Ruggero e Angelica

(Jean Auguste Dominique Ingres, Ruggero salva Angelica, 1819)

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38 Risposte

  1. Ruggero salva Angelica ma non la sposa. Un amore puro.

  2. 😀 e come potrebbe mai sposarla se è la sua stessa anima? 😀

  3. Non è la sua anima, non è destinata né a lui né al furioso Orlando eppure Ruggero non esita: a cavallo di una Chimera, trasforma la Bellezza liberandola da quelle catene… e dall’ orrendo fato di essere rimangiata dall’Ombra.
    Davvero eroico, femminile e controcorrente.

  4. Ruggero ed Orlando erano la stessa entità deframmentata così come Angelica rappresenta la loro stessa Anima incarnata e prigioniera nel mondo della materia 😀

  5. …Ah, sì, sì… Ruggero è la parte migliore, quella che, agendo, cambia il suo Karma, si direbbe che compie una trasformazione alchemica in Anima… E’ la parte eroica, nobile poichè non mira a possedere Anima, la sfuggente. Ad Orlando rimane la sua furia, che lo consuma.

  6. Se veramente non ci fossero stati questa necessaria specie di furiosi Orlando, è matematicamente comprovabile che tanto sarebbe ancora la nostra non conoscenza di tante cose che non staremo di sicuro qui a parlare di queste ormai dimenticate memorie 😀 E’ come dire che mentre oggi noi stiamo nel benessere, abbiamo dimenticato/scordato chi magari con furia si è fatto un mazzo grosso, o ha anche sacrificato la propria vita, affinchè ci potesse essere questo stesso nostro benessere…. (che in effetti è assai apparente)

  7. Non dire matematiche metafisiche castronerie e non cambiare le Immagini in tavola, quando so che ti piace ripeterti all’infinito: qui Il mazzo se lo è fatto Ruggero ed è lui che ha fatto Anima e quindi conoscenza. Ma rispetto la tua simpatia per quell’inetto di Orlando. Senza la sua inettitudine, infatti, Ruggero non sarebbe andato a salvare Angelica e non si sarebbe “evoluto”.
    Fosse per Orlando, staremmo ancora a scacciare assai furiosamente le mosche con la clava, e non sapremmo disegnare “O” nemmeno con il compasso.

  8. …con il compasso che pietosamente ci presterebbero i gloooooorioooosiiiii interstellari!

  9. Cara Valeria, ti capisco perfettamente, in qualche modo mi ricordi quando il mio cuore era preso solo dall’umano sentimento. Ma ti posso garantire, anche se non lo accetterai ma e poi mai, (tranne quando verrà il tuo momento) che ci sono cose di altri mondi, di altri piani di coscienza, (per non parlare degli aspetti SPIRITUALI ),che vanno oltre l’umano sentire….. E scusandomi con la tua bella erudita persona, nel confronto è come se io dovessi ritorna alle scuole elementari.

  10. Forse dovresti davvero. Ti prendo in parola. Potessimo farlo tutti, ripartire dalle scuole elementari, per riscoprire cosa significa la vera spiritualità. Noi adulti siamo tutti un po’, come spiegartelo, “inflazionati” quando dobbiamo fare i conti con la vita. E, caspita, personalmente, non ho mai capito, per più di tre volte nella mia vita, che “toccava a me e che nessun altro poteva essere al posto mio”, nemmeno l’altra mia metà… Grazie comunque per la lezione. Ti aspetto a scuola.

  11. Grazie anche a te Cara Valeria, perché hai detto una cosa assai giusta…. In effetti tutti quanti, per approdare a quella vera coscienza interiore, dovremmo ritornare consapevolmente ad essere come dei bambini. (ma questa volta consapevoli appunto) Per far questo, in qualche modo, è necessario spogliarci di tanti aspetti materiali che nel tempo ci siamo messi addosso…. E’ quello che io spesso ho definito una vera e propria DEPROGRAMMAZIONE DELLA MENTE RAZIONALE…. Perché è innegabile da tutto quello che ci hanno trasmesso i grandi saggi di ogni tempo e di ogni luogo, che PER ENTRARE NELLA VOCE DEL SILENZIO INTERIORE BISOGNA NECESSARIAMENTE (anche momentaneamente) SPEGNERE LA MENTE…

    A nessuno viene approvato quel destino di espletare/sopportare più di quello che il suo cuore può contenere/provare e tanto meno la sua mente di capire… L’introspezione, la ricapitolazione e sarebbe anche necessario qualche volo cosciente nello spazio/tempo, per risvegliare pian piano frammenti di antica memoria passata. Memoria necessaria affinché per quell’universale principio di causa effetto si possa attraverso l’analisi del proprio passato e del proprio futuro, capire il perché si è in questa vita e le vere finalità che ci siamo imposti di perseguire prima di ridiscendere in questo mondo. (“futuro” appunto perché è una realtà già conosciuta dall’essere spirituale, prima di ridiscendere in questo mondo)

  12. …per esempio, ho visto un cammello assetato che doveva avere proprio le allucinazioni, perchè era ossessionato dalla cruna di un ago. Voleva entrarci a tutti i costi. Gli ho detto: – Entra pure! Ma non so se troverai di che dissetarti. –
    Quello mi ha guardato e per farla breve, alla fine dei fatti, è crepato trafitto da una trave. Lo avessi saputo prima, gli avrei detto che doveva riprogrammarsi la parabola.
    For-ever-jung!

  13. 😀

  14. Forever young

    inside you

  15. Valeria, ma come!?!?! non severe più citare queste ormai arcaiche/preistoriche /superate simboliche/allegoriche congetture…. di uno sgangherato cammello che deve entrare in una grossa cruna di una nave, perché già da tanto tempo si è parlato, si è discusso già di “effetto tunnel,” di salti quantici, di porte infradimensionali, di teletrasporto, di mondi paralleli, di teleosservazioni a distanza, di voli coscienti nello spazio/tempo (non tempo) ecc.

    Valeria. ma come fu!?!?! non sapevo proprio che fossi così follemente innamorata?????

    For-ever-jung! Sai, sinceramente non ne sono proprio convinto di questo amore eterno , forse, più saggiamente, sarebbe meglio dire “per adesso”, (perché il domani, si sicuro ancora non lo conosci). Comunque bonariamente, insieme all’unisono, diciamo: “e vissero felici e contenti” supposto e ammesso sempre che nel tempo continuativo presente, di ora, adesso, lo spirito di Jung, approvi questa specie di celate nozze alchemiche, fra questo e l’altro mondo 😀

    Comunque forse e meglio se parlo direttamente con Jung…..

    Scusami Jung se ti maltratto un pochino………..Tanto ora sai che mi rivolgo da umano (con tutti i mie indefinibili errori dovute al relativo) a quella tua passata gloriosa personalità e non all’essere…… Perchè è innegabile così come è osservabile anche nei cosiddetti “credenti” delle varie Chiese che con viscerale feticismo si fermano solo alla “forma” del rito un po’ superstizionalmente ed anche superficialmente perchè in fondo in fondo oscuramente nell’uomo fortemente in crisi di oggi c’è la “necessità” di ritrovare un Dio. Perché indubbiamente , con questa specie di occidentale filosofia moderna l’avete fatto “morire” pian piano, giorno dopo giorno, sviluppando un mondo prettamente scientifico, (almeno per quella ordinaria scienza che io definisco ortodossa) fatto in un certo modo, con una visione propria, che sostiene essere scienza soltanto ciò che viene ripetuto in laboratorio, mentre tutto il resto non sarebbe scienza in quanto non dimostrabile.

    E’ come affermare con una impossibilità matematica di voler sondare con questa pseudo psicologica scienza (o filosofia moderna che ben sappiamo che ha solo ripreso in parte solo certi aspetti di quella più grandiosa antica scienza filosofica Induista) per spiegare come, con termini finiti (materiali psicologici o di neuro scienza che si voglia), si possa in qualche modo dal finito abbracciare l’infinito e come colmare questo matematico, logico, speculativo vuoto esistenziale come aspetti sincronici/archetipali e simbolici che si vogliano definire …….

    Insomma, cari psicologi, vi siete scordati dell’aspetto più importante dell’essere, la sua natura spirituale e questo scordare, questo negare la vera metafisica di ogni cosa, non ha fatto altro che FAVORIRE L’ASPETTO MECCANICISTICO, RILEGANDO L’UOMO SOLTANTO AD UN ESSERE MATERIALE, NON VISTO NELLA SUA VERA INSONDABILE COMPLETEZZA, UN UOMO VISTO SOLO ON UNA SUA MENTE, CON UNA PSICHE CON IL SUO INCONSCIO/SUBCONSCIO/CONSCIO, CON UNA SUA PERSONALIA’ CON UNA SUA CULTURA, CON UNA SUA DIALETTICA MORALE RELIGIOSA SOCIALE POLITICA E COSI’ VIA, APPUNTO VISTO COME MACCHINA E NON COME UN ESSERE SPIRITUALE CHE PER QUELLA NECESSARIA CONOSCENZA DI TUTTE LE COSE, DI TYUTTE LE LEGGI DEL CREATO, SPESSO DEVE SCEGLIERE CONSAPEVOLMENTE A VOLTE ANCHE UN PARTE ASSAI SCRADEVOLE ED ANCHE ASSAI INCONSAPEVOLE. PARTE CHE DA QUI MOLTI ILLUMINATI RICERCATORI PISICOLOGICI, DEFINISCONO PAZZI, O PRIVI DI RAZIOCINIO ECC.

    Dio così come lo spirito essendo “pure essenze non materiali” non sono soggette a nessuna indagine speculativa o psicologia che vuole QUASI SPIEGARE I MONDI DELL’ANIMA, QUANDO ANCORA NON CONOSCE NE’ IL VERO RUOLO DELL’ANIMA E NEMMENO DEI SUI NECESSARI GUSCI DI PROTEZIONE CHE MESSI TUTTI INSIEME, IN EFFETTI , SONO SOLO UN FRAMMENTO, UN RIFLESSO, UNA OMBRA INCARNANA, SOLTANTO UNA INFINITESIMA PARTE DELL’ESSERE SPIRITUALE…..

    Su questo aspetto, come ho sempre sostenuto ed affermo che LA VERA PSICHE, LA MONADE, L’ESSENZA SPIRITUALE NON PUO’ NE’ ESSERE OSERVATA, NE’ DEDOTTA O IMPRIGIONATA SOLO DALL’OSSERVAZIONE COMPORTAMENTALE, O DALLE SOLE OSSERVAZIONE DI UNO STRUMENTO CHE SI BASA SOLO SULLE ONDE EMESSE DAL CERVELLO (che in effetti è solo un vero e proprio limitato necessario sensoriale strumento trasduttore biologico di quella macchina biologica che si mostra solo da fuori, in superficie).

    Già facendo questa sola osservazione, si capisce quando e quanto si è tolto moltissimo all’uomo allontanandolo dalla sua vera completa natura…. Infatti la scienza può benissimo occuparsi di epatologia, di cardiologia, di fisiologia, di biologia o di fisica, ma non può mai pretendere che occupandosi della sfera mentale, psicologica possa in qualche modo abbracciare o vedere minimamente o capire I MOTI E LE PULSAZIONI SPIRITUALI DELL’ESSERE…. Ecc..

    Quindi l’accusa che ti rivolgo Carissimo Jung, (che non rigetto/rivolgo a tutti i tuoi proseliti, perchè in fondo ancora non hanno capito), soprattutto al metodo scientifico che tu hai tirato in ballo. Un metodo vestito da archetipi ed i simboli che volevi rapportare ad una analisi speculativa con una filosofia moderna, nascondendoti e rinnegando per non essere ripudiato dal tuo stesso tempo dal quel vero misticismo (che ti stava spiegando, anche in un frammento l’essenza dell’essere) , e rigettando tutto nella tua filosofia speculativa del profondo (che in effetti non sa ancora cosa sia un vuoto quantico) con un metodo che si voglia definire scientifico. PERCHE’ E’ VERO INNEGABILE CHE IL TUO CONTRIBUITO HA DATO TANTE COSE UTILI ALL’UOMO MODERNO, MA E’ ANCHE VERO CHE GLI HAI TOLTO COSE ANCOR PIU’ GRANDI CON LA TUA TESI MECCANICISTICA CHE OSEREI DIRE ANCHE MATERIALISTA PERCHE’ LA TUA FILOSOFIA PER STARE AL PASSO CON LA SCIENZA E’ DIVENTATA SOLO UNA PISICOLOGIA DELLA SCIENZA RINNEGANDO LA SUA VERA INDEFINIBILE MATRICE METAFISICA.

    Finisco con una tua bella citazione…
    Per ogni pazzo rinchiuso in manicomio ce ne sono almeno dieci in libertà. (Carl Gustav Jung)

    Ed io continuo, con una nostra più generale Siciliana Affermazione, che a mio avviso, è più generale, più completa perché in qualche modo, abbraccia in una visione più cose allo stesso tempo…. “CU PRATICA CU ZUPPIDDU, PRIMA O POI ALL’ANNU ZUPPIA ANCH’IDDU” lo zuppicare o praticare/imitare/assimilare è inteso sia nel senso positivo che anche nel senso negativo, dipende dal soggetto e dalle finalità del complemento oggetto che si manifestano con un verbo….

    Mi scuso anche con il nostro Caro Professore Gabriele per queste mie pesanti affermazioni, ma so che in fondo il suo cuore è stato modellato anche da altra saggia pasta assai più visionaria e più intuitiva per molti altri aspetti.

  16. Grazie per la bellissima canzone Carissima Melusina 😀

    a volte basta solo cambiare una virgola per capire il senso nascosto che si cela dietro una semplice parola 😀

    a volte basta solo una bella parola per mutare ogni oppressa repressa covante non gioia.

    a volte basta solo capire che dietro ogni apparente forma c’è dentro anche il Creatore

    a volte basta poco per capire che la vera giovinezza non è nell’uomo perituro e transitorio, ma nell’essere che in virtù della sua immortale sempre eterna giovinezza lo induce a scrutare, esplorare, a fondersi per vivere con l’oggetto delle sue scrutanti/sondanti ricercate conoscitive attenzioni. Giovinezza sempre eterna, immutabile/dinamica che gli serve come forza evolutiva per imparare a come superare ogni piccolo o grande limite invalicabile. (solo questo annulla quella arcaica convinzione dell’eterno riposo nell’attesa di un giudizio altrettanto ancor più primitivo)

  17. Caro Raffaele, ti prego di rispiegarmi tutto, perchè davvero non ci sto capendo niente… Chi dice una cosa chi non dice un’altra, chi dice fesserie, chi mezze verità…Insomma, alla luce di una nuova scoperta sensazionale, e che farà discutere sicuramente, è stato dunque comprovato e quindi diagnosticato che non era la cruna di una nave ma la cruna di un ago. Ma guarda un po’ questi!
    Meno male che credo nel metodo di Jung, e che cioè ogni “nodo” è un’opportunità, altrimenti li rimanderei tutti a scuola, quelli!

  18. Cara Valeria, forse è meglio che mi spieghi meglio……

    Fu detto che: “è più facile che un canapo (e non un
    cammello, così come nell’ignoranza ci hanno fatto credere) passi
    entro la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri in Paradiso.”

    Vedi cosa ho detto alla nostra Cara Melusina,…. basta a volte cambiare una virgola per cambiare tutto il significato di una parola… (in questo caso il significato vero che è stato alterato nel passare dall’Aramaico, al Greco e al Lantino antico) lo si può verificare con i testi originali antichi ritrovati nel Mar Morto a Qumran…. Nel 1860 e nel 1947….

  19. Ah, sì sì… ad ognuno il suo pertugio. lo credo fermamente. Certo, basta cambiare le carte in tavola e spostare l’attenzione dai propri errori e tutto segue una certo ragionamento acritico. Però, se ho ben capito bene, paese che vai Zuppiddu che trovi e speriamo che, chi ci tradurrà tra qualche secolo, non ci mandi a mangiare una Zuppetta e maledica il giorno in cui non abbiamo optato per la Zappetta. In fine che butti i nostri rotoli nel …cesso.
    Quanto alle tesi meccanicistiche di Jung, non c’è bisogno che ti mandi a leggere libri che attestino la sua collaborazione con Pauli: non li leggeresti con mente scevra dai condizionamenti imposti da quel “Bastian Contrario” che pensa di essere utile alla causa di santificazione dei gloooooriooosi interstellari!!!

  20. Cara Valeria, nello Zern Giapponese, una regola d’oro è zappare il proprio orto per metterci le proprie scorie (rotoli compresi) Da queste cedute energie (inutili direbbe qualcuno) la terra li riconverte in cavoli dolci ed anche amari e soprattutto in fiori meravigliosi 😀 In quanto a ai libri di Jung o di qualsiasi suo oppositore, ti garantisco che non né ho letto proprio tanti. E se qualche volta ho indagato sulle sue opere ho sempre riscoperto solo cose conosciute anche e soprattutto nel passato… Ha cambiato solo l’abito espositivo con un tono e con delle parole più moderne,ma la sostanza ERA GIA’ STATA ANALIZZATA/SVISCERATA/DIVULGATA GIA’ AI TEMPI DI ATLANDIITE E TRASMESSA CELATAMENTE SOTTO FORMA DI SIMBOLI IN TUTTO IL MONDO PER ESSERE VALIDO INSEGNAMENTO PER LE NUOVE GENERAZIONI . Ma un frammento di questi saggi insegnamenti, oggi, al di fuori di tutte le cose buone che potrebbero portare a capire la vera essenza dell’essere, soprattutto sono state e vengono adoperate come MEZZO DI CONTROLLO E DI MANIPOLAZIONE DELLA MENTE CON PARTICOLARI ONDE VIBRAZIONALI. Le implicanze vista la loro natura prettamente meccanicistica sono assai malevoli e notevoli In quanto al mio dire “chi pratica con uno zoppo prima o poi, (nell’arco di un anno al massimo) per simbiosi diventa anche lui zoppo” questa la dice lunga…… per farti capire che i sui studi si basavano sull’analisi di stati di coscienza alterati su individui con stati emotivi assai patologici….. In poche parole se tu ami Jung io questo amore non lo provo minimamente, perché il mio orientamento è prettamente spirituale, mistico se vuoi,,, che non vede dalla sola annebbiata ed annebbiante finestrella e per giunta con gli occhi affumicati, ma in qualche modo, per mio destino un pochino oltre……….. Questo non pregiudica che anch’io cammino con i piedi a terra, anche se so benissimo come Gesù riusciva a camminava nelle acque…….. Diciamo che è un diverso punto di vista e basta…..

  21. W i Maja: fra meno di un anno quest’incubo sarà finito e nessuno zoppicherà, sviscererà fiori o cavoli dolci o cavolate. Ma soprattutto per meno di un anno agli psichiatri sarà concesso di guarire i veri pazzi, che sono in libertà.

  22. Cara Valeria questo è il tempo della fine del Cali Yuga, così come è osservabile per tutto quello che sta succedendo nel mondo intero Un tempo di preannunciata indotta nevrosi collettiva. Da questo solo punto di vista assai materialistico, ci vorrebbe veramente un psicologo o psichiatra in ogni casa…… Questo è un vero e proprio affossamento sempre più evidente in un formale materialismo che non conduce proprio a niente… è come dire di cercare di curare/sanare gli effetti, in superficie, anziché ricercare le cause prime che li hanno generate e perché li hanno scatenate Questo è un vero reale male di tutta questa nostra apparente civiltà occidentale che si è impregnata di leggi fatte dagli uomini che servono solo a controllare gli uomini. Questa è la mia VERA ACCUSA VERSO TUTTI I DOTTORI PSICOLOGI DI QUESTO MONDO. A mio avviso rimangono solo dottori, a stendo per curare la macchina biologica in superficie.

    In quanto ai Maya, ti posso garantire che sono ritornati già da un bel pezzo, per quel celato aspetto equilibrante e sono in mezzo a noi….. Così come ci sono i malevoli lupi travestiti di agnello, ci sono anche angeli punitori vestiti da mendicanti o da umili personalità.

  23. […] A questo punto è davvero auspicabile il “silenzio di Dio” […]
    (U.Galimberti)

  24. http://www.scribd.com/doc/54067435/85/Il-silenzio-di-Dio

     
    Il mito non è una fiaba, ma piuttosto un presentare certi fatti in un idioma non appropriato. Dunque far saltare un mito non è negare queifatti, ma restituirli al loro idioma. Ed è proprio questo che noi tenteremodi fare.G. Ryle,
    Lo spirito come comportamento (1949), p. 4.

    Introduzione
    Vi prego, non siamo a scuola, e io non sono il vostro istruttore. Lasciateparlare le idee. J. Hillman,

    Forme del potere

    (1996), p. 23.Conosciamo le malattie del corpo, con qualche difficoltà le malattie dell’anima, quasi per nulla le malattie della mente. Eppure, anche le idee della mente si ammalano,talvolta si irrigidiscono, talvolta si assopiscono, talvolta, come le stelle, si spengono. E siccome la nostra vita è regolata dalle nostre idee, di loro dobbiamo aver cura, non tanto per accrescere il nostro sapere, quanto piuttosto per metterlo in ordine. La prima figura d’ordine è la problematizzazione di certe idee che, per ragioni biografiche, culturali, sentimentali o di propaganda, sono così radicate nella nostra mente da agire in noi come dettati ipnotici che non sopportano alcuna critica, alcuna obiezione. E non perché siamo rigidi o dogmatici, ma perché non le abbiamo mai messe in discussione, non le abbiamo mai guardate da vicino. Chiamiamo queste idee miti, mai attraversati dal vento della de-mitizzazione.

    A differenza delle idee che  pensiamo, i miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel fondo della nostra anima, dove anche la luce della ragione fatica a far giungere il suo raggio. E questo perché i miti sono idee semplici che noi abbiamo mitizzato perché sono comode, non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano, togliendo ogni dubbio alla nostra visione del mondo che, non più sollecitata dall’inquietudine delle domande,

    tranquillizza le nostre coscienze beate che, rinunciando al rischi odell’interrogazione, confondono la sincerità dell’adesione con la profondità del sonno. Ma occorre risvegliarci dalla quiete che le nostre idee mitizzate ci assicurano, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono non dalle emozioni di cui si fa carico la psicoterapia, ma dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono di comprendere il mondo in cui viviamo, e soprattutto i suoi rapidi cambiamenti, di cui i media quotidianamente ci informano senza darci un discernimento critico che ci consenta di intravedere quali idee nuove dobbiamo escogitare per capirlo. E tutti sappiamo che essere al mondo senza capire in che mondo siamo, perché disponiamo solo di idee elementari a cui restiamo arroccati per non smarrirci, è la via regia per estraniarci dal mondo, o per essere al mondo solo come spettatori straniti, quando non distratti, o disinteressati, o addirittura incupiti.

     
    Per recuperare la nostra presenza al mondo, una presenza attiva e partecipe,dobbiamo rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli a critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo, e non solo le ferite infantili ereditate dal passato che ancora ci trasciniamo.

    Critica è una parola che rimanda al greco kríno, che vuol dire “giudico”, “valuto”,”interpreto”. Ogni giudizio, ogni valutazione comportano una crisi delle idee che finora hanno regolato la nostra vita, e che forse non sono più idonee ad accompagnarci nella comprensione di un mondo che si trasforma anche senza la nostra collaborazione. Chi non ha il coraggio di aprirsi alla crisi, rinunciando a quelle idee-mito che finora hanno diretto la sua vita, non guadagna in tranquillità, ma si espone a quell’inquietudine propria di chi più non capisce, più non si orienta. Ma forse l’orientamento vuole proprio una de-mitizzazione dei miti un tempo funzionali e oggi dis-funzionali alla comprensione del mondo, vuole un radicale superamento dell’inerzia della mente, della sua passività, per un pensiero avventuroso che sappia liberarsi delle idee stantie, per incontrare le idee nuove, da non bruciare sul nascere, ma con le quali intrattenersi, perché le idee sono fragili come i cristalli, ma talvolta cariche di una forza capace di distruggere le nostre abitudini mentali. Non sempre sono “idee chiare e distinte” come voleva Cartesio, spesso sono solo abbozzi di interpretazioni, che però consentono alla mente di allargare i suoi orizzonti,e a noi di diventare più tolleranti, perché più aperti e più capaci di comprendere, quindi di vivere.
     Milano, 6 settembre 2009

    ecc..

    Quello che si evidenzia è che CI VUOLE CORAGGIO NEL SAPER AFFRONTARE OGNI CAMBIAMENTO DEL TEMPO, CAMBIANDO PRIMNA PROPRIO SE STESSI PER SVINGOLARSI DA TUTTO IL CONDIZIONAMENTO STORICO E SOCIALE DI CUI E’ IMPREGNATA TUTTA QUESTA NOSTRA SOCIETA’ CHE CHIAMIAMO MODERNA.

  25. Buona sera, Epimeteo!

    […] Se oggi, “la nostra teologia è l’economia, quel tempio comune che accoglie tutti e dal quale i mercanti non sono stati cacciati” (Hillman, Forme del potere, pag 11), come sommo sacerdote di quel tempio, il potere non governa come un re a cui bisogna assolutamente ubbidire, e neppure come un dittatore con una polizia segreta o con dogmi pedagogici per indottrinare la gioventù, non ha un programma politico, né un partito nazionale, niente chiese, niente credo, preti o sacre scritture..
    Nella sua incarnazione economica il potere agisce attraverso la pervasività delle sue idee, e la civiltà che ne nasce è tenuta insieme non dalle idee, di bellezza, verità, giustizia, pace, convivenza di popoli, ma dalle idee di commercio, proprietà, prodotto, scambio, valore, profitto, denaro, che in modo inconscio governano la vita dell’uomo occidentale e, per imitazione, dell’uomo del pianeta.
    Chi riesce ad impadronirsi di quest’ordine di idee, ormai depositate nell’inconscio collettivo, e a condirle con la seduzione dell’eccessiva semplificazione e della semplicità, com’è nello stile di propaganda delle destre del mondo capitalistico, offre pace mentale senza fatica mentale, perchè, scrive Hillman:

    Le idee semplici, o semplificate al di là di quanto possano esserlo, appaiono comode perchè non danno problemi, perchè si depositano tranquillamente nella fanghiglia in fondo alla mente, dopo aver dissolto ogni tensione e ogni complicazione, nonostante l’avvertimento di Einstein: “Tutto dovrebbe essere semplice come può esserlo, ma non di più.” (pag. 15)

    Trattandosi di pervasività inconscia con cui il potere condiziona la nostra mente, sarebbe allora tempo che la psicologia, la psichiatria, la psicoanalisi si destassero dal torpore profondo in cui sono assopite e capissero che sono le idee dis-funzionali del mondo di oggi ad aver bisogno della nostra cura psicologica più che le ferite del bambino interiore del passato. Certo i nostri problemi continuano ad essere dentro la nostra vita, ma la nostra vita è vissuta entro “campi di potere”, come li chiama Hillman (pag. 19) che sono le nostre città, con i loro uffici, capuffici, le loro fabbriche…la finanza e le sue speculazioni, gli affari e i loro profitti…
    Questo sistema è collettivo e solo secondariamente individuale, per cui i sentiemnti di fallimento, impotenza e frustrazione che assalgono una singola persona possono benissimo essere le angosce dell’anima collettiva che si riflette sull’individuo. Il pensiero degli antichi Greci non poteva nemmeno immaginare l’anima dell’individuo separata dall’anima della città. Sarebbe opportuno che la psicologia recuperasse questa antica intuizione e, uscendo dalla camera da letto di mamma e papà, cominciasse a curare le idee dis-funzionali che percorrono la nostra società e non soltanto i portatori e le vittime di queste idee.
    Se infatti, osserva Hillman, “non è l’individuo la causa di gran parte della più diffusa sofferenza, non potrà nemmeno esserne l’oggetto di cura” (pag. 19)

    Al potere che ci forgia non con costrizioni fisiche o con limitazioni di libertà, ma con idee che fanno riferimento alla sicurezza (dalle assicurazioni alle telecamere, dalle porte blindate alle prigioni), al consumo (come disponibilità, abbondanza, opulenza, spreco, status symbol), alla passività (davanti ai media, incantati dallo spettacolo, dalla celebrità, dal successo che innescano processi imitativi nel più assoluto misconoscimento della propria individuale personalità), al narcisismo individualistico (nel più completo disinteresse delle sorti della colletività, per la quale non si riesce neppure a pensare ad un futuro significativo) al potere che marcia su queste idee semplici, dove ciò che si celebra è solo l’inerzia dello spirito, occorre contrapporre, scrive Hillman “il potere delle idee che non rifuggono dalla visione immaginativa, dal pensiero avventuroso”, dalla chiarificazione intellettuale, promossa da anime alla disperata ricerca del potere della mente da contrapporre all’impotenza che sperimentano.
    Ma anche quando andiamo alla ricerca di nuove idee, le strategie educative messe in atto dal potere fanno di tutto per impedirci di maneggiarle bene, per cui le bruciamo troppo rapidamente, ce ne liberiamo mettendole immediatamente in pratica perchè, come scrive Hillman:

    “Sembra che con un’idea sappiamo fare un’unica cosa: applicarla, trasformarla in qualcosa da poter usare, per cui una buona idea è buona perchè fa risparmiare tempo e denaro. E così l’idea muore proprio nel momento stesso della sua applicazione. Non più, come dicevano gli Stoici, logos spermaticos, idea seminale generatrice, ma idea da mettere in pratica […] come se gli uccelli esistessero solo per essere messi in gabbia” (pag. 22, 23)
    Il fatto che un’idea riesca a persuaderci e perfino a convertirci, demolendo abiti mentali a cui pure eravamo affezionati, ci dà un potere immenso su quelle idee scontate su cui marcia il potere senza che neppure ce ne accorgiamo….
    Ma per questo ci vuole scuola, università, libri, biblioteche, laboratori scientifici, congressi, conferenze, competenze linguistiche ed informatiche, con buona pace di quanti, in nome dell’utilitarismo, oggi unico generatore simbolico di tutti i valori, si vantano di non aver bisogno di attingere a nessuna idea, che è l’esatta definizione della supina accettazione e della passiva subordinazione al potere esistente.

    (U. Galimberti, “I miti del nostro tempo”: Cap 7 Il mito del potere; paragr. 2 Il potere e il controllo delle idee)

  26. Mel, dammi lo stacchetto per l’uscita… 😀

  27. Stacchetto per Val

  28. stacchetto per farsi 4 risa

    se ippo balla, possono ballare tutti!!!!

  29. Ippo ballerino si chiama Ippo Cippo..

  30. baila!!!

  31. C’ era una volta una volta Ippo Cippo
    che con tutto se stesso voleva ballare
    ma ogni volta faceva na cippa
    per il suo troppo peso
    si sentiva obeso.
    Ma Ippo Cippo non si arrendeva
    e più tenace si accendeva

    un, due, tre provava e riprovava
    finchè la sua danza non trionfava

    e la sua danza trionfò
    e lui come piuma leggera
    ballò
    e riballo
    e ballò…
    di nuovo!!!!

    (mi scuso per la digressione,
    storia che non si riferisce a nessuno)

  32. ***

  33. 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀
    😀 Una Buona Domenica a Tutti 😀
    😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

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