Già la riva è lontana

Eppure la stanchezza, 
simile in questo
ad una vela pesante, si riempie
alla fine del giorno
di tutto il vento trascorso
e lentamente muove
i miei pensieri nella sera.
Così il silenzioso soffio della mente
e del sonno disincaglia
il corpo della luce.
Io m’addormento in questo scafo azzurro
e già le lenzuola accarezzano l’acqua,
e già la riva è lontana.

(Valerio Magrelli)

12 Risposte

  1. Mi piace la chiusura. Tanto.

  2. In onore del giorno della memoria del 27-01-2013

    SCARPETTE ROSSE

    C’è un paio di scarpette rosse
    numero ventiquattro
    quasi nuove:
    sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
    “Schulze Monaco”.

    C’è un paio di scarpette rosse
    in cima a un mucchio di scarpette infantili

    a Buckenwald
    erano di un bambino di tre anni e mezzo
    chi sa di che colore erano gli occhi
    bruciati nei forni
    ma il suo pianto lo possiamo immaginare
    si sa come piangono i bambini

    anche i suoi piedini li possiamo immaginare
    scarpa numero ventiquattro

    per l’ eternità
    perché i piedini dei bambini morti non crescono.

    C’è un paio di scarpette rosse
    a Buckenwald
    quasi nuove
    perché i piedini dei bambini morti
    non consumano le suole.

    Joyce Lussu

  3. Per ricordare
    e non far si che le violenze
    diventino silenzio
    e indifferenza
    là dove
    c’è una prepotenza
    reagire, reagire
    ed evidenziarlo,
    “denunciarlo”.
    Ogni volta che c’ è
    un sopruso
    e non parlo solo di violenza
    Un qualsiasi tipo di
    sopruso
    fermarlo immediatamente,

    NON SUBIRE!

  4. ELISA SPRINGER, IL SILENZIO DEI VIVI

    La nostra voce, e quella dei nostri figli, devono servire A NON DIMENTICARE

    E A NON ACCETTARE CON INDIFFERENZA E RASSEGNAZIONE, LE RINNOVATE STRAGI DI INNOCENTI. BISOGNA

    SOLLEVARE QUEL MANTO DI INDIFFERENZA CHE COPRE IL DOLORE DEI martiri!

    Il mio impegno in questo senso è un dovere verso i miei genitori, mio nonno, e tutti i miei zii. E’ un dovere verso i milioni di ebrei ‘passati per il camino ‘, gli zingari, figli di mille patrie e di nessuna, i Testimoni di Geova, gli omosessuali e

    verso i mille e mille fiori violentati, calpestati e immolati al vento dell’assurdo;

    è un dovere verso tutte quelle stelle dell’universo che il male del mondo ha voluto spegnere… I

    giovani liberi devono sapere, dobbiamo aiutarli a capire che tutto ciò che è stato storia, è la storia oggi, si sta paurosamente ripetendo.

  5. DAL DIARIO DI
    ANNA FRANK

    È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare.

    Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto,

    credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore.

    semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte.

    Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone;

    ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà cesserà e che ritorneranno la pace e la tranquillità.

  6. Un Magrelli un po’ insolito ma sempre molto pregevole. Un’opera che non conoscevo e che scopro con piacere. Da quale raccolta é tratta?

    Un caro saluto

  7. Percepisco una Magica presenza insonne, in questa lirica di Valerio Magrelli nella quale risolve quell’eterno conflitto interiore trasformandolo in una “opportunità” di crescita:

    “Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte.
    Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l’ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
    Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell’uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d’altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l’incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell’azione perdono anche il nome.”
    (William Shakespeare)

  8. La Speranza è quel raggio di sole che ti nasce nel cuore
    anche se una ragione vera non c’è
    anche se tante nuvole grigie oscurano il tuo cielo.

    La Speranza è la forza della vita che ognuno custodisce
    pur senza saperlo
    nel profondo del suo cuore.

    La Speranza rende ogni cosa più bella.

    La Speranza è la voglia di farcela,
    di aspettare pazientemente un paio d’ali nuove
    e riprendere il volo dopo ogni caduta!

    Anonimo

  9. LA SPERANZA
    E’ LA FORZA FONDAMENTALE PER LA FIORITURA DELLA VITA.

    D. IKEDA

  10. Guarda all’oggi. Poichè esso è vita, l’essenza stessa della vita.

    Charles Haanel

  11. Non posso che concordare con Melusina: e, a proposito delle “stragi” quotidiane, continuate a denunciare i soprusi, non arrendetevi di fronte ad un “sono giochi da ragazzi”. Permettete di aiutarvi agli organi istituzionali preposti a dare un senso al vostro dolore.

  12. “Così il silenzioso soffio della mente
    e del sonno disincaglia
    il corpo della luce.
    Io m’addormento in questo scafo azzurro
    e già le lenzuola accarezzano l’acqua,
    e già la riva è lontana”

    Si salpa alla ricerca del vello d’oro!

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