Ancora Blake

(William Blake, Ancient of Days, 1794)

9 Risposte

  1. Questo scritto è già molto noto,
    ma lo ri-posto,
    perchè tocca le corde del cuore
    (una ad una):

    Una notte un uomo fece un sogno.
    Sognò di passeggiare lungo la spiaggia con il Signore.
    In cielo balenavano scene della sua vita.
    Per ciascuna scena notò due serie di orme sulla sabbia:
    una apparteneva a lui e l’altra al Signore.
    Quando gli fu balenata davanti agli occhi l’ultima scena,
    si voltò a guardare le orme
    e notò che molte volte lungo il cammino vi era una sola serie di impronte.
    Notò anche che questo avveniva durante i periodi più sfavorevoli
    e più tristi della sua vita.
    Ne rimase disorientato e interrogò il Signore.
    “Signore, tu hai detto che se io avessi deciso di seguirti,
    tu avresti camminato tutta la strada accanto a me,
    ma io ho notato che durante i periodi più difficili della mia vita
    vi era una sola serie di orme.
    Non capisco perché,
    quando avevo più bisogno di te,
    mi hai abbandonato.”
    Il Signore rispose:
    “Mio amato figlio, io ti voglio bene e non ti abbandonerei mai.
    Durante i tuoi periodi di dolore e sofferenza,
    quando vedi solo una serie di orme,
    quelli sono i periodi in cui io ti ho portato in braccio.”

    http://www.google.it/imgres?q=braccio+lina&hl=it&sig=104894211643919625980&biw=1279&bih=664&tbm=isch&tbnid=k7lVsafD7dSNHM:&imgrefurl=http://isantesi.wordpress.com/2012/03/08/i-borroni/lina-e-miriam-giuditta-e-leonarda-ciuccarelli/&docid=JfNVIvlmrPMkRM&imgurl=http://isantesi.files.wordpress.com/2012/03/lina-e-miriam-giuditta-e-leonarda-ciuccarelli.jpg&w=600&h=801&ei=hKpqUNjEOujg4QSjl4DABg&zoom=1&iact=hc&vpx=773&vpy=33&dur=794&hovh=259&hovw=194&tx=122&ty=172&page=1&tbnh=140&tbnw=105&start=0&ndsp=18&ved=1t:429,r:3,s:0,i:77

  2. uno delle poesie più antiche della letteratura italiana:

    Laudato sii, o mio Signore,
    per tutte le creature,
    specialmente per messer Frate Sole,
    il quale porta il giorno che ci illumina
    ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
    di te, Altissimo, porta significazione.

    Laudato sii, o mio Signore,
    per sora Luna e le Stelle:
    in cielo le hai formate
    limpide, belle e preziose.

    Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e
    per l’Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo
    per il quale alle tue creature dai sostentamento.

    Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,
    la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.

    Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,
    con il quale ci illumini la notte:
    ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.

    Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,
    la quale ci sostenta e governa e
    produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.

    Cantico delle creature

  3. errore:

    invece di:
    porta significazione.

    è:

    porta il segno

  4. …E’ la luce che dà, nel tempo, azione al colore… ed un’azione è un pensiero che si manifesta!
    “Un piccolo gesto ci rivela la mondo, sicchè dobbiamo perfezionarlo, pensare ai dettagli, apprenderne la tecnica fino a quando non diventi qaulcosa di intuitivo. L’intuizione non ha niente a che vedere con la routine: riguarda piuttosto uno stato d’animo che travalica anche la tecnica…” (Coelho) Quei movimenti, a lungo andare e dopo molti allenamenti, entreranno a far parte della nostra esistenza: è il momento in cui l’arciere si immedesima nell’arco, nella freccia e nel bersaglio! (Follia sacerdotale?)

  5. La venerazione che provo per il creato,
    aumenta ogni volta
    che osservo il miracolo
    di un tramonto
    o la bellezza della luna.

    Mahatma Gandhi

  6. Errata corrige…”Un piccolo gesto ci rivela AL mondo…”

    “Un piccolo gesto ci rivela al mondo, sicchè dobbiamo perfezionarlo, pensare ai dettagli, apprenderne la tecnica fino a quando non diventi qualcosa di intuitivo. L’intuizione non ha niente a che vedere con la routine: riguarda piuttosto uno stato d’animo che travalica anche la tecnica…” (Coelho)
    Quei movimenti, a lungo andare e dopo molti allenamenti, entreranno a far parte della nostra esistenza: è il momento in cui l’arciere si immedesima nell’arco, nella freccia e nel bersaglio! (E’ Follia sacerdotale!)…

    “…Voi siete gli archi da cui i vostri figli come frecce vive
    sono scoccate.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi
    piega e vi flette con la sua forza perché le sue frecce
    vadano veloci e lontane.
    Fate che sia gioioso e lieto questo vostro esser piegati
    dalla mano dell’Arciere:
    Poiché come ama la freccia che scaglia, così Egli ama
    anche l’arco che è saldo.” (Gibran Kahlil Gibran, in “Dei figli”)

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