metterà dentro, quale gusto darà al suo caffè, cosa farà e quale fatica gli costerà trovare la polverina e metterla dentro, affinchè poi il Dio aiuti in tutto ciò che serve per il proseguimento; quello è il momento di più alta fatica per l’interprete.

    C’è un giusto sopra ogni cosa se non c’è un giusto dentro ad ogni cosa? Dio è fuori di me soltanto se prima è dentro di me, è esterno soltanto se prima è interno : Dio si fa esterno nel momento in cui si è fatto interno; se non so dialogare col mio Dio, non saprò dialogare con un Dio più alto..”.

    Il frutto del Peccato

    Sempre devo scegliere qual è il frutto più peccaminoso e più giusto! Non scegliete quello già conosciuto, non scegliete quello involuto e non ancora maturo per essere colto: scegliete il più maturo, il più giusto e il più peccaminoso. Non posso muovermi nel mio giusto se non posso muovermi nel mio personale peccato, <b<non posso essere giusto se non ho compreso il gusto del peccato, non posso trovarmi sulla retta via se non ho mai conosciuto la deviante, non posso dire di questo se non ho conosciuto di quello: debbo unificare il tutto e se il tutto è unito in un frutto che li contiene tutti e due, io, nocciolo dello stesso, sarò il centro!

    Quale morale inseguire se non la nostra, quale dobbiamo peccare se non la nostra; è facile peccare una morale d’altri che non ci appartiene; difficile è peccare la propria morale.

    Ci hanno insegnato che se io rubo una cosa non è giusto, ma il giorno che io riuscirò a rubarla, sarò riuscito a peccare in un giusto datomi da un esterno, cosa che in realtà è fin troppo facile; ma se io rubo a me stesso ciò di cui ho bisogno, io comprendo l’alto valore del peccato e mi muovo nel mio giusto. Poi guardo dalla finestra e dico: Quella è una città, la mia città e quella città dice che io ho peccato; io invece dico che non ho peccato; e se quella città dice che non ho peccato, io dico che ho peccato. Se io ho rubato a me, ho peccato di più che se io avessi rubato a te, per questo sono nel mio giusto; se avessi rubato a te, forse non avrei peccato. Ma nessuno verrà a dirti che sei un ladro se hai rubato una caramella dal tuo stesso pacchetto, ma io ti dirò che lo sei per più e più volte e ti dirò però che sei nel giusto.

    L’Albero Maestro, Dio ve l’ha messo a disposizione, l’Albero Maestro Dio ve l’ha dato pieno di mele peccaminose, l’Albero Maestro Dio ve l’ha dato tentandovi e dicendovi di non mangiarne il frutto più grande e peccaminoso; eppure…mangia e dopo aver mangiato, cammina! prendi la bicicletta e pedala, pedala negli spazi siderali dell’infinita creazione…….

    Se conosco il seme della mela che mangio, conosco il nocciolo e potrò quindi piantare altri alberi; se sarò in grado di far di quello, albero maestoso pieno di mele, allora inviterò Dio al mio banchetto! E lì lo sfiderò!”

    La morale esterna non sempre coincide con quella interna, per cui ciò che ci vien detto essere errato e/o peccaminoso dalla società, può non avere alcuna eco nel nostro cuore e viceversa ciò che tanto ci colpevolizza può essere minimizzato dalla morale corrente. Ognuno di noi è unico e quindi ha delle peculiarità che altri non hanno e porta nel suo cuore delle leggi scritte soltanto per lui; le leggi esterne valgono per la massa, che non riuscendo a leggere nel proprio cuore, necessita di qualcuno che le scriva per loro. E’ necessario “individuarsi”, trovare la propria quid deità, essenzialità, unicità, natura per manifestare l’infinita varietà della Divinità, evitando così di mortificare il Creatore con atti e ritualità che scimmiottano l’essere d’altri, pavide ripetizioni prive di reale coscienza! Per farlo occorre guardarsi dentro profondamente e “rischiare” una propria morale!

    Per conoscere il nostro bene è spesso utile se non necessario conoscere il nostro male: altrimenti la nostra “retta via” sarebbe insipida e incosciente come quella di uno stolto. Dio, infatti ha posto nel nostro giardino l’Albero della Conoscenza, del Bene e del Male e gustandone i frutti, anche i più proibiti, per i quali il Signore stesso magari ci tenterà, potremo raggiungere la conoscenza alla quale Egli ci ha destinato e con la quale potremo meglio servire Lui e noi stessi.

    Quando avremo realmente compreso la nostra Essenza, saremo esseri naturalmente morali, pienamente centrati in noi e non potremo che agire sempre in modo corretto.

    Carissimo Prof. Gabriele, insieme ai suoi/nostri Fantastici Collaboratori, insieme a tanti eterni dimentichi immortali amici /amiche di questa preziosa casa, andiamo a prendere un Caffè nel bar che hanno aperto nella città di Cydoina , su Marte perché dopo tutti andremmo su Venere 😀

  17. Prima di scrivere, qualsiasi cosa, porgo i miei sentiti saluti al nostro stimato e Amato professore, cosi come ad ognuno di voi amici Tutti di questa casa.
    Il problema è?, “mi permetto su una riflessione ritornatami alla mente, sulla frase di Luigggi, cioé: Non potremo fare a meno di lui, riferito a Dio! Mi trova d’accordo, con una aggiunta, lui potrà fare a meno di Noi? è un quesito, a cui non chiedo risposta, essendo d’accordo, con Luigggi, ognuno deve fare il proprio cammino Interiore, lavorare su se stesso! Lavorare su se stessi, mi chiedo se non è pure lavorare su Dio, o Dio che lavora anch’esso in se stesso? Sono Domande, ripeto che condivido, null’altro!!! Ancora, una Buona Mattinata a lei carissimo Professore, cosi sia, per tutti voi, noi, di questa casa dell’anima.

  18. Buongiorno, carissimo. Ti abbraccio forte.

  19. Che cosa è consapevolezza, se non la perdita ultima di quello stato di grazia che dura sino ai dieci anni, forse anche meno, veniamo inoltrati dopo, in un vortice enigmatico di oscuri atemporali gallerie, con infinitesimali millesimi di Sole e Armonia, sentendo per quanto infinito L’Uno tutto, come sul palmo della mano!In quegli attimi, terminano le domande, che a parranno, come stupide!!!

  20. IGNAVI:(1987)
    Ignavi, cattedre vacanti
    Abitacoli senza finestre
    Obesi senza gusto
    Librerie di polvere
    E libri di bianche pagine
    Pagliacci alla corte del nulla
    Strumenti senza Musicalità
    Morti, di mai vita.

  21. Tra Dio e l’uomo c’è solidarietà.

  22. Un Caloroso Saluto al nostro Carissimo Giuseppe e una Santa Buona Notte a Tutti 😀

    “-Maestro, qual è il mio Io?
    – Il Mio Io!
    -Ma come può il Tuo Io essere il mio Io?
    -Quello è il tuo io!”. ( aneddoto Zen).

    Il vuoto cosmico con il senso di Sé, , il Vuoto-Pieno, l’ Essere o Non Essere, l’Io-Non Io, lo zero, chiamiamolo come preferiamo, ma esso è diciamo il substrato universale comune a tutto e a tutti; in questo nulla-essente noi sempre dimoriamo ed in Esso troviamo la nostra Fonte per manifestare la Vita.

    “L’Io è l’aiuto, l’Io è l’ostacolo” diceva il saggio Aurobindo, come a significare che la separazione io-tu è necessaria all’inizio per sviluppare la coscienza di sé, l’individualizzazione, ma poi questo dovrebbe essere abbandonato in favore di una Coscienza senza limiti, dove ogni essere è in ogni essere e l’Io è l’unico Io!!

    “-Chi sei Tu, mio Dio?
    -Sono Te, figlio mio!”.

    Quando capiremo queste cose non avremmo più bisogno di nessuna religio-ne, ma solo del nostro intuitivo immortale cuore.

  23. Caro Rafeluzzzzzu, non ho mai letto, nella mia vita, una favola così triste e così attorcigliata, come quella che hai pubblicato, su questa pagina.

    Le favole, di solito, riscaldano gli animi e i cuori dei fanciulli e , anche, in parte, gli animi degli adulti.

    L’ amore, il coraggio e la saggezza sono sempre stati i veicoli che hanno partorito, una dolce e serena favola.

    IL TUO DIO CI TOGLIE ANCHE QUESTA MUSICA LONTANA, MA ETERNA, PER DARCI UN PENSIERO INFERMO.

    Stamani hai parlato di maestri, di io, di anedotti zen, di Aurobindo,

    HAI SCRITTO SOLO PAROLE, SENZA VIA D’ USCITA E PORTANO SOLO CAOS, NELLA MENTE

    IL LAVORO SULL’ UOMO, NON E’ FATTO DI PAROLE COMPLICATE, CHE SI TRADUCONO, POI, IN NULLA.

    IL LAVORO SULL’ ANIMA E’ FATTO D’ AZIONE.

    LE PAROLE HANNO UCCISO IL TUO PENSARE E IL TUO SENTIRE COSMICO.

    Ti scrivo queste cose, ma, sempre ti voglio bene, ahahahahahaha.

    Rafeluizzzu caro, vatti a fare una sognatrice e romantica passeggiata a Taormina, con la tua Cettina, è tanto meglio, sai, e, se incontri a Tea, me la saluti.

    I giorni più sereni, più belli, quando ero giovane, li ho trascorsi, ad Aci Castello, Acitrezza, Ognina, Taormina, ecc.

    Il cuore, delle donne e degli uomini siciliani, è grande come il firmamento e il senso dell’ ospitalità, si festeggia solo in questa terra, di sole, di fiori e di arance.

    Se incontri il nostro amico Giuseppppone, me lo saluti.

  24. Un Saluto a Luigggi, e Raffaele, vi leggo entrambi con interesse!! Buona serata a voi, naturalmente a tutti gli amici, Professore in “primis”..

  25. Carissimo Luigggggione, grazie per il calore e la bellezza che ti ricorda sia luoghi della mia terra così come anche il calore che noi del sud possiamo dare spontaneamente senza nessuna pretesa 😀

    Il nostro Carissimo Giuseppe (che saluto con grande orgoglio) conosce e vive ancor più profondità queste cose che la natura ci dona. Lui sa benissimo che il cuore non ha barriere psicologiche e tanto meno barriere imposte da quella coscienza collettiva che tanto ci amalgama che abbiamo scordato e quasi dimenticato della nostra divina vera natura animico/spirituale…

    Tanto è vero che la maggior parte degli esseri umani, ritornando privi di memoria in ogni attore, intercalandosi nella materialità, in una necessaria insegnate parte esistenziale, in un ruolo in un personaggio o personalità, ormai crede solo di identificarsi solo con questo, con il guscio esteriore scordandosi e non pensando affatto a tutto il maggiore resto.

    Vedi Caro Luigi, riscoprire di essere un Dio minore in un DIO MAGGIORE minimamente toglie qualcosa al giusto vivere…. anzi lo valorizza ancor di più in ogni cosa ed in ogni momento del proprio quotidiano… ma la cosa che spesso non viene accettata, tutto il nocciuolo della questione è che non si può e non si vuole credere che in ogni essere c’è DIO, perché per quel potere schiavizzante somatizzante per forza di causa deve ancora continuare. Continuare a considerare un essere un sottoprodotto, un derivato, un clonato, una macchina pensante da sfruttare solo per ogni egoico aspetto, dove l’unica legge è la legge del più forte (che guarda caso, in effetti è il più debole, in meno evoluto, l’anima più giovane)

    Caro Luigi la paura più grande per l’essere umano è la sua libertà, perché ci fa comodo restare nella propria limitata consapevolezza, nella nostra limitata morale dietro lo scudo inconsapevole ma sicuro, meno rischioso perché sappiamo che è stato provato e testato della coscienza morale altrui. Ma se questo a volte rientra nei canoni terrestri, spesso non collima e non coincide affatto con i canoni celesti.

    Comunque, ognuno ha la sua personale strada in questa vita, io ho la mia come tu hai la tua, e quale sia la più giusta o la più vera, non ha nessuna importanza….. perché di sicuro come sorella morte ci preannuncia con la sua silente tromba, di sicuro con quella maggiore visione, lo scopriremo DOPO, tanto è vero, per chi ha orecchie per sentire, spesso si odono STRANE ARMONICHE RISATE provenienti dell’altra parte del velo……..

    (e non mi dire che sono diavoli o demoni di qualsiasi specie, perché tu sai che come lo sono stati da uomini, spesso rimangono per tanto tempo malevoli anche nei piani più bassi eterici delle vibrazioni….. E soprattutto non ti scordare che SONO GLI ANGELI CHE RIDONO PIU’ FORTE)

    E su questo tema, concludo con un bel sorriso 😀

    “Portate in cielo lo splendore della vostra anima che si riflette sulla vostra pelle e ri-portate in terra il calore del vostro sorriso” :d

  26. affinandola un poco…

    “Portate in cielo lo splendore della vostra anima che si riflette sulla vostra pelle e ri-portate in terra il calore del vostro sorriso che si riflette in un bimbo appena nato. E sia sempre lodato il cielo, affinché ci sia sempre un saggio che non esiterà a consultare un bimbo appena nato” : D

    (ora è più chiaro, mi piace di più) ,

    Carissimo Luiggggione, come tu dici,forse saranno pure strane parole, ma nel mio caso, nel mio sentire, oltre alle mie azioni, mi danno tanta vibrazione interiore che spesso mi fanno anche piangere di gioia perché così facendo, spesso si aprono i portali spazio/temporali della memoria che passano per il mio cuore.

  27. Carissimo Giuseppe, sommandomi al tuo giusto pensiero, dimenticavo di dirti, che è proprio ritornando nella nostra infanzia, ma con un attenta introspettiva ricapitolazione, con una maggiore consapevole visione che coscientemente si lascia trasportare dal mare incontaminato di quelle giovani emozioni. Emozioni che possono essere richiamate dalla nostra memoria personale per risvegliare, per percepire e quasi rivivere le stesse immagini, sensazioni, visioni, suoni, colori e vibrazioni. Da quella più percettiva finestra di osservazione, potremmo non solo capire il nostro già tracciato destino che con tantissime sincronicità, già fin dall’allora si sarebbero mostrate nel nostro prossimo/futuro inconsapevole cammino, ma se riusciamo ad andare ancora indietro, nei primi anni, e ancor meglio nei primi mesi del nostro vero bimbo interiore, potremmo veramente in qualche modo ristabilire un contatto con la nostra radiosa anima per riscoprire l’invisibile popolato mondo fenomenico dei campi elisi, dei mondi eterici e dei compenetrati piani e reami di coscienza più elevati, che si nascondono dietro l’invisibile velo di questa limitata più densa e grossolana illusoria realtà……

  28. DEI,TEMPI, DEI…:(1987)
    Del giorno, ne facemmo Vino,
    Ubriacone. Della Notte il luogo
    Degli “Inferi”!La notte
    E’ Nuda di spoglia Nudità,
    Amica invisibile!
    Nonché, sia pur la Notte,
    Imbruttimmo,
    L’ora della sempre fuga
    Chiamammo per meglio
    affrancati, Divertimento!
    Dicemmo, è solo, Mero Tranquillo
    Divertirsi!! Amo conoscere i veleni
    Di cui mi nutro in questo Tempo

  29. L’ANELLO:(1987)
    Sior che fui, e pur disconosco!
    Altrove l’ho visto,
    Non mi paria me stesso!
    L’ho interrogai silenziosamente,
    Chi sei tu Sior, che tale Suono è questo?
    Son te, rispose! Ed Io…,
    Noo. Non sei Me, sei ciò
    che vorresti Vendermi!
    Un anello, di cui m’illudi unico raro,
    Invisibile la catena con Gabbia.

  30. RIFLETTENDO:
    Non esiste un rimanere aggrappati ad un passato, né a un presente, esiste solo il vivere l’essere, che tutto, in se come in groppa auto-conduce! Non v’è un passato a cui non rimanere legati, cosi come un presente, esiste solo un tutto! Certo capisco la dimensione, Tempo! Ugualmente credo, che vi sia una sola cosa, che è il tutto senza distinzioni né divisioni! Il passato che sempre è, se pur diciamo in evoluzione, che non vuol dire, la scomparsa di ciò che è, né nella definizione di passato, né in altro modo! Tutto quel che è, sempre è, comprendente quello che definiamo il mutare o il fluire, evolversi. Certo, nelle forma noi diciamo che cambia, ma il cambiare, non tange, ciò che è, nel suo Essere eguale pur in ciò, che noi definiamo “cambiare”! quindi nella sua natura L’Essere, è sempre! Come il mare che cambia da calmo ad agitato, a maretta, rimane sempre mare! Certo, domani, io non sarò, quello che sono in questo attimo e cosi via! Questa la visione, con cui tendiamo a confrontarci, ma in realtà, l’essere che sono è sempre uguale anche in ciò ripeto che noi chiamiamo mutare! il mutamento porta con se il tutto, poiché avviene attraverso il tutto!

  31. Caro Giuseppe,
    sei arrivato! Hai dato una definizione all’indefinibile Tao. E’ questa la “nota” che imprime il moto al Tutto. Ciao.

  32. Ciao Valeria, Un Buon giorno a te, a tutti voi, noi una Buona Domenica! Salute a lei, carissimo Professore

  33. Ciao, carissimo. Baci.

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