Oblio di se stessi

“L’uomo si trasfonde naturalmente nel paesaggio: sbaglio o questa verità si può apprendere direttamente sui colli della California o nel deserto del Nuovo Messico? Coloro che incontriamo in tali contrade sembrano dirci che nel paesaggio sono travasati, il paesaggio è travasato in loro. Riflessioni e commozioni di due secoli non hanno soltanto creato foreste intoccabili di sequoie, si sono assimilate al corpo, all’anima e allo spirito degli abitanti. Qui talvolta è presente, in Arizona, nel Nevada, oltre che nel Nuovo Messico, il cielo scintillante di cobalto appena sollevato sopra le teste, lo stesso che preme sul Baikal, lago sacro dello sciamanesimo buriato. La sua contemplazione è fra le vie più dirette all’oblio di se stessi.”

Elémire Zolla

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9 Risposte

  1. …il cielo scintillante di cobalto appena sollevato sopra le teste, lo stesso che preme sul Baikal, lago sacro dello sciamanesimo buriato. La sua contemplazione è fra le vie più dirette all’oblio di se stessi.”

    SEMBRA PROPRIO CHE L’OBLIARSI SIA UNA CONDIZIONE NECESSARIA, UNA QUASI DEPROGRAMMAZIONE DELLA MENTE CHE INCONSAPEVOLMENTE VIENE CONDIZIONATA DALLA COSCIENZA COLLETTIVA DEL SUO TEMPO COSI’ COME ANCHE DA TUTTE LE TRADIZIONI STORICHE SOCIALI/CULTURALI/POLITICHE E RELIGIOSE.

  2. Gabriele e di cosa parlerà questo documentario?
    Comunque Congratulation!

  3. Penso all’opera di Johann Heinrich Füssli, “Il silenzio”.
    Dormire, sognare… tra le pagine di un libro, come tra le pieghe di soffici lenzuola, come in una grotta, come in un anfratto della terra nascosto al sole, nel solco, tra le braccia dell’Anima del Mondo per rientrare in se stessi ed imparare a condividere uno spazio… : Epistamai!

    “Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
    E questa siepe, che da tanta parte
    Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e rimirando, interminati
    Spazi di là da quella, e sovrumani
    Silenzi, e profondissima quiete
    Io nel pensier mi fingo, ove per poco
    Il cor non si spaura. E come il vento
    Odo stormir tra queste piante, io quello
    Infinito silenzio a questa voce
    Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
    E le morte stagioni, e la presente
    E viva, e il suon di lei. Così tra questa
    Immensità s’annega il pensier mio:
    E il naufragar m’è dolce in questo mare.” (Giacomo Leopardi)

  4. Felice weekend, mio caro Gabriele. Un abbraccio grande come il Mondo!

  5. Grazie, Mel. Il documentario parlerà delle Crociate. Baci baci.

  6. Grazie, Luigi. Ti abbraccio anch’io.

  7. Che l’intima essenza vitale dell’uomo venga dall’amore chiunque riflette è in grado di capirlo: dalla sua presenza viene il caldo, dalla sua assenza il freddo e dalla sua privazione la morte di tutto. Si deve sapere che la vita di ognuno è in relazione all’amore che possiede – Göran Tunström

  8. conoscere e dimenticare se’ stessi x aprirsi alla meraviglia, ma…

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