Trionfo della morte

(Pieter Bruegel il Vecchio, Trionfo della morte, 1562)800px-Thetriumphofdeath

19 Risposte

  1. Il mio pensiero per Voi
    cari Amici
    nel giorno del mio onomastico.

  2. Auguri, Nicola. Grazie per il dono che ci offri. Un abbraccio.

  3. …questa invece è l’eloquenza delle “nature morte”, determinata da un’irruzione, sulla scena dell’eterno presente, di un avido micio inconsapevole di rubarla alle cozze … :

  4. Grazie Gabriele.

    Di quanta polvere ha bisogno un’anima per volare?

    Vorrei vedere i bimbi mangiare le mele con le mani sporche di terra ed invece vedo le mamme cospargere le manine dei piccoli di Amuchina.

    Viva la polvere!

    *nicola

  5. Pardon, il micio rubava la scena a delle ostriche.

  6. “La tua vita è la tua vita.
    non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
    stai in guardia.
    ci sono delle uscite.
    da qualche parte c’è luce.
    forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
    stai in guardia.
    gli dei ti offriranno delle occasioni.
    riconoscile, afferrale.
    non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
    e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
    la tua vita è la tua vita.
    sappilo finché ce l’hai.
    tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.”

    titolo:
    Il cuore che ride di
    Charles Bukowski

  7. http://3.bp.blogspot.com/_Tvolw3AeUiQ/SNvXEV5wM9I/AAAAAAAAADc/-6V4NeopBKM/s400/fiore+nel+deserto.bmp

    vita là dove
    solo in apparenza
    non avresti pensato di trovarla
    invece c è,
    è qui!!!

  8. Gioioso sia il tuo mattino, mio caro Gabriele. Un immenso abbraccio! 😉

  9. Mi stupisce la gran faticaccia di questi scheletrini 🙂 contrapposti da questi inutili fagotti umani 🙂 poi guardo in basso a destra e vedo un cantore, un musico, e la sua musa suppongo 🙂 Niente li tocca, pare, tutti gli affanni e la mortalità gli passano davanti, non se ne curano, il fatto è che più ci pensi alla Morte e più sei morto. Il terribile tedio e faticaccia di dover pensare che si muore quando è a vivere che bisogna pensare. (Un pensiero vá ai popoli in guerra, come in Siria, ma finché ci sarà un siriano vivo a ricordare cos’é la Siria finché ci saranno siriani …la Siria non potrá essere distrutta, la consapevolezza dell’essere sopra la pretesa dell’avere…se anche un solo giusto è in vita…la morte la creiamo noi, ed è assai più faticoso pensare continuamente ad uccidersi, rincorrere una persona fin davanti ad un asilo, per lasciare che il suo sangue si versi sul cemento perché tanto devi finire il tuo lavoro, il lavoro di uccidere un essere umano, poi sarai pagato, passerai di grado, al tuo matrimonio inviterai un cantore e piangerai di nostalgia per tua madre mentre la tua sposa laverà le tue mani dal sangue…si lava via il sangue? William diceva di no, certi non si rendono conto di come sia tragicamente comica la loro vita all’Inferno)

  10. Caro Nicola, sono d’accordo con te. Viviamo in un mondo sempre più sterilizzato, lontano dal mondo reale e i bambini non toccano più la terra. Ti abbraccio.

  11. Buongiorno, Luigi. Ti abbraccio anch’io.

  12. Sono rinato molte volte,dal fondo
    di stelle rovinate,ricostruendo il filo
    delle eternità che popolai con le mie mani,
    e ora vado a morire,senza nient’altro,con la terra
    sopra il mio corpo,destinato a essere terra.
    Non ho comprato una porzione del cielo che vendevano
    i sacerdoti,e non ho accettato le tenebre
    che il metafisico fabbricava
    per i potenti sfaccendati.
    Voglio stare nella morte insieme ai poveri
    che non ebbero tempo di studiarla,
    mentre li bastonavano quelli che hanno
    un cielo suddiviso e su misura.
    Ho la mia morte pronta,come un vestito
    che mi aspetta, del colore che amo,
    dell’estensione che cercai inutilmente,
    della profondità che necessito.
    Quando l’amore consumò la sua materia evidente
    e la lotta sgrana i suoi martelli
    in altre mani di unita forza,
    la morte viene a cancellare le tracce
    che costruirono le tue frontiere.
    Pablo Neruda

    Un saluto affettuoso al Gent. Prof. Gabriele e agli amici del blog.Splendida giornata a voi tutti.

  13. “Nemmeno settemila anni di gioia possono giustificare sette giorni di repressione”. (Hafez)

    (In discorso di Paulo Coelho pronunciato per rendere onore all’iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace: sono parole che, insieme a lei, onorano la donna.
    “Il poeta Rumi ha detto che la vita è come la missione dell’inviato di un re in un paese straniero:L’uomo è mandato in quel luogo affinchè porti a compimento un determinato incarico. All’arrivo può fare centinaia di cose,ma se non farà quello che gli è stato chiesto, è come se non avesse fatto assolutamente niente .Per la donna che ha compreso il proprio compito. Per la donna che ha guardato la strada davanti a sé ed ha capito che il viaggio sarebbe stato molto difficile. Per la donna che non ha cercato di minimizzare le difficoltà ma, al contrario,le ha denunciate e ha agito affinchè fossero palesi. Per la donna che ha reso meno solitari quelli che sono soli, che ha nutrito coloro che avevano fame e sete di giustizia, che ha fatto sentire l’oppressore frustrato quanto l’oppresso. Per la donna che tiene le porte sempre aperte, le mani sempre impegnate nel lavoro, i piedi sempre in movimento. Per la donna che personifica i versi di un altro grande poeta persiano,Hafez, quando dice:” Neppure settemila anni di gioia possono giustificare sette giorni di repressione.”Per la donna che è qui stasera: che sia ciascuno di noi, che il suo esempio si moltiplichi, che abbia davanti a sé ancora molti giorni difficili, in modo da poter completare la sua opera. Affinchè le generazioni a venire conoscano il significato dell’ingiustizia solo attraverso le definizioni dei dizionari, e mai nella vita degli esseri umani. Che il suo procedere sia lento, perché il suo ritmo è il ritmo del cambiamento. E il cambiamento-quello autentico- abbisogna di molto tempo per compiersi.”)

  14. Un grande abbraccio, cara Rossella e grazie per la tua poesia

  15. Nulla può giustificare neanche un minuto di repressione!

  16. Sono io che La ringrazio di cuore.Buona serata

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