Ancora un’estate o un’estate ancora

Carissimi, oggi voglio segnalarvi la seconda ristampa del romanzo di un amico. Un ragazzo con cui ho avuto il piacere di lavorare, approfondendo la sua amicizia, fra un bicchiere di vino bianco, una risata, e una riflessione più articolata e intensa. E’ un regista teatrale e televisivo, uno scrittore e un autore completo.

Per chi volesse, in questi giorni è alla manifestazione “Più libri più liberi”, al palazzo dei Congressi di Roma, allo stand di Historica (H17)

In bocca al lupo, caro Luca Guardabascio
Con amicizia
Gabriele

ANCORA UN’ESTATE O UN’ESTATE ANCORA

Siamo nel 1983.
E’ l’estate del rapimento Orlandi e del pentapartito di Craxi, della diffusione dell’Aids mentre in spiaggia risuonano spensierate le note di “Vamos A la Playa” dei Righeira.
Come ogni anno Luca trascorre l’estate al mare con genitori, cugini e parenti presso un casello ferroviario di proprietà della famiglia. Luca ha nove anni e pochi miti, pochi punti di riferimento in una famiglia medioborghese e di radice meridionale.
Ci sono i parenti che vivono in Abruzzo da anni, hanno fatto i soldi e pretendono disciplina; c’è il ragazzino che si crede un vigile, il playboy che cerca di far capitolare una suora per scommessa, chi è andato in India per amore o chi ha troppi anni per raccontare di essere omosessuale. Soprattutto c’è un paese: “Sulciano” con la sua gente stramba che ogni anno apre le porte a turisti e curiosi.
L’estate scorre rapida tra biciclette, palloni e il tempo trascorso in sala giochi mentre i ragazzi scoprono il sesso, la buona musica e la morte. Si’, perché la tragedia è dietro l’angolo e aiuterà i ragazzi a capire che ormai è tempo di diventare adulti, un terreno in cui la spensieratezza lascia il passo a menzogne, ipocrisie, sensi di colpa con quel folle desiderio di ritornare ad essere ancora fanciulli: Ancora un’estate o un’estate ancora.

LUCA

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