I SINTOMI BORDERLINE DEL MONDO LIQUIDO

di Massimo Lanzaro

Il termine borderline deriva da un ampliamento della classificazione psicoanalitica classica dei disturbi mentali, raggruppati in nevrosi e psicosi, e significa letteralmente “linea di confine”. L’idea originaria era riferita a pazienti con personalità che funzionano “al limite” della psicosi pur non giungendo agli estremi delle vere psicosi (come ad esempio la schizofrenia). Questa definizione è oggi considerata più appropriata al concetto teorico di “Organizzazione Borderline“, che è comune ad altri disturbi di personalità, mentre il disturbo borderline è un quadro particolare.

Le formulazioni del manuale DSM IV e le versioni successive, come pure le classificazioni più moderne internazionali (ICD-10) hanno ristretto la denominazione di disturbo borderline fino a indicare, più precisamente, quella patologia i cui sintomi sono la disregolazione emozionale e l’instabilità del soggetto. È stato recentemente proposto perciò anche un cambio di nome del disturbo.

Il disturbo di personalità borderline è un disturbo delle aree affettivo, cognitivo e comportamentale. Le caratteristiche essenziali di questo disturbo sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1. sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono;

2. un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione;

3. alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili;

4. impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto (quali spendere oltre misura, sessualità promiscua, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate etc.);

5. ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari o comportamento automutilante;

6. instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (es. episodica intensa disforia o irritabilità e ansia, che di solito durano poche ore e, soltanto più raramente più di pochigiorni);

7. sentimenti cronici di vuoto;

8. rabbia immotivata ed intensa o difficoltà a controllare la rabbia (es. frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici etc.);

9. ideazione paranoide o gravi sintomidissociativi transitori, legati allo stress.

Zygmunt Bauman è un sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche. Le sue più recenti pubblicazioni si sono concentrate sul passaggio dalla modernità alla post-modernità, e le questioni etiche relative. Con una espressione divenuta proverbiale Bauman ha paragonato il concetto di modernità e postmodernità rispettivamente allo stato solido e liquido della società.

Sostanzialmente, Bauman ritiene che l’uomo di oggi non abbia più certezze né punti di riferimento stabili. È diventato tutto più fluido, liquido appunto. Che sia in un certo senso questo un parziale fattore predisponente al dipanarsi e alla strutturazione dei comportamenti e delle disregolazioni emozionali descritte in questo cluster di persone?

Nel nostro mondo fuggevole, fatto di cambiamenti imprevisti e talora insensate, quei sommi obiettivi dell’educazione tradizionale quali le consuetudini radicate e le scale stabili di valori diventano degli ostacoli. Quanto meno come tali vengono presentati dal mercato della conoscenza, per il quale lealtà, vincoli indistruttibili e impegni a lungo termine sono considerati (come ogni merce, in ogni mercato) “anatema”, e visti come altrettanti impedimenti da eliminare. Ci siamo spostati in un libero mercato in cui tutto può accadere in qualunque momento, e tuttavia nulla si può fare una volta per tutte (1)

Il settore in cui è più evidente questa trasformazione è quello lavorativo: «In un’epoca in cui […] i luoghi di lavoro scompaiono con poco o punto preavviso e il corso della vita è suddiviso in una serie di progetti una tantum sempre più a breve termine, le prospettive di vita appaiono sempre più […] accidentali.»

Ma la liquidità è riscontrabile anche nelle relazioni sentimentali, ed è proprio questo è il tema centrale del suo saggio Amore liquido. In particolare, le riflessioni in esso contenute riguardano l’uomo senza legami fissi, ovvero l’abitante della società liquido-moderna.

Mentre fino a poco tempo fa le relazioni a lungo termine erano considerate “istinti naturali”, oggi vengono percepite come oppressive:«L’impegno verso un’altra persona […] in particolare un impegno incondizionato e di certo un tipo di impegno “finché morte non ci separi”,nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, assomiglia sempre più a una trappola da scansare a ogni costo.»

Anche l’acting out non è “visto di buon occhio”dalla psicoanalisi e dalla psichiatria, tuttavia pochi hanno riflettuto sull’attrazione esercitata dalla sua capacità di spingere l’intera personalità ad agire all’unisono. In questa “falsa totalità” non c’è divisione fra pensieri, sentimenti e azioni, che diventano tutt’uno, e l’azione fluisce. Il che somiglia drammaticamente allo scopo perseguito da molte pratiche spirituali, che attraverso molti anni di duro e disciplinato allenamento aspirano a raggiungere dei momenti, o uno stato dell’essere, in cui l’azione fluisce e le divisioni interne sono abolite. Con questo non si vuol dire che la meditazione Zen e gli atti impulsive (sovente di distruttività) siano la stessa cosa, ma è necessario rendersi conto che presentano alcune sorprendenti analogie (2).

Massimo Lanzaro,
Psichiatra e Psicoterapeuta

BIBLIOGRAFIA

1. Zygmunt Bauman. Cose che abbiamo in commune. 44 Lettere dal mondo liquid. Laterza, 2010.

2. AA.VV. Un oscuro impulse interiore. Moretti & Vitali, 1994

3. Zygmunt Bauman. Amore liquido, Laterza 2011.

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9 Risposte

  1. Un abbraccio grande come il Mondo per te, mio caro Gabriele!

  2. …Così dovette pensare anche l’imperatore Adriano delle sette cristiane, delle “virtù da fanciulli” a scapito di “qualità più virili e più ferme”. (Leggevo Memorie di Adriano…)

  3. Un risveglio di Luce, mio caro Gabriele. Ti stringo forte… 🙂

  4. Una giornata di Luce, mio caro Gabriele! Te la auguro di cuore… 😀

  5. Uno Splendido weekend, mio caro Gabriele! Con affetto… 🙂

  6. Grazie, Luigi. Ti abbraccio forte.

  7. Ricambio con gioia, carissimo!

  8. Molto interessante. Lo dovrò leggere più e più volte. Ora mi viene in mente Massimo Cacciari e il suo essere contro la promiscuità religiosa (parole mie non sue) cioè l’essere oggi “per tutte le religioni” un new-wagerismo che da tollerante di tutte le idee è in realtà il supermercato della religiosità vale tutto essere islamici buddisti cattolici protestanti induisti … tutto fa brodo Tutto è liquido. Infatti. Ci vuole rispetto per le religioni degli altri certo ma bisogna anche dire quando qualcosa non ci pare giusto. Non dico che essere intolleranti sia un bene ma neanche esserlo troppo, troppo buonismo, troppo qualunquismo diventa irritante colui o colei che andati a casa di un religioso dovrebbero togliersi le scarpe in silenzio e senza commentare se Dio non è per tutti uguale forse va’ rispettato il pensiero di ognuno a riguardo. Ciò non toglie l’aspetto fondamentale della questione. Il Dialogo. I greci lo sapevano, senza dialogo non c’é rispetto oggi le guerre avvengono su due piani uno mediatico liquido di una opinione pubblica pilotata e un altro della bestialità più assurda non si capiscono più i termini della questione come una gigantesca Babele delle lingue ognuno sente di avere ragione i termini veri delle questioni si sono liquefatti nel sangue purtroppo La pazzia delle dittature presume il dilagare dei possedimenti terreni voglio più terra voglio più ragione voglio più petrolio voglio più martiri voglio più armamenti voglio più potere …. tutte cose inutili se non ti sai contenere se non sai la bellezza di una persona che ti risponda e ti dica. Hai torto. Quale più grande amicizia c’è nel trovarsi qualcuno davanti che ti dica osserva rifletti pensa rispetta la mia opinione diversa dalla tua, siamo diversi. Ama il tuo prossimo come te stesso. Facile infatti amare uno uguale a te. Difficile amare uno che proprio è diverso da te infatti io credo che bisognerebbe anche essere intolleranti verso chi è intollerante e preferisco un non credente a un credente ad un suo dio a sua immagine e comodità un dio che metta sul piedistallo solo i suoi fedeli è un dio che non ha nulla di divino anzi è molto materiale si in effetti anch’io esco dalla traccia di questo post, sono liquida, ma un punto lo metto, sono io. Forse l’Io ha molti dei, ma questi hanno un dialogo che abbiamo perso che perdiamo sempre quando diciamo Dio è uno. Non c’è forse la solitudine attorno a questi Dio di cui non c’è neanche il plurale? Siamo tutti intorno a Vitelli d’Oro in realtà l’Occidente è un enorme Vitello d’Oro. Ci scanniamo per danzarci attorno. È assurdo.

  9. La sintesi di ciò che ho scritto è questa : L’essere liquidi è il risultato di una mancanza di dialogo interno, dialogo che non ci può essere quando abbiamo un solo Dio, e nessun altro Dio, e quando i Dii credi siano tutti uguali, non è vero. Il Dialogo non ce l’hanno le dittature che sono sempre liquide e cieche e sorde. Tutti i dittatori sono borderline dilagano come bimbi viziati e incontinenti.

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