Autunno

9 Risposte

  1. Non è forte chi non cade mai ma colui che cadendo ha la forza di rialzarsi
    (Johann Wolfgang Von Goethe)

    Vincere vuol dire soffrire, perchè bisogna superare le insidie che dominano l’ anima, vuol dire superare l’ impossibile.

    L’ ostacolo va annientato, altrimenti, diventa sconfitta; diventa veleno e il veleno è il dolore più infido, per l’ anima.

    TU SEI CONDANNATA A VINCERE, NON TE LO DIMENTICARE, PERCHE’ SAI AMARE, SAI SOGNARE E SAI PENSARE.

  2. Non occorre abbattere l’ostacolo, che potrebbe essere lì per darti una coordinata utile al tuo orientamento, oppure potrebbe ispessirsi ai tuoi tentativi di abbatterlo… Bisogna essere come l’acqua… Si dice anche: “buttare il cuore oltre l’ostacolo”.

  3. Altre interpretazioni per “buttare il cuore oltre l’ostacolo”:

    https://gabrielelaporta.wordpress.com/2012/01/27/tomba-del-tuffatore/

  4. Sono d’ accordo, l’ ostacolo può darti un orientamento, ossia, qualcosa di sbagliato che c’ è in te; l’ acqua è fluida, scivola…. , il cuore salta e vince l’ ostacolo.

  5. Può essere un ostacolo per te pensare che sia sbagliato un punto di orientamento, quindi scegli di… “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, cioè: non pensare a come andrà a finire, che vuol dire anche “essere come l’acqua”…
    Nel commento che ho dato al post “tomba del tuffatore” (lo hai letto?), immaginavo un uomo che non ha davanti nessun ostacolo poichè il vero ostacolo è alle spalle e sono i barbari che invadono il suo territorio protetto dallo strapiombo sul mare… Immaginavo un salto d’amore verso la libertà e non certamente un suicidio. Quello stesso strapiombo è invece un ostacolo per i barbari invasori, che magari non sanno nuotare…

    Puoi farmi altri esempi di ostacoli che in realtà sono coordinate non decifrabili a chi non conosce la “terra” che vuole annientare?

  6. Gli uomini rari eroichi e divini passano per questo cammino de la difficoltà a fin che sia costretta la necessità a concedergli la palma de la IMMORTALITA’. Tutto deve passare per la via pratica….. Anche il grandioso Castaneda, nel suo noviziato sciamanico con l’interstellare Don Juan Matus, fu costretto dalla necessità di sperimentare coraggiosamente il suo sapere, gettandosi nel vuoto di un profondo precipizio e provando come l’emanazione dell’aquila che lui aveva risvegliato e l’aveva salvato da una morte certa per qualsiasi mente ordinaria.

    Più si riesce a risvegliare la fenice, più questa riesce anche a materializzarsi attraverso il corpo fluidico. Divino tramite fra questo materiale grossolano mondo e i mondi trascendentali dell’anima.
    E’ con questo indefinibile divino fluido cosmico che esseri superiori di ogni tempo hanno compiuto azioni che da qui, per minore conoscenza abbiamo chiamato miracoli.

    Ma con queste parole, se me lo concedete, vorrei anche elogiare lo spirito libero e ribelle della mia forte libera guerriera Veronica che due anni fa si è buttata da 4.500 metri d’altezza per sfidare e provare a se stessa il suo innato immortale coraggio….

    😀 Provare per credere questa è la via, il resto sono solo parole 😀

  7. Cara Valeria, leggo adesso il tuo post, condivido il tuo pensiero coraggioso, tutta la tua opera è un’ arte, un sapere, una continua ricerca.

    Ti leggo, ma le tue parole non sono come l’ acqua… che sguizza e costruisce il sentiero, per supera l’ ostacolo…. .

    VALERIONA, SEI L’ UNICA , A VOLTE, CHE QUANDO TI LEGGO, MI FAI ” STUDIARE, “……………. , AHAHAHA. SEI TREMENDA.

    Mi chiedi, esempi di ostacoli ?

    L’ ostacolo più grande è non trovare la verità e non trovare la libertà, d’ essere in pace con se stessi,

    il peggiore dramma della vita, è non essere in armonia con se stessi.
    La fortuna non sono i soldi e le ricchezze, a me piacciono e non mi lamento, sono distaccato e cavalco il drago.

    Però un uomo che costruisce la vita sulla ricchezza e non trova l’ armonia dell’ anima, costui diventa un dannato, perchè non gode, non possiede i frutti. Ma sono i beni che lo posseggono: la peggiore esperienza dell’ anima.

    Attenzione, però ! LA PACE NON E’ FIGLIA DELLA POVERTA’ .

    LA PACE E’ FIGLIA DEL PENSIERO.

    QUESTI SONO GLI INGANNI DELLA VITA., MIA CARA.

  8. L’uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare… deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finché un dio non lo chiama.

    Platone

  9. Buon risveglio e buona domenica, caro Prof!

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