Ascoltare…

Quando la gente parla, ascolta tutto. Molte persone non ascoltano mai”.

Hernest Hemingway

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24 Risposte

  1. Saper ascoltare l’altro richiede empatia.un filo sottile di vibrazioni congiunge i due mondi interiori.Parlare ed ascoltare si fondono come se ci fosse una sola persona.Il comunicare si realizza nella sua sostanza.
    LA RINGRAZIO

  2. “Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducati.” (Joan Fuster)

  3. ascoltare è sentire esattamente quello che l’altro dice.E’ dare il senso alla comunicazione. Può o no esserci l’ascolto empatico.

  4. L’ inizio dell’ ascolto nasce col proprio tacere.
    Alcuni si dimenticano spesso di questa verità scontata, al punto di essere banale, ma assolutamente essenziale.
    Taluni nel momento in cui di dicono pronti all ascolto, iniziano a parlare…
    Ecco che allora diviene impossibile ascoltare!!!

    PER ASCOLTARE PRIMA BISOGNA (SAPER) TACERE!!!!

    Sembrerebbe una cosa assai semplice e intuitiva anche per dei bambini di due anni,
    ma per alcuni, soprendemente, non si sa come, non è così!!!!
    Costoro parlano, parlano e si rimpiono di parole e quando finalmente
    si dicono pronti all ascolto, con somma furbizia, parlano di nuovo!!!

    Si vede che sono pronti all ascolto,
    ma solo quello della loro voce!!!

    Nella vita mi è capitato di incontrare due, tre persone del genere, che prontamente ho lasciato lì, dove ho incontrato e poi più riviste,
    però, sembra fantascienza, ma esistono davvero!!!!

    Promemoria: Per ascoltare basta tacere.

  5. anzi mj correggo:
    Per ascoltare bisogna inizialmente tacere.

    Certo per un buon ascolto esistono molto altre cose da fare, ma il silenzio sta alla base di ciò!!!!

  6. Ciao,ti ringrazio di aver dato risposta al mio commento.Può esserci empatia come non può esserci.L’importante è prestare attenzione a ciò che si sta ascoltando.

  7. Ciao Carissima Rossella, 😀
    ha detto bene, “parlare ed ascoltare si fondono come se ci fosse una sola persona.” Perché è proprio vero che quando il comunicare si realizza nella sua sostanza, ovvero perché si è instaurato un legame una affinità un comune desiderio o meglio un COMUNE RICONOSCIMENTO di idee o di pensieri (come anche altri celati aspetti di natura animico/spirituale) .” da questa sola considerazione possiamo accettare o rifiutare anche il pensiero stesso espresso da Hernest Hemingway. Pensiero che dice tante cose assai giuste, ma che bisogna vederlo/capierlo da quale punto di vista, si voglia o si intende che l’essere si metta dalla parte dell’ascolto. Senz’altro l’ascolto serve a capire di più che si ascolta, per essere più ragionevoli, più riflessivi, meno impulsivi.

    Ma spesso, nella pratica quotidiana non è sempre così, perchè è facile confutare che quando si entra in simbiosi nel parlare con una o più persone, è come se tutta la realtà e chi sta dentro questa realtà, per quel momento quasi spariscono….. Ma è anche vero che solo attraverso una attenta veloce o lenta RICAPITOLAZIONE possiamo accogliere / vedere / udire / sentire e percepire con una maggiore altrettanta veloce o lenta INDROSPETTIVA FOCALIZZAZIONE tutto il resto di quello che in quel momento/tempo/spazio non era sotto le nostre dirette ATTENZIONI. (anche perché i nostri sensi inconsciamente/automaticamente hanno incamerato tutto il resto)

    In questa sola rianalisi, allora emergono aspetti che attirano come anche aspetti che allontanano momentaneamente, perché, in quel particolare momento, non sono in relazione con la nostra percezione…. E’ come dire, che io mentre parlo con una persona con attrattiva affinità simbiotica e nel frattempo sento il vociare di un pescivendolo, questo non attira le mie attenzioni, anzi li allontana, dopo magari andrò dal pescivendolo a comprare del pesce…. capendo (riesumando dai sensi che avevo incamerato a prescindere delle mie attenzioni) che nel suo disarmonico vociare, in effetti, quel giorno, in quel momento, stava offrendo del buon pesce ad un buon prezzo.

  8. Buon pomeriggio Raffaele,mille grazie per la sua gentilezza.Il più delle volte le persone non desiderano solo essere ascoltate ,aspettano delle risposte.Se non si ascolta con interesse e partecipazione silenziosa le risposte potrebbero essere inadeguate.La parola è strumento prezioso ma delicato,essa può cambiare una giornata ma potrebbe cambiare anche un percorso.Viva con gioia.

  9. Carissima Rossella a volte basta solo un semplice sincero sorriso per identificarsi e riconoscersi 😀
    Raffaele55@ymail.com

  10. Buona giornata Prof. a Lei e a tutti gli amici.

    L’ascolto secondo me, è un atto spirituale perchè intriso della competenza interiore, vorrei dire dell’eco interiore propria di ciascuno. Un perfetto ascolto non è possibile se l’interiorità è assente. Per questo motivo, quando si vuole ascoltare veramente,si fanno tacere gli altri suoni e le altre voci; si possono sentire tante voci insieme come, per esempio, in una siscussione, in un corteo, allo stadio; ma si ascolta solo una voce; non si ascoltano più persone insieme. Il vero ascolto è possibile soltanto nel silenzio di tutto il resto.
    Sentire consente di continuare a pensare ad altro; acoltare non lo permette; esige che la persona si fermi, prenda in mano mente e cuore, impegni il suo tempo; si dice appunto mettersi in ascolto, stare, rimanere in ascolto; espressioni che indicano il mettersi in una data posizione spirituale, il permanere in una data situazione di mente e di animo. Si sente anche senza volerlo, perfino quando non si vuole; ma per ascoltare bisogna volerlo.

  11. forse un buon inizio è ascoltare il silenzio ?

  12. Per ascoltare, per accogliere l’Altro con l’attenzione che merita, bisogna essere liberi: lo siamo quando l’interiorità, ricolma di Bello e di Bene, comprende già, intuisce, le richieste dell’Altro. Per ascoltare bisogna, cioè, essere educati a ricercare in sé ciò che serve all’Altro e questo implica che sia risaputo cosa si vuole e cosa si sta cercando. L’incontro con l’Altro deve poter essere un pezzo di strada, un pezzo del puzzle che compone l’interiorità.

  13. Interiorità ricolma di BELLO e di BENE…Le tue parole mi rallegrano l’anima.Ti rendo grazie.

  14. Bravissima e ti bacio le mani.

  15. Namaste, Rossella.

  16. Vibrazione emozionale che toglie il respiro.Ti ringrazio per il tuo dono

  17. credo che nel mondo attuale sia difficoltoso ascoltare anche se stessi xè siamo invasi ovunque da suoni, musiche, parole, uno straparlare, troppe parole logore strausate stradette strasentite .
    il silenzio serve x dar valore al nostro suono. interiore

    ma…

  18. …ma quando capiremo chi siamo, riusciremo a sentire anche il battito del mondo, perchè avremo la consapevolezza che con tutto di noi stessi, con il nostro passato, i nostri difetti, i nostri talenti, le nostre gioie, le nostre noie, le nostre paure, le nostre sconfitte, saremo parte di esso: penso che la felicità sia in tutto quello che “affidiamo alla corrente”… e non nelle cose che possediamo ma di cui ignoriamo il valore.

  19. ironia sulla tv di oggi,
    come è fatta e viene prodotta…

    inconscio e magia
    è stato un miraggio
    in un panorama televisivo
    veramente “colto” e sopratutto ” stimolante”.

    Inconscio e magia
    è l eccezione che conferma
    la regola!

    Se oggi metto insieme queste due parole:
    Poesia e televisione

    sembra che stia raccontando una barzelletta…

  20. Alla faccia della piega che oggi ha preso la tv….
    SE io sento queste due parole insieme:
    Poesia e televisione

    penso capolavoro
    e poi è ancora tutto fattibile,
    nessuno di noi ancora
    conosce il domani…

    Anche se non c’è spazio
    per certi programmi
    lo si può sempre creare
    altrove o in un qualche modo
    il buon senso
    non si ferma neanche
    davanti
    a un apparente
    piega che sembra aver preso la tv di oggi…

    Poesia e televisione= GRANDE SPETTACOLO…!!!!!

  21. effetto matrioska

  22. Presta a tutti il tuo orecchio,a pochi la tua voce.
    William Shakespeare

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