Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

 Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
… io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell’afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.

Nazim Hikmet

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16 Risposte

  1. E’ colpa di Epimeteo se l’uomo è un animale che non ha un codice istintuale.

  2. Lascia che ti abbracci, mio caro Gabriele. Con immenso affetto… 😀

  3. …l’animale Alfa incontra la sua parte istintuale:

    “Porto con me la dolce pena. Erro
    entro terre più belle dell’amore.
    E mi affaccio sul mare che si batte
    contro scogli per ridere con sé.
    Solitario un fanciullo scorgo assorto
    in qualcosa di oscuro ch’io non oso
    indovinare … Poi, scoperto, un guizzo
    e un salto lo riportan gaiamente
    a nasconder nel mare il suo peccato.”

    Sandro Penna

  4. …l’animale Alfa scopre il suo corpo emozionale tuffandosi in quel “mare”:

    “Nuotatore Dormiva…? Poi si tolse e si stirò. Guardò con occhi lenti l’acqua. Un guizzo il suo corpo. Così lasciò la terra.”

    Sandro Penna

  5. …approdo dell’animale Alfa sulla terra di Psiche: è l’EBBREZZA della volontà, “è il senso dell’aumento di forza e della pienezza, da cui si comunicano i propri sentimenti alle cose”, direbbe Nietzsche. Il “mistero” è il viaggio!

    “Sole senz’ombra su virili corpi
    abbandonati. Tace ogni virtù.
    Lenta l’anima affonda – con il mare –
    entro un lucente sonno. D’improvviso
    balzano – giovani isolotti – i sensi.

    Ma il peccato non esiste più.”

    Sandro Penna

    P.S. Mentre stiamo a disquisire sulle pene del giovane animale Alfa, speriamo che prestamente entri in scena Prometeo con la fiamma ossidrica.

  6. Caro Gabriele, ti auguro di trovare sotto l’ albero di Natale una stella, che sia espressione di pace, di conforto, ma soprattutto che sia espressione di vittoria, sul quel male che piano, piano, sta penetrando la terra e la nostra sacra esistenza.
    Baci, baci, baci.

    Stessi auguri per i tuoi cari e per la tua redazione.

  7. FIABA DI NATALE

    C’era una volta una città i cui abitanti amavano sopra ogni cosa l’ordine e la tranquillità. Avevano fatto delle leggi molto precise, che regolavano con severità ogni dettaglio della vita quotidiana. Tutte le fantasie, tutto quello che non rientrava nelle solite abitudini era mal visto o considerato una stranezza. E per ogni stranezza era prevista la prigione.
    Gli abitanti della città non si dicevano mai “buongiorno” per la strada; nessuno diceva mai “per piacere”; quasi tutti avevano paura degli altri e si guardavano sospettosamente.
    C’erano anche quelli che denunciavano i vicini, se trovavano un po’ troppo bizzarro il loro comportamento.
    Il commissario Leonardi, capo della polizia, non aveva mai abbastanza poliziotti per condurre inchieste, sorvegliare, arrestare, punire…
    Già nella scuola materna, i bambini imparavano a stare ben attenti alle loro chiavi. E c’erano chiavi per ogni cosa: per le porte, per l’armadietto, per la cartella, per la scatola dei giochi e perfino per la scatola delle caramelle!
    La sera, la gente aveva paura. Rientravano tutti a casa correndo e poi sprangavano le porte e chiudevano ben bene le finestre.
    Erano rimasti tuttavia dei ragazzi che sapevano ancora scambiarsi qualche strizzata d’occhi e anche degli insegnanti che li incoraggiavano… Ma, soprattutto, c’era Cristiana.
    Cristiana aveva i capelli biondi come il sole, gli occhi scintillanti come laghetti di montagna e non pensava mai: “Chissà che cosa dirà la gente”. Nella città si facevano molte dicerie sul suo conto. Perché Cristiana aiutava tutti quelli che avevano bisogno di aiuto, consolava i bambini che piangevano e anche i vecchietti rimasti soli, perché accoglieva tutti coloro che chiedevano un po’ di denaro o anche solo qualche parola di speranza.
    Tutto questo era scandaloso per la città. Non potevano proprio sopportare ulteriormente quel modo di vivere così diverso dal loro. E un giorno il commissario Leonardi, con venti poliziotti, andò ad arrestare Cristiana, o Cri-Cri, come l’avevano soprannominata gli amici. E per essere sicuro che non combinasse altre stranezze, la fece mettere in prigione.
    Questo accadde qualche giorno prima di Natale. Natale era una festa, ma molti non sapevano più di chi o di che cosa. Sapevano soltanto che in quei giorni si doveva mangiare bene e bere meglio. Ma senza esagerare, per non prendersi qualche malattia… Soprattutto, la sera della vigilia di Natale, tutti dovevano mettere le proprie scarpe davanti al camino, per trovarle piene di doni il giorno dopo. Una cosa questa che, nella città, facevano tutti, ma proprio tutti.
    Così fu anche quel Natale.
    All’alba, tutti si precipitarono dove avevano messo le scarpe, per trovare i loro regali. Ma… che era successo? Non c’era l’ombra di un regalo. Neanche un torrone o un cioccolatino!
    E poi… le scarpe!
    In tutta la città, le scarpe risultavano spaiate. Il commendator Bomboni si trovò con una scarpina da ballo, una vecchia ottantenne aveva una scarpa bullonata da calcio, un bambino di cinque anni aveva una scarpa numero 43, e così di seguito. Non c’erano due scarpe uguali in tutta la città! Allora si aprirono porte e finestre e tutti gli abitanti scesero in strada. Ciascuno brandiva la scarpa non sua e cercava quella giusta. Era una confusione allegra e festosa. Quando i possessori delle scarpe scambiate si trovavano, avevano voglia di ridere e di abbracciarsi.
    Si vide il commendator Bomboni pagare la cioccolata a una bambina che non aveva mai visto e una vecchietta a braccetto con un ragazzino.
    Solo qualche finestra restava ostinatamente chiusa. Come quella del commissario Leonardi. Quando però il commissario sentì il gran trambusto che veniva dalla strada, pensò a una rivoluzione e corse a prendere le armi che teneva sul camino.
    Immediatamente il suo sguardo cadde sulle scarpe che aveva collocato davanti al camino. E anche lui si bloccò, sorpreso. Accanto alla sua pesante scarpa nera c’era… una pantofola rossa di Cri-Cri.
    Stringendo la pantofola rossa in mano, il commissario corse alla prigione.
    La cella dove aveva rinchiuso Cri-Cri era ancora ben chiusa a chiave. Ma la ragazza non c’era. Ai piedi del tavolaccio, perfettamente allineate c’erano l’altra scarpa del commissario e l’altra pantofola rossa. Dal finestrino, protetto da una grossa inferriata, proveniva una strana luce. Il commissario si affacciò. Nella strada la gente continuava a scambiarsi le scarpe e ad abbracciarsi.
    Con un insolita commozione, il commissario si accorse che la luce che veniva dal finestrino era bionda e calda come il sole e aveva dei luccichii azzurri, come succede nei laghetti di montagna.
    E incominciò a capire.

    Titolo: le scarpe di Natale

  8. Caro Gabriele, sono contenta di ritrovarla qui!! Adoro Hikmet, adoro la poesia, adoro l’autentica follia che si cela nell’arte. Adoro l’imperturbabilità del silenzio dell’arte.
    Se le fa piacere, visiti il mio blog. Sono la pianista che ha suonato nel suo spettacolo su “Giordano Bruno e la magia” nella Notte dei Musei di quest’anno.
    Spero si ricordi di me!
    Un caro saluto e spero di sentirla presto!

    Greta Cipriani

  9. buona sera professore, e un saluto grandissimo a tutti. le volevo dire, che ultimamente ho letto un romanzo che al di là che possa piacere o non piacere, l ho trovato molto in sintonia con i nostri percorsi di anima e con lo spirito di questo blog, e lascia una vena di bella nostalgia dentroil cuore. il titolo del libro è…L IMPERO E L INCANTO e l autore è GIUSEPPE CONTE.. e forse la cosa che mi ha colpito molto è come a volte la nostalgia dell amore vero, sembra appartenere a un tempo l ontano come di un altra vita…ciao a tutti g.luca

  10. Caro Gianluca, grazie per la tua sengalazione. Un abbraccio.

  11. Cara Greta, certo che mi ricordo di te! Visiterò volentieri il tuo blog. Baci baci.

  12. Caro Inno, auguri da tutti noi! Ti abbraccio con affetto.

  13. Ti abbraccio anch’io, carissimo. Baci baci.

  14. auguri al prof.Gabriele e alla sua bellissima squadra.Che il Bene vi accompagni sempre..Auguri a tutti ,uno particolare a Inno , a Valeria-luo, a Melusina.

  15. Tantissimi auguri a te, cara Anna Maria. Ti auguro ogno bene… Gabriele

  16. Cara Anna, ricambio gli auguri a te e alle tue eterne viole.

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