Potessero le mie mani sfogliare

Potessero le mie mani sfogliare
Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.

Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.

T’amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!

 
Federico Garcia Lorca

12 Risposte

  1. “Ma soltanto la fedeltà crea i forti. Perché non si può essere fedeli in un campo e infedeli in un altro. Chi è fedele è sempre fedele.”

    de Saint-Exupery, Cittadella

  2. Oggi è il compleanno di Giuseppe ! Auguri ! 🎂🍰<-non credo escano le Emoticons comunque ci provo 🎂🍰🎈🎉🎈🎉Auguri Auguri Auguri per tutto ciò che desideri !

  3. Tantissimi AUGURI caro Giuseppe. Ti auguro infinite gioie. Gabriele

  4. Pensavo… e fu subito volo pindarico.

    “Pronuncio il tuo nome”… cura per “Non cercare mai di dire il tuo amore; amore che non può essere mai detto…” (Blake)
    Nell’era del Grande Fratello è il momento della “Nomination” che prelude ad una eliminazione. E di fatto il sacrificio della libido si risolve nella rinuncia all’Immagine di… “un cielo stellato”: sorgerà un nuovo mondo, centro di un nuovo sistema, …
    Ma siamo ancora ai primi tentativi: la creazione, a noi umani, ci riesce ancora in questo modo, oppure così, non molto dissimile da quest’altro:

    “Anche la notte ti somiglia,
    la notte remota che piange
    muta, dentro il cuore profondo,
    e le stelle passano stanche.
    Una guancia tocca una guancia –
    è brivido freddo, qualcuno
    si dibatte e t’implora, solo,
    sperduto in te, nella tua febbre.
    La notte soffre e anela l’alba,
    povero cuore che sussulti.
    O viso chiuso, buia angoscia,
    febbre che rattristi le stelle,
    c’è chi come te attende l’alba
    scrutando il tuo viso in silenzio.
    Sei distesa sotto la notte
    come un chiuso orizzonte morto.
    Povero cuore che sussulti,
    un giorno lontano eri l’alba.”

    (“The night you slept”, Cesare Pavese)

  5. Unendomi alla preziosa voce dei nostri cari amci, sarà pure la miliardesima volta che diciamo sempre le stesse cose, ma sempre perchè da sempre l’amore e l’amicizzia di affinità sono ab-aeterne.

    😀 AUGURONI CARISSIMO IMMORTALE POETA ERRANTE AMICO MIO 😀

  6. Graffiti… da un mondo che tramonta, all’alba di uno nuovo:

    o luce amica
    o fresca sorgente della luce
    quelli che non hanno inventato né la polvere né la bussola
    quelli che non hanno inventato né il vapore né l’elettricità
    quelli che non hanno esplorato né i mari né il cielo
    ma quelli senza cui la terra non sarebbe la terra
    gibbosità tanto più benefica della terra deserta
    ma più che mai la terra
    silos in cui si preserva e matura ciò che la terra ha di più terrestre
    la mia negritudine non è pietra, la sua sordità scagliata contro il clamore del giorno
    la mia negritudine non è una federa d’acqua morta sull’occhio morto della terra
    la mia negritudine non è cattedrale o torre
    essa affonda nella carne rossa del sole
    essa affonda nella carne ardente del sole
    essa scava l’oppressione opaca con la sua diritta pazienza.

    Per il Kailcedrat reale evviva!
    evviva per coloro che non hanno mai inventato niente
    per coloro che non hanno mai esplorato niente
    per coloro che non hanno mai donato niente

    ma essi si abbandonano vinti all’essenza delle cose
    ignorati dalle superfici ma coinvolti nel moto di ogni cosa
    indifferenti a dominare ma partecipi al gioco del mondo

    in verità i primi figli del mondo
    porosi a tutti i respiri del mondo
    aia fraterna per tutti i respiri del mondo
    letto non drenato di tutte le acque del mondo
    scintilla del fuoco sacro del mondo
    carne della carne del mondo viva del moto stesso del mondo!
    Tiepido primo mattino di virtù ancestrali

    Sangue! Sangue! tutto il nostro sangue ebbro del cuore maschio del sole
    che sanno la femminilità della luna dal corpo d’olio
    l’esaltazione riconciliata dell’antilope e della stella
    quelli la cui sopravvivenza cammina nella germinazione dell’erba!
    Evviva cerchio perfetto del mondo e conchiusa concordanza!
    Ed ecco alla soglia di questo primo mattino la mia preghiera virile
    di non sentire né risa né grida, gli occhi fissi a questa città che profetizzo bella
    dammi la forza dello stregone
    dà alle mie mani potere di modellare
    dà al mio cuore la tempra della spada
    non mi sottraggo. Fa della mia testa una testa di polena
    e di me, cuore, non fare né un padre
    né un fratello
    né un figlio, ma il padre, ma il fratrello, ma il figlio,
    né un marito, ma l’amante di questo unico popolo.
    (La mia negritudine, di A. Césaire, traduzione di M.L. Mazzini)

  7. Un grandissimo abbrccio per te, mio caro Gabriele e… tantissimi auguri a Giuseppe! 🙂

  8. Ti abbraccio anch’io. Baci.

  9. -si può sfogliare la luna –

    con le mani dell’arte.

    su Garsia , non fare l’ngenuo!

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